ESPOSTO ALLA PROCURA DI VARESE

Da anpiseprio.wordpress.com

Esposto sulla vendita di aerei M346 ad Israele

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI VARESE
ESPOSTO-DENUNCIA
Noi, sottoscritti, Ugo Giannangeli, nato a Roma il 23/7/1949, residente a Veniano, via Fontanelle, 38; Filippo Bianchetti, nato a Bolzano il 27/11/1952, residente a Varese, viale Dandolo 29; Fiorella Gazzetta, nata a Varese il 4/10/1955, residente a Varese, viale Dandolo 29; Marco Varasio, nato a Sant’Angelo Lodigiano il 18/2/1987, residente a Milano, via Cadore 29; Giuseppe Orlandi, nato a Empoli il 17/2/1946, residente a Varese, via Aurora 4, in proprio e quali membri delle associazioni “ Comitato No M346 ad Israele”, “ Comitato Varesino per la Palestina” , “ Forum contro la guerra”, rete BDS Italia ( Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni verso Israele) , esponiamo quanto segue.
La legge 9/7/1990 n. 185 contenente norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento all’art. 1 prevede, tra l’altro, il divieto della esportazione verso Paesi in stato di conflitto armato, verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell’art. 11 della Costituzione e verso Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell’UE o del Consiglio d’Europa.
Nonostante questa chiara dizione il governo italiano in data 17/5/2005 ha sottoscritto un accordo di cooperazione militare con lo stato di Israele.
In particolare l’Alenia Aermacchi, azienda del gruppo Finmeccanica, con sede a Venegono superiore, ha concluso in data 19/7/2012 un accordo per la vendita ad Israele di 30 aerei M346.
Gli aerei M346 sono usualmente definiti “ addestratori” perché utilizzati per addestrare i piloti all’uso degli F35, ma, in realtà, con semplici interventi di armamento, sono anche utilizzabili come cacciabombardieri.
Rientrano, pertanto, nella categoria degli armamenti di cui all’art. 2 lettera g) L.185/90.
Israele è uno stato che, dal suo nascere nel 1948, ha continuamente affrontato conflitti armati con gli stati arabi confinanti, occupa illegalmente i Territori palestinesi e disattende metodicamente le risoluzioni ONU che gli intimano, tra l’altro, il ritiro dai Territori Occupati e il rispetto del diritto umanitario.
E’ stato accertato che Israele ha commesso ripetutamente crimini di guerra e contro l’umanità e quotidianamente viola il diritto umanitario e la normativa a tutela della popolazione sotto occupazione ( convenzioni de L’Aja e di Ginevra).
Limitandoci agli ultimi anni, la responsabilità di Israele è stata accertata dal rapporto della Missione di inchiesta delle Nazioni Unite presieduta dal giudice Goldstone in relazione alla “guerra” contro la popolazione di Gaza denominata “ Piombo fuso” del Dicembre 2008/Gennaio 2009 ( oltre 1400 uccisi, di cui oltre 300 bambini, migliaia di feriti, distrutte case, scuole, ospedali). Il rapporto Goldstone è stato fatto proprio anche dal Parlamento europeo il 10/3/2010.
Amnesty International ha accertato crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele nell’ambito della “guerra” contro Gaza nel Novembre 2012 che ha ucciso oltre 200 Palestinesi ( “operazione Pilastro di difesa”, rapporto di Amnesty del 2013).
Il rapporto di una ulteriore indipendente organizzazione internazionale, Human Rights Watch, accerta e denuncia la quotidiana violazione del diritto umanitario nei T.O. ( rapporto del 2010). Solo a titolo esemplificativo: incarcerazione indiscriminata senza capo di accusa e quindi senza possibilità di difesa, continuamente prorogabile ( c.d. detenzione amministrativa); abbattimento di case, scuole, piantagioni (soprattutto oliveti); sottrazione di risorse idriche; diniego di concessioni edilizie; espansione coloniale nei Territori destinati allo stato di Palestina ; limitazione del diritto di libera circolazione attraverso centinaia di check points, by pass roads, per non dire del muro c.d. dell’apartheid; confisca di terre; una complessa normativa volta a discriminare la popolazione non ebraica.
Per quanto attiene, invece, alle condotte tenute in occasione delle guerre, i rapporti sopra citati denunciano gli attacchi deliberati contro i civili e contro obiettivi non militari (scuole, ospedali, autoambulanze); l’uso deliberatamente sproporzionato della forza per colpire la popolazione civile; l’uso dei civili come scudi umani; le detenzioni illegali di civili; la punizione collettiva della popolazione; la deliberata distruzione delle fondamenta della vita civile.
