FIOCCO AZZURRO ALL’ ANPI

E’ nato Martino, figlio della presidente della sez. ANPI Uggiate Trevano.

Il Direttivo Anpi Provinciale, e tutte le sezioni della provincia di Como, si rallegrano con la mamma, Nicole Sartori, presidente in carica della sezione di Uggiate Trevano ” Rado Zuccon”, per la nascita del piccolo Martino.

Al bimbo i più affettuosi auguri!

GIORNO DELLA MEMORIA

Iniziative delle sezioni di Uggiate Trevano e del Seprio

Per il Giorno della Memoria la sezione di Uggiate Trevano, in collaborazione con la Dirigenza Scolastica, ha organizzato un incontro con gli studenti di terza media sulla figura del deportato Rado Zuccon, a cui è intitolata la loro sezione, con una testimonianza del figlio Emil. L’ iniziativa terminerà con l’intervento musicale di Fabrizio e Mauro Settegrani, che eseguiranno alcune canzoni sul tema della Memoria, nell’ambito del progetto “Neve Diventeremo”.

I 7grani in concerto.

La sezione del Seprio ha preparato invece una locandina per far conoscere le vittime dei campi di concentramento nazisti: ebrei, oppositori politici, rom e sinti, disabili, omosessuali, testimoni di Geovah, asociali e per proporre una riflessione su quanto di analogo sta accadendo oggi nel mondo.

Locandina della sezione del Seprio.

GIORNATA DELLA MEMORIA

Sezioni della Provincia di Como

Domenica 31 gennaio la sezione di Mariano- Cantù organizza un incontro sul web ” Gli Ebrei stranieri internati a Mariano e nel comasco” con la partecipazione della storica Roberta Cairoli e di Gianfranco Lucca.

Per collegarsi https:// meet.google.com/jzz-ftvr-jed?hs=122&authuser=0

GIORNO DELLA MEMORIA

Iniziativa dell’ANPI Provinciale del 27 gennaio 2021

Per la Giornata della Memoria, ANPI Provinciale di Como, non potendo, per l’emergenza sanitaria, organizzare un’ iniziativa in presenza, ha preparato una giornata ricca di incontri sul web con l’ aiuto e la partecipazione di tante associazioni e di tanti amici.

Gli incontri inizieranno il 27 gennaio dalle ore 10 e termineranno alle ore 19 con un concerto dal vivo dei 7Grani.

Per collegarsi:

https://arcicomowebtv.wordpress.com/

RICORDO DEI PARTIGIANI BALLERINI E CANTALUPPI

LUIGI BALLERINI nacque, crebbe e formò la sua cultura politica nell’ambiente sociale della Albate di allora: operaia, con l’Omita nella quale nel 1943 ci furono grandi scioperi con le relative azioni punitive dei fascisti; non solo ardori giovanili, ma, sopratutto, furono gli ideali morali a guidarlo verso la scelta partigiana.

ENRICO CANTALUPPI nacque a Lipomo il 24 agosto 1923; arruolato nei carabinieri, nell’ottobre ’43, quando i tedeschi imposero la liquidazione dell’arma fedele alla monarchia, Enrico sfuggì alla deportazione nei lager e rientrò a Lipomo; a Como si impegnò in manifestazioni antifasciste con il fratello Giovanni e la sorella Cristina.

Ballerini e Cantaluppi entrarono nel 1944 nelle GAP-SAP di pianura, comandate, nel territorio di Como dal giovanissimo partigiano Elio Marzorati; le loro prime azioni furono di propaganda e disarmo delle pattuglie fasciste.

LA SERA DEL 22 GENNAIO 1945, i due tentarono la cattura del maggiore Petrovich, per poi scambiartlo con l’allora segretario del PCI di Como, Dante Gorrieri.
Il comandante della G.N.R. allertò le guardie fasciste che attesero l’arrivo dei due giovani; i due partigiani furono facilmente arrestati e condotti nella caserma di Via Lambertenghi; vennero sottoposti ad atroci torture e poi alle 5 del mattino del 24 GENNAIO 1945, vennero condotti in Via Barelli, lungo il torrente Cosia a Como, allora aperto.
Nei presso della Officina del Gas, dove ora c’é una lapide che li ricorda, un plotone della G.N.R. compì l’esecuzione.

Domani mattina, 24 gennaio, alle ore 11 circa ci sarà una cerimonia, nel rispetto delle regole sanitarie, con deposizione di una corona davanti alla lapide in via Innocenzo XI.

PAGLIARULO: L’ ARRESTO DEL GIOVANE TERRORISTA A SAVONA IMPONE UN URGENTE CONTRASTO ISTITUZIONALE AI NAZIFASCISMI.

