NEGAZIONISMO A COMO

Forza nuova e il convegno antisemita

Ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, è emerso il vero volto di questa organizzazione nazifascista.
Forza nuova organizza, nel giorno della memoria una manifestazione che chiama “ Il pesce di aprile ebraico”  come se i milioni di morti nei campi di sterminio nazisti, fossero solo un brutto sogno, anzi un incubo.
Come ANPI l’abbiamo già chiesto nelle sedi opportune, ma ci ripetiamo, chiediamo che queste organizzazioni che niente hanno a che fare con la nostra democrazia perché si ispirano a ideologie cancellate dalla storia, vengano sciolte anche in virtù di quanto dice la nostra carta costituzionale.

Como 28 gennaio 2012.                  

NEGAZIONISMO E NEOFASCISMO A COMO

L’antisemitismo neofascista a Como

Forni sei falso come i forni di Auschwitz“: così recita l’indecente scritta apparsa sui muri dell’Istituto storico di via Brambilla, a Como; è firmata dal gruppo neo-fascista Ordine Nuovo, ma in effetti è farina del sacco di Forza nuova, organizzazione politica appena insediatasi in via Milano alta per contrastare, dichiara, “il degrado dell’immigrazione“. Prova che la scritta sia opera di FN è la lettera che il responsabile dell’ufficio stampa di FN-Lario ha indirizzato al Sen. Forni, il cui cognome ha dato spunto al vergognoso gioco di parole e la cui vita politica è tra le più limpide e positive dell’Italia democratica e repubblicana.

A leggere i testi di FN (la lettera recapitata e i testi consultabili su internet) si è posti di fronte all’ennesima declinazione delle ripetitive litanie neo-naziste e neo-fasciste, verbalmente aggressive, prevedibile preludio a qualche forma di violenza. Vi troviamo la critica del sistema economico-istituzionale vigente, fondato sul connubio tra strapotere bancocratico, massonico e comunista: i testi parlano di “capitalcomunismo” e gli obiettivi polemici sono tanto Monti, longa mano del sistema bancario-usuraio, quanto i paladini (se la prenderanno con Napolitano?) dell’estensione della cittadinanza. Vi è poi l’esaltazione di una nuova nazione, naturalmente fondata sulla purezza religiosa (cattolica), culturale ed etnica del “popolo” italico. Incardinata su corporazioni partecipative (ma non si parla di “corporazione proprietaria”) e sulla proprietà diffusa (forse nella speranza di costituire il nuovo punto di riferimento di medi ceti proprietari delusi da altre formazioni xenofobe e incalzati da processi di proletarizzazione), la società vagheggiata da FN passa, ovviamente, per lo scardinamento della vigente Costituzione.  L’obiettivo è instaurare una società radicalmente disegualitaria e gerarchica (“Gerarchia” fu la rivista ufficiale del fascismo), ispirata all’antico regime, incardinato su trono e altare e sulla distinzione in ordini. Si vuole insomma la sovversione dei principi democratici e della civiltà occidentale: all’umanità e quindi ai diritti individuali e all’eguaglianza davanti alla legge si vuole sostituire il gruppo – cioè un popolo, una razza biologica oppure una razza spirituale, religiosa, una stirpe ecc. -, che si definisce secondo i criteri i più diversi, ma sostanzialmente attraverso la distruzione del “diverso”: diverso per opinione politica, per morale professata, per religione, per obiettivi sociali perseguiti.

A questi principi s’ispira l’azione di FN nel comasco: ricordiamo la contestazione di Luxuria, e quindi l’omofobia, la contestazione delle iniziative (ospitate dallo Xanadù) volte ad estendere la cittadinanza agli immigrati, gli striscioni inneggianti la “moneta di popolo” e la lotta all’usura, l’individuazione del nuovo “nemico” da combattere nell’immigrazione e nei rom.  La scritta di via Brambilla è una tappa di questa escalation, che evidentemente vuole arrivare all’appuntamento delle amministrative e delle politiche.

