RISPOSTA DELL’ANPI AL SINDACO DI MEZZEGRA

Ecco il testo della risposta inviata dal presidente dell’Anpi Provinciale di Como al sindaco di Mezzegra, avv. Claudia Lingeri, il 27 aprile u.s.

Al Sindaco del Comune di Mezzegra (CO)

Avv. Claudia Lingeri

Gentile Sindaco,

avevamo dato un titolo alla nostra lettera del 30 marzo u.s. “Storia e verità” perché volevamo sollecitare una risposta non burocratica che implicasse una precisa scelta politica.

Ci viene risposto che la Giunta Comunale ha ritenuto ”semplicemente” di accogliere la richiesta dell’ Ass.ne Naz.le Combattenti della Repubblica Sociale Italiana di porre a Villa Belmonte le foto commemorative di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, senza motivare il perché di tale decisione. Sembrerebbe che vi fosse urgenza per esplicitare una verità. Ma la verità più consistente di quella “semplicemente” anagrafica della posa di due foto, cioè la richiesta di spiegare con opportuna cartellonistica, la verità politica dell’uccisione di Mussolini, duce del fascismo e responsabile di una dittatura atroce e sanguinosa, deve attendere. Dopo 67 anni non è ancora urgente ma deve essere programmata nel progetto C.E.E. Direttiva 2 sulla fine della guerra.

Vogliamo sottolineare il fariseismo di far scomparire dietro il termine “fine della guerra” la gloriosa lotta di liberazione e le persecuzioni nazi-fasciste a cui la stessa lotta, con i molteplici sacrifici di vite umane pose fine.

E’ una operazione di pura cosmesi politica mirante a recuperare fondi per una visibilità turistica alla quale evidentemente si può sacrificare la verità. Ma sembra che voi come Pilato davanti a Cristo, abbiate risposto infastiditi “ma cos’è la verità?” (quid est veritas?). Per reduci della RSI c’è l’urgenza, per la nostra proposta la globalità di un progetto francamente equivoco!

Bene, esponete pure le foto, benedicetele (tanto nel secolo scorso si è benedetto di tutto), ma la storia non cambia, noi continuiamo a credere alla profondissima differenza fra persecutore e perseguitati al di là dei pieghevoli patinati per far conoscere Mezzegra ai pigri che non leggono.

Con l’occasione salutiamo “semplicemente”

per il Comitato Provinciale dell’

Ass.ne Naz.le Partigiani d’Italia

il Presidente Guglielmo Invernizzi

RESISTENZA

IL 25 APRILE di quest’anno desideriamo celebrare il sangue versato dai vincitori e ricordare, accanto alla memoria e alla letteratura della Resistenza, anche la storia e la politica del movimento partigiano. Non solo, dunque, gli immaginifici sentieri dei nidi di ragno percorsi da piccoli maestri come il partigiano Johnny, ma i viottoli di montagna battuti 67 anni fa da uomini in carne e ossa come Arrigo Boldrini, Vittorio Foa, Sandro Pertini e Paolo Emilio Taviani.

Grazie alla loro storia commemoriamo i migliaia di giovani caduti in nome della libertà, per la dignità e il riscatto della Patria, in difesa della propria comunità di affetti.

Lo facciamo nella consapevolezza che senza la riscossa partigiana e senza la fedeltà all’Italia e il senso dell’onore di quei militari che, a Cefalonia e non solo, scelsero di impegnarsi nella guerra di liberazione dal nazifascismo, non sarebbe stato possibile gettare le fondamenta della nuova Italia democratica e repubblicana, quella che ancora oggi abbiamo il privilegio di abitare. Ma avvertiamo questa esigenza anche perché abbiamo alle spalle oltre vent’anni di un senso comune anti-antifascista che ha egemonizzato il discorso pubblico intorno a due concetti meritevoli invece di maggiore ponderazione.

Il primo è quello che vede nell’8 settembre 1943 la morte della patria. In quei giorni si assistette al collasso dello Stato e delle istituzioni, ma la patria trovò, grazie alla scelta partigiana e alla coscienza di tanti, le ragioni per

resistere, rigenerarsi e rinascere alimentando un secondo Risorgimento della nazione.

