COMUNICATO ANPI SEZ. COMO

COMUNICATO STAMPA:


UN INVITO ANTIFASCISTA AL SINDACO DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Apprendiamo positivamente la notizia dell’approvazione durante la seduta del  Consiglio comunale di Como  di lunedì 23 marzo scorso (17 voti favorevoli,  5 contrari, 4 astenuti) dell’ordine del giorno -che riportiamo di seguito-  proposto dai consiglieri Nessi Luigi e Vincenzo Sapere (lista Paco-Sel) e firmato da Eva Cariboni (lista Amo la mia città) da Italo Nessi (lista Como Civica) e Luca Ceruti (Movimento 5 stelle):

IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana, sorta dalla Resistenza, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista (ved. Legge Scelba n. 645 del 20/6/1952 e Legge Mancino n. 205 del 25/6/1993):
INVITA IL SINDACO
A coordinarsi con il Prefetto ed il Questore affinché organizzazioni che non si riconoscono nei valori antifascisti della Costituzione non abbiano agibilità sul territorio cittadino, relativamente alla concessione del suolo pubblico con gazebo e altre modalità.

Finalmente anche nel Consiglio comunale cittadino entra, seppur timidamente, il grave problema da noi più volte denunciato riguardante il dilagare di movimenti neofascisti, razzisti e omofobi nella città di Como, che sempre più spesso ottengono spazi e luoghi pubblici con estrema facilità, presentando semplicemente una domanda in carta bollata agli uffici comunali.

La realtà è che esiste ancora una scarsa cultura antifascista nello Stato italiano e nelle sue Istituzioni: troppo spesso le Autorità che dovrebbero garantire il rispetto della Costituzione applicano unicamente tiepide misure di monitoraggio,  prendendo in considerazione il fenomeno neofascista solo sotto il profilo dell’ordine pubblico, senza avvedersi che il problema è molto più serio e coinvolge i principi e le tematiche riguardanti i valori costituzionali e democratici.

Certo, siamo consapevoli che non sarà un ordine del giorno, seppur ampiamente lodevole,  a mutare radicalmente l’atteggiamento tenuto dalle Istituzioni locali nei confronti di questi fenomeni. Tuttavia, riteniamo positivo che la massima assemblea cittadina, su impulso dei Consiglieri che hanno proposto il testo, si sia espressa e abbia dato una chiara indicazione al Sindaco, al Prefetto e al Questore su quale sia l’impegno da tenere nel futuro: vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che non si riconoscono nel principio antifascista della nostra Repubblica. Come logica conseguenza auspichiamo il divieto a qualsiasi manifestazione di stampo e propaganda neofascista, razzista, omofoba e xenofoba.

Rinnoviamo il nostro invito a partiti, sindacati, associazioni democratiche comasche e alle/ai cittadine/i che si riconoscono nei valori antifascisti e democratici, ad unire le energie per costruire una grande battaglia culturale e politica, di informazione e controinformazione, che abbia come faro guida l’antifascismo e i valori della Costituzione, per disperdere ogni vocazione autoritaria e per ricreare la fiducia reciproca fra cittadini e Istituzioni.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

A MILANO SIA VIETATA LA PARATA NAZIFASCISTA

Appello Anpi a Milano: sia vietata la parata nazifascista

23 marzo 2015

 

Appello dell’Anpi milanese: sia vietata la parata nazifascista.

E’ stato sottoscritto da numerose associazioni democratiche e da diversi partiti ed è rivolto al prefetto, Francesco Paolo Tronca, al questore, Luigi Savina e al Sindaco Giuliano Pisapia.

“Non è più tollerabile – si legge nel documento – che Milano debba assistere ogni 29 aprile alla parata nazifascista che da anni deturpa la nostra città strumentalizzando il ricordo dei tragici episodi da noi duramente condannati, avvenuti quaranta anni fa, con l’uccisione del giovane Sergio Ramelli. Il 29 aprile prossimo ricorrerà il quarantesimo anniversario della morte di Sergio Ramelli.
L’esperienza degli anni passati lascia certamente presagire che tale pur legittima manifestazione di ricordo sarà il pretesto, come avvenuto in occasione delle manifestazioni precedenti, per frange di neofascisti di tutta Italia per inscenare l’ennesima parata militare con l’utilizzo e la magnificazione di simboli neonazisti e neofascisti”.