La scritta è tuttavia particolarmente significativa, perché ha un dichiarato intento “negazionista“: è cioè volta a negare il dato di fatto dei campi di sterminio e della soluzione finale intesa come eliminazione fisica di popoli – anzitutto gli ebrei e i rom – , di oppositori politici, di supposti “degenerati” (dagli omossessuali ai disabili). Voglio ricordare un celebre passo di Primo Levi, che testimonia come le SS si rivolgessero ai prigionieri dei campi di concentramento con le seguenti parole. “In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma anche se qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme con voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei lager saremo noi a dettarla”.
Forza nuova è dunque un movimento da ricondurre in modo organico proprio a quell’universo politico e sociale che ha pianificato e realizzato la soluzione finale.

Sarebbe perciò gravissimo e imperdonabile errore sottovalutare la portata delle azioni politiche di FN o considerarla un interlocutore politico, come purtroppo è già avvenuto quando è stata ospitata in meeting di rilievo nazionale. Tanto più netta e chiara deve essere la presa di distanza da questa forza neo-fascista e antisemita, quanto più viviamo un periodo di crisi economica e sociale gravissima. Infatti, se le classi dirigenti europee non riprenderanno con decisione il cammino dell’integrazione politica e sociale e l’originario disegno europeista, dall’indubbio orizzonte liberale e socialista (rimando al “Manifesto di Ventotene”), rigettando le attuali assurde politiche deflazioniste, si aprirà inevitabilmente la strada all’esasperazione sociale, fucina di nazionalismo, di bellicismo, di consenso per aggregazioni come FN.

Da un lato FN è il sottoprodotto di una stagione culturale e politica che ha teso a minimizzare le colpe storiche del fascismo e che ha criticato, in nome di varie forme di elitarismo, i valori e l’architettura istituzionale della Costituzione. Dall’altro lato la presenza di FN sposta l’asticella del perimetro democratico sempre più in basso e a destra, facendo passare per “moderati” partiti che della xenofobia nazionalistica e dell’aggressività – per ora soprattutto verbale, e più con i deboli, che con i forti come i mafiosi, p.es. – hanno fatto un esplicito baluardo.

Di fronte ad  una pubblica opinione comasca che si distingue per non inorridirsi e prendere nettamente le distanze dagli editoriali di noti giornalisti che inneggiano, protetti da ricchissimi e altrettanto noti redditieri e imprenditori, allo scontro di civiltà e che bollano i rom come “ammorbanti” e come gruppo da espellere dal consesso sociale, è venuto il momento di ricordare, di non dimenticare, che la democrazia ha dovuto soccombere più che per la forza degli avversari, per la mancanza di coraggio, di organizzazione, di risolutezza, di lucidità e saldezza e intransigenza culturale e politica.

Luca Michelini, 26/01/2012.

ACQUA BENE COMUNE

APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

(25207 firmatari)

Logo_ForumIl 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Primi firmatari:
Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Luca Nivarra, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Vecchioni, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Riccardo Petrella, Maurizio Pallante, Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Padre Alex Zanotelli, Luciano Gallino

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI AI LAVORATORI

Milano, solidarietà ANPI ai lavoratori dei treni di notte

L’ANPI di Milano esprime la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori dei treni di notte licenziati e in lotta da oltre un mese per la difesa del posto di lavoro.
“Stiamo attraversando una gravissima crisi economica e sociale – rileva Roberto Cenati, presidente anpi Milano – caratterizzata dal sempre più preoccupante fenomeno della disoccupazione, soprattutto giovanile e dall’aggravamento delle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione. E’ sotto gli occhi di tutti lo svilimento in atto del lavoro, come diritto di ogni cittadino, sempre più carente e privato di tutele e diritti, oltre che di centralità e dignità. Tutto ciò costituisce una grave violazione di quanto previsto dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza che nei suoi Principi fondamentali, al primo comma dell’articolo 1, definisce l’Italia come “una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e all’articolo 4, sancisce il riconoscimento a tutti i cittadini, da parte della Repubblica, del diritto al lavoro e “promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”.
Ma i licenziamenti decisi da Trenitalia – si sottolinea – sono particolarmente ingiustificati e provocatori perché effettuati proprio nel periodo in cui si è celebrato il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