Il secondo concetto è quello di guerra civile, che è stato indebitamente strumentalizzato. In questo caso, la condivisibile interpretazione azionista di un partigiano come Franco Venturi (“le guerre civili sono le uniche che meritano di essere combattute”) è stata piegata agli interessi del reducismo fascista e saloino che da sempre hanno negato il carattere di lotta di liberazione alla Resistenza e, sin dalle origini, hanno utilizzato il concetto di guerra civile per equiparare, sul piano politico e morale, le ragioni delle parti in lotta.

Da questa duplice manipolazione della realtà storica è scaturita la rivalutazione di carattere moderato/terzista della cosiddetta “zona grigia”: l’attendismo e l’indifferentismo, motivati da umane e comprensibili ragioni, inizialmente vissuti con disagio e un sentimento di vergogna, si sono trasformati nella rivendicazione orgogliosa di una zona morale di saggezza e virtù. Al contrario, se la Resistenza non avesse avuto il consenso implicito ed esplicito della società civile non sarebbe riuscita a prevalere sul piano militare e politico. Bisogna piuttosto rammentare che l’intrinseca moralità della Resistenza sul piano storico deriva dal fatto che quei giovani combatterono non soltanto per la propria libertà, ma anche per quella di chi era contro di loro e di quanti scelsero di non schierarsi: lo ha dimostrato senza ombra di dubbio la storia successiva dell’Italia democratica e parlamentare.

Oggi questi atteggiamenti, alimentati dalla lunga stagione del berlusconismo con la sua corrosiva ideologia della divisione, segnano il passo e offrono l’occasione alla Resistenza di trasformarsi finalmente in un patrimonio nazionale condiviso anche sul piano del giudizio storico. Un giudizio in cui devono albergare un sentimento di pietas per gli sconfitti, la volontà di studiare in modo equanime – contestualizzando e non per rinfocolare odi di parte – tutta la Resistenza, anche quella più violenta, vendicativa e oscura, e, infine, il riconoscimento dell’importanza del percorso compiuto da quanti oggi, pur essendo cresciuti nel Movimento sociale, hanno dichiarato di riconoscersi nella condanna delle leggi razziali del 1938 e nei valori dell’antifascismo.

È indicativo che in un momento di crisi della politica e della rappresentanza come questo, stiano aumentando le iscrizioni all’Anpi da parte dei più giovani. Nell’Italia attuale è necessario recuperare lo spirito di collaborazione e di ricostruzione civica che ha animato il movimento partigiano da cui scaturì la stagione della Costituente in cui forse politiche di estrazione profondamente diversa impararono a conoscersi e seppero fare fronte comune nell’interesse nazionale. Quello spirito lontano e generoso è il testimone della Resistenza che serve oggi all’Italia.

Miguel Gotor -Quotidiano La Repubblica

(25 aprile 2012)

RISPOSTA DEL COMUNE DI MEZZEGRA

Ecco, dopo 24 giorni, la risposta del Sindaco di Mezzegra avv. Claudia Lingeri alla lettera dell’Anpi Provinciale di Como ( peraltro, mai nominata nella risposta).

Egr. sig. Invernizzi,

è con grande attenzione che ho letto la sua lettera parlandone in seguito con i Consiglieri di maggioranza.

La ns. Amministrazione ha semplicemente accolto la richiesta da parte dell’Unione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana (sic), della posa di una foto commemorativa di Benito Mussolini e Claretta Petacci.

Per quanto riguarda la richiesta di rimozione del cartello posto nei pressi di Villa Belmonte recante la scritta “Fatto storico del 28 aprile 1945″, le comunico che il nostro Comune ha aderito al progetto ” La Fine della Guerra”: percorso storico-turistico che vuole andare a valorizzare l’insieme dei fatti accaduti sul lago di Como nella primavera del 1945 e che portarono, di fatto, alla fine della II guerra mondiale in Italia.

E’ stato, infatti, finanziato il progetto, proposto dalla Provincia di Como, in sede di Comunità Europea attraverso la misura cosidetta ” Obiettivo 2″ che, per quanto riguarda Mezzegra, ha previsto lavori di riqualificazione del percorso all’interno dell’itinerario storico-culturale “La fine della Guerra” nel tratto da Casa De Maria a Villa Belmonte.