Dichiarazione del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, a seguito dell’arresto del 22enne di Savona accusato di aver costituito un’associzione terroristica con fini razzistici

Quanto accaduto a Savona, l’arresto di un 22enne con l’accusa di aver costituito un’associazione terroristica con fini razzistici – in particolare contro gli ebrei – e contro le donne, è una fatto gravissimo. Conferma infatti che il pericolo di diffusi tentativi criminali di matrice nazifascista persiste e richiede massima vigilanza e attenzione. Perquisizioni sono in corso a Genova, Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Perugia, Bologna e Cuneo.

L’ANPI nel ringraziare l’operato della Procura di Genova e delle forze dell’ordine fa appello a tutte le Istituzioni preposte affinché il contrasto ai nuovi fascismi e nazismi sia realizzato con la massima urgenza e con strumenti legislativi all’altezza delle nuove dinamiche di propaganda e azione.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI

22 gennaio 2020

ANNIVERSARIO DELL’ ECCIDIO DI CIMA

Cima di Porlezza (Co), 21 gennaio 2021

Quest’anno, a causa della pandemia, non sarà possibile commemorare l’anniversario dell’ eccidio di Porlezza come di consueto, con la presenza di molte associazioni e sindacati, delle Amministrazioni locali e degli studenti. Ci saranno, a distanza come da protocollo, solo alcuni rappresentanti che deporranno le corone di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime di quell’ eccidio, il più anziano dei quali aveva 28 anni e il più giovane solo 17.

Durante la cerimonia di domani ricorderemo con tristezza due amici carissimi che sono mancati nel 2020, Corrado Lamberti, notissimo astronomo, scrittore e presidente della sezione Anpi Centro Lago e Umberto Savolini, giornalista, critico musicale e fondatore e anima dell’ Associazione Cittadini Insieme, un’associazione che da quasi vent’anni si prodiga per mantenere viva la Memoria nei territori dell’ Alto Lago.

I SEI MARTIRI DI CIMA

21 gennaio 1945 – 21 gennaio 2021

Alla fine del novembre ’44, ebbe inizio un grande rastrellamento nelle valli ad occidente del Lario, con l’impiego, inusuale per numero di forze, di circa 1.500 uomini.

Al fine di eliminare le formazioni  partigiane presenti sui quei monti, i reparti nazifascisti risalirono contemporaneamente la Valsolda, la Val Cavargna, la Val Rezzo e la Val Menaggio, lungo un semicerchio che aveva come centro Porlezza.

Sei giovanissimi partigiani, appartenenti al distaccamento “Quaino”,

– Giuseppe Selva “Falco”, comandante del gruppo, nato a Cima il 1916

– Angelo Selva, “Puccio”, nato a Cima il 1924

– Gilberto Carminelli, “Bill”, nato a Milano il 1918

– Angelo Capra, “Russo”, nato a Zurigo il 1924

– Ennio Ferrari, “Carlino” – “Filippo”, segretario del Fronte della Gioventù, nato a Monza il 1927 

e una giovane donna, Livia Bianchi, nome di battaglia “Franca”, nata a Melara ( Ro) il 1919

per sfuggire ai rastrellamenti, risalirono sull’Alpe Vecchio, usando come rifugio una piccola baita già parzialmente incendiata dai fascisti. Qui resistettero fino a metà gennaio 1945 in condizioni disumane, al gelo intenso di quell’inverno, alla neve, che rendeva visibili i loro spostamenti e alla fame, causata dall’ impossibilità di approvvigionarsi. Infine, stremati, ridiscesero fino al paese di Cima ( di cui erano originari due di loro) e si nascosero presso l’ abitazione di un antifascista del luogo. Scoperti, vennero denunciati al Centro Antiribelli di Menaggio da un delatore. Circondata la casa nella notte del 20 gennaio, le Brigate Nere iniziarono una violenta sparatoria; i giovani partigiani si difesero strenuamente, ma vennero indotti alla resa dallo scarseggiare delle munizioni e dalla falsa promessa di aver salva la vita.

Catturati, benchè uno di loro fosse ferito, i giovani vennero percossi duramente e infine, fatti spogliare, vennero fatti incamminare a calci e pugni lungo il sentiero che porta al cimitero di Cima e allineati contro il muro di cinta, per essere sommariamente fucilati.

A Livia Bianchi, in quanto donna, venne offerto che le fosse risparmiata la vita, ma ella orgogliosamente rifiutò, preferendo morire da partigiana con i suoi compagni. Per questo episodio le venne conferita la Medaglia d’Oro alla Memoria.

Lapide dei sei martiri di Cima
La partigiana combattente Livia Bianchi