Queste le parole di Fabio Cani, che ha parlato al presidio democratico tenutosi questa mattina davanti al palazzo del Tribunale, a Como, in occasione dell’udienza per il processo ai 13 militanti neonazisti che hanno fatto irruzione ad una riunione dell’ associazione Como Senza Frontiere, nello spazio del Chiostrino di Santa Eufemia, il 29 novembre 2017.
Al presidio erano presenti il presidente dell’Anpi provinciale Invernizzi, il segretario Proietto con altri iscritti, numerosi rappresentanti dei sindacati, degli studenti, di associazioni di volontariato e di partiti.
Oltre a Fabio Cani, per Como Senza Frontiere, hanno preso la parola Saverio Ferrari dell’Osservatorio sulle Nuove Destre, Colombo della CGIL, e altri rappresentanti di partiti e associazioni.
Errore gravissimo autorizzare le manifestazioni di Dongo e Giulino di Mezzegra.
3 Maggio 2021
Il Presidente nazionale
dell’ANPI ha scritto al Ministro dell’Interno: “A nome dell’Associazione
che rappresento, mi permetto perciò di chiederLe di appurare nel
dettaglio le responsabilità in merito alle iniziative in oggetto
traendone le necessarie conseguenze”
Gentilissima Ministro,
certamente è a conoscenza delle commemorazioni fasciste della
mattina del 2 maggio a Dongo e Giulino di Mezzegra. Ci risulta che tali
commemorazioni siano state autorizzate dalle autorità competenti
nonostante le proteste di un’ampia area di forze sociali e politiche e
nonostante alcune interrogazioni parlamentari.
Si è trattato di eventi pubblici e pubblicizzati, corredati di
manifestazioni esteriori di esaltazione di esponenti del fascismo.
Durante l’iniziativa di Giulino di Mezzegra erano presenti due cartelli,
sul primo dei quali era scritto “In questa Italia penosa e buia un
raggio di luce ricordando il nostro Duce”, e sul secondo “Solo Dio può
piegare la volontà fascista. Gli uomini e le cose mai”. Su di un terzo
cartello era riprodotto l’effigie di Benito Mussolini. Sia a Dongo che a
Giulino di Mezzegra i partecipanti hanno ripetutamente ostentato il
saluto romano e scandito le parole “Duce, Duce!”.
Ella è anche a conoscenza che la legge 645/1952 – la cosiddetta
legge Scelba – sanziona “(…) chiunque pubblicamente esalti esponenti,
princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità
antidemocratiche”.
Quello che è avvenuto a Dongo e Giulino di Mezzegra era previsto e
prevedibile. Direi di più: era certo e ovvio. Pensiamo perciò che chi
ha autorizzato tali eventi abbia commesso un gravissimo errore di cui si
deve assumere la responsabilità.
Ancor più grave sarebbe mettere sullo stesso piano la doverosa e
pacifica iniziativa unitaria di contrasto alla manifestazione
neofascista con tale manifestazione neofascista. Si tratterebbe di una
equidistanza intollerabile sia dal punto di vista ideale, essendo
irragionevole, oltre che illegittimo, essere equidistanti fra Repubblica
democratica e fascismo, sia dal punto di vista giuridico, essendo i
comportamenti messi in atto dai manifestanti filofascisti, configurabili
come reati.
Aggiungo che tutto ciò avviene in un contesto da tempo lacerato
da una ininterrotta e crescente serie di iniziative, provocazioni,
aggressioni fisiche o via social, spesso con connotazioni razziste,
discriminatorie o nazionaliste, da parte di gruppi o esponenti
neofascisti, costituendo nell’insieme un quadro allarmante in
particolare nel difficilissimo momento che attraversa il Paese.
Mi pare che i discorsi pronunciati il 25 aprile dal Presidente
della Repubblica al Quirinale e dal Presidente del Consiglio al museo di
via Tasso sgomberino il campo da qualsiasi titubanza o tolleranza nei
confronti di ogni pubblica manifestazione che si richiami al fascismo.
