PASTASCIUTA ANTIFASCISTA

Rebbio ( Co), 26 luglio

Venerdì 26 luglio, nel cortile della Coop di via Lissi, n. 6 abbiamo organizzato la pastasciutta antifascista. Durante la serata Guglielmo Invernizzi ricorderà il caro compagno Renzo Pigni, recentemente scomparso, che oltre a ricoprire la carica di vice presidente provinciale e stato per tanti anni, un supporto importante per la nostra associazione. Alle 21.30 circa verrà proiettato il film “I 7 fratelli Cervi” di Gianni Puccini con Gian Maria Volontè. Invitiamo coloro che sono interessati a partecipare di affrettarsi, i posti disponibili sono sempre meno.

STRADA INTESTATA AL PODESTA’ FASCISTA ALBERTO AIROLDI

Succede ad Erba

Dopo la strada di Monguzzo intitolata a Ibrahim Alì, ad Erba la Giunta di centrodestra attua un golpe per intitolare una via all’ex Podestà Alberto Airoldi. Nel ribadire la nostra contrarietà a tali fatti, portiamo alla vostra conoscenza il cominicato della sezione ANPI Monguzzo Territorio Erbese in allegato con l’appello a ritrovarci in tanti ad Erba lunedi 15 luglio dalle ore 20 davanti al comune. Essere in tanti a protestare può servire alla causa.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

TERRITORIO ERBESE – Sez. “LUIGI CONTI” Monguzzo

OGGETTO: MOZIONE DEI GRUPPI CONSILIARI FORZA ITALIA, LEGA, IL BUONSENSO ERBA E VERONICA AIROLDI SINDACO PER ERBA AD OGGETTO: “INTITOLAZIONE AD ALBERTO AIROLDI DEL PRIMO TRATTO DI VIA CROTTO ROSA (COMPRESO FRA L’INCROCIO CON CORSO BARTESAGHI E L’INGRESSO DEL TEATRO LICINIUM). INTITOLAZIONE DELL’ATTUALE PIAZZA PREPOSITURALE A MONSIGNOR ARISTIDE PIROVANO

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Territorio Erbese Sez. “Luigi Conti” Monguzzo esprime decisa contrarietà e preoccupazione per l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di Erba di intitolare una via all’ex podestà Alberto Airoldi.

Non è nostra intenzione mettere in discussione i meriti culturali e artistici dell’Airoldi, tuttavia non possiamo assolutamente tacere sul suo passato di convinto sostenitore del fascismo fino ad arrivare a ricoprire incarichi importanti nel locale partito fascista e nella guida della città di Erba con la carica di podestà. A nostro avviso non è sufficiente esibire meriti culturali per cancellare una macchia indelebile come la complicità attiva nel regime fascista, persino Hermann Goering numero due del nazismo aveva meriti culturali ed era uno dei più grandi collezionisti di arte, ma nessuno in Germania si sognerebbe mai di intitolargli una via.

Nel 1938 la legge più infame veniva proclamata dal fascismo con l’avallo della monarchia, le leggi razziali stuzzicavano la vena artistica dello zelante Airoldi che nel 1939 pubblicava un volumetto dal titolo “Elenco di cognomi ebraici” per additare ai concittadini erbesi le famiglie di origine ebraica ed esporle al pubblico ludibrio, veramente un bell’esempio di cultura.

Dopo la caduta del fascismo il 25 luglio del 1943 senza esitazione ha aderito alla nascente repubblica sociale italiana ricoprendo anche in questo caso importanti incarichi, approvando senza tema di smentita tutte le nefandezze, i crimini, le deportazioni, i rastrellamenti e le rappresaglie che il fascismo repubblichino, alleato dei nazisti, ha compiuto nel nostro Paese.

E’ noto inoltre il coinvolgimento dell’Airoldi nel processo al martire Giancarlo Puecher, prima medaglia d’oro della Resistenza italiana. Troppo comodo affermare oggi che lo stesso si sarebbe prodigato per salvare la vita del martire, l’Airoldi, con il suo ruolo, è stato complice fino in fondo degli aguzzini del Puecher poiché ne approvava metodi e finalità.

Ma la cosa più preoccupante, dopo settantacinque anni, è il tentativo di cancellare la memoria, il tentativo sistematico di ridurre sullo stesso piano fascismo e antifascismo confondendo il tutto in un indistinto passato. Non sfugge infatti la mossa meschina di intitolare una via ad un fascista e un’altra ad un partigiano, quasi un pari e patta tra l’Airoldi e Mons. Pirovano.