Si può concludere, pertanto, che Israele rientra ampiamente, per più titoli, nel campo dei Paesi cui dovrebbe essere inibita la vendita di armamenti ex art. 1 L. 185/90.
In palese violazione della normativa, invece, l’Alenia Aermacchi ha stipulato il contratto di cui si è detto e in data 9 luglio 2014, a guerra iniziata, ha consegnato i primi due aerei che sono decollati alla volta della base israeliana di Hatzerim.
A guerra iniziata perché dall’8 Luglio 2014 è in corso,infatti, come è noto, un ennesimo massiccio attacco contro la popolazione di Gaza (c.d. “Margine difensivo”), che già ora ha superato la violenza distruttiva di “ Piombo fuso”. Già oggi la popolazione di Gaza ( oltre 1.700.000 persone con la più alta densità abitativa del mondo) è senza acqua, senza energia elettrica, senza rifornimenti di viveri e medicine, in un territorio devastato dai bombardamenti aerei prima e dall’attacco di terra dopo. Mentre scriviamo gli uccisi sono oltre 1800 ( 86% civili), di cui circa 350 bambini ( dati UNICEF), migliaia i feriti, centinaia di migliaia gli sfollati. Tutto è voluto e preordinato: è stato affermato che è in fase di attuazione la c.d. dottrina Dahiya che teorizza l’uso sproporzionato della forza per infliggere sofferenza alla popolazione al fine di conseguire obiettivi politici. E’ esattamente l’antitesi del diritto umanitario internazionale.
Il 23/7/2014 è intervenuta una risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU che ha riconosciuto che è in corso un conflitto tra parti non uguali e che le azioni non sono tra loro comparabili; ha condannato le operazioni militari israeliane poste in essere sin dal 13/6/2014 nei Territori Occupati; ha denunciato la violazione del diritto umanitario da parte di Israele; ha ricordato ad Israele gli obblighi del Paese occupante; ha intimato l’immediata cessazione dell’offensiva e ha istituito una Commissione di inchiesta. La risoluzione, come tutte le precedenti dal 1948 ad oggi, è rimasta disattesa.
E’ assolutamente certo che la Commissione, se e quando potrà essere operativa, accerterà anche in questo caso la commissione di crimini di guerra e contro l’umanità da parte di Israele, così come avvenuto col rapporto Goldstone per una strage di dimensioni ridotte rispetto alla attuale : il numero degli uccisi è già superiore, anche se mancano al conteggio tutti i feriti che moriranno per l’impossibilità di cure e tutti i cadaveri ancora sepolti sotto le macerie; per quanto riguarda la distruzione di immobili, in questa occasione, oltre a case, scuole ( anche dell’ONU) e ospedali, sono stati distrutti orfanotrofi e l’unica centrale elettrica della Striscia.
Nello stesso giorno della risoluzione ONU la ministra della difesa Pinotti, rispondendo, per conto della ministra per gli affari esteri Mogherini, ad una interrogazione parlamentare sulla palese violazione della legge n. 185/90 da parte del governo attraverso la fornitura di armamenti ad Israele, di fatto eludeva la domanda.
******
Alla luce di quanto esposto ci chiediamo come sia stato possibile autorizzare e non sospendere la consegna dei primi aerei a strage in corso.<
E’ verosimile che questi aerei siano attualmente operativi sul cielo di Gaza; in tal caso il governo italiano che ha autorizzato la consegna è divenuto complice della strage in atto, avendola favorita ed agevolata con la fornitura di ulteriore armamento, una vera e propria ipotesi di concorso.
Vi è una sola alternativa ipotizzabile : che l’Alenia Aermacchi, consapevole della gravità della situazione e quindi del rischio di vedersi negare l’autorizzazione dai competenti ministeri, non l’abbia richiesta. Si attenuerebbe così la responsabilità del governo ma l’Alenia incorrerebbe in pieno nelle ipotesi di responsabilità penale di cui agli artt. 23 e seguenti della L.185/90.
Gli accertamenti che ci accingiamo a chiedere potranno anche verificare il ruolo nella vicenda di Unicredit, l’Istituto bancario che finanzia l’operazione.
La “Dichiarazione per il settore della difesa” dell’Unicredit recita che questo istituto può operare solo in Paesi che ottemperano ai principali Trattati e alle principali convenzioni internazionali. Poiché la “Dichiarazione” di Unicredit fa riferimento anche alle armi nucleari, appare opportuno aggiungere e ricordare che Israele, pur detenendo un imponente armamentario nucleare (come ha denunciato a sue spese Vanunu!) non ha sottoscritto il trattato di non proliferazione delle armi atomiche ( coerentemente con la negazione di possederne). C’è da chiedersi, allora, come mai Israele si sia così allarmato quando un razzo è caduto nei pressi della base nucleare di Dimona.