A nome dell’Associazione che rappresento, mi permetto perciò di
chiederLe di appurare nel dettaglio le responsabilità in merito alle
iniziative in oggetto traendone le necessarie conseguenze, di impedire
qualsiasi iniziativa, comunque motivata, di apologia del fascismo, di
contrastare ogni forma di aggressione o provocazione sia fisica che
tramite social da parte di persone che al fascismo si richiamano.
Il segretario ANPI Provinciale Proietto e il rappresentante ANPI Nazionale Pollio Salimbeni
2 MAGGIO 2021
Oggi a
Dongo, uno dei luoghi simbolo della Resistenza antifascista italiana,
organizzato dalle ANPI comasche ed in particolare dall’ANPI di Dongo,
si è svolta una grandiosa manifestazione antifascista con oltre
duecento partecipanti che hanno gremito nel rispetto delle
disposizioni la piazza principale intitolata al partigiano Giulio
Paracchini. La nostra manifestazione viene organizzata tutti gli anni
per ricordare alle autorità che consentono ai fascisti di
commemorare in modo vergognoso i gerarchi e il loro duce, giustiziati
in quei luoghi in nome del popolo italiano il 28 aprile 1945. Noi
cittadini tutti rifiutiamo l’omologazione proposta dalle autorità,
nei fatti se non nelle parole, con questi tristi figuri. Noi non
siamo uguali, noi stiamo dalla parte della Costituzione repubblicana,
una Costituzione antifascista. Noi non chiediamo la luna, chiediamo
che le autorità applichino le leggi dello stato italiano,
null’altro. Siamo però coscienti di essere l’unica voce sempre
presente, lo dobbiamo ai Partigiani combattenti, ai caduti della
Guerra di Liberazione, agli antifascisti torturati e morti nelle
carceri del regime. E sempre ci saremo. Un grazie agli iscritti ANPI
presenti, ai partiti della sinistra ed in particolar modo alla CGIL
comasca presente in massa con le proprie bandiere, un grazie a tutti
gli antifascisti che oggi a Dongo hanno fatto sentire ad alta voce il
desiderio di Libertà e di Democrazia.
Cari amici e compagni, a seguito dell’ incontro di questa mattina tra il Prefetto di Como e la nostra delegazione composta da Guglielmo Invernizzi, Danilo Lillia e Matteo Mandressi, è stato preparato il comunicato che potete leggere qui di seguito.
COMUNICATO.
Oggi la delegazione del gruppo costituitosi per le celebrazioni del XXV Aprile, composta da Guglielmo Invernizzi, presidente ANPI Provinciale di Como, Danilo Lillia, segretario della sez. ANPI di Dongo e Matteo Mandressi, membro della segreteria CGIL di Como, si è recata dal Prefetto di Como, dott. Andrea Polichetti, in vista delle preannunciate manifestazioni fasciste della prossima domenica. L’ incontro, per altro molto cordiale, non ha sortito gli effetti sperati, cioè il diniego da parte delle autorità di proibire in modo preventivo l’ adunata di stampo fascista che si terrà il 2 maggio a Dongo e a Giulino di Mezzegra.
Ciò che più dispiace è la contrapposizione sullo stesso piano delle ragioni degli antifacisti e di quelle dei fascisti circa la libertà di parola sancita dalla Costituzione Repubblicana, dimenticando o interpretando in maniera riduttiva l’ antifascismo insito nella Carta Costituzionale, non riconoscendone il valore fondativo per la Repubblica Italiana.
Non possiamo accettare di essere parificati nei fatti, anche se non nelle parole, con i fascisti del terzo millennio.
L’ Anpi e tutte le organizzazioni aderenti all’appello continueranno nella strenua lotta per l’ applicazione severa delle leggi dello Stato e per l’ affermazione dei valori della Costituzione. Per questo, nei prossimi giorni chiederanno un incontro anche col Procuratore della Repubblica.
Pertanto è confermata la presenza democraica in piazza Paracchini a Dongo nella mattinata di domenica 2 maggio, dalle ore 8,30.
