L’ ANPI E L’ ANED NON ANDRANNO AL FAMEDIO

COMUNICATO STAMPA

L’ANPI e l’ANED non parteciperanno alla cerimonia del 2 Novembre 2015 al Famedio

L’ANPI e l’ANED di Milano non intendono partecipare alla Cerimonia di “scoprimento delle lapidi dedicate ai cittadini illustri di Milano”, organizzata dal Comune di Milano, al Cimitero Monumentale per lunedì 2 Novembre 2015. 

Con questo atto l’ANPI e l’ANED confermano la loro netta opposizione e contrarietà all’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale, decisa purtroppo all’unanimità dalla Commissione Consiliare per le onoranze al Famedio.

Franco Servello, senatore del Movimento Sociale Italiano, non ha mai rinnegato le sue nostalgie fasciste e fu tra gli organizzatori, con altri esponenti del Movimento Sociale Italiano, della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973, vietata dalla Questura di Milano, nel corso della quale e a causa degli incidenti provocati dai neofascisti, venne ucciso Antonio Marino, giovane guardia di pubblica sicurezza, insignito della medaglia d’ oro al Valor Civle dal Presidente della Repubblica, il 5 maggio 2009.

Poco importa se i promotori della manifestazione furono assolti dalla Magistratura, la responsabilità degli incidenti ricede tutta sugli organizzatori.

ANPI e ANED ritengono che le iscrizioni al Famedio siano riservate ai cittadini che hanno dato lustro a Milano, città Medaglia d’ Oro della Resistenza. Non è questo il caso di franco servello, che si è sempre richiamato alle nostalgie fasciste.

Consideriamo questo atto gravemente contraddittorio con la dichiarata sensibilità espressa dall’Amministrazione Comunale che, tra le priorità inserite nel suo programma di governo, ha posto il valore dell’antifascismo.


Questa dolorosa ferita a Milano, capitale della Resistenza, tanto più grave in un momento in cui assistiamo al rifiorire di movimenti neofascisti e neonazisti, é inaccettabile e va assolutamente sanata.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

Leonardo Visco Gilardi
Presidente ANED Milano

 

RICHIESTA DI ESPULSIONE DEL COMUNE DI CANTU’

RICHIESTA DI ESPULSIONE DEL COMUNE DI CANTU’
DAL COORDINAMENTO COMASCO PER LA PACE
 
Cari amici e compagni, martedì 21 ottobre, sul quotidiano La Provincia, a pagina 47, è stata pubblicata una richiesta formale di Luca Marchiò al Coordinamento Comasco per la Pace di espellere dal sodalizio il Comune di Cantù. La motivazione è che l’Amministrazione civica di Cantù ha violato lo statuto concedendo Campo Solare per tre anni consecutivi ai neofascisti di Forza Nuova, notoriamente xenofobi e razzisti oltrechè, negazionisti. Riportiamo di seguito l’art. dello statuto a cui fa riferimento Marchiò
 Art. 2) – Il Coordinamento funge da punto di riferimento per gli Enti che ne fanno parte, e più in generale per il territorio della Provincia di Como, allo scopo di sostenere, promuovere, progettare e coordinare attività culturali e materiali, di ricerca e studio, di formazione, informazione ed educazione, di cooperazione e scambio fra i diversi popoli e le differenti culture, per la promozione della Pace, della Democrazia, dello Sviluppo e dei Diritti Umani. 
 
Facciamo nostra questa richiesta e invitiamo tutte le forze democratiche a fare altrettanto.
Cari saluti
Direttivo Provinciale ANPI
 
Alleghiamo qui di seguito l’ articolo di Luca Marchiò.

NO AL FASCISTA SERVELLO AL FAMEDIO

COMUNICATO STAMPA: Iscrizione al Famedio di Franco Servello

 

Abbiamo appreso con profondo stupore la notizia dell’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale. Pur manifestando il nostro sentimento di rispetto per i defunti, ci preme evidenziare che al Famedio vengono iscritte le personalità più significative ed importanti che hanno dato lustro a Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza.
Vogliamo sottolineare che Franco Servello, senatore del Movimento Sociale Italiano, che mai ha rinnegato le sue nostalgie fasciste, partecipò e fu tra gli organizzatori, con altri esponenti del Movimento Sociale Italiano, della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973, vietata dalla questura di Milano.
Nel corso della manifestazione e degli incidenti provocati dai neofascisti venne ucciso Antonio Marino, guardia di pubblica sicurezza, insignito il 5 maggio del 2009 dalla Presidenza della Repubblica  della Medaglia d’Oro al merito civile.

