NORI BRAMBILLA AL FAMEDIO

Mercoledì 4 aprile, al Famedio del cimitero monumentale di Milano si è svolta la cerimonia per la traslazione di Nori Brambilla Pesce che ci ha lasciato il 6 Novembre 2011.

Nori riposerà così accanto a Giovanni Pesce cui è stata legata per la sua intera vita.

Pubblichiamo qui di seguito l’intervento di  Roberto Cenati, presidente ANPI provinciale di Milano

Cara Nori,
siamo tutti qui ad accompagnarti in questo tuo ultimo viaggio al termine del quale riposerai accanto al tuo compagno di lotte e di vita, Giovanni Pesce che ci ha lasciato nel mese di luglio di cinque anni fa.

In questo nostro ultimo ma non definitivo commiato (perché sarai e sarete sempre nei nostri cuori) mi tornano in mente non soltanto il tuo contributo che, come donna, hai dato alla Resistenza con la tua militanza prima nei Gruppi di Difesa della Donna, poi nella 3° Gap dove hai avuto modo di conoscere e di combattere a fianco di Visone e i drammatici mesi trascorsi nel lager di Bolzano dopo il tuo arresto del 12 settembre 1944, ma quella bellissima  foto del tuo matrimonio con Giovanni Pesce che compare nel tuo libro autobiografico Pane bianco. Tutti i partecipanti, ritratti alla Casa del popolo in via Andrea del Sarto, sede della sezione Venezia del PCI, protagonisti della Resistenza milanese, come Giovanni Brambilla, Francesco Scotti, Alessio Lamprati, Bruno Felletti   hanno la gioia stampata sul viso, pur nelle ristrettezze economiche di quel tempo.

Milano era ferita dalla guerra, dai bombardamenti, dalla fame. “Non possedevamo nulla – ricordavi – ma avevamo tanta gioia e speranza. Eravamo davanti a un’epoca nuova. Eravamo liberi, eravamo felici”.
“Talvolta eravamo delusi – scrivevi nella tua autobiografia – avevamo vinto la nostra guerra di Liberazione e credevamo che la nostra vittoria avrebbe coinciso con il cambiamento, sia pure graduale, delle strutture economiche e sociali del paese, così da eliminare le ingiustizie contro le quali avevamo combattuto. Non pensavamo certo a un ritorno della cosiddetta democrazia prefascista. Ci eravamo illusi? Forse sì. Ma quello fu il periodo più bello della nostra vita, e non solo perché eravamo giovani, ma perché fu il più onesto, il più pulito e soprattutto perché avevamo un obiettivo”. Che differenza Nori tra quegli anni e il periodo in cui oggi viviamo, nel quale registriamo la caduta sempre più preoccupante del costume sociale e dell’etica pubblica, nel quale si  celebra ogni giorno, il rito della provvisorietà, dell’effimero, dell’egoismo, del successo, della scomparsa  della solidarietà, della politica posta al servizio di interessi di parte e non del bene comune.

Il forte monito che ci viene da chi ha combattuto nella Resistenza, unicamente animato dall’interesse generale, è quello di considerare la politica non come una “cosa sporca”, ma come qualcosa che ci deve riguardare direttamente.

La “cosa pubblica” è noi stessi, la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro mondo e ogni sua sciagura è sciagura nostra. E le donne, con la loro partecipazione alla Resistenza si sono conquistate quel diritto di voto, sino ad allora negato, presupposto indispensabile per contare e pesare nella vita pubblica. In una tua intervista rilasciata al quotidiano “Il Giorno” il 15 marzo 2006 raccontavi con commozione della prima volta in cui votasti, alle amministrative del maggio 1946: “Avevo 23 anni – dicesti – e mi ricordo quel giorno come una svolta importante. Il voto, nessuno ce lo aveva regalato. Noi che stavamo nella Resistenza ne avevamo parlato spesso tra noi. Del voto e degli altri diritti  che fino a quel momento non avevamo come donne. Trovarmi con la scheda in mano fu una grande emozione – dichiarasti  – ho ancora in mente la netta sensazione delle mani che mi tremavano mentre la prendevo”.