“Naturalmente – si sottolinea –  non si vuole mettere in discussione il fondamentale principio di libertà di manifestazione del proprio pensiero sancito dall’art. 21 della nostra Carta Costituzionale. È altresì vero, tuttavia, che tale principio incontra limiti ben precisi e anch’essi sanciti per Legge laddove si risolva nella apologia del fascismo”.

“Tutti noi rivolgiamo un forte appello al Sindaco di Milano e invitiamo il Prefetto e il Questore perchè quest’anno, a soli quattro giorni dal settantesimo della Liberazione, a due giorni dalla Festa del Primo Maggio e dall’inaugurazione di EXPO 2015, con la presenza di un nutrito numero di rappresentanze internazionali, non si ripeta questa grave offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza e venga impedita l’ennesima manifestazione di aperta apologia del fascismo che si porrebbe in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana e con le leggi Scelba e Mancino. Chiediamo pertanto, alla luce di quanto esposto, che la manifestazione e il corteo vengano vietati dalle Autorità competenti”.

Sottoscrivono l’appello:
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI Provinciale di Milano;
Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti – ANPPIA Milano;
Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna – AICVAS;
Associazione Nazionale Ex Deportati – ANED di Milano;
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC;
Federazioni Italiane Associazioni Partigiane – FIAP Lombardia ;
Camera del lavoro Metropolitana di Milano – CGIL;
CISL Milano Metropoli;
UIL Milano e Provincia;
Partito Democratico Area Metropolitana di Milano;
Partito Comunista d’Italia – Milano;
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Milano;
Sinistra Ecologia Libertà Milano – SEL;
ACLI Milano; ARCI; Centro Puecher.

Milano, 23 marzo 2015

MEDAGLIA A UN UFFICIALE REPUBBLICHINO

Chi ha deciso di dare una medaglia a un ufficiale fascista?

16 marzo 2015

 

Nel 70° della liberazione, a Montecitorio, viene consegnata una medaglia a ricordo di un ufficiale fascista della Repubblica di Salò? Sembra incredibile ma è proprio così. Chi ha deciso di concedere il riconoscimento alla memoria di Paride Mori, del battaglione “Benito Mussolini” che combattè a finco delle SS naziste?
E con quali criteri? Domande inquietanti che pretendono risposte certe e rapide. Esigenza di cui si fa interprete Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi:

“Ho appreso dalla stampa la notizia della consegna di una medaglia, in una sala della Camera dei deputati, dove si trovavano anche il Presidente della Repubblica e la Presidente della Camera, ad un fascista della Repubblica di Salò. La notizia appariva così incredibile (e grave) che sono stato lieto di apprendere, da una dichiarazione emanata dalla Presidenza della Camera, che la Presidente Boldrini non aveva dato alcun premio, né aveva in alcun modo concorso ad individuare il nome del “premiato” tra quelli meritevoli di onorificenza (sono parole pressoché testuali del comunicato della Presidenza della Camera). Altrettanto credo sia accaduto per il Presidente Mattarella, ma non è possibile anticipare nulla al riguardo, finché non ci sarà qualche comunicazione da parte del Quirinale”.

“Di certo – commenta Smuraglia – un’onorificenza è stata consegnata dal Sottosegretario Delrio e dunque a nome della Presidenza del Consiglio. Anche il Sottosegretario ignorava tutto? Sembrerebbe impossibile; comunque, chi ha proposto e deciso quella onorificenza proprio nell’anno del 70° anniversario della Resistenza? A quali criteri ha obbedito la speciale Commissione che valuta per la Presidenza del Consiglio le onorificenze? È veramente difficile accontentarsi della prospettazione di un “errore”, a fronte di situazioni che imporrebbero una vera sensibilità democratica. Pensiamo che su questo debba essere fatta chiarezza assoluta ed al più presto. Altrimenti dovremmo pensare che la Presidenza del Consiglio, che si propone di celebrare il 25 aprile e il 70° è disponibile, al tempo stesso, a riconoscere “i meriti” di chi militò dalla parte della dittatura, del fascismo, della persecuzione degli ebrei, degli antifascisti e dei “diversi”. Davvero, tutto questo appare inconcepibile; l’ANPI attende, comunque, chiarimenti precisi e definitivi e, soprattutto, che ognuno si assuma le responsabilità che gli competono. Dopo di che, prenderemo – a ragion veduta – le nostre posizioni di antifascisti e di combattenti per la libertà, che non conoscono né tentennamenti né ambiguità, ma si riconoscono nella vera storia del nostro Paese e nella Costituzione che lo regola e pretendono che altrettanto facciano le istituzioni.