Per le esposte ragioni, i sottoscritti chiedono che la Procura della Repubblica competente ( allo stato riteniamo competente quella di Varese in base alla dislocazione a Venegono Superiore della fabbrica Alenia Aermacchi da dove sono decollati gli aerei) voglia accertare:
-se Alenia Aermacchi ha chiesto l’autorizzazione ai ministeri competenti per la consegna dei due aerei
-in caso affermativo, come sia stato possibile concedere l’autorizzazione con l’azione militare in atto a Gaza e se l’autorizzazione non sia stata ottenuta con mezzi illeciti, anche alla luce delle precedenti indagini della Procura di Busto Arsizio che hanno coinvolto Finmeccanica e Agusta Westland per ipotesi di corruzione
-in caso negativo, vorrà il magistrato valutare se procedere nei confronti della Alenia Aermacchi e dei suoi responsabili in relazione alle fattispecie di cui agli artt. 23 e seguenti L.185/90 ( falsità di atti e commercio non autorizzato).

Si formula espressa richiesta di avviso ex art. 408 c.p.p. nella denegata ipotesi di richiesta di archiviazione.
Nominiamo difensore l’Avv. Marco Lacchin del foro di Varese, con studio in Varese, via Magatti
Si allegano i seguenti documenti:
1) Notizia della firma dell’accordo 19/7/2012 tratta dal sito del ministero della difesa
2) Notizia della consegna dei primi due velivoli tratta dal sito della Alenia Aermacchi
3) Attestazione della autorizzazione ad Unicredit a corrispondere un finanziamento di 469,2 milioni per la fornitura di 30 velivoli M346 ad Israele tratta dal sito di Unicredit
4) Risoluzione del Consiglio per i diritti umani del 23/7/2014 tratta dal sito ONU.
Varese, 4 Agosto 2014
Ugo Giannangeli Filippo Bianchetti
Fiorella Gazzetta Marco Varasio
Giuseppe Orlandi

LA GERMANIA RIAPRE LE INDAGINI SU SANT’ANNA DI STAZZEMA

La Germania riapre le indagini sulla strage di S.Anna di Stazzema

 

La corte federale di Karlsruhe ha annullato la decisione della procura generale di Stoccarda che, nel maggio dell’anno scorso, si era opposta alla riapertura delle indagini per la strage nazista di Sant’Anna di Stazzema.

Gli atti sono stati trasmessi alla procura di Amburgo, dove risiede l’ex SS Gherard Sommer, condannato in Italia all’ergastolo perché riconosciuto colpevole dell’eccidio che costò la vita a 560 tra uomini, donne e bambini che abitavano nel paese sulle montagne lucchesi.