E’ la stessa emozione che provò Giovanni Pesce quando decise di andare a combattere in Spagna con le Brigate Internazionali, a soli 18 anni, deciso a non rinunciarvi per nessuna cosa al mondo, perché combattere per la Spagna voleva dire battersi per un cambiamento politico nel nostro Paese che stava vivendo i tragici anni della dittatura fascista. E la Spagna caro Giovanni, ti rimase nel cuore, perché ha rappresentato il richiamo per eccellenza ai più alti ideali di tutto il Novecento ed ha contribuito a  formare i quadri, i dirigenti  che hanno continuato la lotta contro il nazifascismo, quando sono ritornati nei loro rispettivi Paesi, come è accaduto a te che ti conquistasti per i tuoi straordinari meriti la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Questi erano i valori che hanno fatto di voi dei punti di riferimento indispensabili e indimenticabili per tutti noi e che avete trasmesso con instancabile passione  alle giovani generazioni come dirigenti dell’ANPI milanese e nazionale. E Giovanni Pesce alla domanda su cosa avrebbe detto ad un giovane diciottenne di oggi, per orientarlo politicamente e moralmente, così rispondeva, nel suo libro “Visone” un comunista che ha fatto l’Italia: “Gli

direi quello che hanno detto a me allora. Di avere fiducia e di coltivare la speranza. E’ una formula semplice ma efficace. La fiducia si conquista con la lotta quotidiana ma è anche una fede; la speranza è il motore che ti fa andare avanti. Ho ancora fiducia e speranza. Ho vissuto sempre così e morirò così”.

Siete stati affettuosamente legati per oltre 62 anni: ora riposate in pace, uno accanto all’altro, insieme per sempre. Ma noi non potremo concederci il lusso di riposare. Abbiamo un preciso dovere: continuare la vostra battaglia per riaffermare i valori dell’antifascismo, per la difesa e l’attuazione della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, per una società più libera e più giusta.

Grazie Nori, grazie Giovanni per tutto quello che avete fatto per noi.





LETTERA DA UN’ISCRITTA ALL’ANPI

Care, cari voi,

due sere fa e’ morto a Roma Rosario Bentivegna, grande figura della Resistenza italiana.
Avevo avuto la fortuna di conoscerlo e di ascoltare la sua testimonianza nel 2009.

Volevo ricordare che il tempo stringe. Un’occasione per incontrare alcuni di questi protagonisti del nostro tempo sara’ l’assemblea europea della Resistenza a Correggio, vicino a Reggio Emilia, da venerdi’ 20 a domenica 22 aprile. Io ci vado.

Ci saranno esponenti della resistenza tedesca, francese, lituana e naturalmente italiana. Ed Esther Bejarano, un’ebrea tedesca, che ha suonato il violino nell’orchestra di Auschwitz e oggi gira il mondo cantando brani della Resistenza e della tradizione ebraica. Da qualche anno suona con la posse hip-hop (!) Microphone Mafia, con cui si esibirà a Correggio sabato 21 aprile.

Trovate il programma qui:

Qui l’elenco delle/dei testimoni:

Fate anche voi pubblicita’ all’iniziativa, per favore.

NB: c’e’ la possibilita’ di dormire gratis in una struttura attrezzata!

Ciao

Antonella
iscritta Anpi di Dongo

ADDIO A BENTIVEGNA

Il cordoglio dell’Anpi per la scomparsa di Rosario Bentivegna

Il 2 aprile è scomparso Rosario Bentivegna, “Sasà”, il gappista “Paolo”, protagonista dell’azione di via Rasella a Roma.
Bentivegna, partigiano e medico, medaglia d’argento al valor militare, era membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI Nazionale e presidente
onorario dell’ANPI di Roma. In giugno avrebbe computo 90 anni.