 

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

 

 

 

ISTANZA DI REVOCA AL SINDACO DI SARONNO

Qui sotto riportiamo l’ istanza di revoca, inviata al sindaco di Saronno, della concessione degli spazi per la manifestazione fascista che si dovrebbe tenere il 15 novembre p.v.

 

Egr. Sig. Fagioli Alessandro, Sindaco del Comune di Saronno

Istanza di revoca, ai sensi dell’art. 9,comma 3, del Regolamento comunale per la concessione di patrocini e spazi a enti e associazioni, di spazio e patrocinio alla associazione sportiva “ Wolf of the ring” con sede a Milano, via Govone 35.

Egregio sig. Sindaco ,

noi, sottoscritti:

– Claudio Castiglioni, nato a Saronno il 21 Giugno 1962, ivi residente in via delle Grigne,24; Presidente del Circolo ANPI di Saronno

– Giuseppe De Luca, nato a Bivongi (RC) il 4 Novembre 1939, residente a Lurago Marinone, via della Pace 19; Presidente del Circolo ANPI Seprio (sede Mozzate)

-Massimiliano Caselli, nato a Bollate il 18 Gennaio 1965, residente a Caronno Pertusella, via Kennedy 389; Presidente del circolo ANPI di Caronno Pertusella

esponiamo quanto segue.

Risulta depositata in data 22/9/2015 una richiesta di patrocinio da parte della associazione “Wolf of the ring”. L’istanza è a nome del Presidente Rigamonti Erminio ma è sottoscritta da tale Luca Gigliotti indicato nella istanza come mero referente della manifestazione. Dalla istanza non è dato sapere neppure se il referente faccia parte della associazione e, in caso positivo, con quale incarico.

Già questo mero dato formale rende nulla la richiesta, sottoscritta da soggetto diverso dal richiedente e con qualifica imprecisata all’interno della associazione.

Nonostante questa evidente nullità, nella seduta di Giunta comunale dello stesso 22/9/2015 veniva concesso il patrocinio richiesto.

Una successiva richiesta datata 7/10/2015 riproduceva tutti i contenuti della precedente ma correggeva l’errore della sottoscrizione, questa volta apposta dal Rigamonti ; ad oggi non risulta agli scriventi intervenuta alcuna decisione su questa istanza ( la precedente concessione adottata ,come detto, il 22/9, è stata protocollata e comunicata il 2/10).

Allo stato, pertanto, vi è una decisone su una richiesta nulla e non vi sono decisioni sulla richiesta successiva formalmente regolare.

Nella richiesta compare una immagine di quella che dovrebbe essere la locandina di pubblicità della iniziativa; in questa immagine e nella richiesta si indica il Paladozio di via Biffi 5 come luogo della iniziativa. Non risultano presentate autonome richieste di concessione di spazio e da informazioni assunte sembra che queste debbano essere considerate implicite nella richiesta di patrocinio.

A prescindere dalla irritualità della richiesta e dell’iter per i motivi detti, l’aspetto sostanziale per il quale si chiede che non venga concesso lo spazio comunale e venga revocato il patrocinio è dato dal fatto che l’associazione sportiva richiedente appare essere una mera copertura di una organizzazione di estrema destra.

Se si esamina il sito ufficiale di “Wolf of the ring / Lealtà-azione” si vede che alla voce “Pensiero e valori” compaiono come riferimenti culturali e politici figure come Ezra Pound e Leon Degrelle, dichiaratamente legate alla storia e all’ideologia fascista.

Significativamente, inoltre, nella istanza è indicata come partner l’associazione Bran.Co, Branca comunitaria onlus, e un rapido excursus nei siti di Wolf of the ring e di Bran.Co rivela l’orientamento politico di entrambe le associazioni, orientamento che si colloca nettamente al di fuori dei pur ampi spazi concessi dal nostro ordinamento democratico perché rientra nelle ipotesi previste dalla normativa che punisce l’apologia del fascismo e l’esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi del partito fascista.

A monte di tutto vi è la comunità degli Hammerskin, diffusa nei diversi Continenti, che si richiama, nei simboli e nell’ideologia, al nazismo e presenta una forte caratterizzazione razzista ( negli USA è esplicito il richiamo al Ku Klux Klan).