 

 

70° DELLA LIBERAZIONE E REGIONE LOMBARDIA

Cosa sta facendo la Regione Lombardia per il 70° della Liberazione?

4 marzo 2015

 

Al Consiglio regionale della Lombardia, la presidenza del gruppo “Con Ambrosoli Presidente – Patto civico” ha presentato una interrogazione al presidente della Giunta regionale, Roberto Maroni, e all’assessore alle culture, identità ed autonomie, Cristina Cappellini, per conoscere “quale programma stia predisponendo la Regione Lombardia per ripercorrere, celebrare e studiare gli eventi della Resistenza”, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Naturalmente – spiega Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, in una nota – siamo in ansiosa e curiosa attesa della risposta”.

“Se in tanti Comuni e Regioni – aggiunge – si facesse una iniziativa del genere, forse faremmo un passo avanti per richiamare l’attenzione di tutti, cittadine, cittadini e istituzioni, sul fatto che quest’anno ricordiamo una delle pagine più gloriose della storia del nostro Paese, da cui è scaturita non solo la liberazione dalle truppe naziste e dalla dittatura fascista, ma anche una Costituzione moderna e democratica”.

LA SCOMPARSA DI MASSIMO RENDINA

È morto a Roma il partigiano Massimo Rendina

8 febbraio 2015

 

È morto a Roma il partigiano Massimo Rendina. Aveva 95 anni. Era vice presidente dell’Anpi nazionale.

Così lo ricorda Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI: La notizia della morte di Massimo Rendina, valoroso partigiano e vice presidente nazionale dell’Anpi, ci ha addolorati e sconvolti. Perdiamo un uomo coerente e limpido per tutta la sua vita, interamente dedicata ai suoi ideali. Non lo dimenticheremo mai, perché è stato uno dei capisaldi della Resistenza, dell’antifascismo, della cultura e della democrazia del nostro Paese. Per questo lo indicheremo sempre come esempio ai giovani e a tutti coloro che amano la libertà.

La notizia della morte è stata data dall’assessore alla Scuola con delega alla Memoria di Roma Capitale, Paolo Masini. “Ciao Comandante Max – ha scritto l’assessore – Rendina ha rappresentato una voce libera per Roma e per l’Italia, e l’esempio di come ai nostri giorni sia ancora possibile mettere in pratica e trasmettere in modo alto e nobile i valori di quella grande pagina della nostra Storia che fu la Resistenza“, ha concluso, annunciando che il Comune organizzerà delle iniziative per ricordare il partigiano.

Il cordoglio del sindaco Marino e del governatore del Lazio Zingaretti.

http://www.anpi.it/donne-e-uomini/massimo-rendina/
http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/02/08/news/e_morto_il_partigiano_massimo_rendina-106802643/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/08/massimo-rendina-morto-i-partigiani-piangono-comandante-max/1407000/

COMUNICATO ANPI

Aggressione fascista a Cremona

Domenica scorsa a Cremona si é verificata l’ennesima aggressione fascista di Casa Pound. Un cittadino, massacrato a colpi di spranga, é ricoverato in pericolo di vita. A confermare, se mai ce ne fosse bisogno, la natura intimamente antidemocratica e violenta, di questa come di altre formazioni neofasciste variamente travestite, natura già più volte accertata e sanzionata in diverse sentenze di Cassazione.
A ricordare alle autorità politiche, amministrative, dei corpi statali ed ai cittadini, che chi usa la violenza, il razzismo, la xenofobia per far rivivere le aberrazioni del fascismo e del nazismo , qui in Italia come in altri paesi d’Europa, deve essere contrastato: sul piano culturale, politico, istituzionale e giuridico.
Il limite all’art. 21 della Costituzione (libertà di pensiero e di parola) é il diritto/dovere di autodifesa della democrazia.

