L’ ANPI CON GLI STUDENTI

Questa mattina, 16 gennaio, l’ Anpi al presidio degli studenti comaschi per un ritorno a scuola in sicurezza.

La partecipazione dell’Anpi questa mattina in appoggio al presidio degli studenti comaschi, in solidarietà per i disagi che sta provocando la pandemia, non solo nella scuola ma in tutta la società, con la perdita del lavoro e l’impoverimento generale. Nella speranza che si torni presto a una scuola sicura e a riapropriarci presto dei valori garantiti dalla Costituzione.

TERESIO OLIVELLI

Teresio Olivelli, il “ribelle per amore”, era nato a Bellagio il 7 gennaio 1916. Di famiglia poverissima, riuscì comunque a laurearsi presso il collegio Ghisleri, di cui in seguito, a soli 27 anni, divenne rettore. Pur essendo esonerato, Olivelli nel 1942 rifiutò qualsiasi privilegio e spontaneamente fece domanda per partire per il fronte russo, insieme ai suoi coetanei meno fortunati. Durante la rovinosa ritirata del 1943, si attardò con grave rischio per prendersi cura dei feriti, che riuscì a portare in salvo. Distaccatosi definitivamente dal fascismo, da cui si era già allontanato con le leggi razziali, è stato protagonista della Resistenza svolgendo un ruolo di collegamento fra il Comitato di Liberazione locale e le Fiamme Verdi di Brescia e Cremona.

Per sua opera e volontà nacque il giornale Il ribelle, il cui primo numero – datato 5 marzo 1944 – venne dedicato alla memoria di Astolfo Lunardi e di Ermanno Margheriti, condannati a morte dal tribunale speciale di Brescia il 5 febbraio e fucilati il mattino del 6 al poligono di Mompiano.

Nel secondo numero del giornale, Olivelli espone il suo intento programmatico: “La nostra è anzitutto una rivolta morale” – scrive. “Di fronte a un’Italia asservita e depredata,  a una cultura sospesa tra vittimismo, pietismo e opportunismo, mai ci sentimmo così liberi come quando ritrovammo nel fondo della nostra coscienza la capacità di ribellarci a una passiva accettazione, unita alla volontà di insorgere contro l’oppressione dello straniero”. 

Olivelli, catturato il 27 aprile 1944 a Milano e portato immediatamente nel carcere di San Vittore – dove fu torturato – fu trasferito a Fossoli, poi a Bolzano, Flossenburg e infine a Hersbruck , dove morì il 17 gennaio 1945, ucciso a botte dai suoi carcerieri per aver preso le difese di un prigioniero polacco.

Morì dopo pochi giorni il 17 gennaio 1945.

RICORDIAMO I NOSTRI COMPAGNI SCOMPARSI

Cari amici e compagni, il nuovo anno che ci aspetta sarà un anno difficile, pieno di nuove sfide. Tanti sono i temi da affrontare, il diritto alla cura, all’istruzione in un momento davvero difficile, il lavoro, l’ ambiente, i grandi problemi economici… Noi dell’Anpi continueremo a batterci con passione, come abbiamo sempre fatto in tutti questi anni, perchè abbiano piena realizzazione i principi fondamentali della nostra Costituzione Repubblicana. Non vogliamo dimenticare, in questo inizio d’anno, i nostri iscritti che ci hanno lasciato nel 2020, tutti loro, con il loro generoso impegno, hanno lasciato una traccia nella storia della nostra associazione. Sono stati tutti grandi perdite, a loro va la nostra riconoscenza.

Corrado Lamberti, presidente Anpi Centro Lago
Il partigiano combattente Elio Marzorati, nome di battaglia Rosa
Senatore Luciano Forni, vicepresidente ANPI Provinciale di Como
Ines Figini, ex deporata ad Auschwitz
Il nostro compagno Umberto Savolini, anima dell’associazione Cittadini Insieme

Ricordiamo inoltre la nostra iscritta alla sezione Centro Lago Maria Gobbi Lanfranconi, di cui purtroppo non abbiamo nessuna immagine, sempre presente ai nostri appuntamenti, che si è sempre occupata del tesseramento nella Val d’Intelvi.

