COMUNICATO ANPI MILANO

No dell’ANPI al Convegno xenofobo in Regione Lombardia

 

L’ANPI Provinciale di Milano ritiene estremamente grave che la Regione Lombardia ospiti nella sua sede istituzionale un Convegno con Roberto Fiore, leader del movimento di estrema destra Forza Nuova e con László Toroczkai, sindaco ungherese di Asotthalom, ideatore del muro anti profughi da costruire al confine serbo.

L’iniziativa che si svolgerà giovedì 9 luglio a Palazzo Pirelli si pone in aperto contrasto con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e con l’articolo 10 della Costituzione repubblicana che riconosce il diritto di asilo a tutti coloro ai quali sia impedito nel proprio Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche.

Milano, città solidale e multietnica respinge con determinazione iniziative xenofobe, intolleranti e apertamente contrarie ai principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

 

Milano, 8 Luglio 2015

 

Roberto Cenati
Presidente ANPI Provinciale di Milano

APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE MUSEO DELLA RESISTENZA COMASCA

Carissimii Amici,

in occasione del 70°della Liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista,

il Consiglio Direttivo dell’ ASSOCIAZIONE MUSEO DELLA RESISTENZA COMASCA, costituitasi nel giugno del 1993 a Dongo e dotatasi nel 2012 di un nuovo statuto, rivolge a tutti i cittadini democratici un invito a partecipare alle attività di questa associazione che “ha lo scopo di promuovere la testimonianza e la diffusione dei valori di Libertà, Democrazia e Giustizia sociale che hanno ispirato la Resistenza e che stanno alla base della Costituzione della Repubblica Italiana.”

Al fine di valorizzare gli ideali della Resistenza, l’ Associazione fra l’altro si prefigge di:

a) raccogliere , catalogare, elaborare ed esporre oggetti, materiale fotografico e filmato, documentazione varia sulla lotta di Liberazione nel Comasco, nelle zone adiacenti ed in tutte le località in Italia e all’estero che hanno visto impegnati partigiani, soldati, marinai, finanzieri, carabinieri ed antifascisti comaschi;

b) promuovere attività di carattere espositivo, informativo e culturale.

Gli scopi della nostra associazione sono coerenti alla Legge Regionale 18 gennaio 2010 che considera importante il ricordo attivo di fatti e avvenimenti che hanno fortemente contrassegnato il Novecento quali per esempio:

a) l’avvento e la caduta della dittatura fascista;

b) la Resistenza e la Liberazione;

c) la deportazione e lo sterminio nei campi di concentramento nazisti e fascisti.

Far rivivere e praticare i valori della Resistenza non è una azione celebrativa ma un impegno democratico dal momento che la Resistenza non ha un solo tempo, la Resistenza è anche adesso, è un fatto dello spirito.

 

La Resistenza significò il tentativo di dare a noi stessi una nuova responsabilità ed ha rappresentato la prima, autentica presa di coscienza, di dimensioni popolari, del bene maggiore dell’uomo: LA LIBERTA’.

Se non vogliamo limitarci a ricordare la Resistenza come atto evocativo, dobbiamo praticare una testimonianza perenne dei suoi valori..

Con questo intendimento invitiamo i Cittadini democratici a mettere a disposizione di questa Associazione eventuale materiale riguardante fatti e avvenimenti riferiti al periodo storico in esame, e a partecipare alla vita associativa diventandone Soci.

 

Per informazioni i recapiti sono i seguenti :

Daniela Poncia – 338 1238148

Pierfranco Mastalli – 335 1525428

 

COMUNICATO ANPI MLANO

COMUNICATO STAMPA ANPI Provinciale di Milano

 L’ANPI Provinciale di Milano solidarizza con il comunicato del Sindaco di Rosate nel quale si esprime la ferma condanna per lo svolgimento sul territorio di quel Comune di una manifestazione, che si protrarrà per due giorni,  chiamata “La festa del sole”, organizzata dal gruppo di estrema destra Lealtà e Azione. Desta profonda preoccupazione, in tutti noi, il rifiorire di pericolosi rigurgiti neofascisti che si contrappongono ai principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Mentre chiediamo l’intervento delle istituzioni e delle pubbliche autorità per impedire il verificarsi di tali fenomeni, riteniamo indispensabile promuovere una vasta controffensiva di carattere ideale, culturale e storico per contrastare la crescente deriva xenofoba, antisemita e razzista, richiamandoci ai valori dell’antifascismo e della democrazia repubblicana.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Provinciale di Milano

    

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DE “LA PROVINCIA”

Lettera aperta al direttore del quotidiano ” La Provincia” Diego Minonzio.

