SOLIDARIETA’ ALL’ARCI XANADU’

L’ITALIA SONO ANCH’IO.

Sabato 8 ottobre, il solito gruppo di neo fascisti ha affisso davanti all’ingresso del circolo Arci Xanadu’ uno striscione con la scritta: “NO AI FALSI ITALIANI”. Con questa non particolarmente intelligente affermazione i neo fascisti intendevano, si presume, esprimere il loro dissenso alla campagna “L’ITALIA SONO ANCH’IO”, per il diritto di cittadinanaza degli immigrati, la cui presentazione si è svolta in via Varesina,  al circolo Arci Xanadù, domenica 9 ottobre, dalle ore 15, con lo spettacolo CITTADINI NON SOLO IMMIGRATI.

La campagnaL’Italia sono anch’io” è promossa, in pratica, da tutte le associazioni della società civile che operano sul fronte migratorio, Acli, Arci,Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco, dall’editore Carlo Feltrinelli e dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, Presidente del comitato promotore.

Le due proposte di legge di iniziativa popolare assegnano , da un lato, il diritto di essere cittadini del Paese nel quale si nasce, un ruolo di primario rilievo; dall’altro, attraverso il riconoscimento del diritto di voto amministrativo per chi risiede per un periodo congruo (5 anni), mirano a eliminare una ingiustizia che rischia di minare il principio del suffragio universale a livello territoriale, impedendo a milioni di persone di partecipare pienamente alla vita della comunità dove vivono.

Il Comitato Provinciale dell’Anpi di Como esprime la sua piena solidarietà al Circolo Arci Xanadu’, e invita tutti i suoi iscritti e simpatizzanti a firmare per l’attuazione delle due leggi. Si può firmare entrando nel sito

www.litaliasonoanchio.it

Per informazioni, info@litaliasonoanchio.it






RICUCIRE L’ITALIA

“Ricucire l’Italia”

Milano / 8 ottobre 2011

Il Presidente Nazionale dell’ ANPI, Carlo Smuraglia, interverrà sabato 8 ottobre a Milano alla manifestazione “Ricucire l’Italia” indetta da Libertà e Giustizia all’Arco della Pace.

Il programma della manifestazione “Ricucire l’Italia” sabato 8 ottobre, a partite dalle 14,30 all’Arco della Pace.

Presenta Luisella Costamagna con un saluto del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e sul palco, con Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti.

Presenti i giornalisti Marco Travaglio, Lirio Abbate, Claudio Fava, Michele Serra e Franco Siddi segretario Fnsi; i costituzionalisti Lorenza Carlassare e Valerio Onida, gli storici Paul Ginsborg e Salvatore Veca; gli ex magistrati Bruno Tinti e Giuliano Turone, che presenterà un brano dello spettacolo di teatro civile La diritta via, la Costituzione e Dante Alighieri senza distinzione di razza né lingua.

Ci saranno inoltre, la filosofa Roberta De Monticelli e il sociologo Marco Revelli, lo scrittore Corrado Stajano, Massimo Donadi per il comitato referendario, Stefano Pareglio, Elisabetta Rubini e Simona Peverelli per Libertà e Giustizia, Onorio Rosati per la Camera del lavoro di Milano, Carlo Smuraglia per l’Anpi.

Nel corso della manifestazione sarà proiettato un contributo video di Moni Ovadia, che, nel rispetto della festività ebraica di Yom Kippur non sarà presente sul palco.

Ancora: Paolo Limonta dei Comitati X Milano, Emanuele Patti di Arci Milano, Assunta Sarlo per Usciamo dal Silenzio, Edda Boletti delle Girandole.

Libertà e Giustizia, si riconosce nel MANIFESTO firmato da Gustavo ZAGREBELSKY e nato nel corso del seminario di studi a Poppi

Aderiscono alla manifestazione: Anpi Nazionale, Arci Milano, Camera del Lavoro di Milano, Circoli LeG, Comitati X Milano, Le Girandole, Articolo 21, Cgil nazionale.

La segreteria nazionale dell’Anpi invita tutte le ANPI provinciali a partecipare con loro delegazioni.

Info: http://www.libertaegiustizia.it/ricucire-litalia   

Su http://www.libertaegiustizia.it/ricucire-litalia/ricucire-litalia-il-manifesto/   il manifesto dell’iniziativa firmato da Gustavo Zagrebelsky.

