PRESENTATA A ROMA LA PROPOSTA DI LEGGE PER L’ ISTITUZIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA PER LE VITTIME DEL COLONIALISMO ITALIANO

Roma, 18 ottobre 2023

“Art. 1.
(Istituzione del Giorno della Memoria per le vittime del colonialismo italiano)

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 19 febbraio, data di inizio dell’eccidio della popolazione civile di Addis Abeba compiuto nel 1937, «Giorno della memoria per le vittime del colonialismo italiano», al fine di ricordare gli oltre 700.000 africani uccisi durante il periodo di occupazione coloniale italiana in Eritrea, Etiopia, Libia e Somalia.
2. Il Giorno della Memoria di cui al comma 1 è istituito al fine di ricordare gli eccidi, le campagne militari, le leggi razziali, le norme sessiste, l’impiego di aggressivi chimici, la deportazione, la prigionia e, in generale, la politica di occupazione cui sono state sottoposte le popolazioni dei Paesi africani dominati dall’Italia”.

Questo è il primo articolo della proposta di legge per l’Istituzione del Giorno della Memoria per le vittime del colonialismo italiano presentata il 17 ottobre alla Sala stampa della Camera dei Deputati. Sono intervenuti – coordinati da Fabrizio De Sanctis della Segreteria nazionale ANPI – gli On. Laura Boldrini (PD), prima firmataria, Riccardo Ricciardi (M5S), Nicola Fratoianni (AVS) e Silvano Falocco della Rete Yekatit 12 – 19 febbraio, da sempre impegnata in questa battaglia di memoria attiva. Ha concluso il Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo. L’Associazione ha contribuito alla  stesura del testo della proposta.
Ciò che è a tema con questo disegno di legge – ha dichiarato Pagliarulo – è una profonda decolonizzazione della cultura del nostro Paese, una formazione oggettiva e corretta nelle scuole e nelle Università, un’informazione che restituisca agli italiani una conoscenza veritiera del passato del nostro Paese. Questo disegno di legge si muove in questa direzione”. 

LUTTO ALL’ ANPI

E’ con profonda commozione che annunciamo la scomparsa di Renzo Guzzon, padre del nostro presidente provinciale Manuel Guzzon.

La Segreteria Anpi provinciale, il Direttivo e tutte le sezioni si stringono al dolore di Manuel, Yuri e dei familiari.

I funerali saranno lunedì 16 ottobre, alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Lipomo.

DONGO, 3 AGOSTO

Domani, giovedì 3 agosto, al mercato di Dongo dalle ore 08:30 alle ore 13:00, si raccoglieranno le firme a favore dell’ospedale di Menaggio. Il banchetto si terrà nelle vicinanze della pasticceria Galli.

Invitiamo tutti quelli che non avessero ancora firmato, a venire a trovarci e a firmare. Non lasciamo che i diritti conquistati a fatica, ci vengano tolti uno a uno.

INSULTI OMOFOBI AL GAY PRIDE

La scritta omofoba apparsa sulla ringhiera dei giardini a lago

LA REPLICA DEGLI ORGANIZZATORI DEL GAY PRIDE COMASCO. Dopo gli striscioni contro il Pride di Como, arrivano nuove risposte alle intimidazioni dell’esterma destra: “La comparsa, nel pomeriggio del 21 giugno, di uno striscione omofobo e fascista inneggiante contro il Pride di Como – scrivono gli organizzatori – non ci sorprende né scompone.  Sono infatti ormai numerose volte in cui l’estrema destra locale cerca di intimidire la comunità LGBTQIA+, rafforzata dalle posizioni reazionarie del governo nazionale, regionale e comasco, con attacchi tanto istituzionali quanto verbali e fisici contro singole persone ritenute non conformi. Noi rivendichiamo il diritto ‘all’indecorosità’ di cui ci accusano, ovvero a non rientrare nelle norme sociali di genere e sessualità, fondate su valori misogini, omofobi e transfobici, lontani dagli ideali transfemministi e antifascisti a cui noi invece ci riferiamo. Consci del fatto che il nazifascismo è  un crimine contro l’umanità e non un’opinione politica qualunque, non facciamo passi indietro di fronte a queste intimidazioni. Vi aspettiamo allora il 15 luglio al Como Pride, per una società più equa e rispettosa di tutte le persone che ne fanno parte. La città è di chi la vive e la attraversa col proprio corpo, non dei fascisti bigotti”.

LA RISPOSTA DELL’ ANPI. «Il Pride è un giorno di festa e di lotta e il suo scudo costituzionale è proprio contenuto in queste parole dell’articolo 3. È la affermazione determinata e rigorosa di un intero capitolo di diritti; è la risposta della storia a secoli e secoli non solo di repressione, ma anche di persecuzione; è una festa di liberazione dalle catene del pregiudizio e dell’esclusione; è la negazione aperta e conclamata dello schema mortale amico-nemico; è una rivolta contro chi reprime, ma anche contro la tolleranza, perché questa presuppone che ci sia chi tollera e chi viene tollerato; è il ripudio di ogni violenza come forma di relazione fra le persone.

Coloro che invece oggi a Como a firma Fiamma Tricolore hanno esposto lo striscione con la scritta “No gay pride” hanno espresso la loro vocazione discriminatoria, repressiva e autoritaria tesa a colpire qualsiasi diversità. È la fobia dell’altro.

In una cultura democratica l’altro è una risorsa culturale e morale in più, è un’occasione ricorrente per essere pienamente persona, cioè non un individuo isolato, un numero, un consumatore, un algoritmo, bensì un singolo che entra in rapporto fecondo con altri singoli e in questa misura fa comunità, una comunità aperta, libera, accogliente.

L’altro, per chi come Fiamma Tricolore discrimina, è invece considerato il nemico: oggi sono le persone LGBTQIA+, i migranti, domani sono le donne, dopodomani coloro che hanno un’opinione politica o professano un credo religioso diverso dal tuo.

Un’altra società, fondata sulla dignità e sul rispetto, governata dall’etica della fraternità, illuminata dai valori della persona, del lavoro umano, della pace è scritta nella Costituzione della Repubblica e la sua realizzazione è l’obiettivo di una lotta lunga e difficile, ma che ci accomuna: la lotta per una società di nuovo umanesimo, che combatta ogni solitudine e si proponga in modo chiaro e distinto l’obiettivo della felicità sociale». [Anpi Sezione di Como “Perugino Perugini”]