 


Egr. Direttore,
abbiamo letto il Suo editoriale pubblicato domenica 26 aprile (dal titolo “La grande rimozione di tutti i 25 aprile”) e con il massimo rispetto, Le diciamo che non ci è piaciuto. Il Suo intervento si inserisce purtroppo nell’ennesimo tentativo di delegittimare e screditare la Resistenza. Peraltro, non ci stupiscono le opinioni che Lei espone, in quanto coincidono in buona parte con quelle che il Sig. Giampaolo Pansa ci propina con i suoi libri.

Siamo inoltre convinti che oggi sia facile introdurre teorie storicamente revisioniste, perché tenere viva la Memoria storica della guerra di Liberazione  in un paese come l’Italia, è diventato disgraziatamente un esercizio scarsamente praticato, soprattutto per le giovani generazioni.

Certo, Lei ha ovviamente ragione quando sostiene che gli angloamericani hanno aiutato il nostro paese a liberarsi dai nazifascisti, risalendo la penisola dalla Sicilia. Tuttavia, Lei non può omettere o sovvertire  che, soprattutto nel centro e nord Italia, furono i partigiani in armi a combattere e a sfiancare lo spietato occupante nazista e i fascisti di Salò che si erano posti al servizio di SS e Hitler. Inoltre, Le rammentiamo che la maggior parte delle città del nord Italia furono liberate grazie all’insurrezione degli operai e alla lotta dei partigiani, guidati militarmente e politicamente dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.  Questi sono fatti storici incontrovertibili.
L’altra Sua affermazione secondo cui dirigenti e militanti della componente politica comunista -che ricordiamo partecipò come forza essenziale all’organizzazione e alla conduzione della Resistenza-, avrebbero inteso la lotta contro  nazisti e repubblichini di Salò soltanto come una prima fase alla quale avrebbe dovuto seguire, con la forza delle armi, l’instaurazione di un regime autoritario di stampo sovietico anziché una democrazia parlamentare, si tratta, con evidenza, di affermazioni prive di qualsiasi fondamento storico in quanto contraddette dallo svolgimento dei fatti di quell’epoca. In realtà la componente comunista della Resistenza, così come il Pci, hanno sempre assunto decisioni volte all’instaurazione di un sistema politico pluralistico e democratico e non certo di una qualsiasi forma di dittatura proletaria. Ciò è dimostrato dalla loro partecipazione paritaria ai Comitati di Liberazione Nazionale sorti dopo l’8 settembre 1943; dalla loro partecipazione, pur essa paritaria con gli altri partiti, al secondo governo Badoglio e ai governi Bonomi che ebbero vita nell’Italia liberata del Sud; dal loro concorso all’elaborazione del percorso istituzionale attraverso il quale, particolarmente dopo la Liberazione di Roma avvenuta nel giugno 1944, fu progettato e attuato il mutamento della forma istituzionale dello Stato da monarchia a repubblica ed infine dal loro contributo al progetto costituente e alla formulazione della nuova Costituzione repubblicana sotto la guida presidenziale del comunista Umberto Terracini.

La storia può essere costruita e scritta soltanto sui fatti realmente accaduti che sono quelli sopra richiamati e non, come Lei compie, su irrealizzate intenzioni che possono esservi state di alcuni dirigenti o militanti comunisti.

Sulle restanti Sue affermazioni circa il numero effettivo dei partecipanti alla lotta partigiana o all’ampiezza della cosiddetta “zona grigia” di coloro che non si schierarono a favore di nessuna delle parti in lotta oppure  sul consenso popolare al fascismo , riteniamo siano affidate a Sue valutazioni approssimative, che ignorano il fatto che almeno da vent’anni a questa parte la storiografia più seria e accreditata ha approfondito criticamente ciascuno dei suddetti argomenti fornendo dati e valutazioni esenti da ogni amplificazione retorica.

Concludiamo rispondendoLe con le autorevoli parole del partigiano, giornalista e scrittore Giorgio Bocca:
«Rischi mortali corsero gli italiani per dare rifugio ai ribelli, per nascondere prigionieri alleati, gli ebrei perseguitati» e ancora «quarantacinquemila partigiani caduti, ventimila feriti o mutilati, uno dei più forti movimenti di Resistenza d’Europa, gli operai e i contadini per la prima volta partecipi di una guerra popolare senza cartolina di precetto, una formazione partigiana in ogni valle alpina o appenninica, la sofferta gestazione di un’Italia diversa» e per finire « ma c’era anche quella cosa che solo l’invasore ti rivela: la patria, il luogo in cui sei nato, per cui la tua è guerra di casa. E allora capita che al funerale di un partigiano vada tutto un paese incurante dei fascisti che li fotografano o annotano il loro nome».
Disponibili sempre al confronto, La ringraziamo per la cortese attenzione.

