ARTICOLO 18 L’ANPI AL FIANCO DELLA FIOM

Lo sciopero del 9 marzo, l’ANPI è al fianco della Fiom

“L’ANPI è a fianco della Fiom in occasione dello sciopero proclamato per il 9 marzo 2012, condividendone le motivazioni e soprattutto quelle che vanno al di là del contingente sindacale (che è sempre doveroso lasciare alla competenza del Sindacato), ed investono questioni di principio, di fondo dello stesso sistema democratico”.

Inizia così una dichiarazione di Carlo Smuraglia presidente nazionale dell’Anpi che aggiunge: “In particolare, l’ANPI è fermamente convinta che  l’art. 18 dello Statuto rappresenta tuttora una garanzia di libertà, non risultando, peraltro, che la sua abolizione potrebbe in alcun modo giovare a risolvere il problema della crescita, dello sviluppo e della occupazione, che dipende da ben altri fattori e che deve essere risolto con provvedimenti organici, diretti unicamente e coerentemente a questi fini”. 

“E’ altresì nostra convinzione – aggiunge – che il problema della rappresentanza sindacale in azienda si risolva in un vero e proprio presidio di libertà, corrispondendo non solo alla necessità di una forte e positiva dialettica sindacale, ma anche e soprattutto all’esigenza di attuazione di uno dei princìpi fondamentali consacrati nell’art. 39 della Costituzione: le lavoratrici ed  i lavoratori hanno diritto ad essere rappresentati e tutelati, anche all’interno delle aziende, sempre e comunque, e in ogni caso indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto aziendale”.

“Quando si tratta di princìpi fondamentali, che attengono ai diritti civili, politici e sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, la linea di difesa apprestata dal Sindacato ci riguarda tutti, come cittadini e come persone, perché il lavoro e la dignità nel lavoro appartengono ai fondamenti della convivenza civile. Per questo solidarizziamo con l’iniziativa della Fiom, nella convinzione fermissima che, nella sostanza, i problemi sollevati riguardano l’intera collettività”

ATTACCO NEOFASCISTA A MILANO

Comunicato stampa

Sabato, 10 febbraio 2012 “Giorno del Ricordo” ore 17.00 presso la
Sala Polifunzionale del Comune di Milano “SEICENTRO” in Via
Savona 99 a Milano (Zona sei) alle ore 17.00 circa, una quindicina
di persone con viso coperto da maschere e passamontagna hanno
fatto irruzione nella sala Teseo dove è in esposizione, a cura della
Fondazione Memoria della Deportazione con il Patrocinio del
Consiglio di zona sei la Mostra: FASCISMO FOIBE ESODO “La
tragedia del confine orientale”
Imbrattare i cartelloni, lanciare volantini firmati FORZA NUOVA,
urlare contro la commessa e i cittadini in sala, ecco l’azione vile dei
“visitatori”. Al contrasto deciso dei presenti, i quindici lasciavano la
sala senza potere continuare l’opera di danneggiamento dei
cartelloni.
Sdegno e piena condanna dalle forze Democratiche della zona,
l’ANPI di Zona e Il Comitato Antifascista per la difesa della
Democrazia zona sei Milano INVITANO tutti i cittadini a visitare la
mostra domani… proprio per capire che la verità dà sempre fastidio
ai “fascisti” e proprio la verità particolare del Giorno del Ricordo
ancor più infastidisce chi da sempre confonde, infanga, inquina,
revisiona, fatti e azioni che sono la nostra STORIA.
Milano città medaglia d’Oro della Resistenza, non può accettare
questa forma di violenza fisica e di pensiero, ancora una volta la
nostra risposta democratica, civile e di presidio antifascista si
muoverà sul territorio raccontando verità portando cultura e
chiedendo alle Istituzioni e cittadini tutti, vigilanza e negazione di
qualsiasi spazio al fascismo, al razzismo.

Coordinamento ANPI Milano zona sei.