Da alcuni anni anche nella nostra zona ed in particolare alla Skinhouse di Bollate è nato e portato avanti un progetto di apertura alla società a fini di proselitismo (si veda il sito di “Lealtà-azione”). Per aggirare l’ostacolo della ostilità non solo degli antifascisti ma anche della società civile e antirazzista, costoro dissimulano la loro attività dietro iniziative di carattere sociale, non immediatamente rivelatrici dell’orientamento politico sotteso. Così, a mero titolo esemplificativo:

– “Wolf of the ring” organizza incontri ed allenamenti di discipline di combattimento

-“Bran.Co”, come affermato nella istanza, si occupa di varie tematiche di carattere sociale

-“I lupi danno la zampa” si occupa di diritti degli animali e di aiuto ai canili

-“Cooxazione” si occupa di aiuto alle famiglie in difficoltà economica ( ovviamente solo italiane, bianche e cristiane)

Queste ed altre associazioni ( Lupi delle vette, Un calcio alla pedofilia, Una voce nel silenzio…….) scivolano, però, sulla buccia di banana della necessità di coordinamento tra le varie realtà, pena altrimenti la frammentazione dell’iniziativa e la conseguente perdita di efficacia rispetto al fine reale, e cioè la propaganda fascista.

Tutti i vari siti delle organizzazioni citate richiamano esplicitamente ( come pagine che “piacciono”) gli altri siti e, tra questi, quello di “Memento”, che è costretto, viste le sue finalità, ad uscire allo scoperto.

“Memento” organizza, infatti, manifestazioni apologetiche del fascismo, della Repubblica di Salò e della XMas; la più nota è quella del 26 Aprile in commemorazione dei caduti di Salò al Cimitero Maggiore di Milano, quando gli aderenti sfilano a mò di parata militare con tutto il repertorio del rituale fascista ( saluto romano, “a noi”, “presente” etc.).

Il sito di Lealtà-azione coordina tutti gli altri, a dimostrazione dell’unicità del disegno, e, per tornare alla vicenda che ci occupa, vi compare già da ora la pubblicità all’iniziativa di “Wolf of the Ring” a Saronno il 15 Novembre.

Se questo è il contesto in cui si inserisce la prevista manifestazione del 15 Novembre ( e lo è sicuramente) appare evidente che il Comune di Saronno non può prestarsi al gioco di questi soggetti, pena il rischio di ritrovarsi colluso in attività apologetica del fascismo. Perfino un atto amministrativo come il Regolamento comunale per la concessione di spazi e patrocini richiama espressamente all’art.1 comma 4 i principi e i valori della Costituzione a cui il Comune deve ispirare la propria attività amministrativa. IlRegolamento, all’art. 9, vieta il patrocinio per iniziative di propaganda politica o confessionale e prevede la revoca di un patrocinio già concesso per una iniziativa “quando gli strumenti comunicativi della stessa o le modalità di svolgimento dell’evento possano risultare incidenti in modo negativo sull’immagine dell’Amministrazione”.

 

E’ indubbio che la presenza del logo del Comune su un manifesto che viene pubblicizzato su siti come Memento a fianco di squadre di persone che marciano compatte inneggiando al fascismo non depone a favore del Comune stesso.

 

Infine è opportuno ricordare quella che è la legislazione tuttora in vigore sul tema del fascismo, nazismo e discriminazione razziale.

 

Alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione è stata data attuazione con la legge n.645 del 1952, c.d. legge Scelba, poi modificata dalla legge n. 152 del 1975. L’art. 1 chiarisce che cosa si intende per “riorganizzazione del partito fascista” e recita, tra l’altro: “…..quando una associazione….rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito e compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”. L’art. 4 della legge punisce l’apologia del fascismo e l’art.5 punisce manifestazioni usuali del disciolto partito fascista.

 

In tema di discriminazione razziale, etnica e religiosa si applicano la legge n. 654 del 1975 che ha ratificato la Convenzione internazionale di New York del 7/3/1966 e la legge n. 205 del 1993, cosiddetta legge “Mancino”.

 

I sottoscritti sanno del tentativo in atto di ottenere l’abrogazione delle leggi Scelba e Mancino da parte di organizzazioni e partiti politici italiani ma ad oggi le leggi sono in vigore e vanno rispettate.

 

Non a caso, ancora recentemente, la Suprema Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire che integrano il reato di apologia del fascismo il saluto romano e il grido “presente !” (1° sezione, sentenza n.37577 del 12/9/2014).

