25 MAGGIO, FIACCOLATA A FINO MORNASCO

FINO MORNASCO, PIAZZA DELLA TESSITURA

25 MAGGIO

ORE 20,00

FIACCOLATA DI SOLIDARIETA’ AL SINDACO GIUSEPPE NAPOLI

l’ A.N.P.I. Provinciale di Como, nell’esprimere sdegno per ogni tipo di intimidazione mafiosa, si dichiara solidale con il sindaco di Fino Mornasco Giuseppe Napoli, fatto bersaglio in questi giorni da vili minacce, e rende noto che sarà presente alla fiaccolata del 25 maggio.

Siete tutti invitati ad intervenire.

COMUNICATO ANPI NAZIONALE

“Le notizie circa l’orribile attentato avvenuto questa mattina a Brindisi colpiscono e preoccupano fortemente. Si tratta di un gravissimo e vile atto diretto a colpire la vita di giovani studenti e mirato ad una scuola, nei pressi di un Tribunale. Una vita spezzata e molte preoccupazioni per gli altri giovani colpiti. Un fatto tremendo, che suscita anche preoccupazioni vivissime per le sue caratteristiche, oltreche’ per la gravità; un fatto che esige una netta condanna, quale che ne sia la matrice, anche se molti elementi fanno pensare a un atto mafioso; ma spetta alle Autorità competenti accertare il movente e le responsabilità,  comunque gravissime per la convivenza civile e per la stessa democrazia. Un fatto contro il quale bisogna reagire con forza, con un nuovo impegno delle coscienze civili e democratiche e con una tangibile e concreta manifestazione, da parte di tutte le cittadine e i cittadini, della volontà di uscire dal baratro in cui troppi vorrebbero spingere il nostro Paese. Basta con la violenza, basta con i tentativi di destabilizzazione. Il Paese, già tanto provato dalla crisi, ha diritto di uscire da una fase oltremodo difficile e dura, nel solco della solidarietà, del rispetto della vita e della dignità delle persone, sulla via della speranza di un futuro migliore. Questi sono i sentimenti e le volontà che ogni ognuno di noi deve esprimere, assieme alla commozione, al cordoglio, alla solidarietà affettuosa per le famiglie e le persone colpite; sentimenti e volontà che mi sento di manifestare, in questo momento terribile, a nome non solo mio, ma di tutta l’ANPI”.                                        
 
 

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI

COMUNICATO ANPI DI MILANO

CHI FA APOLOGIA DEL FASCISMO COMMETTE REATO

Milano: identificare e denunciare i responsabili delle sfilate neofasciste

L’ANPI di Milano denuncia le sfilate neofascista. La denuncia della segreteria dell’ANPI Provinciale di Milano  si riferisce a quanto avviente, ormai da anni, il 29 aprile per commemorare Ramelli e Pedenovi in Piazzale Susa: “croci celtiche, saluti romani, divise nere, simboli funerei della repubblica di Salò, come testimoniato ampiamente dalle fotografie pubblicate sui principali quotidiani italiani”.     

L’ANPI Provinciale di Milano ha da sempre espresso la sua ferma condanna della feroce aggressione nei confronti del diciassettenne missino Sergio Ramelli, morto dopo oltre trenta giorni di atroce agonia e dell’uccisione del consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, Enrico Pedenovi. 

E si ricorda: “Nella seduta del Consiglio Comunale del 24 settembre 1985, l’allora Presidente dell’ANPI Provinciale di Milano Tino Casali nel denunciare “la vile uccisione del giovane missino Ramelli avvenuta nel 1975 e nell’auspicare che venisse fatta piena luce su quell’episodio come su altri gravi fatti di sangue che avevano drammaticamente colpito la nostra città (uccisione di Claudio Varalli, Alberto Brasili, Gaetano Amoroso, Fausto e Iaio ad opera di neofascisti) e offuscata la coscienza dei valori di fondo che regolano i nostri ordinamenti democratici” si chiedeva “quale  poteva essere l’etica morale e politica, che spingeva quei giovani di venti anni di una parte o dell’altra, ad aggredire e persino ad uccidere a sangue freddo dei loro coetanei”.

“Riteniamo che tutto ciò, oltre ad offendere la memoria di Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza, si pone in aperto contrasto con il carattere antifascista della nostra Costituzione, con quanto prevede la XII disposizione transitoria e finale della Carta Costituzione che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto Partito  fascista” e con quanto stabilito dalle leggi Scelba e Mancino.