L’articolo su:
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/5-agosto-2014/stazzema-germania-ci-ripensa-riapre-indagini-strage-223693995610.shtml

SANT’ANNA DI STAZZEMA- 70° ANNIVERSARIO

A Sant’Anna di Stazzema un workshop sulla “Resistenza”

 

A seguito del protocollo d’intesa siglato da ANPI e Miur, si svolgerà tra il 4 e il 12 agosto a Sant’Anna di Stazzema un workshop sul tema “Resistenza”  che vedrà la partecipazione di trenta studenti delle scuole secondarie superiori.

Le giornate sono organizzate dal MIUR in collaborazione con il Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema, l’ANPI e l’INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia).

Il risultato finale sarà la realizzazione di una esposizione dei lavori prodotti dagli studenti che si terrà il 12 agosto – anniversario della strage nazifascista avvenuta nel 1944 proprio a S.Anna –  alla presenza dei vertici del MIUR.

Per l’ANPI interverrà la vice presidente nazionale Marisa Ombra.

COMO, 8 AGOSTO

venerdì 8 agosto 2014 
Como, Broletto in piazza Duomo – dalle 15.30
 
GAZA – ISRAELE, TRA MEMORIA E IMPEGNO PER COSTRUIRE LA PACE
Preghiera per le vittime, interventi e testimonianze, banchetto informativo e di raccolta fondi
 

Oggi, mentre l’ intervento militare israeliano su Gaza continua ad uccidere civili, distruggere case e scuole, centrali elettriche, ed interi quartieri e villaggi e mentre razzi continuano ad essere lanciati da Gaza verso Israele, noi torniamo a chiedere con forza il cessate il fuoco. Per questo invitiamo le associazioni, i gruppi, le comunità , la popolazione in generale a partecipare venerdì 8 agosto 2014, presso il Broletto in piazza Duomo a Como per l’iniziativa COMO PER LA PACE Gaza-Israele: memoria e impegno per la Pace per far memoria e comprendere le tante cause e responsabilità  del conflitto attraverso gli interventi e le testimonianze che si susseguiranno dalle 16:30 alle 19:00.

Saranno previsti gli interventi di:
Safwat El Sisi, Associazione Benefica di Solidarietà con Il Popolo Palestinese Onlus
Francesco Vignarca, Rete Italiana Disarmo
Serena Baldini, Vento di Terra
Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni

Alle ore 16:00 avrà luogo una preghiera per le vittime di questa guerra e di tutte le guerre in atto nel mondo.

Durante tutta l’iniziativa sarà  presente un banchetto di raccolta fondi per esprimere la nostra solidarietà concreta.

Per informazioni e adesioni:
Coordinamento Comasco per la Pace tel. 031-927644

segreteria@comopace.org

Hanno aderito: Acli Como, Arci Como, Associazione in Viaggio, Centro Culturale Islamico di via D. Pino, Comunità Turca di Como, Coordinamento Comasco per la Pace, L’altra europa per Tsipras – Como, Medici con l’Africa Como onlus, Paco- Sel Como, PCI – Como, PRC – Como, Parrocchia San Martino di Rebbio, Vento di Terra onlus ong.

LUTTO ALL’ ANPI

Il giorno 4 agosto è mancata la partigiana Carlotta Mufato. Ce ne dà la triste  notizia la sezione Anpi del Serpio, che ci invia anche un breve riassunto del suo contributo alla lotta di Resistenza.

 

Carlotta Mufato

Con la morte di Carlotta Mufato perdiamo una delle protagoniste della Resistenza a Guanzate e nel comasco.

 Era arrivata da Milano, sfollata assieme alle sue sorelle Antonia e Clara, ed aveva trovato una sistemazione nella cascina il Loc, dove si trovava anche la famiglia Clerici.

Al Loc operava uno dei gruppi di azione partigiana della 52° Brigata Garibaldi, guidato da Luigi Clerici, comandante partigiano che si distinse per innumerevoli azioni di lotta contro i fascisti ed i nazisti a sud di Como, prima di essere ferito in un conflitto a fuoco, catturato e barbaramente trucidato assieme a Elio Zampiero, suo compagno di lotta, il 20 agosto del 1944 di fronte al cimitero di Guanzate.