 

Chiarito il quadro in cui si inserisce l’iniziativa saronnese, non appare superfluo ricordare che il nome di Luca Gigliotti, firmatario della prima richiesta al Comune e referente della iniziativa, compare nel processo per i fatti gravissimi accaduti a Milano il 7 Agosto 2004 quando non meno di 25 “teste rasate” con magliette nere inneggianti al White Power, inquadrate in piccoli gruppi, armate di coltelli, taglierini, spranghe di ferro e cinture borchiate, si materializzarono all’improvviso tra via Ascanio Sforza e via Conchetta a poche decine di metri dal centro sociale Cox 18, ferendo gravemente un ragazzo di 31 anni e altri cinque all’addome, alle braccia e alla schiena ( così testualmente dalla richiesta di misura cautelare del PM di Milano, dr.sa Zanetti). Gigliotti fu condannato e tra i coimputati figurano Giacomo Pedrazzoli e Stefano Del Miglio, tra i più noti esponenti di Hammerskin Milano.

****************

Per gli esposti motivi i sottoscritti chiedono che l’Amministrazione comunale di Saronno voglia revocare la concessione di spazio e patrocinio alla Associazione “ Wolf of the Ring”.

 

Saronno, 14/10/2015

Claudio Castiglioni

Giuseppe De Luca

Massimiliano Caselli

 

 

 

 

 

IMBRATTATO IL CARTELLO DI MENAGGIO

I fascisti hanno oltraggiato con una svastica il cartello fuori dal cimitero di Menaggio. Il cartello è quello che l’Amministrazione Provinciale ha messo sul percorso della fine della guerra, non hanno imbrattato la lapide di Enrico Caronti. Siamo in contatto con l’assessore del Comune di Menaggio Cristina Redaelli che domani provvederà a far ripulire il cartello. Vi terremo informati sugli avvenimenti. Nella giornata di domani emetteremo un comunicato.

PRESIDIO ANTIFASCISTA ANPI DI MEDA

29 SETTEMBRE, PRESIDIO ANPI DI MEDA

Martedì 29 settembre Forza Nuova inaugura a Meda la sua sede ufficiale. L’ANPI di Meda indice a Meda,in via Roma n. 4 un presidio di protesta dalle ore 20,00 alle ore 24,00 a cui tutti gli antifascisti sono invitati a partecipare.

 

 

Comunicato ANPI Meda:

L’ ANPI sezione di Meda invita tutti i cittadini democratici a tenere alta la vigilanza nei confronti di chi ripropone le tesi e le dottrine che favoriscono la diffusione dell’antisemitismo, della xenofobia,
dell’omofobia, del razzismo, ultimamente rivolto soprattutto agli immigrati, del mito del capo e della forza.
Il giorno 29 settembre verrà inaugurata la sede provinciale di Forza Nuova a Meda con la presenza del noto e dichiarato fascista Roberto Fiore.
La presenza di una sede permanente di una forza razzista che si ispira alle idee fasciste quale è Forza Nuova offende la Città di Meda che è stata ed è profondamente democratica e
antifascista.
Meda non può accettare sul proprio territorio una sede permanente di un’associazione che mina la democrazia e imbarbarisce le relazioni umane.
L’ANPI invita le istituzioni, a partire dai Prefetti, i Questori, le forze dell’ordine e le amministrazioni comunali a rispettare e far rispettare la Costituzione e tutte le delibere e le leggi conseguenti.

IL 29.09.15 L’ANPI DI MEDA PRESIEDERA’
LA SEDE PROVVISORIA IN VIA ROMA, 4,
DALLE ORE 20.00 ALLE ORE 24.00
E INVITA TUTTI I CITTADINI A
PARTECIPARE AL PRESIDIO

 

ANPI sez. Meda

 

 

Per saperne di più.

Da Osservatorio Democratico:

SAN

FORZA NUOVA INAUGURA A MEDA LA SUA NUOVA SEDE PROVINCIALE chiedendo la protezione dell’Arcangelo San Michele nella guerra contro l’odierna minaccia diabolica: immigrazione e “ideologia gender”.