Comitato antifascista per la difesa della Democrazia zona sei Milano

COMUNICATO COMITATO ANTIFASCISTA

Con il comunicato che riportiamo integralmente il Coordinamento comasco antifascista e antirazzista prende posizione sull’iniziativa di Militia a Como: «Sabato 11 febbraio 2012, Militia, organizzazione dichiaratamente neofascista, realizzerà in piazza Duomo a Como una mostra sulla questione delle Foibe.  Ancora una volta la città sede del Monumento alla Resistenza europea subirà l’affronto da parte di chi si proclama apertamente fascista. E ancora una volta questo accadrà con il silenzio complice delle Istituzioni  repubblicane che, ricordiamo, sono nate grazie alla lotta di migliaia di partigiani».

Da anni stiamo assistendo ad un’opera di riscrittura della storia della Resistenza e in particolare delle dolorose e complicate vicende relative al confine orientale italiano. Queste terre erano e sono infatti un intreccio di questioni etniche, religiose, politiche, territoriali e statali che non si possono banalizzare e semplificare con slogan nazionalisti.

Dal punto di vista storico è  scorretto guardare alla questione delle Foibe e commemorarle nella Giornata del ricordo, astraendo questi tragici fatti dal contesto storico in cui essi avvennero, senza quindi indagare ciò che accadde prima del 1943: vent’anni di soprusi e violenze perpetrate dal regime fascista contro le popolazioni istriane in nome di una politica di “italianizzazione” forzata. Per non parlare delle persecuzioni, degli  eccidi e brutalità che subirono le genti sospettate di fiancheggiare i partigiani jugoslavi.

Per questi motivi, condanniamo con forza chi, come Militia, brandisce una tesi precostituita e strumentalizza fatti storici in nome di una “memoria italiana”, che tuttavia è solo di parte, in quanto le genti slave accusano proprio l’occupazione italiana degli stessi comportamenti di cui vengono accusate. 
Questo revisionismo, dal basso spessore culturale e dalla nulla attendibilità storiografica, tenta inoltre di equiparare, in nome della legittimità di tutte le forze in campo e della comune pietà umana verso i morti, i vinti e i vincitori, confondendo in una indistinta melassa buonista e patriottarda, responsabilità e valori, partigiani e repubblichini, fascisti e antifascisti.

Il Coordinamento metterà in campo nelle prossime settimane una serie di iniziative pubbliche a Como per sensibilizzare i cittadini e per ribadire che Como è una città antifascista e antirazzista». [Coordinamento comasco antifascista e antirazzista]

COMUNICATO ANPI MARIANO

Oggetto: Iniziative dell’Unitre in occasione del Giorno Del Ricordo

E’ con vivo stupore che apprendiamo che l’Università della Terza Età di Mariano – associazione che gode della nostra stima e del nostro apprezzamento per il ruolo che svolge nella comunità marianese – si avvarrà,per la celebrazione del Giorno del Ricordo, del prossimo 10 febbraio, della collaborazione del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia.

Come ANPI guardiamo con favore ed interesse ad iniziative che tengano viva la memoria sui fatti della nostra storia, compresa la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata celebrata nella Giornata del Ricordo, vittime tra le quali si contano anche molti partigiani italiani.

Riteniamo però estremamente negativa la presenza di un movimento, quello Nazionale Istria Fiume Dalmazia, che accanto agli interessi degli esuli italiani dai territori passati alla ex-Jugoslavia esprime posizioni politiche vicine all’ultranazionalismo nostalgico: sono infatti note la partecipazione dei suoi dirigenti alle commemorazioni neofasciste del Regime mussoliniano, la proposta al Governo di raffigurare il Duce sulle monete italiane e le proteste contro quelli che vengono definiti “assurdi privilegi” della minoranza slovena in Italia e che invece sono diritti sanciti dalla Costituzione e da accordi internazionali (si vedano ad esempio http://www.exilio.it/blog/geoBlog/documentazione.php?id=128 o http://www.atuttadestra.net/?p=41044).