Nell’ambito di tale progetto, che vede coinvolti vari Comuni legati a tali fatti storici, è già stata prevista la dotazione da parte dell’Amministazione Provinciale di Como di nuova cartellonistica.

Pare quindi superfluo, al momento, procedere alla sostituzione del summenzionato cartello.

A disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, con l’occasione si porgono cordiali saluti.

Il Sindaco,

Avv. Claudia Lingeri

UNA BELLA INIZIATIVA

Milano: un video sul ragazzo-partigiano che abitava nel liceo Parini

Figlio del bidello, alloggiava nella scuola: partigiano, ucciso, la sua lapide è sulla facciata dell’edificio

All’assemblea annuale della sezione Anpi Zona 1 Milano, dove si è votato all’unanimita’ di intitolarla a “Giovanni Pesce
e Nori Brambilla”, s’è parlato di molte cose, fra cui lapidi e giovani.

Sulle lapidi della zona dovrebbe essere pronto un libretto che le raccoglie e le illustra. Inoltre come di consueto ci sarà il rinnovo delle corone
per il 25 aprile. Una di queste riguarda un ragazzo, studente di medicina, figlio del custode del liceo Parini, che abitava appunto nel Parini col padre: partigiano, ucciso, lapide sulla facciata del Parini.

Poi s’è parlato d’altro, medici, riforma lavoro ecc, nonchè di giovani, incontri con studenti, come avvicinarli al tema della Resistenza.
Così è stata lanciata una proposta: oltre alle consuete conferenze nelle scuole, perchè non provare con un approccio più emozionale, partendo dalle lapidi, raccontando le loro storie e proponendo che ogni scuola ne adotti uno. In fondo erano tutti poco più che ragazzi come loro, no? Due gli approcci: ogni classe può andare all’Anpi in via San Marco – in fondo è più facile per loro l’uscita che organizzare un’assemblea a scuola – dove trova una saletta/memoriale, con le lapidi fotografate in grandezza naturale che tappezzano tutti i muri; oppure
si va da loro e si proietta un breve video come spunto per raccontar loro la
vita dietro le lapidi…
L’idea è piaciuta.

LECCO – BENI CONFISCATI

BENI CONFISCATI ALLA MAFIA  A LECCO

Si informa che in data odierna si è tenuta presso la Prefettura una riunione del Nucleo di supporto all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. All’incontro hanno partecipato anche un rappresentante dell’Agenzia Nazionale e il Sindaco di Lecco.

Nel corso dell’incontro, l’Associazione Libera ha illustrato un’ipotesi progettuale per una nuova destinazione dell’immobile ex pizzeria “Wall Street”, che prevede la realizzazione di una “pizzeria della legalità” da destinare anche a centro per la promozione della cultura antimafia e la diffusione dei prodotti provenienti dalle terre confiscate. Tale ipotesi è maturata sulla base di contatti informali nel corso dei quali sia la Prefettura che il Comune avevano manifestato l’intento condiviso di percorrere il necessario iter procedurale per la valutazione della proposta, finalizzato alla sua eventuale realizzazione. Il Prefetto di Lecco Marco Valentini, nel sottolineare la necessità di acquisire al riguardo l’orientamento dei competenti organi centrali, ha auspicato che si possa pervenire in tempi brevi alla realizzazione del progetto, contestualmente al trasferimento della Prefettura in altro immobile, circostanza che, nel far venir meno le esigenze di utilizzazione del bene, consentirà di trasformare in modo ancora più concreto e visibile un simbolo del potere mafioso in un simbolo della profonda e radicata cultura antimafia del territorio.

Il Sindaco di Lecco Virginio Brivio ha evidenziato l’importanza che per la città potrà assumere la realizzazione del progetto, quale centro di aggregazione e di promozione dei valori della legalità. Il Nucleo di supporto ha espresso il proprio orientamento favorevole e nei prossimi giorni saranno avviate le procedure necessarie .