FOTO DEL DUCE, NON SI FERMA LA POLEMICA

Anche il sindacato dei lavoratori statali, per bocca del suo segretario Matteo Mandressi, esprime sdegno e sconcerto per le foto del Duce affisse in un luogo pubblico, l’ufficio dell’anagrafe di Cantù, da un impiegato appartenente alle fila di Forza Nuova. ” Se, per qualche motivo, dice Mandressi, la cosa dovesse continuare a venire tollerata, faremo un esposto alla Procura della Repubblica. Al di là di chi sia stato, continua Mandressi, me la prendo con l’amministrazione: nonostante sia stata messa a conoscenza, non sembra che voglia intervenire immediatamente”.

Sabato infatti, l’assessore al personale di Cantù, Maurizio Farano del Pdl, interpellato in proposito aveva risposto:” Mi pare che si sia perso il senso della misura: è da vedere se per il pubblico le immagini di Mussolini siano un fastidio oppure no”.

Mandressi spiega inoltre che i dipendenti pubblici sono soggetti, per contratto, ad avere cura del locale in cui lavorano. Non è possibile affiggere alcuna foto con riferimenti politici, l’unica foto di un politico ammessa è, per legge, la foto del presidente della Repubblica.

INCREDIBILE A CANTU’

Ci è stato recentemente segnalato da un iscritto che, negli uffici dell’anagrafe del Comune di Cantù (un luogo pubblico), Franco Liva, impiegato municipale nonchè consigliere comunale di Forza Nuova a Pigra, abbia affisso tre immagini di Benito Mussolini, senza che nessuno all’interno del Comune sia intervenuto o abbia provveduto a farle togliere.
E’ inaudito come in questo Stato ancora covino le più pericolose nostalgie.
L’Anpi ha diramato un comunicato ed ha intrapreso i passi necessari alla rimozione immediata dei ritratti e per la sanzione a chi li ha affissi.

Como 30 settembre 2011

E’ incredibile, ci viene segnalato che nei locali dell’ufficio anagrafe del Comune di Cantù, dove il pubblico attende di accedere agli sportelli, sono affisse tre immagini di Benito Mussolini, senza che i responsabili amministrativi e quelli politici abbiano espresso critiche e preso l’unico provvedimento possibile, quello di togliere i ritratti e di sanzionare il comportamento dell’impiegato responsabile.

L’A.N.P.I. Di Como esprime la più vibrata protesta per l’offesa che viene arrecata alla convinzione democratica dei cittadini e per il disprezzo della Costituzione della Repubblica e della legge applicativa che vieta l’apologia del fascismo e ogni forma di riorganizzazione del movimento liberticida che tanti lutti ha arrecato al popolo italiano. Riservandosi di compiere un’azione decisa presso la magistratura, chiede al Sindaco di Cantù di prendere provvedimenti tempestivi e adeguati in proposito.

L’Ufficio di Presidenza

Guglielmo Invernizzi

Luciano on. Forni

Renzo on. Pigni

UNA BUONA NOTIZIA, ERA ORA!

Carissimi vi segnalo l’allegata mozione che ieri sera a larghissima maggioranza (26 voti favorevoli e 13 non votanti) e passata durante i lavori del Consiglio di zona sei Milano.

A memoria è la prima circoscrizione Milanese che ha raccolto l’appello dell’ANPI per esprimere parere contrario alla ignobile proposta di legge 3442 e si evidenzia il seguente capitolo finale: 
 il Consiglio di zona 6 impegna il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ad adoperarsi in tutti gli ambiti possibili affinché la proposta di cui sopra non diventi mai Legge dello Stato, evitando così lo sfregio alla memoria della Resistenza e alla Costituzione nata da essa;  si impegna altresì a promuovere iniziative volte al recupero della memoria e dei valori della lotta di liberazione dal nazifascismo.
che  porta un impegno preciso verso il Comune Milanese e una boccata di salubre aria frizzantina…   che sia veramente il vento delle nostre montagne.???
Ringraziandovi per l’attenzione, il nostro plauso va naturalmente a tutti i consiglieri, ed al Presidente di Circoscrizione che ci hanno sostenuto in questa operazione.
Ivano Tajetti.
Coordinatore ANPI Milano zona 6

ABOLIZIONE DEL 25 APRILE – NUOVA PROVOCAZIONE

Il Pdl: festeggiare il 18 aprile non il 25

L’odg di un parlamentare accettata dal governo come raccomandazione. Smuraglia: “Una provocazione”.

È stata resa pubblica la notizia che il governo ha accolto “come raccomandazione” l’ordine del giorno presentato dal parlamentare bolognese del Pdl, Fabio Garagnani, contenente la proposta di sostituire il 25 aprile con il 18 aprile 1948, “giorno delle elezioni politiche vinte dall’allora Democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi”.