Dal momento che conosciamo la sensibilità dell’Unitre su questi argomenti, ci stupiamo di questa scelta che ci sembra del tutto inopportuna. Confidando in una vostra risposta, ci riserviamo ulteriori prese di posizione alla luce dello svolgimento dell’evento.

Cordiali Saluti

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.)

Sezione di Mariano Comense – Cantù


10 ANNI DI STORIE IN MOVIMENTO

CONCORSO FOTOGRAFICO IN OCCASIONE DEI 10 ANNI DI STORIE IN MOVIMENTO E ZAPRUDER:

Ritratti del conflitto
Persone luoghi e simboli del conflitto sociale dall’antichità ai giorni nostri

LE ISCRIZIONI SONO APERTE!
TUTTI E TUTTE POSSONO PARTECIPARE!
SCADENZA 25 APRILE 2012

Comunicato stampa:

Dieci anni fa, il 2 febbraio 2002 (una data porta fortuna, secondo
numerologi e scaramantici) veniva lanciato in Rete l’appello da cui
sorsero l’associazione Storie in movimento (Sim) e la rivista di
storia della conflittualità sociale «Zapruder». Da oggi fino al maggio
2013 saranno messe in cantiere una serie di iniziative per festeggiare
il decennale.
Per cominciare, Sim e «Zapruder» bandiscono il concorso fotografico
“Ritratti del conflitto. Persone, luoghi e simboli del conflitto
sociale dall’antichità ai giorni nostri”.
Invitiamo a dare notizia e a fare circolare il bando allegato.
Invitiamo ad esporre il bando sotto forma di locandina.
Invitiamo coloro che sono interessati e interessate a partecipare con
uno scatto personale che sarà esposto nella mostra fotografica
allestita in occasione dell’ottava edizione del Simposio estivo di
storia della conflittualità sociale.

Il comitato di coordinamento di Storie in Movimento
2 febbraio 2012

PRESENTAZIONE DEL CONCORSO:

indirizzo e-mail: concorsofoto@storieinmovimento.org


NO TAV E COSTITUZIONE

VISTO
l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;
l’art 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
l’art.21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”;
l’art. 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”;
l’art. 42 della Costituzione: “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale”;

l’art. 2 lettera m) dello Statuto Nazionale dell’ANPI, che afferma che “l’ANPI ha lo scopo di: dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione”;

il documento politico approvato all’unanimità dal 15° Congresso Provinciale ANPI di Torino del 16 gennaio 2011 nel quale si afferma: “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’Articolo 41 della Costituzione”;
il comunicato della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
i documenti e i comunicati delle Sezioni ANPI di Nizza Lingotto, Chivasso, Martinetto, e del coordinamento delle dieci sezioni della Valle Susa e Val Sangone scritti tra l’11 dicembre 2010 e il 1° luglio 2011;
il documento scritto da Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università degli Studi di Torino, intitolato “NO TAV e Costituzione”;
l’appello unitario di centinaia di associazioni democratiche per il ripristino della legalità e della democrazia in Valle Susa del 7 giugno 2011;
gli appelli “Fermiamoli” del 26 giugno 2011 e “NO TAV Bene Comune” del 6 luglio 2011 firmati da numerosi intellettuali e amministratori antifascisti di livello nazionale e internazionale per la smilitarizzazione del territorio e per il ritorno al confronto politico e democratico;
l’approvazione del documento a sostegno dell’opera votato all’unanimità da tutte le forze politiche rappresentate alla Camera dei Deputati:

