L’ UNITA’ DEVE VIVERE

NOTE DALLA SEGRETERIA NAZIONALE

L’Unità deve vivere

 

L’Unità deve vivere.

Infatti, in una nota della segreteria nazionale, l’ANPI considera “non solo dolorosa, ma anche grave la chiusura de l’Unità per il danno che arrecherà all’informazione democratica e antifascista”.

“Un fatto che evidentemente non è stato tenuto nel dovuto conto da chi aveva la responsabilità di mettere in campo tutti gli strumenti utili per il superamento della crisi. Nell’auspicare e raccomandare, quindi, il massimo sforzo per un rapido riavvio della pubblicazione, giunga la solidarietà della nostra Associazione ai giornalisti e all’intero organico operativo che in questi ultimi mesi hanno dato prova di grande passione e profondo senso di responsabilità garantendo l’uscita del quotidiano pur senza percepire stipendio”.

RIFORME COSTITUZIONALI – DOCUMENTO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE

DOCUMENTO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI SULLA PETIZIONE AVVIATA DA UN QUOTIDIANO RIGUARDANTE LE RIFORME COSTITUZIONALI

 

La segreteria nazionale dell’ANPI, presa visione della petizione lanciata da un quotidiano sul tema delle riforme istituzionali:

 

 

rileva che – ancora una volta – a fronte di una proposta ripetutamente avanzata dall’ ANPI a procedere – in una materia così delicata e importante – in modo unitario e preventivamente concordato, si procede con iniziative isolate e comunque non discusse, col risultato di produrre divisioni e dispersioni di forze anziché unitarietà di intenti ed efficacia di azione;

 

 

osserva tuttavia che, a prescindere dal tono e da alcune espressioni che non appaiono condivisibili, nella sostanza e nei vari aspetti la petizione si sofferma su temi e richieste che coincidono con quanto l’ANPI, a partire dalla manifestazione all’Eliseo del 29 aprile 2014 e fino a ripetute dichiarazioni, prese di posizione e appelli ai Senatori, sia per quanto riguarda la riforma del Senato, sia per ciò che attinge alla legge elettorale, sia – infine – per altre proposte governative restrittive della partecipazione democratica quali l’aumento delle firme per il referendum e l’iniziativa legislativa popolare, oltre alla reiterata pretesa del Governo di dettare l’agenda e i tempi del Parlamento;

 

 

richiama quanto contenuto nei documenti dell’ANPI del 29 aprile e successivi e nelle dichiarazioni del Presidente Smuraglia contenute in particolare nel numero 123 della news letter nazionale ANPInews, nonché dei messaggi inviati ai Senatori in data 21 giugno e 1 luglio;

 

 

rimette alla decisione di ciascuno degli appartenenti all’Associazione, di aderire o meno a documenti che non contrastino, nella sostanza, con la linea e le proposte adottate dagli organismi dirigenti nazionali;

 

 

torna ancora una volta a proporre di condurre una battaglia unitaria sui temi delle riforme costituzionali, della legge elettorale e della rappresentanza, con iniziative concordate, che attribuiscano maggior forza e compattezza all’impegno per difendere e sostenere i diritti dei cittadini ad esprimere liberamente il proprio pensiero e la propria volontà e ad esercitare la sovranità popolare nelle forme previste da una Costituzione fondata – appunto – sulla democrazia rappresentativa.

Roma, 25 luglio 2014

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/16/contro-i-ladri-di-democrazia-no-al-parlamento-dei-nominati-e-alluomo-solo-al-comando/1062498/

 

SEZ. COMO – RESTIAMO UMANI

RESTIAMO UMANI

L’ANPI sezione di Como “Perugino Perugini” esprime il proprio dolore e sdegno per il dramma che si sta consumando nei territori palestinesi. Ancora una volta i venti di guerra si sono levati ed a pagare il prezzo più caro in termini di vite umane è la popolazione civile e sono soprattutto i bambini.
La nostra sezione si unisce all’umanità  ed ai movimenti che nel mondo intero chiedono a gran voce che tacciano le armi, che si fermino immediatamente le rappresaglie e le vendette da qualsiasi parte provengano.

Chiediamo che la comunità internazionale ed il governo italiano in testa, compiano subito quanto necessario affinché a  questo conflitto, ma soprattutto alla situazione di Gaza, si ponga una soluzione pacifica, nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. È davvero inammissibile che non si riesca a trovare la via per garantire il diritto alla pace e il diritto ad una propria terra a ciascuno dei popoli che vivono in quella regione.

L’ANPI sezione di Como non può che auspicare che questi diritti vengano finalmente riconosciuti e realizzati in concreto, nella convinzione che non è con le armi che si troverà la strada della convivenza e della giustizia, ma solo con intese ed accordi che rendano giustizia ai diritti di tutti e non soltanto alle ragioni del più forte.
In ogni caso, il dramma della morte dei civili, delle famiglie inermi e soprattutto dei bambini deve cessare immediatamente.


Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

www.anpisezionecomo.net

COMUNICATO ANPI SEZIONE COMO

COMUNICATO STAMPA/25 APRILE 2014

Apprendiamo in questi giorni che il 30 aprile prossimo, forze neofasciste manifesteranno pubblicamente a Como e con il pretesto di commemorare la persona di Sergio Ramelli, insceneranno la solita fiaccolata a ritmo di tamburo, con l’utilizzo e l’esaltazione di simboli, slogan neofascisti e saluti romani, a cui abbiamo già purtroppo assistito negli anni scorsi.

Il manifesto che ne promuove la partecipazione (che alleghiamo per conoscenza) è un aberrante corollario della simbologia neofascista e, già di per sé, prefigurerebbe la violazione sia della legge 645/1952 (cosiddetta Legge Scelba), che punisce “chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche, ovvero idee o metodi razzisti”, sia della legge 205/1993 (cosiddetta Legge Macino) che punisce chi propaganda e incita all’odio e alla discriminazione razziale, etnica o religiosa.

Crediamo che commemorare un giovane ragazzo vittima di un omicidio sia umanamente legittimo. Tuttavia è altrettanto necessario e doveroso opporsi alla bieca strumentalizzazione di questo tragico evento attraverso parate neofasciste che da alcuni anni deturpano la nostra città sede del Monumento alla Resistenza europea. Monumento che ricordiamo essere unico al mondo per il suo alto significato ideale di riscatto dei popoli contro la barbarie nazifascista.

Riteniamo inoltre che la città di Como non possa più tollerare simili manifestazioni organizzate da soggetti che non si riconoscono in alcun modo nei valori costituzionali antifascisti e democratici.

Chiediamo quindi con forza alle Autorità competenti e alle Istituzioni democratiche che facciano tutto quanto è possibile al fine di evitare che simili offese alla Repubblica italiana e alla nostra Costituzione possano essere continuamente reiterate. Soprattutto, chiediamo  che finalmente si applichino e vengano fatte rispettare le Leggi Macino e Scelba.

Chiediamo inoltre al Sindaco di intervenire in prima persona -così come ha fatto il suo collega Pisapia di Milano- presso le Istituzioni preposte, affinchè questa situazione venga affrontata e definitivamente risolta.

ANPI Sezione di Como “Perugino Perugini”
www.anpisezionecomo.net

PETIZIONE

Al Sindaco di Dongo Mauro Robba: che il nome del MUSEO DELLA RESISTENZA COMASCA non venga cambiato in MUSEO DELLA FINE DELLA GUERRA.

Firma anche tu!
 
Subject: al Sindaco di Dongo Mauro Robba: che il nome del MUSEO DELLA RESISTENZA COMASCA non venga cambiato in MUSEO DELLA FINE DELLA GUERRA. – Firma la petizione!

Per favore unisciti a questa campagna

http://chn.ge/1k9SBKq

e diffondila presso i tuoi amici.

MUSEO DELLA RESISTENZA DI DONGO

Comunicato stampa

L’Associazione Museo della Resistenza comasca, dopo aver cercato di chiarire all’Amministrazione comunale di Dongo le ragioni affinché rispettasse la storica denominazione del Museo della Resistenza comasca, inaugurato a Dongo nel 1995 dal Presidente del Senato Carlo Luigi Scognamiglio, nome che risulta in tutte le delibere degli Enti competenti (Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Dongo, Fondazione Cariplo) all’interno del progetto “La Fine della Guerra”, ma in primo luogo per respingere i giudizi, pubblicamente dichiarati dal Sindaco di Dongo Mauro Robba, che il nome della Resistenza non è attuale né attrattivo “in quanto troppo diffuso e inflazionato”, dichiara che i sacrifici, gli ideali e i valori non possono essere vanificati né liquidati in nome di una presunta esigenza di marketing.

Invita le Cittadine e i Cittadini, gli Enti pubblici, le Associazioni, le Organizzazioni democratiche a sostenere la richiesta di mantenere il nome Museo della Resistenza comasca.

L’Associazione si impegna a collaborare al fine di far conoscere, valorizzare e far vivere il Museo della Resistenza comasca.

Associazione Museo della Resistenza comasca.


Dongo, 20 febbraio 2014

IL FASCISMO IERI E OGGI – CORSI DI FORMAZIONE

Corso di formazione di Anpi Milano: il fascismo ieri e oggi

Milano / 26 febbraio – 7 maggio 2014


IL FASCISMO IERI E OGGI IN ITALIA E IN EUROPA. Corso di formazione organizzato dall’ANPI Provinciale di Milano in via San Marco, 49.

Mercoledì 26 Febbraio ore 17,30 – Le origini del fascismo: ideologia e basi sociali. Relatore Ivano Granata, docente universitario.

Mercoledì 5 Marzo ore 17,30 – Le culture del nazionalsocialismo. Relatore Giorgio Galli, storico e politologo.