Cordiali saluti

per l’Anpi sezione di Como
il presidente
Nicola Tirapelle

 

LA RISPOSTA DELL’ ANPI AL SINDACO DI PUSIANO

La sezione ANPI Erbese “Luigi Conti” vuole sottolineare il proprio disappunto per il vile attacco mediatico
rivolto dal sindaco di Pusiano, sig. Maspero, e dal suo assessore, sig. Colzani, nei confronti della nostra
associazione, nonché al sindaco di Merone, sig. Vanossi, attraverso l’articolo pubblicato su “La Provincia” di
Como lo scorso sabato 11 aprile 2015. Tale attacco merita da parte nostra una risposta per denunciare la totale
ignoranza dei fatti e la sterile propaganda revisionista dei citati amministratori. Nel succitato articolo, in particolare, si usano in modo inappropriato termini (pacificazione) e immagini (stella comunista) di cui si ignora il significato.
Vorremmo infatti segnalare che la stella comunista presente sul volantino è la stessa della bandiera delle brigate Garibaldi (e non del PCI o dell’Armata Rossa), quelle stesse brigate che sacrificarono il maggior numero di vite alla causa della liberazione e nelle cui file militarono comunisti, socialisti, cattolici e persino monarchici: uomini e donne che misero a disposizione la propria vita e quella delle loro famiglie in nome della libertà, della giustizia, dell’uguaglianza per il nostro Paese!
Oggi è di moda riempirsi la bocca di parole come “pacificazione”, spesso usate in modo inopportuno. Inizi piuttosto un percorso di ravvedimento chi si è macchiato di gravi colpe o chi parla senza cognizione di causa, in nome dei milioni di morti, non solo partigiani, ma anche soldati di leva mandati allo sbaraglio nelle campagne di Russia, Grecia, Albania; pongano fiori sulle lapidi dei partigiani torturati, uccisi, chiedano loro perdono per le stragi di civili che insanguinarono il nostro Paese!
All’ignoranza dei fatti storici opponiamo dati precisi: il 22 giugno 1946 il guardasigilli Palmiro Togliatti, con il dichiarato scopo di pacificare gli animi dopo anni di guerra civile, firmava un provvedimento di amnistia che riguardava i delitti comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico, e reati annessi, ivi compreso quello di omicidio.
Ricordiamo infine al sindaco di Pusiano e al suo assessore che hanno giurato sulla Costituzione (redatta da tutte le forze antifasciste e nata dalla Resistenza!) e che il 25 aprile è festa nazionale, quindi è dovere civile ricordare chi ha combattuto per la nostra libertà.
Invitiamo pertanto sindaci, assessori, associazioni, liberi cittadini a partecipare a Merone il 24 e 25 aprile alle nostre iniziative per ricordare il 70° anniversario della liberazione!

ANPI provinciale ANPI Luigi Conti sez. MonguzzoTerritorio Erbese
Monguzzo 12/04/15

COMUNICATO ANPI SEZ. COMO

COMUNICATO STAMPA:


UN INVITO ANTIFASCISTA AL SINDACO DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Apprendiamo positivamente la notizia dell’approvazione durante la seduta del  Consiglio comunale di Como  di lunedì 23 marzo scorso (17 voti favorevoli,  5 contrari, 4 astenuti) dell’ordine del giorno -che riportiamo di seguito-  proposto dai consiglieri Nessi Luigi e Vincenzo Sapere (lista Paco-Sel) e firmato da Eva Cariboni (lista Amo la mia città) da Italo Nessi (lista Como Civica) e Luca Ceruti (Movimento 5 stelle):

IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana, sorta dalla Resistenza, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista (ved. Legge Scelba n. 645 del 20/6/1952 e Legge Mancino n. 205 del 25/6/1993):
INVITA IL SINDACO
A coordinarsi con il Prefetto ed il Questore affinché organizzazioni che non si riconoscono nei valori antifascisti della Costituzione non abbiano agibilità sul territorio cittadino, relativamente alla concessione del suolo pubblico con gazebo e altre modalità.