Non ci possono essere equidistanze, ieri come oggi, tra fascismo ed antifascismo.
Non ci sono solo i problemi di ordine pubblico, ma anche quelli di ordine repubblicano.
Le sottovalutazioni  delle istituzioni nel contrastare questi fenomeni di neofascismo, in crescita esponenziale nella nostra regione non hanno più giustificazioni ed é doveroso che le leggi Scelba e Mancini vengano rigorosamente applicate.

L’ANPI regionale di Lombardia, nell’esprimere solidarietà all’aggredito e gli auguri più partecipi per la sua guarigione, invita tutti, autorità e cittadini, ad una vigilanza attiva  e a porre in atto tutte le iniziative volte  a contrastare e sconfiggere, nelle coscienze e con la legge, quella vergogna della specie umana che é stato ed é il fascismo.

Milano, 20 gennaio 2015

La Presidenza
ANPI Regionale Lombardia

APPELLO DELL’ ANPI

APPELLO DELL’ ANPI AI PARTITI, ALLE ASSOCIAZIONI, ALLE CITTADINE E AI CITTADINI

 

RIFORME: ERA ( ED E’) UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA

 

Il 29 aprile 2014 l’ANPI Nazionale promosse una manifestazione al teatro Eliseo di Roma col titolo “Una questione democratica”, riferendosi al progetto di riforma del Senato ed alla legge elettorale da poco approvata dalla Camera.

Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti; ma adesso che si vorrebbe arrivare ad un ipotetico “ultimo atto” (l’approvazione da parte del Senato della legge elettorale in una versione modificata rispetto al testo precedente, ma senza eliminare i difetti e le criticità; e l’approvazione, in seconda lettura, alla Camera della riforma del Senato approvata l’8 agosto scorso, senza avere eliminato i problemi di fondo) è necessario ribadire con forza che se passeranno i provvedimenti in questione (pur non in via definitiva) si realizzerà un vero e proprio strappo nel nostro sistema democratico.

Una legge elettorale che consente di formare una Camera (la più importante sul piano politico, nelle intenzioni dei sostenitori della riforma costituzionale) con quasi i due terzi di “nominati”, non restituisce la parola ai cittadini, né garantisce la rappresentanza piena cui hanno diritto per norme costituzionali.

Una legge elettorale, oltretutto, che dovrebbe contenere un differimento dell’entrata in vigore a circa un anno, contrariamente a qualunque regola o principio (le leggi elettorali si fanno per l’eventualità che ci siano elezioni e non dovrebbero essere soggette ad accordi particolari, al di là di ogni interesse collettivo).

Quanto al Senato, l’esercizio della sovranità popolare presuppone una vera rappresentanza dei cittadini fondata su una vera elettività.

Togliere, praticamente, di mezzo, una delle Camere elettive previste dalla Costituzione, significa incidere fortemente, sia sul sistema della rappresentanza, sia su quel contesto di poteri e contropoteri, che è necessario in ogni Paese civile e democratico e che da noi è espressamente previsto dalla Costituzione (in forme che certamente possono essere modificate, a condizione di lasciare intatte rappresentanza e democrazia e non sacrificandole al mito della governabilità).

Un sistema parlamentare non deve essere necessariamente bicamerale. Ma se si mantiene il bicameralismo, pur differenziando (come ormai è necessario) le funzioni, occorre che i due rami abbiano la stessa dignità, lo stesso prestigio, ed analoga elevatezza di compiti e che vengano create le condizioni perche l’eletto, anche al Senato, possa svolgere le sue funzioni “con disciplina e onore” come vuole l’articolo 54 della Costituzione. Siamo dunque di fronte ad un bivio importante, i cui nodi non possono essere affidati alla celerità ed a tempi contingentati.

In un momento di particolare importanza, come questo, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, affrontando i problemi nella loro reale consistenza e togliendo di mezzo, una volta per tutte, la questione del preteso risparmio con la riduzione del numero dei Senatori, perché uguale risultato potrebbe essere raggiunto riducendo il numero complessivo dei parlamentari.

Ai parlamentari, adesso, spetta il coraggio delle decisioni anche scomode; ed è superfluo ricordare che essi rappresentano la Nazione ed esercitano le loro funzione senza vincolo di mandato (art. 67 della Costituzione)e dunque in piena libertà di coscienza.

Ai partiti, se davvero vogliono riavvicinare i cittadini alle istituzioni ed alla politica, compete di adottare misure e proporre iniziative legislative di taglio riformatore idonee a rafforzare la democrazia, la rappresentanza e la partecipazione anziché ridurne gli spazi.