La storia dell’attentato di via Rasella, insieme a tante pagine della vita di Bentivegna, è raccontata (con tanta documentazione) nel bel
libro dello stesso Bentivegna “Senza fare di necessità virtù”.

“Con la scomparsa di Rosario Bentivegna, “Sasà”, partigiano e componente della Presidenza Onoraria dell’ANPI Nazionale, perdiamo un protagonista della Guerra di Liberazione dal nazifascismo”. Inizia così una nota del Comitato nazionale dell’Anpi che interpreta il cordoglio di tutta l’associazione e di tutti gli antifascisti italiani.

“Noto ai più per aver preso parte all’azione in Via Rasella a Roma il 23 marzo 1944, Bentivegna, con il nome di battaglia Paolo, fu dapprima vicecomandante militare della IV zona garibaldina (Roma centro), poi comandante del Gruppo di Azione Patriottica (GAP) “Carlo Pisacane”, e
infine sempre comandante nella zona dietro il fronte tedesco di Cassino fino al 5 giugno 1944″.

“Animato da profondi e incorruttibili ideali democratici – sottolinea il Comitato nazionale dell’Anpi – ha dedicato la sua intera esistenza alla trasmissione dei genuini valori che sostanziarono la Resistenza: pace, uguaglianza, libertà. Carattere fermo, ma infinitamente
generoso, aveva il dono della chiarezza e dell’intransigenza, oltreché di un’affilata e feconda ironia che spesso attraversava i suoi scritti. Un uomo limpido, ecco l’espressione più adatta a definirlo”.

“L’ANPI tutta esprime il più sentito e profondo cordoglio per questa dolorosissima perdita e si stringe attorno ai familiari di “Sasà”, il cui ricordo
vivrà forte in tutte le coscienze sensibili come esempio e stimolo a compiere ogni giorno il dovere più importante: la realizzazione di un Paese pienamente democratico e antifascista.

VERGOGNA!!!

Genova dedica strada a militante destra

Citta’ guidata dal centrosinistra ricorda una vittima Msi degli anni di piombo.

 
ANSA – GENOVA, 3 APR – Il Comune di Genova, amministrato dal centrosinistra, ha intitolato un viale a un militante della destra sociale, Ugo Venturini, ucciso negli anni Settanta a Genova mentre stava seguendo un comizio dell’Msi. Per il capogruppo Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, intitolare una via a Venturini e’ stato ”un fatto di alto valore morale e simbolico”. La presidente di Giovane Italia, Giorgia Meloni (Pdl), ha parlato di ”passo in avanti” verso ”una memoria nazionale condivisa’

13 APRILE – MARIANO COMENSE

Appuntamento da non perdere!!

   DALLA BRIANZA AI LAGER NAZISTI

LA DEPORTAZIONE NEI LAGER DI PARTIGIANI, OPPOSITORI POLITICI, OPERAI ED EBREI

                VENERDI’ 13 APRILE

                       alle ore 21 presso la Sala Civica

                     in piazza Roma a Mariano Comense


                         PIETRO ARIENTI

                               presenta il suo libro

             Dalla Brianza ai lager del Terzo Reich

                             ANPI, SEZIONE DI MARIANO COMENSE

ROSARIO BENTIVEGNA

È morto Rosario Bentivegna

 

È venuto a mancare ieri sera il Combattente partigiano, Medaglia d’argento al valor militare, Rosario Bentivegna: a giugno avrebbe compiuto novant’anni. Avvicinatosi al marxismo sul finire degli anni Trenta, durante la guerra, mentre era studente in Medicina, entrava nel Pci. Dopo l’8 settembre 1943 partecipava alla formazione dei Gruppi d’azione patriottica (Gap) romani. Con il ruolo di Comandante, partecipava a