Si aggiunge poi la vergogna senza pudore che l’Amministrazione Comunale, retta dalla nipote dell’ex podestà, sia quella che intitola una via al nonno e qui si rasenta il patetico.

L’A.N.P.I. Territorio Erbese denuncia con forza il sistematico tentativo di esaltare fatti e personaggi appartenenti al regime fascista attraverso una campagna di falsificazione storica. Chiama i cittadini democratici e antifascisti alla mobilitazione per impedire lo scempio della memoria della Resistenza

LUNEDI’ 15 LUGLIO DALLE ORE 20 DAVANTI AL COMUNE

PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA A DONGO

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione di Dongo


DOMENICA 21 LUGLIO 2019
alle ore 12:30
presso il Centro Polifunzionale di Dongo
in Via Scalini (dietro il palazzo comunale)
PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA


Nel pomeriggio Cecco Bellosi
presenterà il suo libro
“Sotto l’ombra di un bel fiore
Il sogno infranto della Resistenza”


Per la pastasciutta antifascista é gradita prenotazione al numero:
3381238148 (Daniela) oppure 3356253012 (Danilo)

Gioia per la libertà restituita a Carola e indignazione per l’attacco eversivo di Salvini alla magistratura

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

Ho accolto con gioia la notizia del provvedimento del Gip di Agrigento che restituisce la libertà a Carola Rackete. Una decisione che conferisce alta dignità e imprescindibilità al lavoro di tante donne e uomini guidati esclusivamente dalla bussola dei diritti e del rispetto della vita umana. Ma esprimo anche indignazione e preoccupazione per il violento attacco al Gip da parte del Ministro dell’Interno. La magistratura è un potere autonomo e metterla in discussione, addirittura denigrarla quando non agisce in modo corrispondente alle aspettative del Governo vuol dire superare il limite consentito dal sistema costituzionale, tentare di sovvertire l’ordine democratico dello Stato. Tutte le forze politiche che sostengono questa linea eversiva sono corresponsabili.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

3 luglio 2019

Un porto sicuro per l’ umanità

Comunicato ANPI sezione COMO

L’ANPI sezione di Como invita tutte e tutti a partecipare al presidio organizzato da Como senza frontiere per lunedì 1 luglio 2019 ore 20.30 in piazza Grimoldi a Como, per esprimere solidarietà e sostegno a Sea Watch e per difendere i principi costituzionali di solidarietà ed accoglienza.

Le forze democratiche unite devono trovare ogni modo ragionevole e giusto per contrastare le politiche attuate da questo Governo di chiusura nazionalistica e di violazione nei fatti dell’obbligo alla solidarietà e al rispetto dei diritti dell’uomo sancito all’articolo 2 della Costituzione, che deve restare il faro di ogni intenzione ed azione, in particolare per chi detiene il potere esecutivo.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

Di seguito l’appello di Como senza frontiere:

UN PORTO SICURO PER L’UMANITA’

Non è facile, in tempi come questi, appellarsi alla legge.

La legge dovrebbe essere uguale per tutti – così almeno recita la frase che campeggia sulle pareti di tutti i tribunali. Ma la legge – qui, ora – non lo è più. Non lo è per le persone che migrano, non lo è per le persone e le organizzazioni che cercano di ridurre il danno, soccorrendole e accogliendole.

Eppure, anche in tempi come questi, osiamo appellarci alla legge.

All’antichissima legge del mare che IMPONE di salvare i naufraghi e di portarli in un porto sicuro, non di limitarsi a compilare statistiche delle vittime, non di riportarli lì dove ha avuto origine il loro dramma. Una legge che ha trovato spazio nelle convenzioni internazionali che anche lo Stato italiano ha sottoscritto.

Alla legge costituzionale italiana (nata dalla lotta contro il fascismo, il nazismo, il razzismo) che all’articolo 2 PROCLAMA il dovere della solidarietà: «La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

Sono leggi che dovrebbero essere iscritte nei sentimenti profondi di tutti e tutte, e che invece oggi sono dimenticate, contraddette, vilipese da governi e governanti, ma anche da benpensanti e indifferenti.

Non possiamo assistere al naufragio dell’umanità.

Quello che è accaduto – e continua ad accadere – nel Mediterraneo, così come nei deserti africani, o alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, non riguarda solo qualche decina o centinaia o migliaia di migranti, non riguarda solo una o cento o mille organizzazioni non governative.

Riguarda tutti e tutte.