(ai sensi dell’articolo 151 del Regolamento del Senato)
RUOTOLO, DE PETRIS, ERRANI – Al Ministro dell’Interno –
Premesso che:
ogni anno, da anni, a Dongo, sul lago di Como, in prossimità
dell’anniversario della Liberazione e del giorno della fucilazione di
Mussolini in località Giulino di Mezzegra, si radunano in forma
organizzata centinaia di militanti dell’estrema destra, in divisa di
camicie nere, per commemorare con riti e cortei l’esecuzione del Duce e
dei Gerarchi;
questa manifestazione si svolge a Dongo e a Giulino di Mezzegra in
quanto luoghi simbolo del Fascismo. I comportamenti dei partecipanti,
spesso in divisa squadrista, hanno sempre espresso senza equivoci la
volontà di propaganda del fascismo;
la locale sezione dell’ANPI si è appellata alla società civile, al
mondo della cultura, alle altre associazioni democratiche affinchè il
raduno del 2 maggio non venga autorizzato. Anche la Segreteria nazionale
dell’ ANPI si è associata a questo appello, chiedendo alle autorità
competenti di intervenire per negare l’ autorizzazione alla
manifestazione di estrema destra prevista per il 2 maggio a Dongo;
considerato inoltre che:
da diversi anni l’Italia sta conoscendo un riemergere di movimenti di
ispirazione fascista inquietante e intollerabile per la Repubblica;
l’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un
reato previsto dall’art. 4 della cosiddetta legge Scelba, n. 645 del
1952, attuativa della XII disposizione transitoria e finale della
Costituzione;
lo scioglimento dei partiti che si ispirano al fascismo è previsto
dalla citata legge n. 645 del 1952, e che le diverse sigle operanti in
Italia, siano senz’altro organizzazioni apologetiche del fascismo e del
nazismo, è stabilito da una pronunzia definitiva della Corte di
cassazione (sezione V penale, 8 gennaio 2010, sentenza n. 19449);
iniziative promosse da organizzazioni neofasciste e neonaziste, oltre
ad offendere la nostra coscienza civile e democratica, la memoria
comune e i valori fondamentali della Costituzione, rappresentano fattore
di grave turbamento per l’ordine pubblico in tutto il Paese, già scosso
dalla grave pandemia in atto e dalla conseguente crisi economica e
sociale;
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell’iniziativa,
documentata da diversi organi di stampa e se intenda assumere iniziative
in merito;
quali iniziative urgenti e incisive intenda assumere per contrastare
efficacemente la diffusione di idee violente e razziste da parte dei
gruppi neofascisti e neonazisti.
Interrogazione parlamentare dell’ on. De Maria sull mnifestazione neofascista di Dongo.
29 Aprile 2021
Interrogazione al Ministro dell’Interno “per sapere se sia a
conoscenza di quanto ricordato e se intenda assumere iniziative in
merito”. La manifestazione neofascista, prevista per il 2 maggio,
celebrerà Benito Mussolini
“Al Ministro dell’ Interno.
Premesso che:
la Segreteria nazionale dell’ ANPI (Associazione Nazionale Partigiani
d’Italia) ha pubblicamente chiesto alle autorità competenti di
intervenire per negare l’ autorizzazione ad una manifestazione di
estrema destra prevista per il 2 maggio a Dongo;
che ogni anno, da anni, a Dongo, in prossimità dell’anniversario
della Liberazione e del giorno della fucilazione di Mussolini in
località Giulino di Mezzegra, si radunano in forma organizzata centinaia
di militanti dell’estrema destra, in divisa di camicie nere, per
commemorare con riti e cortei l’esecuzione del Duce e dei Gerarchi;
che questa manifestazione Sì svolge a Dongo e a Giulino di Mezzegra in quanto luoghi simbolo del Fascismo;
che i comportamenti dei partecipanti, spesso in divisa squadrista,
hanno sempre espresso senza equivoci la volontà di propaganda del
fascismo;
che l’ apologia di Fascismo e la ricostituzione in qualsiasi forma
del Partito Fascista contrastano con i principi costituzionali e la
legislazione vigente.