Secca la replica di Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’ANPI. “Una provocazione dell’on. Garagnani e una follia del governo che l’accoglie come raccomandazione. Penso che non se ne farà nulla. Ma se ci provassero troverebbero la ferma opposizione di tanti italiani che li farebbero rapidamente desistere”.

CONFERENZA CON GANAPINI

Primo appuntamento, sabato pomeriggio in Biblioteca Comunale a Como, per il ciclo di incontri organizzato dall’ANPI di Como, in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, su Fascismo, Antifascismo, Costituzione. Il professor Luigi Ganapini, direttore della Fondazione Isec di Sesto San Giovanni, ha tenuto una approfondita relazione di fronte a un pubblico attento e interessato, di oltre una cinquantina di persone.    Introdotto – a nome della sezione di Como dell’Anpi – da Luciano Forni e da Luca Michelini, Luigi Ganapini ha ripercorso in un’appassionata e affascinante ricostruzione le linee fondamentali della storia dei 150 anni dell’Unità italiana. Ha infatti esordito sottolineando l’importanza, in quest’anno di celebrazioni, di tornare a riconsiderare anche l’origine della nazione italiana, senza nascondersi i problemi di quella fase risorgimentale, ma anche senza dimenticare che ci fu – in quel momento – una fondamentale “unità di intenti”, nonostante le molte differenze di pensiero, tra i protagonisti e i gruppi che condussero al nuovo Stato. È stata questa la chiave di tutto l’intervento: provare a smontare e a rimontare i diversi pezzi che hanno concorso a fare la storia d’Italia: il risorgimento, la prima guerra mondiale, il fascismo, la seconda guerra mondiale, la repubblica sociale italiana, la resistenza, la liberazione e la fase costituente.

Ganapini non si nasconde mai i problemi: né quelli storiografici né quelli politici, ma è capace di riassumerli con un tono sicuro e ironico (anche autoironico) che coinvolge chi ascolta e indirizza possibili ulteriori approfondimenti; senza farlo pesare, suggerisce persino via via una sorta di bibliografia di riferimento, ripercorrendo alcuni testi che per lui sono stati fondamentali (e anche alcuni testi fondamentali scritti da lui). In poche frasi essenziali rende evidente quanto il revisionismo storico “alla Pansa” sia privo di fondamento e dettato solo da intenti diffamatori. Con chiarezza esemplare disegna il rapporto fondativo dell’ideologia e della pratica politica del fascismo con la guerra, demolendo qualsiasi ipotesi “buonista” sull’“errore” mussoliniano dell’ingresso nella seconda guerra mondiale a fianco di Hitler. Ma non cede nemmeno alla facile scorciatoia di considerare la repubblica sociale italiana una sorta di “paradosso della storia” senza sostanza, e quindi ne considera tutti gli aspetti, anche quelli meno rassicuranti per una ricostruzione “mitologica” della storia dell’opposizione al fascismo. Né si nasconde i problemi del variegato mondo resistenziale, dove lottavano con obiettivi finali anche diversi, ma  fianco a fianco e avendo di mira un primo fondamentale risultato – la sconfitta del fascismo e la fine dell’occupazione nazista –, comunisti, socialisti, cattolici, badogliani eccetera.

La conclusione del percorso è quindi di nuovo sulla sottolineatura dell’“unità”, da cui era partito col risorgimento: un’unità non appiattita nell’omologazione, ma arricchita da molte diverse declinazioni.

Il coinvolgimento della platea è stato evidente nella continuazione del pomeriggio: più di un’ora di domande interessate e di risposte sempre essenziali, ma mai di routine, e sempre intercalate da ammiccamenti (“ma vi siete portati i panini? perché con queste domande stiamo qui fino a notte…”).

Un ottimo inizio per il ciclo del’Anpi, che proseguirà, il 15 ottobre, con l’intervento di Leonardo Paggi, autore di Il popolo dei morti. La repubblica italiana nata dalla guerra. 1940-1946 (Il Mulino, Bologna 2009), su “La resistenza e la nascita della Repubblica”, e a novembre, in data ancora da fissare, conl’intervento di Claudio Pavone, autore del noto saggio Una Guerra Civil SETTEMBRE e (1995) edito da Bollati Boringhieri.

Fabio Cani, ecoinformazioni, 18 settembre 2011.