I PARTIGIANI PER GIULIO REGENI

L’ Anpi in lotta per la giustizia per Giulio Regeni.

Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del presidente nazionale Pagliarulo, che chiedeva il richiamo a Roma dell’ambasciatore italiano, oggi sono loro, i vecchi partigiani a fare appello per la giustizia per Giulio Regeni.

“Signor Presidente del Consiglio faccia rispettare i diritti umani e la dignità del nostro Paese”: i combattenti e le combattenti per la libertà si rivolgono direttamente a Giuseppe Conte in alcuni brevi video. Sono anziani ma ancora combattenti. Contro ogni fascismo, per i diritti umani. La loro battaglia fonda la Repubblica e la convivenza civile.

Primi firmatari sono Giuseppe Cottino, partigiano della Brigata Sap ” Mingione” e Mario Candotto, partigiano della Brigata Proletaria.

18 dicembre 2020

CIAO LIDIA

Il messaggio del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, per la scomparsa della partigiana Lidia Menapace

“È un lutto per l’ANPI, è un lutto per il Paese. Ciao Lidia, partigiana della democrazia, della pace, dell’uguaglianza, dei diritti delle donne, cioè dell’umanità. Resterai nella coscienza e nell’impegno di tutte e tutti noi”

Gianfranco Pagliarulo

7 dicembre 2020

Lidia Menapace

Lidia Menapace ( vero nome Lidia Brisca) era nata il 3 aprile 1924 a Novara. Ha preso parte giovanissima alla guerra di Liberazione come staffetta partigiana e nel dopoguerra ha militato nei movimenti cattolici, in particolare nella FUCI ( Federazione Universitaria Cattolica Italiana).

All’ inizio degli anni sessanta inizia l’insegnamento all’ Università Cattolica. Nel 1968 esce dalla Democrazia Cristiana e si unisce al PCI, ma nel 1969 entra a far parte dei fondatori del primo nucleo del Manifesto.

Dal 2006 al 2008 è stata senatrice per Rifondazione Comunista.

Nel 2011 ha fatto parte del Comitato Nazionale dell’ANPI.

E’ stata una delle voci del movimento femminista italiano.

Il 25 aprile 2008 è stata ospite a Como come oratrice per l’ANPI provinciale della nostra città.

La nomina a Vicequestore di due poliziotti condannati per i fatti di Genova 2001 mina la credibilità delle Istituzioni

5 Novembre 2020

Comunicato della Segreteria nazionale ANPI

Abbiamo apprezzato l’ ammenda pubblica da parte dei vertici della Pubblica Sicurezza nella circostanza della cosiddetta “macelleria messicana” verso tanti pacifici manifestanti a Genova nei fatti del 2001. A maggior ragione rimaniamo turbati dalla recentissima nomina a vicequestore di due funzionari condannati in via definitiva proprio per quei gravissimi fatti. È vero che i colpevoli hanno scontato le sanzioni comminate dall’Autorità giudiziaria, ma stupisce che rivestano ancora una divisa onorata che in nessun caso dovrebbe essere macchiata; oggi addirittura viene loro attribuita una promozione di grado, dove la “procedura amministrativa obbligata” si scontra con un rigore morale e civile che non dovrebbe mai mancare nelle istituzioni. Ci sembra fra l’altro ovvio che le promozioni debbano premiare anche il merito e il pieno rispetto del mandato istituzionale delle forze dell’ordine. Non è stato così. È una questione di buon senso. In un momento così difficile per il Paese, tutti dovrebbero fare la loro parte per rafforzare la credibilità delle istituzioni democratiche. Ci aspettiamo da parte del Ministro dell’Interno e del Capo della Polizia un comportamento conseguente e coerente.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

PAGLIARULO: Non si cada nella trappola delle guerre di religione.