Chiediamo quindi alle autorità che i responsabili di queste manifestazioni di aperta apologia di fascismo vengano identificati e denunciati, e alle Forze preposte alla difesa dell’ordine pubblico che le tetre sfilate che puntualmente ogni 29 Aprile hanno luogo nelle vie della nostra città vengano vietate, perché profondamente offensive del carattere antifascista di Milano e della memoria di chi ha sacrificato la propria giovane vita per restituire la libertà e la democrazia al nostro Paese”.

LETTERA DELL’ANPI AL SINDACO DI MEZZEGRA



COMITATO PROVINCIALE di COMO

 

 

Alla cortese attenzione della Sig.ra                                   Como 27 marzo 2012

avv. Claudia Lingeri

Sindaco di Mezzegra

 

Ogg.: storia e verità

 

Egr. sig. sindaco,

                           si è molto parlato nelle scorse settimane – non solo sulla stampa locale – della nuova targa recante immagini di Mussolini e della Petacci che i reduci della repubblica di Salò Le hanno chiesto il permesso d’affiggere  sul muretto di Villa Belmonte, ottenendo il Suo assenso.

 

Mezzegra non solo fu teatro degli avvenimenti conclusivi della Resistenza al nazi-fascismo, ma ha pure dato un doloroso contributo di sangue alla Lotta di Liberazione, con la vita di tre giovani concittadini caduti nella Battaglia di Lenno. Vogliamo perciò pensare che Sindaco e Giunta Comunale abbiano concesso il permesso non già come un atto d’omaggio alla memoria di un dittatore guerrafondaio, artefice di vergognose leggi razziali e causa di tanti lutti per il nostro Paese, né per ingraziarsi i suoi tristi e patetici epigoni, ma solo per un’operazione di verità storica.

 

Anche noi siamo sempre e comunque per la verità storica. Ed è sicuramente un contributo alla verità storica ricordare – grazie alla foto della Petacci – che il Duce del Fascismo, dopo aver trascinato l’Italia nell’orrore della guerra, in quei giorni dell’aprile 1945 stava vergognosamente cercando di fuggire all’estero, abbandonando il Paese al suo destino (ma trafugando oro e denaro), e abbandonando pure la sua famiglia (ma portando con sé la giovane amante). Le due foto illuminano più di molte parole la statura morale dell’uomo-Mussolini.

 

Le chiediamo di portare davvero a compimento il recupero della verità storica, rimuovendo la targhetta attualmente presente in località Giulino, di fianco al muretto della villa, recante la scritta “Fatto storico del 28 aprile 1945” – una targhetta sostanzialmente inutile, perché niente spiega – sostituendola con un’altra che racconti senza ipocrisie e rivendichi con orgoglio, per Mezzegra e per l’Italia, ciò che veramente avvenne in quel luogo storico: “Qui, il 28 aprile 1945, la Resistenza italiana pose fine al regime fascista, eseguendo la condanna a morte del dittatore Benito Mussolini”.

 

Riteniamo anche che sarebbe utile che nella piazza principale del paese, la piazza 28 Aprile 1945, venisse apposto un cartello di tipo turistico (giallo) che spieghi in sintesi i fatti accaduti: fermo della colonna nazista in ritirata, arresto e fucilazione di Mussolini quale ultimo atto della resa del fascismo. Così, daremo alle nuove generazioni e ai turisti una seria informazione sui fatti che, con l’epilogo di Dongo e Mezzegra, diedero inizio a un lungo periodo di democrazia nel nostro Paese.

 

Ma di questo possiamo occuparci in seguito. Nell’immediato, Le chiediamo di considerare  la proposta di sostituzione della targhetta a Giulino, da effettuarsi in contemporanea con l’apposizione della targa con le due foto, rendendoci eventualmente disponibili a provvedere noi stessi alla predisposizione del nuovo cartello.

 

Certi che vorrà prendere in considerazione la nostra proposta, in attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, la salutiamo cordialmente.

 

Per il Comitato Provinciale di Como

Il Presidente

Guglielmo Invernizzi

COMUNICATO SEZ. ISPRA

LETTERA IN RISPOSTA AL COMUNICATO DEL PRESIDENTE SMURAGLIA

Ci sembra doveroso esprimerci riguardo il comunicato Anpi Nazionale del presidente Smuraglia.