FORZA NUOVA Monza Brianza annuncia che la sera di mercoledì 29 settembre 2015 inaugura la sua nuova sede provinciale a Meda in Via Pignoni 13. Sarà fatta in gran pompa, tant’è vero che sarà presente, in una precisa scala gerarchica, tutta la sua dirigenza: dal coordinatore provinciale Luca Giugno, al coordinatore regionale Salvatore Ferrara, al coordinatore dell’Italia del Nord Luca Castellini, al vicesegretario nazionale Duilio Canu – per finire con il grande leader indiscusso, Roberto Fiore, segretario nazionale. Questo ci dice quanta importanza si dia a questo insediamento ufficiale nel territorio.
Perché proprio in quel giorno? Perché è la festa di San Michele Arcangelo. E, ricorda l’annuncio, “il 29 settembre 1997 un manipolo di uomini, tra cui Roberto Fiore e Massimo Morsello, sotto la protezione di San Michele Arcangelo, diedero vita a Forza Nuova”. E, a monte, perché nel 1927, in Romania, Corneliu Codreanu diede vita alla Legione dell’Arcangelo Michele, ossia la struttura paramilitare di quelle che si chiameranno Guardie di Ferro o Camicie Verdi: un’organizzazione ferocemente nazionalista, antibolscevica, antisemita, colpevole di innumerevoli delitti. “San Michele Arcangelo, principe della milizia celeste, guidaci e difendici nel combattimento” è la preghiera ripetuta in questo giorno, in cui ogni militante rinnova solennemente la sua dichiarazione di fedeltà alla causa forzanovista. Un atto di fedeltà e un grido di guerra. Guerra contro il moderno Lucifero, ossia contro chi mina la struttura e i valori della società tradizionale: ad esempio contro chi diffonde i valori corrosivi della cosiddetta “ideologia gender” e dell’ “omosessualismo” e contro chi tollera, anzi favorisce, l’immigrazione di persone di altra etnia e altra religione, allo scopo di distruggere il “nostro popolo”. “La Romania ai Romeni”, diceva Codreanu negli anni Trenta. “L’Italia agli italiani”, dice Forza Nuova oggi. E, inserendosi in tematiche molto odierne, lotta contro il potere delle banche e della finanza. Però qui bisogna ricordare l’interpretazione particolare che fa da retroterra: ossia l’asserita esistenza di una sempiterna internazionale giudaica, come ripeteva il sito italiano di Storm Front condannato per incitamento all’odio razziale, inneggiamento alla supremazia della razza bianca e negazionismo.
“Dal 1997 i nostri punti programmatici non sono mai cambiati” scrive Forza nuova. Così, ad esempio, il 30 agosto scorso hanno fatto un presidio ad Agrate, contro un centro profughi. Le parole d’ordine erano: basta business dell’accoglienza, rimpatrio immediato e aiuto a casa loro (non meglio specificato come). E aiuti invece “per gli Italiani in difficoltà, senza casa e senza lavoro”. Una retorica pericolosa, in tempi di vera crisi, perché aizza al razzismo come immaginaria soluzione a tutti i problemi e costruisce e cementa un falso “senso comune”. “Prima gli italiani”: uno slogan che Forza Nuova ha propagandato in questi anni in tanti banchetti nel centro di Monza (dove metteva anche un numero telefonico di pronto soccorso per segnalare abusi e prepotenze da parte degli immigrati contro gli italiani…).
L’altra attività a cui Forza Nuova si sta ossessivamente dedicando è il contrasto all’introduzione di ideologie perniciose nelle scuole. Già nel febbraio 2015 avevano tappezzato i dintorni di 15 scuole elementari e medie di Monza con un manifesto in cui campeggiava l’immagine di una giovane famiglia formata da mamma, papà e bambino e in cui si invitavano i cittadini a unirsi nella lotta per la famiglia tradizionale e contro “la propaganda e assimilazione fin dai primi anni di scolarità della teoria “gender” e dell’omosessualismo». Secondo Ordine Futuro, un ramo di Forza Nuova, è in atto una vera e propria congiura. “Le oligarchie mondiali vogliono imporre l’uniformità sessuale. L’attacco alla sessualità, nei suoi generi maschile e femminile, rappresenta oggi il più sconcertante tentativo di manipolazione dell’essere umano mai tentato nella storia”. Una “mutazione antropologica” che renderà le persone più deboli di fronte ai “poteri forti”. Viene prospettata una minaccia apocalittica che, a primo acchito, sembra persin ridicola, ma che invece contribuisce a seminare e far crescere (insieme alla minaccia dell’invasione degli “alieni” immigrati) un oscuro senso di allarme nelle “persone comuni”, tanto più che si collega a un senso profondo e istintivo di difesa dei bambini e dei figli. Ma ricordiamo anche che Forza nuova, nel primo dei suoi punti programmatici, mette la “abrogazione delle leggi abortiste”, ossia un attacco molto concreto alle possibilità di decisione e autonomia della donna.
Forza Nuova è un’organizzaione molto pericolosa nel panorama dell’estrema destra. Per chi possa avere dei dubbi, ricordiamo le sentenze nei suoi riguardi. La quinta sezione della Cassazione di Roma, con la sentenza 4938 del febbraio 2011, dichiarava che annoverare Forza Nuova tra le «organizzazioni chiaramente fasciste e che sono portatrici di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l’antisemitismo» rientra nel diritto di «critica storica e politica», dal momento che «alla luce dei dati storici e dell’assetto normativo vigente durante il ventennio fascista, segnatamente delle leggi razziali, la qualità di fascista non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo» e che «sempre in dimensione storica», qualifiche di «xenofobia, razzismo, violenza ed antisemitismo attengono a principi o valori (o disvalori, a seconda della diversa angolazione prospettica), intimamente connaturati e strutturalmente coessenziali alla ideologia nazista e fascista». Si ripeteva il contenuto di un’altra sentenza del 2010. Tutt’e due nascevano da denunce presentate da Roberto Fiore contro chi aveva usato quelle qualifiche nei confronti della sua organizzazione.
Lo stesso Roberto Fiore che viene a inaugurare la nuova sede provinciale di Forza Nuova a Meda il 29 settembre 2015. Che viene quindi a diffondere valori – ripetiamolo con le parole della Cassazione – di xenofobia, razzismo, violenza e antisemitismo.
Ce n’è abbastanza per invitare alla mobilitazione degli antifascisti, degli antirazzisti, dei democratici.