Con il Gap di Guanzate avevano anche frequenti rapporti il professore Adolfo Vacchi, l’ingegnere Luigi Carissimi Priori e Prassinotti, che ebbero un ruolo molto attivo nella Resistenza Comasca, a testimonianza che alla lotta partigiana partecipavano uomini e donne di diversa ispirazione politica e differente formazione culturale.

Nel gruppo di donne che abitavano al Loc e che direttamente od indirettamente hanno preso parte alla lotta partigiana, Carlotta Mufato aveva il ruolo di staffetta; era questo un ruolo pericoloso e difficile perchè negli ordini e nei materiali che portava ai diversi gruppi di azione partigiana che operavano nella zona di Como c’erano informazioni che, se fossero venute in possesso dei nazisti e dei fascisti, avrebbero messo in serio pericolo tutta la rete clandestina dell’organizzazione partigiana.

Bisognava essere non solo abili ad evitare le insidie del terreno,conoscere le abitudini dei fascisti e nazisti che presidievano il territorio, ma anche abili nel non dare nell’occhio.

Questo non è stato un gruppo di donne famose, il loro profilo non si trova su internet, oppure su Facebbok,Twitter o Linkedin, le loro gesta non sono studiate e raccontate, erano donne normali, come donne normali erano le decine di migliaia che hanno preso parte alla lotta contro gli occupanti nazifascisti durante la Resistenza.

Eppure queste donne, che facevano parte di questo gruppo furono esposte alle rappresaglie dei fascisti per il loro impegno politico e di solidarietà umana, hanno conosciuto la vita dura del carcere ed hanno subito torture inumane, come quelle subite da Gioconda Clerici, sorella di Luigi, sono state pestate, seviziate con violenza inaudita e con sordido sadismo, private della loro dignità umana, ma nonostante questo brutale trattamento seppero resistere al dolore ed alla sofferenza e proteggere con il loro silenzio i compagni più esposti nella lotta partigiana.

I torturartori erano Colesella e Saletta, dell’Ufficio Politico Investigativo della Questura di Como, che si resero protagonisti degli episodi di tortura più obbrobriosi.

Se c’è un esempio del ruolo delle donne nella Resistenza, la storia di questo gruppo di donne di Guanzate, che favevano parte del gruppo di azione partigiana della 52° brigata Garibaldi del LOC, ne è una testimonianza.

Per il loro coraggio, la loro abnegazione, il loro sacrificio, e sopratutto per la loro determinatezza, con la quale portavano avanti gli ideali di libertà e di giustizia che venivano calpestati quotidianamente dai fascisti e dai nazisti.

Bisognerebbe riscrivere la storia del Loc di Guanzate, e di questo gruppo coraggioso di donne che con le loro azioni seppero essere di esempio alle future generazioni.

Per non dimenticare e per ricordare, ancora oggi, che la nostra libertà e la nostra democrazia non sono state concesse da nessuno, ma sono state conquistate attraverso una guerra di popolo contro il nazifascismo.

Donne come Carlotta Mufato seppero interpretare il sentimento profondo del nostro popolo oppresso e martoriato e seppero schierarsi dalla parte giusta, senza calcoli meschini nè interessi personali, ma spinte da ideali antifascisti che avevano radici profonde nel loro modo di essere nella vita di tutti i giorni.

Grazie Carlotta per il tuo contributo alla lotta di liberazione ed alla nascita della nostra Repubblica democratica ed antifascista.

 

Anpi Seprio

5 agosto 2014

 

NON LASCIAMO SOLI I PALESTINESI

La solitudine del popolo palestinese è la vergogna del mondo.

 

LETTERA DI ALEX ZANOTELLI

La solitudine del popolo palestinese è la vergogna del mondo. Una immensa sofferenza che dura da 70 anni , sfociata adesso in un urlo di disperazione per questa assurda e impari guerra tra Israele e Palestina .E come risposta c’è solo silenzio, indifferenza, sia da parte dell’Unione Europea, sempre più assente, sia da parte dell’Italia, sempre più legata ad Israele, sia da parte della chiesa italiana, sempre più silente.