“Il servizio costituito dai treni di notte – si rileva – è sempre stato indirizzato a garantire, anche fisicamente, l’unità del nostro Paese, consentendo a migliaia di viaggiatori di raggiungere le località più lontane, comodamente e senza sottoporsi a pesanti disagi.
Con la soppressione di questo servizio Trenitalia ha reso di fatto estremamente difficili i collegamenti tra Nord e Sud della Penisola, contrapponendosi quindi con il licenziamento di oltre 800 lavoratori, allo sforzo di rendere sempre più solidale e unito non solo geograficamente il nostro Paese.
“Ecco perché – si conclude – la lotta dei lavoratori dei treni di notte è così importante. Non riguarda soltanto la legittima difesa del posto di lavoro, ma acquista un significato più ampio perché riguarda tutti noi e la società nel suo complesso. Ai lavoratori dei treni di notte e a tutte le loro famiglie così dolorosamente colpite va dunque l’affetto e la solidarietà dei partigiani e degli antifascisti milanesi”.

CASA POUND HA GETTATO LA MASCHERA

Casa Pound ha gettato la maschera”

Documento del Comitato nazionale Anpi

“Se ce ne fosse ancora bisogno, CasaPound getta definitivamente la maschera”. Inizia  così una nota del Comitato nazionale Anpi a commento delle gravi dichiarazioni da parte di rappresentanti del gruppo neofascista.

“Dopo essersi ammantata di “cultura” e di “socialità”, in varie occasioni, sia pure senza successo, visto che nessuno ormai è disposto a cadere nella trappola, adesso l’esultanza per la morte del magistrato Saviotti e l’esplicitazione della speranza che a questa morte ed a quella di Bocca ne seguano altre, hanno un significato inequivocabile che va addirittura al di là dei richiami al fascismo ed al peggior populismo, avvicinandosi molto all’istigazione alla violenza”.

“Vedrà la magistratura -si rileva – se esistono estremi di reato. Per noi, conta l’esecrabile fatto politico, che denunciamo come un episodio di inaudita ed inaccettabile gravità. Adesso, chi ha tollerato CasaPound, chi le ha concesso locali e sedi e ne ha favorito l’ascesa e lo sviluppo, ha solo la scelta fra una dissociazione aperta e definitiva oppure l’accettazione che diventi esplicita e pacifica la connivenza con un gruppo di questo tipo, davvero incompatibile col nostro sistema costituzionale e civile”.

“Quanto a coloro – si sottolinea – che hanno creduto, in buona fede, nella favoletta dell’innocenza, delle inclinazioni culturali e sociali di CasaPound, è davvero tempo che aprano gli occhi, si ricredano e prendano atto di una realtà che ora è divenuta addirittura agghiacciante. Per il resto, chiediamo con fermezza che la Costituzione venga fatta rispettare dalle autorità pubbliche e vengano finalmente applicate le leggi che vietano ogni forma di incitamento all’odio e alla violenza, così come ogni tipo di apologia del fascismo e di ciò che esso ha tristemente rappresentato”.

“Raccomandiamo – conclude infine la nota – alle nostre organizzazioni di vigilare, rifiutando – peraltro – qualsiasi tipo di provocazione”.

ATTACCO DI FORZA NUOVA ALLA SEDE DELL’ANPI

Vigliacca reazione dei fascisti comaschi contro l’ANPI

Una scritta di sapore chiaramente antisemita e di esaltazione del nazismo è stata prodotta dai fascisti comaschi di ordine nuovo (c’era infatti il loro logo) sulla parete esterna della sede ANPI di Como.

Si è voluto così reagire alla presa di posizione dell’ANPI contro le aggressioni ai cittadini extracomunitari avvenute a Firenze e altrove da parte di antidemocratici violenti.

L’ANPI nell’esprimere la più vivace protesta ribadisce le proprie convinzioni contro il razzismo e l’intolleranza a favore dell’integrazione e di una convivenza democratica ed efficace.

Le idee si difendono con il ragionamento e non con manifestazioni incivili che imbrattano edifici della città.

Questi gesti devono essere di monito anche per chì nei partiti, si fa paladino di proposte contrarie alla solidarietà con gli stranieri.