IL PREFETTO DI LECCO                                                             IL SINDACO DI LECCO
       Marco Valentini                                                                              Virginio Brivio

VITTORIO ARRIGONI – ANNIVERSARIO

Restiamo Umani –  A un anno dalla morte di Vittorio Arrigoni

Nel primo anniversario della morte di Vittorio Arrigoni, attivista italiano ucciso nella Striscia di Gaza nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2011, numerose iniziative sono state organizzate in Palestina, in Europa e in Italia. Con “Restiamo Umani – con Vittorio per la Palestina” la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese e la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio ricordano Arrigoni in due giorni di iniziative pubbliche.

Sono ormai 21 le città italiane che ricorderanno Vittorio Arrigoni a un anno dalla sua barbara uccisione.

Tra il 13 e il 15 aprile, ospiteranno eventi ed iniziative Roma, Bologna, Bulciago, Milano, Torino, Trento, Bergamo, Carrara, Vigevano, Buti, Napoli e Acerra, così come una fiaccolata illuminerà l’ambasciata italiana al Cairo, e manifestazioni riempiranno le piazze di Madrid, Colonia e Parigi.
 

Sono invece già iniziate le mobilitazioni nella West Bank e nella Striscia di Gaza, dove gli attivisti internazionali e palestinesi si collegheranno con alcune delle iniziative gemelle che si svolgeranno in Italia e all’estero.
 

Domenica 15 aprile, Roma, Bulciago e Milano si uniranno in diretta streaming per ricordare l’attivista italiano, passandosi virtualmente il ‘testimone’ nel corso di una giornata che vedrà la partecipazione dei tanti amici, attivisti e artisti che hanno voluto fortemente dare il proprio contributo alle iniziative di commemorazione di Vittorio Arrigoni.
 

Il 14 e il 15 aprile, la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese* e la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio organizzano “Restiamo Umani – Parole, Voci, Musica e Immagini”, una due giorni di eventi, in cui verranno presentate le numerose iniziative che continuano a legare l’Italia ai Territori Palestinesi Occupati e la Striscia di Gaza.  

In particolare verrà lanciata una raccolta fondi per uno dei progetti sostenuti da Vittorio Arrigoni a favore della popolazione di Gaza.

Si tratta di Oliva, un’imbarcazione che opera nelle acque che bagnano la Striscia per monitorare, assistere ed interporsi alla marina israeliana, che continua quotidianamente a minacciare la sopravvivenza dei pescatori palestinesi. Per le donazioni è stato attivato un Conto Unipol intestato a Nino Lisi causale Restiamo Umani, IBAN: IT94K0312703241000000001237.
 
Il 14 aprile, a partire dalle 16.30, i giardini di Piazza Vittorio Emanuele II ospiteranno proiezioni di video, concerti musicali e le letture del libro “Restiamo Umani”, interpretate dagli attori del Teatro Valle.

Ad aprire le danze, le Murghe,i Blue Staff, Canio Lo Guercio, Alessandro D’Alessandro e Antonella Costanzo. Lo spettacolo tratto da “Ricordati di chiudere bene la porta” di Marina Sorrenti, recitato da Alessandra Roca, il concerto degli Alma Vulgaris, dei Malicanti e dei  Mediterranti solo per citarne alcuni.

Il 15 aprile sarà la volta della Sala Vittorio Arrigoni (Cinema Palazzo), dove a partire dalle 18.30 filmakers, fotografi, musicisti, attori e attivisti si alterneranno ai collegamenti audio e video con la Striscia di Gaza, Ramallah e le altre iniziative gemelle, in particolare a Milano (dove è atteso l’intervento di Moni Ovadia) e Bulciago.

Tra gli interventi in programma, la missione Welcome to Palestine e Ramallah, mentre a musicare la giornata, le Nuove Tribu Zulu, la Linea di Greta, gli Assalti Frontali e Shadia.

*La Rete romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese è una realtà composta di gruppi organizzati e di singole persone, che esprime il proprio appoggio alla causa palestinese mediante iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la partecipazione alla campagna internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni),  ed azioni di concreta solidarietà svolte sul territorio romano e in Palestina, in favore di chi è impegnato nella difesa dei diritti di quel popolo oppresso. Vi aderiscono una ventina di entità organizzate ed un centinaio di persone.