Finalmente anche nel Consiglio comunale cittadino entra, seppur timidamente, il grave problema da noi più volte denunciato riguardante il dilagare di movimenti neofascisti, razzisti e omofobi nella città di Como, che sempre più spesso ottengono spazi e luoghi pubblici con estrema facilità, presentando semplicemente una domanda in carta bollata agli uffici comunali.

La realtà è che esiste ancora una scarsa cultura antifascista nello Stato italiano e nelle sue Istituzioni: troppo spesso le Autorità che dovrebbero garantire il rispetto della Costituzione applicano unicamente tiepide misure di monitoraggio,  prendendo in considerazione il fenomeno neofascista solo sotto il profilo dell’ordine pubblico, senza avvedersi che il problema è molto più serio e coinvolge i principi e le tematiche riguardanti i valori costituzionali e democratici.

Certo, siamo consapevoli che non sarà un ordine del giorno, seppur ampiamente lodevole,  a mutare radicalmente l’atteggiamento tenuto dalle Istituzioni locali nei confronti di questi fenomeni. Tuttavia, riteniamo positivo che la massima assemblea cittadina, su impulso dei Consiglieri che hanno proposto il testo, si sia espressa e abbia dato una chiara indicazione al Sindaco, al Prefetto e al Questore su quale sia l’impegno da tenere nel futuro: vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che non si riconoscono nel principio antifascista della nostra Repubblica. Come logica conseguenza auspichiamo il divieto a qualsiasi manifestazione di stampo e propaganda neofascista, razzista, omofoba e xenofoba.

Rinnoviamo il nostro invito a partiti, sindacati, associazioni democratiche comasche e alle/ai cittadine/i che si riconoscono nei valori antifascisti e democratici, ad unire le energie per costruire una grande battaglia culturale e politica, di informazione e controinformazione, che abbia come faro guida l’antifascismo e i valori della Costituzione, per disperdere ogni vocazione autoritaria e per ricreare la fiducia reciproca fra cittadini e Istituzioni.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

A MILANO SIA VIETATA LA PARATA NAZIFASCISTA

Appello Anpi a Milano: sia vietata la parata nazifascista

23 marzo 2015

 

Appello dell’Anpi milanese: sia vietata la parata nazifascista.

E’ stato sottoscritto da numerose associazioni democratiche e da diversi partiti ed è rivolto al prefetto, Francesco Paolo Tronca, al questore, Luigi Savina e al Sindaco Giuliano Pisapia.

“Non è più tollerabile – si legge nel documento – che Milano debba assistere ogni 29 aprile alla parata nazifascista che da anni deturpa la nostra città strumentalizzando il ricordo dei tragici episodi da noi duramente condannati, avvenuti quaranta anni fa, con l’uccisione del giovane Sergio Ramelli. Il 29 aprile prossimo ricorrerà il quarantesimo anniversario della morte di Sergio Ramelli.
L’esperienza degli anni passati lascia certamente presagire che tale pur legittima manifestazione di ricordo sarà il pretesto, come avvenuto in occasione delle manifestazioni precedenti, per frange di neofascisti di tutta Italia per inscenare l’ennesima parata militare con l’utilizzo e la magnificazione di simboli neonazisti e neofascisti”.

“Naturalmente – si sottolinea –  non si vuole mettere in discussione il fondamentale principio di libertà di manifestazione del proprio pensiero sancito dall’art. 21 della nostra Carta Costituzionale. È altresì vero, tuttavia, che tale principio incontra limiti ben precisi e anch’essi sanciti per Legge laddove si risolva nella apologia del fascismo”.

“Tutti noi rivolgiamo un forte appello al Sindaco di Milano e invitiamo il Prefetto e il Questore perchè quest’anno, a soli quattro giorni dal settantesimo della Liberazione, a due giorni dalla Festa del Primo Maggio e dall’inaugurazione di EXPO 2015, con la presenza di un nutrito numero di rappresentanze internazionali, non si ripeta questa grave offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza e venga impedita l’ennesima manifestazione di aperta apologia del fascismo che si porrebbe in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana e con le leggi Scelba e Mancino. Chiediamo pertanto, alla luce di quanto esposto, che la manifestazione e il corteo vengano vietati dalle Autorità competenti”.