Per sapere:
se il Ministro sia a conoscenza di quanto ricordato e se intenda assumere iniziative in merito”
L’ ANPI nazionale a sostegno dell’ appello di Anpi Dongo
La località sul lago di Como
diviene ogni anno meta dei neofascisti per ricordare l’esecuzione di
Benito Mussolini. La locale Sezione ANPI si appella alla società civile,
al mondo della cultura, alle altre associazioni democratiche affinché
il raduno del 2 maggio non venga autorizzato. Si possono invare adesioni
a anpidongo@gmail.com
La Segreteria nazionale ANPI si associa al seguente appello promosso dalla Sezione ANPI di Dongo
Ogni anno, da anni, a Dongo, in prossimità dell’anniversario
della Liberazione e del giorno della fucilazione di Mussolini in
località Giulino di Mezzegra, si radunano in forma organizzata
centinaia di militanti dell’estrema destra, in divisa di camicie nere,
per commemorare con riti e cortei l’esecuzione del Duce e dei Gerarchi.
I fascisti vengono a Dongo e a Giulino di Mezzegra perché sono i
luoghi simbolo della fine del Fascismo, luoghi di culto e di memoria dei
loro morti. I comportamenti dei partecipanti in divisa squadrista
esprimono senza equivoci la volontà di propaganda del fascismo.
in cui sono pubblicate le riprese dei citati raduni e manifestazioni.
L’intervento dell’ANPI provinciale di Como, dell’ANPI di Dongo e
dell’ANPI Lario occidentale presso le Istituzioni pubbliche (Questura e
Prefettura di Como) e presso le Amministrazioni locali di Dongo e
Tremezzina, per chiedere che tali raduni non fossero autorizzati, è
sempre rimasto inascoltato.
Le Autorità competenti, a ogni livello, hanno autorizzato i
raduni, richiamando il principio della libertà di manifestare le
opinioni. La libertà di espressione è un sacrosanto diritto, conquistato
proprio con il sacrificio di milioni di morti che hanno combattuto per
sconfiggere le dittature del nazifascismo.
A Dongo e a Mezzegra queste dittature sono celebrate e propagandate nelle pubbliche strade da gruppi organizzati.
Come ANPI vogliamo che Dongo sia simbolo di una permanente civile
resistenza. Sia luogo di conoscenza di quelle ultime tragiche giornate
che hanno visto la fine della dittatura, la rinascita della democrazia e
la nascita della Repubblica, che quei giorni di fine aprile siano
celebrati come momento di confronto e di approfondimento della Storia e
dei valori della Resistenza, della Costituzione e della democrazia nata
con essa.
Abbiamo bisogno che questo appello sia condiviso a livello locale e nazionale.
Scriviamo questa lettera perché vogliamo coinvolgere Istituzioni,
Associazioni, Personalità, la società civile tutta nel sostenere con
forza la richiesta che NON sia autorizzata alcuna presenza organizzata
di fascisti nelle loro macabre divise e il tempo non sia riportato
indietro negli anni più bui della nostra Storia.
L’anno 2020 ha messo a dura prova la popolazione italiana, europea, mondiale.
Il numero dei morti e dei contagi per l’epidemia del COVID, la
sofferenza sono l’aspetto più tragico, a cui segue la crisi economica e
sociale. Disagi e privazioni hanno peggiorato le condizioni di vita,
aumentano la rabbia e le paure. In Italia, in Europa, nel mondo ci sono
organizzazioni che si
richiamano a ideologie del passato, che scatenano i peggiori
istinti di violenza, perdendo ogni umano e razionale controllo delle
proprie responsabilità. Cercano di minare i valori della democrazia e
della convivenza civile conquistati con le lotte della Resistenza.
Anche le giovanissime generazioni, penalizzate e deprivate delle
relazioni sociali, rischiano di cedere al “sonno della ragione”. Le
donne e i giovani più di altri subiscono le conseguenze del lavoro che
manca, dell’ insicuro futuro.
Stiamo vivendo tempi di crisi che chiedono un plus di
responsabilità e di solidarietà ed è urgente attivare vaccini culturali e
morali, non solo contro il COVID.
Vogliamo dare speranza e voce all’Italia che resiste e guarda
avanti, che affronta con coraggio e impegno la fatica e i sacrifici di
una sconvolta realtà.
Dongo, simbolo di rinascita e di una resistenza civile non
violenta, non appartiene solo al territorio lariano, ma a tutta
l’Italia, all’Europa, al Mondo.
Vi chiediamo dunque di sottoscrivere l’appello che ogni
propaganda di violenza, di odio, di fascismo sia assolutamente vietata
in tutte le sue manifestazioni nel rispetto della nostra Costituzione.