TENUTO CONTO
che in Val di Susa è in corso un’emergenza democratica;
che l’ANPI si è espressa e si esprime sull’emergenza democratica, sui diritti e su quanto previsto dalla Costituzione e non sull’opportunità ne sulla fattibilità dell’opera;
che il dissenso è tutelato dalla Costituzione ed è legittimato nei limiti della legalità;
CONSIDERATO
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 10 giugno 2011;
quanto emerso dal confronto, sia diretto e sia telematico, tra i militanti della sezione nel periodo giugno-luglio 2011;
quanto emerso dal confronto tra il comitato di sezione e gli iscritti durante la riunione apposita del 6 Luglio 2011;
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 15 luglio 2011;
la Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco – (e l’ANPI Barona di Milano)
CONDIVIDE E SOTTOSCRIVE
il documento della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
RICONOSCE

al Movimento NO TAV piena legittimità di dissenso e di resistenza civile, in quanto nella sua storia ultraventennale ha dimostrato la propria natura antifascista, democratica e non violenta, tipica dei movimenti popolari radicati sul territorio;

ai Comitati NO TAV la funzione costituzionale di presidio della democrazia, vissuto con metodo assembleare e comunitario, praticato come luogo sociale attivo e dinamico volto all’educazione e alla formazione di cittadini liberi, informati e consapevoli, in sintonia con i valori ed i principi della Costituzione nata dalla Resistenza;

alle centinaia di gruppi, associazioni e soggetti che partecipano al Movimento NO TAV il ruolo di promotori della cultura dei diritti umani e dei beni comuni, per una transizione a stili di vita sostenibili, il progresso civile, la tutela dell’equilibrio tra azione antropica e territorio montano;

a tutti i lavoratori il diritto inviolabile di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza;

all’ANPI, a qualsiasi livello, di esprimersi legittimamente su questioni che riguardano la democrazia, i diritti e la Costituzione;

ESPRIME

la propria solidarietà a quanti, cittadini, lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, famiglie della Valle Susa, vivono con preoccupazione e apprensione la trasformazione di un un’opera pubblica civile in una questione di ordine pubblico;

la propria preoccupazione in seguito alla degenerazione dei tavoli politici e tecnici in militarizzazione del territorio;

la differenza, in modo chiaro e inequivocabile, tra la Resistenza al nazifascismo, che fu lotta armata organizzata contro l’invasore nazista e la dittatura fascista, e la resistenza civile e non violenta del Movimento NO TAV;

CONDANNA CON FERMEZZA

la militarizzazione del territorio;

l’uso della violenza sotto qualsiasi forma e da qualsiasi parte provenga;

l’infiltrazione di individui violenti all’interno del Movimento NO TAV;

la propaganda dei mezzi di comunicazione che, salvo poche eccezioni, non stanno rappresentando la realtà dei fatti, in particolare sui costi dell’opera e sulle motivazioni tecniche di opposizione all’opera;

AUSPICA

l’immediata smilitarizzazione del territorio;

il ripristino della legalità democratica;

la riapertura in tempi rapidi del confronto politico, democratico e tecnico;

la divulgazione da parte dei mezzi di comunicazione delle ragioni democratiche e delle motivazioni tecniche di opposizione all’opera documentate dal Movimento NO TAV in oltre vent’anni di raccolta dati e di partecipazione dei cittadini; 

la restituzione alla cittadinanza del Museo Archeologico di Chiomonte, situato in località Maddalena e di tutti i siti ad esso collegati, per la fruizione locale, naturalistica, culturale, scientifica, accademica e turistica in generale;
l’avvio all’interno dell’ANPI a tutti i livelli e in tempi ragionevoli di un confronto sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
RICHIEDE
al Comitato Provinciale, all’Esecutivo Provinciale e alla Presidenza Provinciale ANPI di Torino di avviare in tempi ragionevoli e tenendo conto della massima disponibilità delle Sezioni, un confronto apposito interno all’ANPI, in particolare con il supporto delle Sezioni del territorio maggiormente interessate dall’opera, per la condivisione di informazioni e riflessioni sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
INVITA
le altre sezioni ANPI del territorio provinciale di Torino (e Milano) a prendere visione dei documenti citati e a discutere la questione;