MARGHERITA HACK

Margherita Hack: le feste laiche non si toccano

Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) il commento della scienziata Margherita Hack alle proposte del governo per fronteggiare la crisi dei mercati finanziari:

“Concordo pienamente con la vostra presa di posizione. Mi sembra che con la scusa del risparmio si procede nella direzione di voler cancellare quelle che sono state le tappe più significative della recente storia d’Italia, della riconquista della democrazia, delle lotte partigiane dopo la buia parentesi della dittatura fascista e delle leggi razziali.

25 aprile, 1 maggio, 2 giugno sono tre date di immenso significato per la nostra democrazia e dobbiamo opporci a questa vergogna.”

Margherita Hack

NO ALL’ ABOLIZIONE DEL 25 APRILE

No all’abolizione della festa del 25 aprile

Numerose proteste per la volontà del governo Berlusconi di abolire alcune festività laiche tra cui il 25 aprile (oltre al 1° maggio, festa dei lavoratori, e al 2 giugno, quella della Repubblica), ossia la giornata che celebra e ricorda la liberazione dell’Italia dai nazifascisti e il ritorno della dmocrazia.

Da qui una netta presa di posizione del Comiatato nazionale dell’Anpi. “Da quanto si apprende dai giornali – si rileva nel comunicato – tra i provvedimenti che il Governo si accinge ad adottare – in relazione all’aggravarsi della crisi – ci sarebbe quello dell’accorpamento di alcune feste “non concordatarie” nella domenica più vicina oppure al lunedì. Ancora una volta saremmo di fronte ad una misura che molti considerano di scarsissima efficacia e poco corrispondente all’equità e alla ragionevolezza, sempre necessarie quando si richiedono sacrifici. Un provvedimento che, guarda caso, riguarderebbe le uniche festività laiche sopravvissute (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno), dotate di grande significato storico e di notevolissima valenza politica e sociale”. 

“L’ANPI – si sottolinea – portatrice e sostenitrice dei valori che quelle festività rappresentano, non può che manifestare la propria, vivissima preoccupazione e chiedere con forza un ripensamento che escluda misure di questo genere, prevedendone altre che siano fornite di sicura e pacifica efficacia, non contrastino con valori storico-politici da tempo consolidati  e soprattutto corrispondano a criteri di equità politica e sociale”

COMUNICATO ANPI

NON SI TOCCHI

IL 25 APRILE

Nell’ennesima “manovra” il Governo ha deliberato, tra i tanti provvedimenti annunciati per far fronte ad una crisi fini a ieri negata e che rischia di travolgerci, di accorpare le “festività civili” nelle giornate di domenica.

Tra queste festività c’è il 25 Aprile.

Il 25 Aprile, come gli Italiani sanno (o dovrebbero sapere), è data sacra alla Patria, perché ricorda la libertà, la democrazia, la civiltà ritrovate (per tutti), la sconfitta del mostro nazifascista, il sacrificio dei tanti italiani che per questo si sono battuti, riscattando l’Italia dalla vergogna e dall’ignominia nazifascista che aveva contribuito a creare.

Vergogna e ignominia che altri Italiani, quelli della “repubblica di Salò”, hanno convintamente sostenuto e, da ultimo, difeso alle dipendenze dei nazisti e contro le scelte del Governo italiano. Italiani, questi ultimi, tra l’altro, che l’attuale Governo vorrebbe, con un disegno di legge in itinere in Parlamento, equiparare ai combattenti per la libertà.

Pensare di  cancellare il 25 Aprile, come fosse una qualsiasi sagra paesana, per risparmiare qualche milione, certamente reperibile in modo più giusto e più degno, significa ferire la coscienza civile degli Italiani e recare offesa irreparabile a chi è morto o si è battuto per la civiltà e la dignità della persona. Gesto odioso, in linea, del resto, con la pretesa sopra ricordata di riabilitare il peggiore fascismo, quello razzista e filonazista di Salò.

Chiediamo a tutti gli Italiani di difendere i valori resistenziali contro  questo mercatismo d’accatto, incapace di capire che l’Italia può riprendersi solo se spinta dai grandi ideali comuni. Vale molto di più infatti, anche economicamente, la coesione sociale, basata sul senso di identità e di appartenenza, che qualche milione raccattato in malo modo, svilendo quegli ideali e quei i valori.

ORA E SEMPRE IL 25 APRILE (NON ALTRA DATA) RIMANGA IL NOSTRO GIORNO DELLA MEMORIA E DELLA RICONOSCENZA.

             La Presidenza

                    A.N.P.I  Regionale Lombardia