DUE GRAVI PROVOCAZIONI NEO-NAZISTE

 

I neo-idioti hanno colpito ancora. L’ impunità di cui godono i nostalgici del fascismo, i razzisti e gli xenofobi nel nostro Paese è un sintomo che deve preoccupare quanti, fra noi, ancora credono nella democrazia e e nei valori fondanti della nostra Costituzione.

IMBRATTATO L’ ISTITUTO PEDAGOGICO DELLA RESISTENZA

(ANSA) – MILANO, 24 SET – La sede dell’Istituto Pedagogico della Resistenza a Milano è stata danneggiata da vandali che hanno scritto su un muro ‘maiali’. Lo denuncia l’Anpi, spiegando che si tratta di un “atto provocatorio che ha preso di mira un luogo ricco di documenti significativi della Resistenza e dell’antifascismo, che si richiama, per le sue caratteristiche, alla matrice eversiva della estrema destra”. I vandali sarebbero entrati da una finestra e si sarebbero accaniti in particolare contro la biblioteca.
  

GRAVI MINACCE A SAVERIO FERRARI

La denuncia di Saverio Ferrari: 

Sono stato informato, per la seconda volta in poco tempo, che si sta preparando in ambienti dell’estrema destra milanese un’aggressione nei miei confronti. La fonte è attendibile, più volte ho avuto modo di verificarla. Mi ha anche fatto presente le modalità e il nome dell’organizzatore. L’intenzione sarebbe quella di utilizzare stranieri prezzolati e magari far passare la cosa come una vicenda dai contorni poco chiari. Mi vedo costretto a denunciare il tutto con queste modalità non potendo ovviamente disporre di riscontri oggettivi per una denuncia penale.

Il nome dell’organizzatore e i dei mandanti li consegnerò a più persone di mia fiducia, oltre che al mio avvocato. Nel caso mi succedesse qualcosa sapranno che fare.

Saverio Ferrari

RIFORMA DEL SENATO

 

Sul Senato gioco al ribasso

8 settembre 2015

 

Riparte l’iter della “riforma” (abolizione?) del Senato e non si è ancora capito se, alla fine, sia riuscita a prevalere una qualche ragionevolezza. Lo vedremo nei prossimi giorni, ma deve essere ben chiaro che non basta qualche aggiustamento marginale, fatto per accontentare i dissidenti o diminuirne la schiera. Il problema non è solo l’elettività, pur importantissimo; c’è dell’altro e in particolare ci sono le competenze del Senato, la concreta possibilità che esso funzioni davvero come contropotere, e così via; mi sembra, invece, che si stia giocando al ribasso, cercando di ottenere qualche consenso in più, con modi e accorgimenti che non incidono sostanzialmente sulla riforma.

Una riforma che non va, come diciamo da tempo, perché in sostanza abolisce una delle Camere (non a caso, durante l’estate, diversi commentatori e non pochi politici hanno parlato di “monocameralismo”). Non ci avevano parlato della necessità di eliminare il bicameralismo “perfetto” (e su questo sarebbe stato facile raggiungere un’intesa)? Sembra che adesso si voglia andare ancora più in là, anziché tener conto delle osservazioni, dei rilievi critici, delle opinioni espresse da costituzionalisti, Associazioni, politici, giornalisti, tecnici (ha visto, il Governo, le osservazioni delle strutture tecniche del Senato?) Per parte nostra siamo del parere di sempre: questa riforma non è correggibile con piccoli aggiustamenti, perché è sbagliata e pericolosa nei fondamenti, a maggior ragione con questa legge elettorale.