il Comitato Provinciale, l’Esecutivo Provinciale, la Presidenza ANPI di Torino (e Milano) e i responsabili delle commissioni di lavoro provinciali ad avviare all’interno dell’ANPI, da settembre in poi e a tutti i livelli oltre che con l’ausilio di studiosi ed esperti, un confronto e un’analisi sui beni comuni, sulla relazione tra democrazia e territorio, distribuzione delle risorse, limiti dello sviluppo e transizione a stili di vita più sostenibili, in continuità con le decisioni del recente Congresso ANPI Nazionale, in continuità con il pensiero di Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torturato nella famigerata caserma di via Asti a Torino nel 1944, in continuità con la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 su acqua, energia e giustizia, e coerentemente con il prosieguo della ”nuova stagione dell’ANPI”, affinché questa si traduca concretamente in cammino collettivo per la costruzione di modalità e pratiche unitarie, nella pluralità e nella diversità, per l’antifascismo del XXI secolo.

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE DI BOLOGNA

Subject: FW: [BSF] Comunicato ANPI Provinciale su Forza Nuova

ANPI, Comitato Provinciale di Bologna
 
Bologna, 9 febbraio 2012
 
Riguardo alle manifestazioni di Forza Nuova a Bologna e Modena, l’ANPI Provinciale di Bologna esprime il proprio parere anche in risposta ad alcuni cittadini che, seppur in buona fede, affermano che la manifestazione sarebbe legittima se non crea danni e disordini in città.

A noi preme sottolineare e ricordare con fermezza che questo movimento di estrema destra persevera dichiaratamente con l’apologia del fascismo e specificatamente non ha mai rinnegato il fascismo di Mussolini né le ideologie xenofobe. Costoro si ispirano evidentemente, non solo nelle parole, ma anche nella gestualità, al vecchio fascismo. Quello stesso fascismo che trascinò l’Italia nella distruzione e nella catastrofe assolute, lo stesso che la storia ha inesorabilmente condannato e che l’Italia dovrebbe sempre tenere a memoria per le sue gravi nefandezze.

In conclusione, l’ANPI ritiene fuori dalla legalità coloro che aderiscono a questo movimento, e reputa inoltre grave la eventuale
responsabilità che le istituzioni hanno nel concedere loro spazi e
possibilità di manifestare.
 
Chiediamo alle istituzioni democratiche italiane il richiamo alla
memoria e al rispetto per le migliaia e migliaia di caduti che il nostro Paese pianse a causa del fascismo.

A.N.P.I. Provinciale di Bologna.


Per la Segreteria,
Ermenegildo Bugni

LE DICHIARAZIONI DI CARLO SMURAGLIA

Per le stragi naziste in Italia Berlino vince il ricorso alla Corte dell’Aja

Smuraglia: “Sui diritti umani non ci sono trattati che tengano”

Per le stragi naziste in Italia, Berlino vince il ricorso e vengono così bloccate le indennità alle vittime italiane.
La Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha infatti accolto le richieste della Germania. La Cassazione che l’aveva ritenuta mandante dell’eccidio di Civitella del 1944. Secondo i giudici dell’Onu, “un tribunale penale non può condannare uno stato sovrano”.

Il commento del presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia.

“Sono molto sorpreso e colpito da questa sentenza, di cui aspetto di leggere la motivazione per esteso, ma che mi sembra già contrastare con un principio recepito anche dalla nostra Corte Suprema di Cassazione, che cioè quando si tratta dei diritti umani, non ci sono trattati che tengano. In ogni caso ritengo che la sentenza, così come viene presentato il dispositivo, possa riguardare solo la materia risarcitoria nei confronti della Germania; e su questo avremmo modo di discutere.

La cosa più importante è che non cessi, in ogni caso, l’affermazione dei diritti e soprattutto non venga meno la ricerca della verità e della responsabilità e quindi si vada avanti nei processi in corso e in quelli che potranno ancora venire. Questa materia delle stragi nazifasciste del periodo dal ’43 – ’45, nella quale l’ANPI si sta impegnando a fondo, è di estrema importanza e delicatezza sul piano storico e su quello umano. E dunque la ricerca che da anni faticosamente si sta conducendo sulle responsabilità e sulla verità storica deve continuare senza soste.