Secondo noi infatti la discrepanza tra la sensibilità della base militante dell’A.N.P.I. e il vertice è in quest’ occasione significativa.

L’Anpi non è un partito politico, ma un’associazione di liberi individui che si riconoscono nei valori della Resistenza. La Resistenza, come raccontano i partigiani che l’hanno vissuta e che da anni intervistiamo per la collana di libri “Il fiore meraviglioso”,  non va considerata solo alla stregua di un evento compiuto e finito nell’aprile del 1945, ma anche un modo di sentire umano, sociale,
politico e culturale che riguarda ogni individuo nello svolgimento della sua vita associata.

Come dice don Gallo: “il partigiano è colui che sceglie da che parte stare.”

Mai come oggi, secondo noi, con la crisi che viviamo l’A.N.P.I. deve sostenere la popolazione  ogni qual volta si batta contro gli abusi dei poteri forti. La Tav e la protesta che ha generato da oltre vent’anni, è forse l’unica situazione visibile a livello nazionale in cui una popolazione oppone resitenza a oltranza ad una devastazione ambientale inutile quanto dannosa, che impone un modello di vita e di sviluppo nel quale evidentemente non si riconosce. Il movimento Notav si compone di fasce sociali molto diverse, persone della valle e non, che oppongono solo con i propri corpi e la propria vita una resistenza tenace, rischiando anche limitazioni alla propria libertà personale. La nostra sensazione è che chi si beve i racconti ufficiali dei quotidiani sui cosiddetti “violenti”, con ogni probabilità, in Valsusa a portare solidarietà attiva, non c’è mai andato.

Infatti, quella dello Stato che attacca con la forza e anche con gas lacrimogeni tossici e proibiti da trattati internazionali (CS) la popolazione e i presidi sui terreni legittimamente acquistati  dal movimento notav.Violenza è anche quella di un governo che da oltre vent’anni ignora le motivazioni del movimento, non considerando opportuno nemmeno il “dialogo” con questa parte. Ricordiamoci che l’unico atto di violenza di cui l’informazione scandalistica ha potuto nutrirsi
per alcuni giorni è quello di Luca, che con nobile spirito si sacrificio si è arrampicato sul traliccio dell’alta tensione. Un gesto che non ci sembra certo tradire derive violente, ma simboleggiare come pochi altri il sentimento di una persona che ha deciso di mettersi in gioco per il bene della comunità, senza avere nulla da ricavarne per sé, proprio come la maggior parte dei partigiani. Come individui e come appartenenti all’A.N.P.I. ci sentiamo di appogiare questa forma di resistenza e di condividere i valori di giustizia, di libertà e di autodeterminazione cui si ispira.

“Ora e sempre Resistenza” a nostro avviso non può essere pura demagogia, ma deve avere un significato che si manifesti nell’agire quotidiano; nel resistere allo sfruttamento, nel battersi per i diritti dei migranti e dei più deboli, nella difesa ambientale, nel rivoltarsi alla crisi che ci è stata imposta e che è un diritto non voler pagare, nell’attivismo culturale, nell’antifascismo.

Siamo quindi sempre contenti di trovare in val di Susa bandiere dell’Anpi, e di vedere che tante sezioni, e specialmente come ovvio quelle piemontesi, esprimono questo sentire.

Sezione Anpi di Ispra.

LUTTO

LA SCOMPARSA DI MARIO SECCHI

La Sezione ANPI di Mariano Comense ricorda l’iscritto Mario Secchi, di cui oggi si sono celebrati i funerali presso la Chiesa di S.Stefano.

Mario, classe 1924, pur non avendo partecipato attivamente nella Resistenza, aveva contribuito a quella rinascita civile del nostro Paese, figlia del movimento di Liberazione. Era conosciuto in particolare per aver preso parte alla prima Festa dell’Unità in Italia, quella che si svolse il 2 settembre 1945 nei boschi di Mariano, occasione in cui Mario si era occupato di distribuire il vino ai partecipanti. Negli ultimi anni i giornali, locali e nazionali, lo avevano cercato come ultimo testimone di quell’evento che portò nella nostra città 200mila persone da tutta Italia all’indomani della fine della guerra.

