IN MONTAGNA CON GRAMSCI

Una punta di allegro umorismo»: su una lettera di Gramsci

Buongiorno a tutti,

siamo lieti di invitarvi a partecipare alla terza edizione di “Gramsci in montagna” che si terrà presso la Capanna  Mara il 12 giugno 2021.

Sarà la prima iniziativa di quest’anno difficile, visto il notevole numero di partecipanti e il successo degli anni precedenti ci aspettiamo una buona risposta dei nostri iscritti e amici della nostra sezione.

Il Covid–19 non è sconfitto e quindi metteremo in atto tutte le precauzioni per evitare il contagio: mascherine, distanziamento, prova della temperatura. gel igienizzante.

Questo in breve il programma:

-Ritrovo alle ore 15 00 presso il parcheggio dell’Alpe del Viceré ad Albavilla.

-Salita alla Mara – circa 45 minuti.

-Ricordo storico di Gramsci

 -Dibattito / canti partigiani

-Cena conviviale (antipasti di salumi, spezzatino con polenta, vino acqua caffè e ammazza caffè 20 euro)

-Bivacco notturno con canti e riflessioni sulla figura di Gramsci

IN CASO DI PIOGGIA L’INIZIATIVA VERRA’ RINVIATA.

Per PARTECIPARE e ricevere informazioni siete pregati di chiamare:

Marco  340 844 1114

Ennio  348 958 8511  entro e non oltre il 9 giugno.

Sperando nella clemenza del tempo, ci sono i presupposti per una bella giornata/serata in compagnia, con momenti di riflessione e convivialità. Dopo mesi di distanziamento è ora di ritornare a vivere!

Chi ha strumenti musicali e li volesse portare…Chi è cantante o fa parte di cori o gruppi musicali sarà il benvenuto.

 Per chi volesse fermarsi al bivacco ricordiamo che non sarà possibile pernottare all’interno dei locali, quindi dovrete portare tutto il necessario per la nottata, siamo in montagna non sottovalutiamolo!!Infine ricordo l’importanza della prenotazione per organizzare il tutto al meglio: registro dei presenti, spazi interni/esterni, distanziamento, cena.
Vogliamo fare in modo che sia una bella giornata per tutti. 
Per il direttivo di sezione
Marco Emilio Rigamonti
Segretario
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
                    TERRITORIO ERBESE             Sez. “LUIGI CONTI” Monguzzo

VIETARE LA MANIFESTAZIONE DI CASAPOUND A ROMA!

Le associazioni antifasciste, partigiane e della deportazione, i sindacati, i partiti, le associazioni democratiche e studentesche si appellano al Prefetto per il divieto della manifestazione indetta da CasaPound il 29 maggio a Roma

Al Signor Prefetto di Roma

p.c. Al Signor Questore di Roma

p.c. Alla On.le Sindaca di Roma

Egregio sig. Prefetto,

Le scriviamo in merito all’autorizzazione concessa a Casapound per la manifestazione nazionale in Piazza SS Apostoli il prossimo 29 maggio 2021, indetta utilizzando spudoratamente degli slogan nazisti come quello del “Sangue e Suolo”, rimandando la memoria alle stesse parole di Hitler, Himmler e Goebbels per costruire il fondamento ideale della Shoah.

Lo svolgimento della manifestazione nazionale di una organizzazione dichiaratamente fascista costituirà un gravissimo oltraggio ai valori fondativi della Repubblica democratica e ai principi sanciti dalla Costituzione nata dall’antifascismo, dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione, oltre che una palese violazione delle Leggi che vietano la propaganda e la ricostituzione del partito fascista. Ci richiamiamo alla memoria delle vittime e dei caduti nella lotta al fascismo che ha insanguinato questo Paese e questa città, Medaglia d’Oro al Valore Militare per i fatti della Resistenza conferita nel luglio 2018 dal Presidente della Repubblica, oltre a quella della lunga scia di stragi nere susseguitesi nella vita della Repubblica, da piazza Fontana, all’Italicus, a Brescia, alla stazione di Bologna.