Prevarrà, alla fine, il buon senso? Sarebbe auspicabile, ma finora la razionalità continua ad apparire lontana. E dunque, si impone sempre di più la necessità che chi dissente e si preoccupa per il nostro sistema democratico, si faccia sentire, e ad alta voce.

Carlo Smuraglia, presidente nazionale Anpi

ANPI LOMBARDIA AL SINDACO DI CANTU’ BIZZOZZERO

COMITATO REGIONALE A.N.P.I. LOMBARDIA

PRESA DI POSIZIONE DEL’ A.N.P.I. REGIONALE SUL FESTIVAL NEOFASCISTA A CANTU’

Il Sindaco di Cantù si dichiara difensore della libertà di espressione delle opinioni di tutti.

Commendevole.

Surreale che, per perseguire questo nobile obiettivo, conceda spazi pubblici (dei suoi concittadini, dunque) e agibilità politica a Forza Nuova, una formazione neo-fascista che, in quanto tale, ha tra i propri obiettivi quello di sopprimere questa libertà.

Leggiamo cosa dice in proposito la Corte di Cassazione (sentenza n. 11/2010 – Sez. V penale): “…Il segretario dell’associazione, che si dichiara fascista e si richiama alla cultura e alla politica del regime che ha governato l’Italia per circa un ventennio …”; e ancora: “… Il segretario di Forza Nuova non nega l’adesione dell’associazione e dei suoi aderenti all’ideologia fascista; nega la fondatezza storica dell’identificazione (frutto di “ignoranza storica”) del fascismo con il nazismo; e ancora: “…

Nel comunicato della segreteria n.16 del 17/04/2002 (pubblicato sul sito ufficiale di Forza Nuova) si legge: “Forza Nuova crede che per una vera ricostruzione nazionale e per una vera ricostruzione della coscienza di popolo, la repubblica nata e basata sull’antifascismo militante debba finire ed il fascismo con le sue teorie e la sua dottrina debba ritrovare il giusto spazio nella storia e nella cultura del nostro paese”.

Ancora la Corte di Cassazione: ” La libertà di manifestazione del pensiero e quella di ricerca storica cessano quando travalichino in istigazione alla discriminazione e alla violenza di tipo razzista”. (sentenza n. 25184 del 17/06/2009).

Ricordate gli striscioni di Forza Nuova che inondarono l’Italia in occasione dell’uccisione a picconate da parte di un uomo di colore di alcune persone a lui estranee in una stazione, senza nessun motivo se non le voci” che gli ingiungevano di farlo? Quegli striscioni vergognosi dicevano “Consegnatelo a noi”.

Mai, né prima né dopo, in occasione delle centinaia di efferati delitti commessi da “bianchi”, Forza Nuova uscì con analoghi messaggi. Non si trattò di istigazione all’odio razziale e di istigazione al linciaggio, due delitti puniti dalla legge?

A chi voleva libertà di espressione il fascismo diede manganellate, olio di ricino, carcere, confino, morte.

Era obbligatorio iscriversi al partito e giurare fedeltà per ottenere o mantenere il posto di lavoro: c’era l’OVRA a spiare e punire anche le intenzioni (non i fatti) della libertà di espressione.

Il motto era:” OBBEDIENZA PRONTA, CIECA, ASSOLUTA!”

Allora: il Sindaco è un pubblico ufficiale, in quanto tale PIU’ tenuto a rispettare la Costituzione (a partire dalla 12° disposizione transitoria), le leggi “Scelba” e “Mancino”, a tener conto delle sentenze della Suprema Corte.

Ma, al di là di questo: non gli sembra la sua scelta un palese atto di connivenza con chi della libertà di espressione ha la concezione che abbiamo riferita?

Non gli sembra un dovere di chiunque abbia cara questa libertà non l’agevolare, ma il costruire un abbia cara questa libertà non l’agevolare, ma il costruire un CORDONE SANITARIO, fatto di consapevolezza, conoscenza, memoria, vergogna e repulsione, dei cittadini democratici nei confronti di chi ripropone il fascismo “con le sue tesi e le sue dottrine”?

Cosa ha fatto e cosafa il Comune di Cantù per questo?