Sottoscrivono l’appello:
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI Provinciale di Milano;
Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti – ANPPIA Milano;
Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna – AICVAS;
Associazione Nazionale Ex Deportati – ANED di Milano;
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC;
Federazioni Italiane Associazioni Partigiane – FIAP Lombardia ;
Camera del lavoro Metropolitana di Milano – CGIL;
CISL Milano Metropoli;
UIL Milano e Provincia;
Partito Democratico Area Metropolitana di Milano;
Partito Comunista d’Italia – Milano;
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Milano;
Sinistra Ecologia Libertà Milano – SEL;
ACLI Milano; ARCI; Centro Puecher.

Milano, 23 marzo 2015

MEDAGLIA A UN UFFICIALE REPUBBLICHINO

Chi ha deciso di dare una medaglia a un ufficiale fascista?

16 marzo 2015

 

Nel 70° della liberazione, a Montecitorio, viene consegnata una medaglia a ricordo di un ufficiale fascista della Repubblica di Salò? Sembra incredibile ma è proprio così. Chi ha deciso di concedere il riconoscimento alla memoria di Paride Mori, del battaglione “Benito Mussolini” che combattè a finco delle SS naziste?
E con quali criteri? Domande inquietanti che pretendono risposte certe e rapide. Esigenza di cui si fa interprete Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi:

“Ho appreso dalla stampa la notizia della consegna di una medaglia, in una sala della Camera dei deputati, dove si trovavano anche il Presidente della Repubblica e la Presidente della Camera, ad un fascista della Repubblica di Salò. La notizia appariva così incredibile (e grave) che sono stato lieto di apprendere, da una dichiarazione emanata dalla Presidenza della Camera, che la Presidente Boldrini non aveva dato alcun premio, né aveva in alcun modo concorso ad individuare il nome del “premiato” tra quelli meritevoli di onorificenza (sono parole pressoché testuali del comunicato della Presidenza della Camera). Altrettanto credo sia accaduto per il Presidente Mattarella, ma non è possibile anticipare nulla al riguardo, finché non ci sarà qualche comunicazione da parte del Quirinale”.

“Di certo – commenta Smuraglia – un’onorificenza è stata consegnata dal Sottosegretario Delrio e dunque a nome della Presidenza del Consiglio. Anche il Sottosegretario ignorava tutto? Sembrerebbe impossibile; comunque, chi ha proposto e deciso quella onorificenza proprio nell’anno del 70° anniversario della Resistenza? A quali criteri ha obbedito la speciale Commissione che valuta per la Presidenza del Consiglio le onorificenze? È veramente difficile accontentarsi della prospettazione di un “errore”, a fronte di situazioni che imporrebbero una vera sensibilità democratica. Pensiamo che su questo debba essere fatta chiarezza assoluta ed al più presto. Altrimenti dovremmo pensare che la Presidenza del Consiglio, che si propone di celebrare il 25 aprile e il 70° è disponibile, al tempo stesso, a riconoscere “i meriti” di chi militò dalla parte della dittatura, del fascismo, della persecuzione degli ebrei, degli antifascisti e dei “diversi”. Davvero, tutto questo appare inconcepibile; l’ANPI attende, comunque, chiarimenti precisi e definitivi e, soprattutto, che ognuno si assuma le responsabilità che gli competono. Dopo di che, prenderemo – a ragion veduta – le nostre posizioni di antifascisti e di combattenti per la libertà, che non conoscono né tentennamenti né ambiguità, ma si riconoscono nella vera storia del nostro Paese e nella Costituzione che lo regola e pretendono che altrettanto facciano le istituzioni.

 

 

70° DELLA LIBERAZIONE E REGIONE LOMBARDIA

Cosa sta facendo la Regione Lombardia per il 70° della Liberazione?

4 marzo 2015

 

Al Consiglio regionale della Lombardia, la presidenza del gruppo “Con Ambrosoli Presidente – Patto civico” ha presentato una interrogazione al presidente della Giunta regionale, Roberto Maroni, e all’assessore alle culture, identità ed autonomie, Cristina Cappellini, per conoscere “quale programma stia predisponendo la Regione Lombardia per ripercorrere, celebrare e studiare gli eventi della Resistenza”, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Naturalmente – spiega Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, in una nota – siamo in ansiosa e curiosa attesa della risposta”.

“Se in tanti Comuni e Regioni – aggiunge – si facesse una iniziativa del genere, forse faremmo un passo avanti per richiamare l’attenzione di tutti, cittadine, cittadini e istituzioni, sul fatto che quest’anno ricordiamo una delle pagine più gloriose della storia del nostro Paese, da cui è scaturita non solo la liberazione dalle truppe naziste e dalla dittatura fascista, ma anche una Costituzione moderna e democratica”.