Nel nostro Paese abbiamo già visto come, in momenti di grande crisi, la propaganda violenta, razzista, xenofoba e antisemita cavalchi la disperazione delle persone per radicare i propri dis-valori, anche servendosi di legami strutturali con le mafie e i clan sui territori, come si ipotizza da numerose indagini svolte su tutto il territorio nazionale. In un Paese sfiancato da 12 anni ininterrotti di crisi economica, sociale, culturale, alimentare, migratoria, ambientale e in ultimo sanitaria con l’arrivo della pandemia – dove si registrano 6 milioni di persone in povertà assoluta, 9 milioni in povertà relativa, la disoccupazione supera il 10% e in cui le mafie garantiscono un welfare sostitutivo sui territori, si impadroniscono di intere filiere produttive e investono nella finanza – riteniamo sia sommo dovere delle istituzioni democratiche della Repubblica non permettere in alcun modo a queste presunte organizzazioni di manifestare, come opportunamente disposto coi divieti delle manifestazioni dell’8 e del 22 maggio adottati contro Forza Nuova.

Il legislatore costituente e la nostra Carta sono chiare su questo aspetto e rappresentano l’unica bussola da seguire.

Confidiamo pertanto nell’impegno a tutela delle basi politiche e culturali su cui si fondano le Istituzioni repubblicane perché voglia assumersi la decisione, che sosterremo in ogni luogo, di vietare la detta oscena manifestazione di ideali antidemocratici ed esplicitamente fascisti.

Restando in attesa di una positiva soluzione della vicenda, Le porgiamo i nostri migliori e cordiali salut.

Ass. Naz. Partigiani d’Italia

Ass. Naz. Ex Deportati nei campi nazisti

Ass. Naz. Famiglie Italiane Martiri

Ass. Naz. Ex Internati nei Lager nazisti – Volontari della Libertà

Ass. Naz. Perseguitati Politici Italiani Antifascisti

Federazione Italiana Associazioni Partigiane

Ass. Naz. Volontari e Reduci Garibaldini

Ass. Naz. Partigiani Cristiani

CGIL Roma e Lazio

CISL Roma Capitale e Rieti

UIL Lazio

FIOM CGIL Roma e Lazio

ARCI

Libera contro le mafie

Emergency

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Casa Internazionale delle Donne

Giuristi Democratici

Rete NoBavaglio

Unione degli Universitari

Unione degli Studenti

Rete degli Studenti Medi

LINK Coordinamento Universitario

Articolo Uno

Partito Comunista Italiano

Partito Democratico

Partito della Rifondazione Comunista

Sinistra Italiana

Verdi-Europa Verde Roma e Lazio

Pagliarulo: “Il silenzio sulla questione palestinese ha portato radicalismi e guerra”

24 Maggio 2021

L’intervento del Presidente nazionale ANPI alla conferenza stampa “Riconoscere lo Stato di Palestina: la sua urgenza, le sue ragioni” promossa da Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Acli, Arci, Libera, Legambiente. Il testo della lettera dei promotori della conferenza stampa ai leader politici italiani

Non basta l’allarme ed il dolore per le vittime israeliane e palestinesi, che tutti abbiamo provato. Né ci consola il sospiro di sollievo per l’attuale cessazione delle ostilità.

Fermati i missili e i bombardamenti, sorge il problema più importante: impedire nuovi missili e nuovi bombardamenti. È di ieri la notizia di scontri sulla spianata delle moschee. Da ciò l’urgenza del riconoscimento dello Stato di Palestina come primo dei tanti passi da percorrere per far sì che ci siano finalmente due popoli liberi in due stati a pari dignità. Non è uno Stato un assieme puntiforme di territori.

Questo abbiamo chiesto il 17 maggio, quando ancora cadevano missili e bombe, in una lettera inviata una lettera ai segretari del Pd, Sinistra italiana, Italia Viva, Articolo 1, Rifondazione comunista, federazione dei Verdi, Movimento 5 stelle, Più Europa, Forza Italia. Hanno firmato i segretari generali e i presidenti di otto grandi sindacati e associazioni: Cgil, Cisl, Uil, Acli, Arci, Legambiente, Libera e ANPI.

Nella lettera abbiamo scritto del silenzio mondiale calato da anni sulla questione palestinese e dell’incancrenirsi di radicalismi, odi, guerre. Mentre l’Unione Europea tace o condanna nella sostanza una sola parte, aumentano le tensioni fra i Paesi del Medio Oriente e nel mondo.

Aggiungo che ci devono essere confini condivisi e regole certe, cioè costituzioni, da entrambe la parti. Oggi non ci sono.

Aggiungo ancora che in Israele da tempo un governo di estrema destra legato agli ebrei ortodossi pratica una politica di provocazioni, aggressioni, insediamenti. È del 2018 l’approvazione di una legge fondamentale che afferma che lo Stato d’Israele è lo Stato del popolo ebraico negando di fatto pari cittadinanza ai palestinesi. E prescrive lo sviluppo degli insediamenti, cioè delle colonie in territorio palestinese. Infatti tutto è iniziato a Gerusalemme quando nelle scorse settimane sono state sfrattate alcune famiglie palestinesi dalle loro case.