numerose azioni di guerriglia contro i nazifascisti. Alla più celebre di queste la sua figura resterà per sempre legata: l’azione di via Rasella. Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, vestito da spazzino, con i bidoni pieni d’esplosivo, Bentivegna è nel commando dei Gap che fa saltare in aria un reparto di SS altoatesine in marcia, pronte per essere adibite alla repressione antipartigiana. La mattina dopo, la feroce ritorsione nazifascista con l’esecuzione di 335 cittadini inermi, tra antifascisti, partigiani ed ebrei, presso le fosse Ardeatine. Sin da subito, su questi avvenimenti si iniziavano a diffondere voci calunniose, provenienti dagli ambienti fascisti così come da quelli monarchici e conservatori, secondo cui se i gappisti si fossero consegnati ai tedeschi la strage delle Ardeatine non sarebbe avvenuta e che tal proposito sarebbero stati diffusi inviti con manifesti ed altoparlanti. Com’è noto, la richiesta venne divulgata solo a strage avvenuta, quando l’ordine era “già stato eseguito”. Nel corso degli anni, però, non ha smesso mai di funzionare una vera e propria fabbrica del falso al fine di addossare ai gappisti le responsabilità delle Ardeatine, sempre e costantemente smentita da diverse sentenze della magistratura che hanno ribadito la legittimità di quell’attacco, un’azione bellica contro un esercito occupante. Un atto, aggiungiamo, di singolare coraggio che ha inferto un duro colpo al nazifascismo contribuendo alla sconfitta militare del Terzo reich.

Dopo la Liberazione di Roma, per proseguire la lotta contro il fascismo, Bentivegna si era fatto inviare dal Pci in Jugoslavia, come Vicecommissario della Divisione Garibaldi. Dopo la guerra si dedicherà alla professione di medico, anatomopatologo, e alla militanza nel Pci, da cui deciderà di uscire nel 1985. A partire dagli anni Novanta, contro un revisionismo strumentale montante che, ricordiamolo, per gran parte ha fatto perno sull’argomento via Rasella – fosse Ardeatine, Bentivegna ha redatto alcune pregevoli monografie.

Proprio di recente è uscita la sua autobiografia, Senza fare di necessità virtù (Einaudi, 2011) che sabato 24 marzo, 68° delle Ardeatine, abbiamo presentato a Viterbo, con la coautrice Michela Ponzani. Rosario non era potuto venire, raccomandandosi di portare il proprio saluto a tutti i presenti.

Con Bentivegna se ne va una delle ultime figure eroiche della nostra Resistenza, uno spirito libero, sempre pronto a confrontarsi alla pari con chiunque senza mai mettersi in cattedra.

Il Comitato provinciale Anpi di Viterbo inchina la propria bandiera

SETTIMANA RESISTENTE AD ERBA

Ad Erba

in occasione della festa di Liberazione

una settimana tutta dedicata alla Resistenza, con numerosi appuntamenti.

20 aprile

biblioteca comunale, presentazione del libro

” Angela, una storia d’amore nella guerra partigiana”

25 aprile

festa della Resistenza organizzata dai ragazzi di Erbattiva

26 aprile

Filippo Andreani  a teatro con la sua

“Storia Sbagliata”

27 aprile

al Cinecircolo proiezione del film

” L’uomo che verrà”


presentano in biblioteca un libro “Angela: una storia d’amore nella guerra partigiana”
il 25 aprile la nostra festa in piazza
il 26 aprile filippo andreani a teatro con “la storia sbagliata”
il 27 aprile come cinecircolo proietteremo il bellissimo film di giorgio diritti “l’uomo che verrà”

NORI AL FAMEDIO DI MILANO

NORI BRAMBILLA PESCE AL FAMEDIO MILANESE

L’ANPI Provinciale di Milano  comunica che Mercoledì 4 Aprile 2012 alle ore 10,30 al Famedio del Cimitero Monumentale si svolgerà la cerimonia di traslazione di Nori Brambilla Pesce.

La nostra cara Nori che ci ha lasciato il 6 novembre 2011 riposerà così accanto a Giovanni Pesce cui è stata legata per la sua intera vita.