Mario Secchi era malato da tempo, nell’ultimo anno era entrato e uscito più volte dagli ospedali per problemi renali. Eppure perfino pochi giorni fa, sebbene non potesse più uscire di casa, lo spirito era sempre quello di chi ancora si interessa alla vita civile marianese.

Con la scomparsa di Mario Secchi non ci lascia solamente un uomo sempre modesto e disponibile, ma la città di Mariano perde un po’ della sua storia. Sta a tutti noi non dimenticarlo.

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI AL POPOLO SIRIANO

La solidarietà dell’Anpi con il popolo siriano

La Segreteria Nazionale dell’ANPI, considerato che la tragedia del popolo siriano, sceso in piazza da tempo per rivendicare libertà e democrazia e perseguitato e colpito per questo, con l’uso spregiudicato della detenzione e delle armi, sembra non avere fine, né avere prospettive, in spregio dei diritti umani che tutti, a parole, richiamano come intangibili e inviolabili;

considerato altresì che i tentativi di porre fine a questa drammatica situazione, sono stati finora vanificati, non essendo servite né le sanzioni economiche, né le ulteriori e più efficaci misure proposte dalla stessa Lega Araba, ma bloccate per il veto di due Paesi (la Russia e la Cina); che peraltro non è più tollerabile una simile spirale di violenza e autoritarismo, contro un popolo inerme, che rivendica solo diritti fondamentali; 

esprime la più ferma protesta e indignazione per quanto sta accadendo in quel Paese e la più forte solidarietà nei confronti del popolo siriano;

auspica che, nell’ambito dell’Onu si trovino le convergenze necessarie per adottare d’intesa con la Lega Araba tutte le misure necessarie ed efficaci, per porre fine ad una situazione veramente drammatica, evitando peraltro il ricorso alle armi;

chiede che il Governo italiano si adoperi per favorire un’intesa fra tutti i popoli civili per contrapporre alla violenza e all’autoritarismo, lo spirito di fratellanza e di solidarietà che dovrebbe unire tutti i popoli nel sostegno e nella difesa dei diritti umani;
esprime solidarietà ed appoggio a tutte le manifestazioni e le iniziative che verranno adottate nel nostro Paese a difesa dei diritti del popolo siriano.

MILANO, 4 MARZO

Milano, il 4 marzo presidio antifascista alla Loggia dei mercanti

Domenica 4 marzo si svolgerà a Milano una iniziativa nazionale della organizzazione neofascista Fiamma tricolore, alla quale sono state invitate tutte le sigle del variegato schieramento dell’estrema destra, allo scopo di promuovere un appuntamento per tutto il neofascismo milanese e lombardo.  

Negli ultimi mesi a Milano – si legge in un comunicato del Comitato permanente antifascista – dobbiamo purtroppo registrare il reiterarsi di manifestazioni e iniziative di tipo dichiaratamente fascista, con l’apertura di nuovi punti di incontro e di riferimento oltre a  preoccupanti fenomeni di vandalismo politico contro sedi democratiche presenti nei quartieri della nostra città e della Provincia. 

Risale poi al 10 febbraio 2012, nel Giorno del Ricordo, la gravissima provocazione  messa in atto da elementi di Forza Nuova che, dopo aver fatto irruzione nella Sala Polifunzionale del Comune di Milano in Zona 6, hanno  imbrattato i pannelli della mostra su “Fascismo, foibe ed esodo” allestita con il patrocinio del Consiglio di Zona. 

La situazione che si è venuta a determinare nella nostra città suscita fondate preoccupazioni e necessita di una attenta analisi e di un costante monitoraggio, soprattutto da parte delle Istituzioni e delle Forze preposte alla Difesa dell’Ordine Pubblico. 

Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza- si sottolinea – non può accettare tali provocazioni che si svolgono in aperto contrasto con lo spirito e i principi della nostra Carta Costituzionale. 

La Questura di Milano ha disposto il divieto del corteo nazionale della Fiamma Tricolore “contro il governo Monti e la giunta Pisapia”, concedendo all’organizzazione neofascista solo un “presidio fisso” in piazza San Carlo.  

Il Comitato Permanente antifascista invita tutta la cittadinanza alla massima vigilanza e a partecipare domenica 4 marzo, a partire dalle ore 10,00 al presidio antifascista organizzato alla Loggia dei Mercanti, luogo simbolo di Milano,  sotto la quale sorge il sacrario dedicato ai Caduti per la libertà e ai deportati milanesi scomparsi nei lager nazisti.