L’ANPI di Como

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE DI COMO
 
La misura è colma!
L’ANPI, Comitato Provinciale di Como esprime il proprio sdegno per la strage di Firenze in cui un fascista di Casa Pound ha assassinato due cittadini senegalesi, ferendone gravemente altri tre.
Si tratta di crimine orrendo a sfondo razzista maturato in un ambiente violento, che contesta le istituzioni democratiche e l’integrazione fra cittadini immigrati e italiani.
L’ANPI esprime il proprio dolore per le vittime e la solidarietà alla Comunità Senegalese, nota per la intelligente laboriosità e la capacità di collaborare con la realtà che la ospita.
La più ferma condanna l’ANPI esprime anche per il movimento fascista Militia che, con la scusa di promuovere attività culturali, esalta le esperienze e i modelli culturali del regime nazifascista, sconfitto dal popolo con la lotta di Liberazione conclusa nel 1945 e organizza, a Roma, azioni violente e intimidatorie, segnala che anche a Como Militia ha organizzato iniziative nelle sedi circoscrizionali nonostante la protesta dell’ ANPI.
L’ANPI chiede dunque lo scioglimento doveroso dei movimenti neofascisti, per dare concretezza al dettato costituzionale.
L’Associazione deve segnalare inoltre che nè le istituzioni democratiche, nè le forze politiche, comprese quelle progressiste, sono sensibili al pericolo di rigurgiti antidemocratici presenti anche a Como dove ha aperto una sede di Forza Nuova.
Per altro è segno di indifferenza o peggio di disprezzo lo stato di abbandono in cui versa il Monumento alla Resitenza Europea e la confusione che viene creata sul progetto “Fine della guerra 1940/1945” dove le esigenze turistiche fanno premio sulla realtà storica della fine del fascismo, che non può essere merce di scambio, perche è costata sacrifici e vite umane. L’ANPI chiede la mobilitazione di tutti i giovani democratici contro questo deprecabile torpore delle coscienze.
Il Presidente
 
15/12/2011  

ANCORA SUICIDI IN CARCERE

 ANCORA SUICIDI IN CARCERE

E’ ancora fresca la notizia della morte del giovane detenuto nel carcere Buoncammino di Cagliari, ancora tanto lo sgomento per l’ennesimo suicidio dietro le sbarre,ma non basta ad evitarci di apprendere l’ennesima tragica notizia. Sono stati registrati altri due morti nelle carceri italiane. Il numero dei decessi nei penitenziari italiani sale cosi’ a 179. Per cause ancora da accertare un detenuto nel carcere di Taranto e’ stato trovato morto sulla sua branda. Si tratta di Vincenzo Angelillo, di 40 anni. Il medicolo legale parla di “Morte naturale” sul referto, tuttavia i dubbi sorgono spontanei.
Dopo Vincenzo, a poche ore di distanza, sono morti un detenuto di nazionalità greca che si è impiccato nell’infermeria delle carceri di Civitavecchia, Roma, e un altro giovane detenuto straniero, un marocchino di soli 26 anni, nel carcere di Busto Arsizio: il giovane è morto dopo aver sniffato il gas della bomboletta usata per cucinare in cella. La cosa più drammatica è sapere che non ha retto pur sapendo che tra un mese sarebbe stato libero di uscire dal penitenziario. Non possiamo sapere cosa abbia spinto il ragazzo così giovane ad un gesto così estremo, proprio quando era arrivato a fine pena, forse la solitudine, forse le disumane condizioni di vita dentro le sbarre.

Il carcere dovrebbe servire ad aiutare i detenuti a pagare il proprio debito con la giustizia ma anche a rendere chi è stato condannato una persona migliore. Il carcere dovrebbe fornire una via per la riabilitazione, stare dietro le sbarre dovrebbe poter dare qualcosa anche di positivo a chi vive un’esperienza così forte. Purtroppo però spesso non è così.

Il ministro della giustizia Paola Severino a Bruxelles ha così “commentato” le recenti tristi vicende:  “Ho visitato il carcere; so quanto dolore ci sia nell’espiazione e quanto sia difficile affrontare tutto questo”.