E’ “democratico” favorire la diffusione dell’antisemitismo, della xenofobia, dei miti del Capo e della Forza, della convivenza basata sul dominio dei “forti” e sull’ubbidienza (“cieca e assoluta”) dei “deboli”?

Non dobbiamo tendere ad una società di liberi e uguali, fatta di solidarietà, tolleranza, di ripudio dellaviolenza, del fanatismo, dell’ignoranza?

Il Prefetto non ritiene eversiva la scelta del Sindaco di Cantù rispetto alle leggi vigenti, a partire da quella suprema, la Costituzione repubblicana, che questa società propone e disegna?

La parte nera dell’uomo sta ripercorrendo l’Europa: c’è da rabbrividire, ma anche da assumere posizioni chiare di contrasto.

Chiamiamo tutti i cittadini che hanno a cuore pace, giustizia, libertà ed uguaglianza, anche il Sindaco di Cantù , a combattere questa battaglia non violenta, decisiva per la civiltà e la dignità di tutti.

 

Milano, 30 agosto 2015

x IL COMITATO REGIONALE ANPI

Tullio Montagna

 

I GRAVI FATTI DI COLLIO, NEL BRESCIANO

COMUNICATO A.N.P.I. LOMBARDIA

 

SUI GRAVISSIMI FATTI DI STAMPO NAZIFASCISTA NEL BRESCIANO

20 profughi vengono alloggiati da qualche giorno – in una struttura ricettiva inattiva da alcuni anni – a Collio (San Colombano), nel Bresciano.

Si attivano gli ormai abituali spacciatori di odio e di paura (Forza Nuova, Casa Pound), supportati da sedicenti “ultras” del Brescia calcio, da qualche sindaco e da alcuni cittadini vittime di quella droga.

Minacciano un pogrom (incendio della struttura con vilipendio e cacciata dalla comunità del proprietario traditore”).

Occupano i dintorni forzando lo schieramento delle Forze dell’Ordine.

 Nulla di nuovo: nell’uomo c’è il peggio (questi neofascisti) e il meglio (12.000 famiglie islandesi che ospiteranno altrettanti profughi, i cittadini tedeschi e austriaci che con le loro auto vanno a prendere i profughi in Ungheria, gli italiani che si prodigano in mille modi per salvarne il più possibile – in mare, a Lampedusa piuttosto che alla stazione centrale di Milano sottraendoli alla condizione subumana dalla quale provengono).

Il nazifascismo, ieri come oggi, fa affidamento sulla parte “nera” dell’uomo, sugli istinti ancestrali (l’assalto e la fuga, l’aggressività e la paura), e li traduce in xenofobia, razzismo, chiusura, egoismo, violenza.

Questa miscela produce gli orrori già sperimentati.

Tutti coloro che credono nella solidarietà verso chi sta peggio – italiani e non – come misura di una società più civile e più sicura; che sanno che la coesione sociale è anche un valore economico, devono oggi scendere in campo, a partire da quelli che ricoprono cariche pubbliche e di governo, anche per evitare errori gestionali (già commessi) forieri di nuove intolleranze.

I preposti alle Forze dell’Ordine assicurino non solo l’ordine pubblico, ma anche quello repubblicano, affermato da Costituzione, leggi sul neofascismo, sentenze della Suprema Corte.

Il Governo produca (come sta facendo la Germania) filmati televisivi, non intrisi d’odio e di menzogne, che spieghino il fenomeno epocale dei migranti (30.000.000 di italiani), i problemi –indubbi – le opportunità – pure indubbie – , le responsabilità, gli errori, i doveri dell’Occidente; documentari che, fornendo dati reali, sfatino luoghi comuni falsi e criminalizzanti, e rassicurino chi, in buona fede, è spaventato e preoccupato.

Lo stesso facciano le Regioni e i Comuni che credono nei valori e nei principi delle carte dei diritti (e dei doveri) italiana ed europea.

I cittadini di Collio – che magari si professano cristiani – sappiano che una comunità che non si dà da fare per assicurare ad ogni essere umano almeno il diritto alla sopravvivenza è indegna di esistere, e non può essere felice.

L’ANPI di Brescia, forte dei propri valori e della propria storia, ha il sostegno e la disponibilità ad una solidarietà attiva, di tutte le ANPI di Lombardia in questa non facile battaglia di civiltà, che faccia appello e riesca a far emergere quella parte nobile di ogni persona, la quale sola può assicurare – anche a Collio – il bene più prezioso: la dignità di tutti e di ciascuno.

Milano, 8 settembre 2015

x ANPI LOMBARDIA

Tullio Montagna