Più intelligence dell’UE contro l’ ISIS

Dopo Nizza, Vienna. Il terrorismo dei militanti e simpatizzanti dell’ISIS non conosce frontiere. A questo punto è urgente che i Paesi UE svolgano un ruolo coordinato nella prevenzione di queste stragi periodiche. Per questo va superato rapidamente il ritardo nella cooperazione dei governi in materia di intelligence, superando nazionalismi fuori luogo. Il disegno dei terroristi è di innescare attraverso i loro crimini una sorta di guerra di religione alimentata dalla paura; è esattamente la trappola in cui non si deve cadere confondendo le loro azioni con il complesso e vastissimo mondo dell’Islam. Vanno invece condannati come nemici di tutta l’umanità, isolandoli in ogni modo, rispettando ogni credo religioso, promuovendo rapporti diplomatici ispirati alla distensione ed alla coesistenza pacifica.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI

3 novembre 2020

ELETTO IL NUOVO COMITATO NAZIONALE A.N.P.I.

Non è un momento semplice per l’associazione dei partigiani, settantasei anni di storia nell’anno in cui si è celebrato il 75° della Liberazione. La scomparsa di Carla Nespolo, il 5 ottobre scorso, oltre al dolore di quanti avevano con lei condiviso tanta strada, degli iscritti e di quanti l’avevano conosciuta e stimata, lasciava un grande vuoto in uno dei punti di riferimento imprescindibili della società civile italiana e costante presidio di democrazia.

Era necessario dunque andare avanti, e presto, per dare il proprio contributo a fronte della nuova epocale emergenza dettata dalla pandemia, e la nostra associazione, ancora una volta, ha saputo rispondere al tempo in cui opera, forte di un binomio che l’ha contraddistinta in ogni stagione: “continuità e innovazione” .

Venerdì 30 ottobre il massimo organo statutario, il Comitato nazionale Anpi, si è riunito in plenaria attraverso una video-conferenza, e, a stragrande maggioranza, ha eletto nuovo Presidente Nazionale Gianfranco Pagliarulo, già vicepresidente nello scorso Comitato e secondo presidente non partigiano.

Vice presidente nazionale vicario è stato eletto Carlo Ghezzi, una figura forte e di grande profilo, sindacalista, ha ricoperto incarichi e funzioni fondamentali (e in periodo molti critici per il Paese) in Cgil a tutti i livelli, dalla Camera del lavoro di Milano alla Cgil nazionale.

Carlo Ghezzi con Carla Nespolo

I nomi dei rappresentanti la vicepresidenza comprende riconferme quali, in ordine alfabetico: Vania Bagni, Piero Cossu, Emilio Ricci, Ottavio Terranova e due new entry, entrambe tra i membri del Comitato nazionale: Ferdinando Pappalardo, già senatore, insigne italianista e docente universitario, e Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi, già sottosegretario al primo governo Prodi e poi più volte parlamentare.

Conferme e nuovi ingressi anche per la Segreteria nazionale Anpi. Le conferme: Marisa Ferro, Carla Argenton, Anna Cocchi, Andrea Liparoto, Claudio Maderloni e Paolo Papotti. E due nuovi ingressi, Vincenzo Calò (responsabile area sud) e Fabrizio De Sanctis (presidente del Comitato provinciale Anpi di Roma e coordinatore del Lazio). Una novità solo dal punto di vista formale in realtà: entrambi, infatti, facevano parte integrante della squadra che ha diretto l’Anpi nell’ultimo anno e mezzo, proprio su invito della presidente Carla Nespolo.

Presidente emerito resta Carlo Smuraglia, a cui va l’affetto e la gratitudine di tutta la nostra associazione.

Un gruppo di lavoro di tutto rispetto, quindi, per un’associazione che nel 2019 ha sfiorato i 130.000 iscritti reali con più di 20.000 nuove adesioni da aggiungere al computo, e gode di buona salute in totale controtendenza rispetto al mondo specificamente della politica.

Non sarà facile andare avanti dopo la presidenza forte e determinata di Carla ma, siamo certi, la presidenza di Gianfranco Pagliarulo darà nuovo lustro ai primi magnifici 76 anni dell’associazione dei partigiani.

da Patria Indipendente, 2 novembre 2020.