Mercoledì 19 Marzo ore 17,30 – La costruzione dell’identità femminile e maschile durante il regime fascista. Relatrice Roberta Cairoli, storica.

Mercoledì 2 aprile ore 17,30 – “Il mito dei vinti”. Autorappresentazione e soggettività dell’ultimo fascismo 1943-1945. Relatrice Roberta Cairoli, storica.

Mercoledì 16 aprile ore 17,30 – Tra passato e presente: caratteri e tendenze del neofasicmo oggi in Italia. Relatore Saverio Ferrari, Osservatorio Democratico sulle nuove destre.

Mercoledì 7 Maggio ore 17,30 – Crescita ed evoluzione delle destre populiste e radicali in Europa. Relatore Saverio Ferrari, Osservatorio Democratico sulle nuove destre. 

Coordina Debora Migliucci, Archivio del Lavoro – Sesto San Giovanni.

Info: Via San Marco, 49 20121 Milano – Tel.: 0276023372/73

E-Mail: anpi.milano@tiscali.it – web: http://anpimilano.com/

IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA

COMUNICATO ANPI

Il linguaggio che avvelena la democrazia

Il problema è che se ne sentono così tante che ormai non ci si fa nemmeno caso.

Una volta si definiva linguaggio da caserma. Oggi si chiama linguaggio della politica. Più esattamente di una certa politica. Che usa le parole come sassate. Per colpire. Nel senso letterale, per ferire. L’avversario. Ma in realtà lacerando lentamente la tela della democrazia.

Sì, a questo punto la qualità del linguaggio della politica non è questione di forma o di etichetta. È questione di sostanza. Riguarda le regole del confronto democratico.

Il gioco è scoperto. La pratica è scientifica. Con un obiettivo costante: sfondare il video, entrare nella case e strappare consenso. Non su proposte e analisi. Ma sulla magia delle parole lanciate come ami avvelenati. Cariche di simboli, di desideri e di paure. Ma vuote di proposte e prive di futuro.
Ultimamente ce n’è per tutte le tendenze. Dal cinema horror con tanto di “zombie” e “morti viventi” all’hard con tanto di offese sessiste alle deputate avversarie.

È cronaca di questi giorni. Il movimento agli ordini di Grillo non va tanto per il sottile. Nemmeno con la storia. Ed ecco servita – guardando a sinistra – niente di meno che la “nuova resistenza”. Per poi virare  subito a destra con un “boia” (senz’altra aggiunta) rivolto al presidente della Repubblica. Ma che torna il classico slogan dei fascistri reggini, “boia chi molla”, se rivolto al presidente della Camera, Laura Boldrini.

Diciamo una banale verità: tutto ciò è inaccettabile. Cercasi reazione democratica. Oltre l’assuefazione c’è solo la resa vigliacca dell’overdose.

C’è da dire che la spregiudicatezza – diciamo così per carità di patria – del linguaggio non nasce con le “5 stelle”. Che ha potenziato in violenza un testimone lasciato da altri.

Ricordate le sparate di Bossi? Dalla minaccie mafiosette ai giudici, con leggiadro riferimento al costo delle cartucce, passando da “Roma ladrona” e finendo con evocare inesistenti eserciti pronti all’insurrezione nelle valli del nord.

Un linguaggio aggressivo, volgare più che popolare, apparentemente spontaneo, in realtà studiato e praticato con assiduità e tenacia  Dentro e fuori dalle aule parlamentari. Nei talk show ad esempio, dove un fuoriclasse dell’ingiuria come Vittorio Sgarbi ha finito per creare una vera e proprio scuola di imitatori meno originali ma con tonsille corazzate. 

Risultato dopo tanti, troppi, anni di silenzio e tolleranza? Tanta assuefazione. Ossia distacco. Dalla politica. Che in un mondo normale è il cibo della democrazia. Succede quando la potenza delle parole nasconde la debolezza dei progetti e dell’analisi. 
Il guaio è che in un mondo di urlatori per farsi sentire è necessario urlare sempre più forte. Un circolo vizioso senza fine. Una gara triste a chi la spara più grossa. Che avvelena le coscienze. E la democrazia.

Dire basta è un dovere civile.

Mi.Urb.

ANPI SUL GIORNO DEL RICORDO

Carissime e Carissimi,

visto il rifiorire di discussioni e polemiche sui confini orientali e

sugli esuli dall’Istria, è opportuno essere informati e documentati, anche per non

assumere atteggiamenti “difensivi”, quando invece c’è da riflettere, spiegare,

chiarire.

Ritengo perciò utile mettervi di nuovo a disposizione la relazione

degli storici italo-sloveni del 2001. Non sarà perfetta ma è certamente una

buona base di discussione; ed è suscettibile di ulteriori arricchimenti nel corso

delle iniziative che via via assumeremo.

Un fraterno saluto.

Carlo Smuraglia