Ne hanno diritto coloro, superstiti e familiari delle vittime che hanno subito direttamente le stragi ed ai quali un risarcimento dovrà pur essere assicurato, anche sul piano morale; ma ne ha diritto anche il complesso dei cittadini, consapevoli che senza rispetto dei diritti umani e senza il raggiungimento della verità non solo giudiziaria, nessuno può sentirsi al sicuro, perché  una parte dei diritti di ciascuno sarebbe seriamente compromessa.

L’ANPI, si batterà, dunque, perché si continui nel lavoro che da anni si sta compiendo, nei tribunali militari e nella società e perché lo Stato italiano faccia la sua parte sotto ogni profilo, nell’interesse del Paese e dei cittadini nel loro complesso, tenendo conto di quanto ha detto in modo esplicito la Corte di Cassazione e del diritto di ogni cittadino, proclamato dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, a rivolgersi ai Giudici ed ottenere giustizia”.

PRESIDIO ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

COMO, SABATO 4 FEBBRAIO

 

Un centinaio di persone hanno partecipato il 4 febbraio al presidio antirazzista e antifascista svoltosi a Porta Torre a Como. Una manifestazione pacifica alla quale hanno partecipato, oltre ad esponenti delle realtà promotrici, Federazione della Sinistra, Arci Como, Anpi sez. Di Como, Ass. Nazionale d’Amicizia Italia Cuba di Como,Giovani Democratici, Associazione Comogaylesbica, Fondazione Avvenire, Circolo Fumagalli, oltre a rappresentanti di altre realtà democratiche comasche: il Partito Democratico con l’onorevole Chiara Braga, il Collettivo Dintorni Reattivi, l’Anpi sez. Di Mariano Comense/Cantù, l’Associazione 3 Febbraio, Roberta Marzorati (Lista Per Como) e Gisella Introzzi, che sosterrà la candidatura a sindaco di Mario Lucini.

Nonostante il freddo pungente e il ghiaccio, i manifestanti hanno resistito, diffondendo tra i passanti le motivazioni che hanno portato alla nascita di un Coordinamento che difenda i valori di Antifascismo e Antirazzismo e sottolineando la preoccupante situazione in cui verge da tempo la città.

Soddisfatta l’organizzazione che si augura una partecipazione sempre più numerosa all’attività del neonato Coordinamento e una maggiore attenzione all’argomento da parte dei cittadini comaschi. [Jlenia Luraschi – ecoinformazioni]

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI DI COMO AD ALTAN

IL PICCOLO UOVO“, ultimo libro del disegnatore Francesco Tullio ALTAN, definito come ” odiosa cultura omosessuale insegnata ai bambini”, e un’invocazione ” ci vorrebbero i roghi in piazza!” lanciata sul web. Istigazione che fa tornare alla memoria i libri messi all’indice e bruciati nelle piazze nella Germania nazista di Hitler, a riprova, ce ne fosse bisogno, che la nuova destra non è poi così nuova.

IL PICCOLO UOVO è la storia di un piccolo pinguino rimasto orfano e adottato da una simpatica coppia di pinguini omosessuali. Inevitabili le polemiche nell’Italia bacchettona degli anni duemila: anche alla Giunta di Milano sono non si sono fatte attendere le proteste dei rappresentanti del centro-destra. Di diverso avviso Marco Volante, rappresentante della Lega Italiana Nuove Famiglie che parla di “assurdo tentativo di censura” e auspica che ” il libro di Altan venga acquistato come testo di educazione civica nele scuole comunali.

L’ANPI di Como, che da sempre si oppone all’emarginazione, all’omofobia e ad ogni ideologia che indichi il diverso da sé,  esprime la più viva solidarietà al bravissimo disegnatore ALTAN, e alla Associazione Gaylesbica.