Ai cittadini ed alle cittadine compete di uscire dal rassegnato silenzio, dal conformismo, dalla indifferenza e far sentire la propria voce per sostenere e difendere i connotati essenziali della democrazia, a partire dalla partecipazione e per rendere il posto che loro spetta ai valori fondamentali, nati dall’esperienza resistenziale e recepiti dalla Costituzione.

L’Italia può farcela ad uscire dalla crisi economica, morale e politica, solo rimettendo in primo piano i valori costituzionali e le ragioni etiche e di buona politica che hanno rappresentato il sogno, le speranze e l’impegno della Resistenza.

 

Dipende da tutti noi.

L’ANPI resterà comunque in campo dando vita ad una grande mobilitazione per informare i cittadini e realizzare la più ampia partecipazione democratica ad un impegno che mira al bene ed al progresso del Paese.

 

 

La Segreteria Nazionale ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)

 

                                                           Roma, 16 gennaio 2015

 

SCONCERTANTE VOTAZIONE ALL’ ONU

Sulla condanna del nazismo non ci possono essere dubbi”

 

Si è appreso, nei giorni scorsi, che in una Commissione dell’ONU è stato posto in votazione un documento di condanna del nazismo. Gli Stati si sono divisi; il documento è stato approvato, ma con significativi voti contrari e/o di astensione.
Ci ha colpito – spiega il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia – in particolare, vedere i Paesi europei, a partire dall’Italia, schierati sulla linea dell’astensione, così come il vedere, tra i voti contrari, anche quello degli Stati Uniti.

Le spiegazioni sono assolutamente insufficienti. Sulla condanna del nazismo, soprattutto in una fase in cui ci sono tanti rigurgiti di neo-nazismo, non ci possono essere dubbi, esitazioni o contrarietà, perché si è trattato di quello che alcuni hanno definito come “ il male assoluto” e tutti dovrebbero essere impegnati a non dimenticarlo.

In particolare – sottolinea il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia –  ci sembra grave che non si sia pronunciata a favore l’Europa (e, per quanto ci riguarda più da vicino, l’Italia), che ha vissuto praticamente in tutti gli Stati, l’orrore, la brutalità, la violazione dei diritti umani, da parte del nazismo. Non ci possono essere ragioni di opportunità, e tanto meno ragioni collegate alle presunte finalità di chi ha promosso l’iniziativa, che possano valere, in questo caso.

Quand’anche si dubitasse delle ragioni che hanno indotto a formulare quella proposta e quand’anche si ritenesse che anche lo Stato proponente meriterebbe un giudizio severo, per quanto riguarda i diritti umani, questo non toglierebbe che si trattava di esprimere una condanna severa del fenomeno nazista. Contro il nazismo e il fascismo, dopo le terribili esperienze vissute in Italia e in Europa, non si può fare a meno di schierarsi sempre in qualunque occasione; altrimenti perfino questa doverosa condanna rischierebbe di finire in un limbo di ambiguità, francamente non ammissibile e non accettabile quando si tratta di fenomeni devastanti come il nazismo.

MILANO, SABATO 29 NOVEMBRE

 

COMUNICATO ANPI

Sabato 29 Novembre 2014:  mobilitazione antifascista dell’ANPI di Milano nella giornata del tesseramento

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.
Il raduno neonazista, per i suoi contenuti antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.
L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perché intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo. L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica. 

MILANO: MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA

MILANO

SABATO 29 NOVEMBRE

MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA DELL’ ANPI DI MILANO

NELLA GIORNATA DEL TESSERAMENTO

 

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.

Il raduno nenoazista, per i suoi contenui antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.

L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perchè intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo.

L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  

L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica.   

 

Milano, 13 Novembre 2014

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano  

 

 

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.

 

Il raduno nenoazista, per i suoi contenui antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.

 

L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perchè intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo.

 

L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  

 

L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

 

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica.   

 

 

 

Milano, 13 Novembre 2014

 

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano  

 

 

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.

 

Il raduno nenoazista, per i suoi contenui antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.

 

L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perchè intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo.

 

L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  

 

L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

 

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica.   

 

 

 

Milano, 13 Novembre 2014

 

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano