PAGLIARULO SU REPUBBLICA: CARO MANCONI, SULL’ UCRAINA OCCORRE AVERE IL CUORE CALDO E LA MENTE FREDDA.

10 Marzo 2022

Su www.repubblica.it risposta del Presidente nazionale ANPI all’articolo di Luigi Manconi pubblicato ieri sul quotidiano

Mi sento in dovere di rispondere alle considerazioni di Luigi Manconi pubblicate su Repubblica del 9 marzo che contesta, in buona sostanza, la preoccupazione e il dissenso espressi dall’Anpi sull’invio di armamenti in Ucraina ed insiste sul paragone fra la resistenza italiana e la resistenza ucraina chiedendosi quale sia la differenza tra l’invio di armi ai partigiani da parte degli Alleati e l’invio di armi alla resistenza ucraina dal nostro Paese. La differenza è molto semplice: mentre gli Alleati erano in guerra da anni col blocco nazifascista, e quindi con la Germania occupante, l’Italia non è in guerra con la Russia. Ciò non cambia di una virgola la legittimità e – aggiungo – la necessità della resistenza ucraina, ma rende questo paragone pericolosissimo perché l’invio di armi in Ucraina potrebbe essere letto come un atto di cobelligeranza. Qualcuno (non Manconi) potrebbe sostenere che il paragone regge perché di fatto siamo in guerra contro la Russia. Troverei questa, francamente, un’affermazione irresponsabile. La domanda da porsi, nell’ambito degli aiuti da inviare ai resistenti ucraini, è quale sia la linea rossa da non superare, oltre la quale c’è il rischio di un’espansione della guerra. Può essere l’invio di armamenti, perché le sanzioni parlano il linguaggio dell’economia, ma le armi parlano solo il linguaggio della guerra. Ne dobbiamo avere consapevolezza. In sostanza pensiamo che non si possa mettere in pericolo la sicurezza dell’Italia (e dell’Europa). Devo dire che l’Anpi non è sola in questa ed in altre preoccupazioni, non solo per le opinioni di vari autorevoli commentatori, non solo perché l’Anpi è parte di un ben più grande movimento per la pace, ma anche perché da un recente sondaggio sembra che il 76% degli italiani sia abbastanza o molto d’accordo sul non inviare armi all’Ucraina.

Manconi poi polemizza con coloro che precisano che “Putin non è Hitler”. Putin è il responsabile dell’invasione violenta e sanguinosa di un Paese incommensurabilmente più debole dal punto di vista militare, è portatore di una politica imperiale con vaghe ascendenze zariste; è un autocrate all’interno di un sistema correttamente definito di “democratura” caratterizzato da repressioni, autoritarismi polizieschi e quant’altro. Ma, per favore, non banalizziamo la storia: l’unicità di Hitler consiste non solo nell’aver invaso l’intera Europa, fra cui l’Unione sovietica, ma anche e specialmente nell’essere stato il consapevole responsabile della Shoah, dello sterminio degli oppositori politici, dei prigionieri di guerra, dei rom, dei diversamente abili, delle minoranze religiose, degli omosessuali. Questi paragoni sono francamente propagandistici e fuorvianti.

Citando Recalcati, Manconi afferma che “l’inconscio di una certa sinistra detesta la democrazia”. Può essere, anche se francamente non saprei di chi Manconi stia parlando. So invece per certo che l’inconscio di una certa destra, e spesso anche il conscio, detesta la democrazia e la cosa ci preoccupa al punto che l’asse della nostra discussione congressuale che porteremo a compimento fra due settimane col Congresso nazionale dell’Anpi è esattamente quello della difesa e dell’espansione della democrazia nella preoccupante situazione in cui versa il nostro Paese e l’intera Unione Europea, per la presenza di forze esplicitamente oscurantiste, irrazionalistiche o propriamente nazifasciste e per la presenza di partiti nazionalisti che spesso civettano con tali forze o che ne assumono, in parte o in tutto, la cultura politica.

Manconi infine salva l’urgenza di provare tutte le vie diplomatiche ed aggiunge: “tentato tutto questo, perché mai non dovremmo sostenere anche attraverso la fornitura di armi gli ucraini?”. Per un motivo solare: perché non è stato tentato affatto. La via negoziale è sostanzialmente in mano a Putin e Zelensky, con meritori tentativi diplomatici di Macron e Scholz. Ma non c’è la voce in quanto tale dell’Unione Europea, il cui unico impegno fino ad oggi è stato quello, giusto, di imporre sanzioni e quello, a nostro avviso pericolosissimo, di inviare armi. Biden ha recentemente affermato che o si risolve il dramma ucraino con le sanzioni oppure si va a una guerra molto più ampia. Noi pensiamo che l’avvio di un negoziato con un ruolo positivo anche dell’Unione Europea sia l’unica strada per arrivare alla pace e per sventare il rischio esistente di una guerra ben più ampia.

Conclusione: credo che nel dramma che attraversa oggi l’Ucraina e nel pericolo che scoppi – parliamoci chiaro – la terza guerra mondiale, dovremmo avere cuore caldo e mente fredda, e dovremmo chiedere a tutti il massimo di responsabilità e di ragionevolezza e il minimo di propaganda. Per memoria, ricordo che siamo nell’era atomica. Lo dico a tutti. Lo dico in particolare a Manconi di cui ho sempre avuto stima per il suo impegno per la pace, per diritti umani e per i diritti civili. Ma questa volta no, con serenità e rispetto (che mi auguro sia reciproco) non sono d’accordo.

Gianfranco Pagliarulo

(da https://www.repubblica.it/commenti/2022/03/09/news/guerra_in_ucraina_anpi_e_movimento_nonviolento_rispondono_a_luigi_manconi-340825370/?ref=RHTP-VS-I335803824-P12-S4-T1&fbclid=IwAR1qYL1oKYTzOl53wlMk8Cm6vcYfKKIhWexgn14GSLrCbdlSH3UkytvU-9A)

PAGLIARULO A RADIO RAI: ATTENZIONE ALLA LINEA ROSSA CHE PUO’ ALLARGARE IL CONFLITTO

9 Marzo 2022

Il testo dell’intervento del Presidente nazionale ANPI al dibattito con Luigi Manconi andato in onda alle ore 10:10 di oggi nel corso del programma “Tutta la città ne parla” su Rai radio 3. Il Presidente ha anche annunciato l‘adesione dell’Associazione alla manifestazione del 12 marzo a Firenze

La legittimità e la necessità della resistenza ucraina non sono assolutamente in discussione. La questione è: dov’è la linea rossa che può allargare il conflitto fino a scatenare una guerra mondiale? Fino a che punto possiamo aiutare la Resistenza ucraina diminuendo o sventando questo rischio? Secondo noi l’invio di armamenti da parte del nostro Paese può essere interpretato da Putin come atto di co-belligeranza. Sottolineo che questa non è una preoccupazione solo dell’ANPI e del movimento della pace: trovo, per esempio, molte coincidenze di opinione negli articoli di Mario Giro su Domani, di Franco Venturini sul Corriere della sera, di Gianfranco Pasquino sempre su Domani. Per non parlare di un recente sondaggio in base al quale il 76 per cento degli italiani non sono d’accordo con l’invio delle armi in Ucraina. Non dimentichiamoci poi che l’aggressione criminale di Putin dura da 14 giorni e che in 14 giorni l’UE non è stata in grado di mettere in campo una decisiva azione di trattativa per riportare la pace. Questo è il lavoro urgente da fare e annuncio che l’ANPI aderirà alla manifestazione del 12 marzo a Firenze. Concludo sul paragone tra resistenza ucraina e la resistenza italiana: mi pare del tutto sbagliato perché gli aiuti ai partigiani italiani provenivano da forze che erano in guerra da anni. Se facciamo questo paragone dobbiamo dedurre che l’Italia è oggi in guerra con la Russia: un pericoloso falso, evidentemente.

Gianfranco Pagliarulo

(Ascolta la puntata: https://www.raiplaysound.it/audio/2022/03/Tutta-la-citta-ne-parla-del-09032022-5cbbd76e-61c9-45f2-aa40-75c18be5ed60.html

MANUEL GUZZON NUOVO PRESIDENTE DELL’ ANPI PROVINCIALE

Como, 5 marzo 2022.

Si è svolta oggi la riunione del Comitato Direttivo dell’ Anpi Provinciale di Como per la rielezione del nuovo presidente.

All’ unaminità è stato votato Manuel Guzzon.

Guglielmo Invernizzi è stato eletto Vice-Presidente e la staffetta partigiana Wilma Conti sarà il nostro Presidente Onorario

Antonio Proietto è stato confermato come segretario dell’ Anpi Provinciale, così come Fiorella Villa è confermata Amministratore.

Al nuovo Presidente, come agli altri componenti la Segreteria Provinciale, vanno le nostre più sentite congratulazioni.

Pagliarulo: “La politica degli elmetti e le diffamazioni contro l’ANPI”

27 Febbraio 2022

Dichiarazione del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, a seguito delle polemiche innescate ieri contro l’Associazione

L’attacco all’ANPI è un attacco al movimento per la pace. Leggo oggi su alcuni giornali un insieme di fake news e di diffamazioni, come per esempio un titolo su Il Tempo online: “I partigiani dell’ANPI abbracciano Putin: legittime le bombe sull’Ucraina”, di cui si occuperà il nostro ufficio legale per valutare gli estremi di una querela.

Ricapitoliamo. Il 24 febbraio, poche ore dopo l’invasione russa, esce un comunicato che inizia così: “La Segreteria nazionale dell’ANPI condanna fermamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. È un atto di guerra che nega il principio dell’autodeterminazione dei popoli, fa precipitare l’Europa sull’orlo di un conflitto globale, impone una logica imperiale che contrasta col nuovo mondo multipolare, porta lutti e devastazioni”.

Qualsiasi persona normale intende che l’ANPI condanna l’invasione senza se e senza ma.

Il 22 febbraio, poche ore dopo il riconoscimento unilaterale del Donbass da parte di Putin, l’ANPI denuncia: “Siamo a un passo dal baratro. A chi governa la Russia, gli Stati Uniti, l’Ucraina, i Paesi dell’Unione Europea, il nostro stesso Paese, chiediamo un atto di responsabilità e di saggezza. Prima che sia troppo tardi. Il delirio bellicista va sconfitto dalla forza tranquilla di Paesi e popoli” e aggiunge “Il riconoscimento dell’indipendenza del Donbass da parte della Russia può portare il mondo a un passo dalla guerra ed è l’ultimo, drammatico atto di una sequenza di eventi innescata dal continuo allargamento della NATO ad est vissuto legittimamente da Mosca come una crescente minaccia”.

Con buona pace di tanti critici, il 22 febbraio era molto difficile condannare un’invasione avvenuta il 24 febbraio. Si trattava di stigmatizzare il riconoscimento unilaterale del Donbass individuando le ragioni per cui si era giunti a tale gravissimo gesto. Tali ragioni sono fra l’altro (ma non solo) il continuo allargamento della NATO ad est, cioè uno dei tanti errori commessi dopo la caduta del muro. Questa critica è propria di un ampio arco di politici e di personalità che avevano colto da tempo i pericoli di una politica occidentale di crescente confronto-scontro con la Federazione russa, cogliendo assieme, giustamente, il carattere autocratico del governo di Putin.

Né è un mistero che dopo Maidan hanno imperversato in Ucraina bande armate naziste come Pravy Sector e Svoboda (primo nome: Partito socialnazionalista ucraino) e che da otto anni è in corso una guerra civile che vede Kiev bombardare il Donbass con l’esito di alcune decine di migliaia di morti. Una guerra di cui per otto anni si è parlato pochissimo sui media italiani.

Da ciò la nostra richiesta di un riconoscimento dell’autonomia del Donbass, previsto dai mai applicati accordi di Minsk, come unico modo per sventare la secessione, unilateralmente riconosciuta da Putin.

Far finta che tutto ciò non sia mai successo, rimuovere l’evidenza, negare gli errori vuol dire indebolire il fronte della pace. La pace può vincere solo raffreddando le tensioni attuale col negoziato e la trattativa, e più in generale con una politica che garantisca la sicurezza dell’UE e della Federazione russa. Biden ha affermato ieri che l’alternativa alle sanzioni è la terza guerra mondiale. Le sanzioni sono probabilmente necessarie, ma ancor più probabilmente insufficienti. Se falliscono andiamo allegramente verso la guerra mondiale?

Siamo tutti uniti nel condannare aspramente l’invasione russa, ma c’è chi si mette l’elmetto e chi non se lo mette. L’ANPI e il movimento per la pace non se lo mettono, perché la guerra sarebbe una catastrofe per l’umanità. L’Italia deve stare lealmente e se necessario criticamente nella NATO. Ma le posizioni “fieramente atlantiste” non aiutano. È difficile spegnere un fuoco versandoci sopra benzina.

A ben vedere la posizione dell’ANPI e del movimento per la pace è molto semplice: no all’aggressione, immediato ritiro delle truppe russe, immediato cessate il fuoco, negoziato internazionale. Qualcuno forse dimentica che l’Italia ripudia la guerra.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale Anpi.

L’ ANPI AL PRESIDIO PER LA PACE A COMO

Presidio sabato 26 febbraio dalle ore 11 in piazza Pace (piazza Vittoria) a Como.

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Presidio per la neutralità attiva dell’ Italia

La situazione in Ucraina sta destando enorme preoccupazione. Noi, associazioni, Reti, Comuni e singoli cittadini, che in questi anni ci stiamo impegnando per portare avanti percorsi di sensibilizzazione e educazione alla pace e di soluzioni nonviolente dei conflitti sul territorio comasco, insieme ai movimenti pacifisti italiani e di altri Paesi, DICIAMO NO ALLA GUERRA, alla violenza e all’ uso delle armi, nei Paesi ai confini dell’ Europa come in tutte le zone del mondo in cui ci sono guerre e violazioni dei diritti.

Chiediamo all’ Italia e all’ Europa di prendere iniziative urgenti e significative da una posizione di neutralità attiva, per ottenere una de-escalation immediata della tensione e avviare la ricerca di un accordo politico negoziato nel rispetto della sicurezza e dei diritti di tutte le popolazioni coinvolte, chiarendo la propria indisponibilità a sostenere avventure militari che aumenterebbero le spese militari a danno di altre spese più necessarie e urgenti.

Hanno aderito a questo appello Acli, Anpi provinciale, Anteas, Arci, Auser provinciale, Caritas diocesana, CGIL Como, CISL dei Laghi, Como Senza Frontiere, Coordinamento Comasco per la Pace, CSV Insubria, Donne in nero, Ecoinformazioni, Emergency, Interagire, Ipsia, Mese della Pace Como, Missionari Comboniani Rebbio, Tavolo interfedi, Trapeiros Emmaus Erba, Uil del Lario.

CONGRESSO ANPI PROVINCIALE DI COMO

19 febbraio 2022

Si è tenuto ieri, presso lo Spazio Gloria di via Varesina, il Congresso Provinciale Anpi di Como, in vista del XVII Congresso Nazionale Anpi, che si terrà a Riccione nei giorni 24-25-26-27marzo prossimi.

Erano presenti, oltre al presidente Anpi Provinciale Guglielmo Invernizzi, al segretario Provinciale Antonio Proietto e al rappresentante dell’ Anpi Nazionale Loris Maconi, i 27 delegati delle sezioni Anpi della provincia di Como.

Durante il congresso è stato proiettato un video, realizzato dai compagni Renato Tettamanti, Claudio Critelli e Manuel Guzzon con la collaborazione di Yuri Guzzon, sugli antifascisti comaschi degli anni 20-30.

I lavori si sono svolti dalle ore 9,30 fino alle ore 19 e sono terminati con l’approvazione di due emendamenti al Documento Nazionale e un ordine del giorno, redatto dai delegati.

Incaricati di rappresentarci al Congresso Nazionale sono stati votati Antonio Proietto, Manuel Guzzon e Renato Tettamanti.

E ALLORA LE FOIBE?

Mariano Comense, Venerdì 18 febbraio alle ore 21.

La sezione Anpi di Mariano Comense-Cantù, con il patrocinio del Comune di Mariano Comense, organizza un incontro con lo storico Eric Gobetti per capire le ragioni che spinsero le popolazioni del confine italo-sloveno a fronteggiarsi in modo spietato durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Ingresso libero, si raccomandano green pass e mascherina FFP2.