E’ un grido di dolore che mi tocca profondamente come credente nel Dio della vita , come missionario inviato a costruire un mondo ‘altro’ da quello che abbiamo.

In questo tragico momento faccio mio il grido lanciato dai leaders delle chiese cristiane in Palestina , in un documento del 2009, Kairòs Palestina , che è stato volutamente boicottato e oscurato :”Noi ….gridiamo dal cuore della sofferenza che stiamo vivendo nella nostra terra, sotto occupazione israeliana, con un grido di speranza in assenza di ogni speranza….” Un grido di sofferenza che riassumono così :”Il Muro di separazione eretto in territorio palestinese… ha reso le nostre città e i nostri villaggi come prigioni, separandoli gli uni dagli altri; Gaza ,specialmente, continua a vivere in condizioni inumane, sotto assedio permanente…Gli insediamenti israeliani devastano la nostra terra in nome di Dio o in nome della forza, controllando le nostre risorse naturali, specialmente l’acqua e le risorse agricole…”

Partendo da questa violenza sistemica, i pastori delle chiese dichiarano :”L’occupazione israeliana della terra palestinese è un peccato contro Dio e contro l’umanità poiché depriva i palestinesi dei fondamentali diritti umani .“ I leaders delle chiese invitano quindi i palestinesi alla resistenza come nelle prima intifada:”Affermiamo che la nostra scelta come cristiani di fronte all’occupazione israeliana è di resistere. La resistenza è un diritto e un dovere per il cristiano. Ma è una resistenza che ha l’amore come logica. E’ quindi una resistenza creativa , poiché deve trovare strade umane che impegnino l’umanità del nemico. Dobbiamo combattere il male, ma Gesù ci ha insegnato che non possiamo combattere il male con il male. Possiamo resistere attraverso la disobbedienza civile. “

E’ la via seguita nella lotta contro il regime dell’apartheid in Sudafrica da uomini come il Premio Nobel per la pace Desmond Tutu , che giorni fa ha affermato:” Israeliti e Palestinesi devono uscire dalla logica dell’odio e della guerra. Israele non otterrà mai una vera sicurezza per mezzo dell’oppressione dei Palestinesi. E la Palestina non otterrà mai una pacifica autodeterminazione per mezzo della violenza dei razzi. Nessun conflito è irrimediabile. Nessun dissidio è così assoluto da non poter mai essere riconciliato.”

Per questo i leaders delle chiese in Palestina offrono come primo strumento di resistenza il boicottaggio. “Individui, aziende e stati si impegnino nel disinvestimento e nel boicottaggio di ciò che viene prodotto dall’occupazione.”

E’ da chiedere altresì l’embargo militare  contro Israele come proposto dai Premi Nobel in un recente appello. Nel periodo 2008-2019, gli USA forniranno ad Israele aiuti militari per 30 milardi di dollari. Altrettanto sta facendo la UE , che ha inoltre concesso alle imprese militari e alle università israeliane centinaia di milioni di euro per la ricerca militare.Israele è uno dei principali produttori e/o esportatori mondiali di droni militarizzati.

L’Italia è nella UE il primo esportatore di armi verso Israele. Nel 2012 abbiamo esportato armi a quel paese per un valore di 470 milioni di euro. Il 9 luglio, mentre era in atto il bombardamento di Gaza, l’Italia ha consegnato a Israele i primi due veivoli Alenia-Aermacchi M 346. Questo in barba alla legge 185 che vieta la vendita di armi a paesi in guerra. L’Italia deve rifiutarsi di consegnare gli altri 28 esemplari.

Chiediamo inoltre la revoca del Trattato militare segreto Italia-Israele , conosciuto come”Accordo generale di cooperazione militare e della difesa”.

Riteniamo altrettanto importante il Boicottaggio delle Banche , che pagano per questo commercio di armi (Campagna Banche armate), ritirando i nostri soldi dalle banche ‘armate’.