La vicenda della nave Sea Watch 3, dei migranti a bordo, dell’equipaggio, della capitana Carola Rackete è l’esito di una inammissibile deriva inumana e razzista.

Abbiamo il dovere di reagire, di chiedere il rispetto delle leggi fondamentali, di restare umani.

Lunedì 1 luglio 2019 alle ore 20.30 in piazza Grimoldi a Como chiediamo a tutte e tutti di partecipare a un presidio, così come era stato il 3 ottobre 2018 in solidarietà con il sindaco di Riace Mimmo Lucano, per esprimere il nostro sostegno a Sea Watch, a Carola Rackete, all’equipaggio, per riaffermare il nostro dovere di solidarietà e di accoglienza nei confronti di uomini e donne migranti.

COMO SENZA FRONTIERE

Sea Watch: basta con la passerella propagandistica di intimidazioni e irrisioni di Salvini

27 giugno 2019

Comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI

Assistiamo sgomenti e disgustati al braccio di ferro sulla vita dei migranti della Sea Watch, mentre il ministro dell’Interno schernisce in modo intollerabile la capitana della nave e un ex ministro della Repubblica, Giorgia Meloni, avanza l’incredibile proposta di “affondamento”. È una mostruosa regressione di civiltà, oltre che di umanità, da parte di personaggi che dovrebbero dare un esempio di responsabilità e di senso delle istituzioni. La legge “sicurezza” dimostra sempre di più il suo vero volto xenofobico, oltreché la sua impotenza: il porto di Lampedusa rimane chiuso solo per le Ong, ma gli sbarchi continuano. È una guerra privata del ministro, dopo che le pretestuose accuse contro le Ong stesse si sono sgonfiate come bolle di sapone. Quella di Salvini non è una politica sull’emigrazione, né c’è alcun governo del fenomeno, che invece andrebbe disciplinato e regolato, tenendo sempre come bussola la Costituzione. Si tratta esclusivamente di una propagandistica passerella di intimidazioni, irrisioni e minacce. Cosa dice il Presidente del Consiglio che, proprio in base alla Costituzione, “dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile”? Davanti alle grida inconsulte per la difesa dei confini nazionali colpisce poi il silenzio dell’Unione Europea, ancora una volta incapace di assumersi il compito di gestire le emergenze umanitarie.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

Presentata dall’ANPI al Procuratore di Roma formale denuncia contro CasaPound e Forza Nuova

25 Giugno 2019

Il commento di Emilio Ricci, legale e Vice Presidente nazionale dell’ANPI: “Non sono più tollerabili la presenza e l’attività criminosa di questi gruppi che si pongono in palese contrasto con la Costituzione della Repubblica”

L’ANPI nazionale ha presentato al Procuratore di Roma formale denuncia contro le organizzazioni neofasciste, in particolare Forza Nuova e CasaPound, per i numerosi atti di intimidazione, violenza e apologia di fascismo da queste commessi ripetutamente negli ultimi tempi. Nella denuncia si chiede, inoltre, di procedere al sequestro della sede di CasaPound, a Roma, occupata abusivamente.

La nostra Associazione – commenta Emilio Ricci, legale e Vice Presidente nazionale ANPI – ha ritenuto urgente avviare un’operazione penale perché non sono più tollerabili la presenza e l’attività criminosa di questi gruppi che si pongono in palese contrasto con la Costituzione della Repubblica e con le leggi vigenti in materia di apologia di fascismo, la Scelba e la Mancino. Auspichiamo che si arrivi il prima possibile a sentenze che consentano alle autorità competenti di sciogliere finalmente CasaPound, Forza nuova e le altre organizzazioni affini” .

Roma, 25 giugno 2019

LETTERA DEL PRESIDENTE ANPI PROVINCIALE DI COMO

Lettera aperta al direttore del quotidiano La Provincia di Como

Egregio direttore,

sono il presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, comitato di Como. Ho letto con molta attenzione l’articolo a firma G.Cri. apparso sul quotidiano da lei diretto il giorno 14 giugno c.m. a pag. 43, e sono stato spiacevolmente colpito da alcune affermazioni del sig. Carlo Colombo dell’Associazione Nazionale Carabinieri (presumo in congedo) lì riportate.

Su queste mi permetto alcune osservazioni.