GLI OMICIDI DI FIRENZE

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA – REGIONE TOSCANA esprime sgomento e sconcerto per quanto è avvenuto ieri a Firenze a danno della comunità senegalese, alla quale rivolge i sentimenti di solidarietà di tutti gli iscritti. Gli episodi che hanno insanguinato le vie cittadine e sconvolto la normale convivenza civile, si iscrivono in un fenomeno che, al di là della follia di un singolo, testimonia che l’ideologia di cui questo individuo era portatore, è essa stessa caratterizzata dalla follia, dall’odio e dal razzismo.

L’ANPI, per evitare qualsiasi pericoloso ritorno di un passato oscuro, si è sempre costantemente impegnata sul terreno della solidarietà, della cultura della pace e della eguaglianza fra i popoli.

L’ANPI ritiene che episodi di questo genere, al di là degli squilibri mentali di un singolo, sono il risultato di una cultura dell’intolleranza, dell’odio e del razzismo che non può avere cittadinanza in un sistema democratico. 

Ennio Saccenti – vice presidente vicario dell’ANPI Regionale Toscana
14 dicembre 2011

Il COMITATO PROVINCIALE ANPI di FIRENZE manifesta tutta la sua solidarietà alla Comunità Senegalese per il vile atto subito dai suoi componenti Samb Modou e Diop Mor, che hanno perso la vita e Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, gravemente feriti.

L’autore di questi ignobili ed infami crimini ha operato spinto dalla propria ideologia nazi-fascista e dall’odio razziale e xenofobo, la pubblicazione del periodico oltranzista Soglia e la partecipazione alle iniziative di Casa Pound lo confermano. 

Il Comitato Provinciale dell’ANPI ricorda di aver chiesto al Procuratore della Repubblica di Firenze di intervenire perché la Magistratura attui quanto disposto dalla Costituzione e dalle leggi Mancini e Scelba, quindi agire come previsto dal nostro ordinamento riguardo a tutte le associazioni che si richiamano a ideologie nazi-fasciste, portatrici anche di odio xenofobo e intolleranza.

Silvano Sarti – presidente Comitato Provinciale ANPI di Firenze
14 dicembre 2011


COMUNICATO ANPI BARONA

A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)

Sezione Barona

Ente morale”, D.L. n.224 del 5 aprile 1945”


Milano, 14 dicembre 2011

La sezione ANPI Barona di Milano, e il Comitato Antifascista per la difesa della

Democrazia Milano zona sei, invia le più sentite condoglianze ai famigliari, ai

fratelli”, a tutti i Senegalesi d’Italia colpiti dal tremendo lutto della strage di

Firenze.

Ancora una volta gridiamo “questa non è l’Italia che i Partigiani sognavano”…

Fascismo, razzismo, xenofobia… mali tremendi che gruppi “neo fascisti”

ripresentano ormai quotidianamente in questa Italia malata, ci vedono e ci

vedranno

maggiormente impegnati a proporre cultura, eguaglianza e giustizia.

Proponiamo ancora una volta che l’ANPI debba aprire le iscrizioni a tutti gli

ANTIFASCISTI senza cittadinanza, noi per primi dobbiamo essere per

l’inclusione e

non l’esclusione.

Terrore, violenza, paure, NO… non si tratta di follia, basta leggere i vari

comunicati

in rete, articoli di giornali e posizioni di sedicenti partiti e associazioni per capire

che

troppo è stato concesso dalla cosiddetta società civile, politica e istituzionale, alla

violenza al fascismo, al razzismo.

Occupiamo le periferie… non solo territoriali, spazzi abbandonati e indifesi, dove

l’ignoranza, la sotto cultura, la povertà, e la solitudine di spirito e d’ideali, la non

conoscenza della storia, crea di nuovo adesioni verso questi “pensieri” per cui i

Partigiani combatteranno e morirono, e per cui ora tutti noi siamo pronti a lottare.

Il fascismo è reato” lo dice la Costituzione, chiediamo l’applicazione della legge

Scelba (645). Chiediamo a tutta la parte sana del paese vigilanza e agire politico.

Ancora “Ora e sempre Resistenza”

Un fraterno abbraccio ai “migranti” ai fratelli Senegalesi.


Ivano Tajetti.

ANPI Barona Milano.


Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia Milano zona sei.

A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)

Sezione Barona – Via Modica 8 – 20143 Milano.