In Hamas, organizzazione fondamentalista, responsabile, sapendo benissimo quali conseguenze avrebbe causato, dell’attacco missilistico alle città israeliane, che condanniamo senza se e senza ma, prevale l’idea di negare l’esistenza dello Stato di Israele.

Bisogna spezzare questo circuito infernale che ha portato, come abbiamo scritto, al restringimento degli spazi democratici ed alla militarizzazione delle società. Come? Nel 1947, abbiamo scritto, la risoluzione delle nazioni Unite indicava la soluzione nella divisione della Palestina in due parti; ma c’è voluto mezzo secolo perché si trovasse un accordo. Ecco, il Come ce lo hanno insegnato uomini come Rabin e Arafat, gli autori degli accordi di Oslo, che prevedevano due popoli in due Stati. Ma Israele è riconosciuto, la Palestina no. Per quanto disatteso, l’accordo di Oslo, abbiamo scritto, è tutt’ora vigente. Per questo chiediamo uniti con urgenza all’Italia e all’Unione Europea di riconoscere lo Stato di Palestina.

Per questo abbiamo scritto che “non è più sufficiente esprimere la condanna della violenza o fare il dovuto appello ai principi e ai valori, se poi nei fatti non c’è un’azione conseguente e coerente”.

Se si vuole si può fare. Ma bisogna volerlo. Il sistema politico ascolti la società. Per questo noi, che fra associazioni e sindacati rappresentiamo otto grandi formazioni sociali del nostro Paese, chiediamo ai partiti di buona volontà un incontro pubblico e una discussione comune. Riconoscere lo Stato di Palestina: questo è l’appello che uniti abbiamo rivolto.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI

24 maggio 2021

Il video integrale della Conferenza stampa : https://www.youtube.com/watch?v=l1PAsFjj1Tg

RICONOSCERE LO STATO DI PALESTINA

Le sue urgenze, le sue ragioni

Lunedì 24 maggio alle ore 11.30, conferenza stampa in streaming

promossa da ACLI, ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, LEGAMBIENTE, LIBERA

diretta su https://www.youtube.com/ReteItalianaPaceDisarmo

INTERVERRANNO:

Maurizio Landini, Segretario Generale CGIL

Luigi Sbarra, Segretario Generale CISL

Pier Paolo Bombardieri, Segretario Generale UIL

Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale ANPI

Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale ACLI

Francesca Chiavacci, Presidente nazionale ARCI

Stefano Ciafani, Presidente nazionale LEGAMBIENTE

Luigi Ciotti, Presidente Gruppo Abele – Libera

Lo Stato di Israele è riconosciuto dalla grande maggioranza della comunità internazionale. Perché non riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina? Cosa impedisce di portare a compimento la soluzione dei “due Stati per i due popoli”, sulla base delle risoluzioni delle Nazioni Unite e dell’Accordo di Oslo, naufragato ma tutt’ora vigente? Solo così si dà senso e sostanza all’impegno per la pace, restituendo speranza e prospettiva agli israeliani e in particolare ai palestinesi, che vogliono vivere in pace, lavorare senza umiliazioni, non avere più paura di vessazioni quotidiane, di essere cacciati dalla propria casa, esercitare i propri diritti politici e civili in modo libero e democratico. Si romperebbe lo status quo e quella terribile normalità che causa radicalizzazione, odio e violenza, ridando spazio e voce a chi invece è per la pace, per il rispetto dell’altro, per la convivenza. Una strada molto difficile ed irta di ostacoli, ma l’unica percorribile, che ha bisogno dell’impegno di tutti, dell’azione politica e diplomatica, e mai più dell’uso delle armi e delle guerre.

IMPORTANTE: I giornalisti che intendono partecipare alla conferenza stampa possono iscriversi direttamente al seguente link: https://zoom.us/webinar/register/WN_wjUn_YMZST6XNbUgqgmaLg

Per qualsiasi richiesta di ulteriori informazioni scrivere a media@retepacedisarmo.org

IL MONDO FERMI SUBITO LA GUERRA

14 Maggio 2021

Appello del Presidente nazionale ANPI. “Non è con la propaganda o peggio con la tifoseria che si lavora per la pace. C’è bisogno di un movimento popolare che sotto una sola bandiera, quella dell’arcobaleno, faccia sentire la sua voce”

IL MONDO FERMI SUBITO LA GUERRA!

Dopo gli sgomberi di abitazioni dei palestinesi a Gerusalemme delle ultime settimane ed i conseguenti incidenti, dopo i missili di Hamas ed i bombardamenti israeliani, dopo le vittime israeliane e palestinesi dei giorni scorsi, c’è ora il rischio di una carneficina a Gaza e, alla luce delle affermazioni di Erdogan, di un’estensione del conflitto di dimensioni non prevedibili e con esiti inimmaginabili. In Italia nelle ultime 48 ore, invece di una equilibrata ed immediata azione diplomatica, abbiamo assistito a un inedito fronte politico schierato da una sola parte. L’UE balbetta. Gli Stati Uniti pongono il veto nel Consiglio di sicurezza dell’ONU. Non è con la propaganda o peggio con la tifoseria che si lavora per la pace. C’è bisogno che la comunità internazionale fermi subito la guerra. C’è bisogno di un movimento popolare che sotto una sola bandiera, quella dell’arcobaleno, faccia sentire la sua voce perché la pace vinca sulla guerra, il diritto sulle annessioni, la vita sulla morte.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI

RICORDO DI PINO BINDA

Ex presidente dell’ANPI Provinciale di Como.

Sono trascorsi già cinque anni dalla morte di Pino Binda, partigiano di Nesso, ex-presidente dell’ Anpi Provinciale di Como e Giusto fra le Nazioni, che ci ha lasciati la notte del 13 maggio 2016, nella sua abitazione di Milano.

Tutto il Direttivo dell’ Anpi Provinciale di Como lo ricorda sempre con grande affetto e sincera gratitudine.

Le violenze a Gerusalemme: “Intervenga subito l’ONU”

11 maggio 2021

NOTA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI.

Il rilascio dei territori occupati militarmente è la condizione per avviare un processo pacifico che porti alla nascita di due Stati che si riconoscano reciprocamente” Apprendiamo che il Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha “espresso la sua profonda preoccupazione per le continue violenze nella Gerusalemme est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan”. In una nota il portavoce ha “esortato Israele a cessare le demolizioni e gli sfratti, in linea con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario. Le autorità israeliane devono esercitare la massima moderazione e rispettare il diritto alla libertà di riunione pacifica”. Bene sarebbe a questo punto la convocazione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU al fine di un comune e fattivo appello per l’immediata cessazione delle violenze e il rispetto del diritto internazionale. Tocca ora alle comunità nazionali e internazionali, a cominciare dall’UE e dal nostro Paese intervenire subito per evitare un massacro a Gerusalemme. La politica israeliana di estrema destra di annessioni violente, fomentata dai circoli ortodossi più intransigenti, ha causato i drammatici scontri in corso fra coloni fanatici, esercito e polizia israeliana da una parte e un popolo privato di diritti dall’altra. I missili lanciati da Hamas su Gerusalemme in risposta alla repressione israeliana gettano ulteriore benzina sul fuoco. Gli attacchi di Israele a Gaza fanno precipitare la situazione. Le ambigue dichiarazioni di Herdogan a sostegno dei palestinesi fanno paventare una tragica estensione del conflitto. Il seme della violenza va sradicato. O la soluzione del conflitto israelo-palestinese è pacifica, oppure non avverrà. Questo vuol dire rigoroso rispetto del diritto internazionale. Eppure dal giugno 1967 Gerusalemme Est è occupata da Israele e annessa nel 1980, i palestinesi di Gerusalemme sono considerati residenti temporanei nelle loro case. L’annessione di territori occupati militarmente è illegittima, come illegittima è la negazione dello Stato di Israele. Il rilascio dei territori occupati militarmente è la condizione per avviare un processo pacifico che porti alla nascita di due Stati che si riconoscano reciprocamente, e due popoli che vivano in pace, in reciproca sicurezza e nel rispetto della reciproca umanità.

Segreteria Nazionale ANPI

LIBRO : ANCHE I PARTIGIANI PERO’…

Libro di Chiara Colombini, ed. Laterza

L’elenco dei luoghi comuni e delle falsificazioni sulla Resistenza è lunghissimo e continua a rafforzarsi a dispetto di ogni prova contraria. Perché?

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/24/25-aprile-resistenza-la-guerra-obbligata-dei-partigiani-come-e-perche-i-buoni-furono-costretti-a-scegliere-il-rischio-di-uccidere/6176244/