La prima si riferisce all’affermazione “Se non va bene all’ANPI, se ne faccia una ragione, la libertà che volevano i Partigiani era ben diversa da questo fascismo di sinistra….”: posso chiedere da quale pulpito e con quali argomentazioni il sig. Colombo può fare certe affermazioni? I valori per cui hanno combattuto i Partigiani, ad alcuni sembrerà retorica, ma stanno scritti nella Costituzione, dove di sicuro non sta scritto e non si giustificano frasi becere quali “Noi abbiamo creato un corridoio culturale, ben diverso dai corridoi umanitari che vogliono altri”. Sia la prima che la seconda qualificano, anzi squalificano, chi le ha pronunciate.

In merito all’invito a rivolgersi al Presidente della Repubblica per avere spiegazioni circa l’onorificenza conferita allo Sciumbasci Ibrahim Ali nel 1952 dall’allora Presidente Luigi Einaudi, rispondiamo che: primo, non ci permetteremmo mai di chiedere all’attuale Presidente ragione di atti imputabili ad altri; secondo, non ce n’è la necessità. Se studiasse un po’ la storia invece di esibirsi in pagliacciate, saprebbe che l’Italia, proprio in riparazione dei danni prodotti con l’occupazione colonialista e militare, su incarico dalle Nazioni Unite fu titolare dell’Amministrazione Fiduciaria della Somalia Italiana dal 1950 al 1960. In quel periodo come riconoscimento economico a chi dopo la guerra, essendo stato collaboratore degli occupanti aveva vita dura, furono concesse benemerenze che permettevano, grazie a misere pensioni di guerra, di sopravvivere. Nessuno dell’ANPI si è mai sognato di chiedere la revoca di queste onorificenze, siamo perfettamente coscienti che questa fu una forma di risarcimento, ma da lì ad intitolare una strada ad un collaborazionista dell’esercito fascista che sparava sui propri connazionali e che ebbe la disgrazia di morire in combattimento contro gli inglesi in difesa della colonia italiana e non della sua patria, Carabiniere o no, ce ne passa!

Per concludere l’ANPI da subito ha chiesto la revisione di questa delibera e ha proposto di titolarla ad un altro carabiniere morto per difendere la Patria, abbiamo proposto Salvo d’Acquisto, vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, Medaglia d’oro al valore militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste. Oppure si consultino le carte del “Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri” guidato dal generale Filippo Caruso, tanto per fare un esempio dei tanti: nomi se ne troveranno a centinaia e stiano pur certi che ci troveranno presenti con le bandiere.

Non siamo noi quelli fuori dalla storia. Per stare nella storia bisogna scegliere da che parte stare. Noi stiamo dalla parte democratica della Repubblica Italiana, qualcun altro evidentemente vive nella nostalgia di passati regimi. A ciascuno il suo ruolo.

La storia della Resistenza al nazifascismo e la Costituzione Italiana sono e saranno sempre la nostra bandiera, il sig Colombo e la sua Associazione se ne facciano una ragione.

Guglielmo Invernizzi

Presidente Comitato Prov. A.N.P.I. di Como

Como 22 giugno 2019

IN MONTAGNA CON GRAMSCI

Ricordo della figura di Gramsci e del suo passaggio in questi luoghi.

Sabato 8 giugno, Capanna Mara.

Ritrovo ore 15,00 all’Alpe del Viceré ( Albavilla, Como) all’ingresso del posteggio e salita in compagnia fino alla Capanna Mara.

Per le persone con difficoltà è previsto un servizio di trasporto ( max 4 persone).

PROGETTO PROMEMORIA

On line la storia d’Italia dal 1918 al 1948

Conoscere, capire e scegliere sono le parole chiave del Progetto ProMemoria. Un pensiero, una volontà, una scelta che vanno oltre la semplice spiegazione degli argomenti, dei fatti, ma vogliono accompagnare il lettore a riflettere, a pensare.
Curiosità è l’atteggiamento che si propone di mettere in gioco per affrontare la lettura e l’analisi delle complessità che riguardano le vicende della nostra storia. Storia recente dal punto di vista cronologico: l’arco di tempo trattato è una virgola nell’enciclopedia della storia, la pagina prima dell’oggi; storia recente
dal punto di vista sociale e politico: non conoscere può portare a rivivere.
La suddivisione in capitoli propone ProMemoria come un libro multimediale da leggere, vedere, ascoltare in cui ognuno può costruire la propria mappa, i propri criteri di lettura sapendo che, ad ogni evento, ne è collegato inevitabilmente un altro: la storia, appunto. Diverse chiavi di lettura per contribuire ad un approccio calato sulle diverse età ed esperienze dei fruitori.
Uno strumento destinato a tutti. Indipendentemente dall’età, è necessario conoscere, capire e scegliere.

Guarda:

HomePage