Infine proponiamo una grande manifestazione nazionale che includa tutti (Chiese, sindacati, movimenti), per far sentire di nuovo la voce di un popolo che ha il coraggio di dire NO a un mondo in guerra, a un Sistema che ha bisogno delle armi e della guerra per continuare a permettere a pochi di avere quasi tutto.

“Speranza è fede in azione contro l’Impero- scrive il pastore luterano palestinese Mitri Raheb, nel suo potente libro Faith in the face of Empire. Speranza è quello che noi oggi facciamo .Solo quello che noi oggi facciamo come popolo della fede e come cittadini impegnati, può cambiare il corso della storia e mettere le fondamenta per un futuro alternativo. Questa è la tradizione profetica che è venuta dalla Palestina , una tradizione che dobbiamo tenere viva.”

 

CASSON NO ALL’ APPLICAZIONE DEL CANGURO

Dal sito Libertà e Giustizia del 30 luglio 2014

CASSON: NO ALL’APPLICAZIONE DEL CANGURO

Senato della Repubblica: dal resoconto della 294ª seduta pubblica di martedı` 29 luglio 2014, l’intervento di Felice Casson. “Signor Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori. Prima della sospensione, tra le varie cose segnalate dalla senatrice De Petris, c’era un punto che aveva colpito la mia attenzione in particolar modo. Mi riferisco all’applicazione della normativa del cosiddetto canguro, in analogia con la normativa della Camera dei deputati. Mi pare di avere capito – se non ho capito faccio ammenda fin d’ora – che lei abbia fatto riferimento agli articoli 85 e 85-bis del Regolamento della Camera dei deputati per quanto concerne la possibilità di applicare per analogia la cosiddetta regola del canguro anche al Senato.
“……credo sarebbe utile leggere anche le norme, soprattutto per chi ha fatto il magistrato per una vita. L’articolo 85-bis del Regolamento della Camera, al quarto comma, recita: «Le disposizioni di cui all’ultimo periodo del comma 8 dell’articolo 85 non si applicano nella discussione dei progetti di legge costituzionali e di quelli di cui all’articolo (…)». Questa norma è chiarissima e non ha bisogno di interpretazione perché in claris non fit interpretatio. Mi chiedo come faccia il Presidente del Senato a non applicare una norma del genere. Mi permetto di dire che siamo di fronte ad una pessima conduzione dei lavori di questa Aula.

ACCORDO ANPI – MIUR

Accordo Miur-Anpi per promuovere la Costituzione e la Resistenza nelle scuole

 

Protocollo Miur-Anpi con l’obiettivo di promuovere la Costituzione e la Resistenza nelle scuole.

L’intesa è stata sancita al Senato, questa mattina, giovedì 24 luglio, fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Anpi.

A siglarlo, il Ministro Stefania Giannini e il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia.

L’accordo punta a promuovere e sviluppare progetti didattici nelle scuole per divulgare i valori della Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale.

Miur e Anpi, in particolare, realizzeranno iniziative per le celebrazioni del 70° della Resistenza e della Guerra di Liberazione, promuovendo processi tematici di riscoperta dei luoghi della memoria e la divulgazione dei valori fondanti la Costituzione repubblicana.

“Questo accordo – ha sottolineato il Ministro Giannini – è uno strumento fondamentale per far comprendere a tutti gli studenti il valore della nostra Costituzione e l’importanza della memoria della Resistenza raccontata anche da chi l’ha vissuta in prima persona”.

“Ritengo – ha aggiunto il Presidente Smuraglia – che questa firma assuma una grandissima importanza rispondendo ad una esigenza profonda che emerge dal mondo della scuola e che assicura un’attività continuativa in favore della cittadinanza attiva”.

LUTTO

Ci ha lasciatI per sempre la partigiana Anna Maria Belloni. Antifascista, collaborò con la Resistenza Milanese nelle giornate della Liberazione. I suoi ideali di libertà e giustizia, la sua forza ( il padre fu ucciso a bastonate dai fascisti), il suo sorriso, la sua vita, furono di insegnamento a quanti la conobbero. L’ Anpi Provinciale di Como si stringe in un affettuoso abbraccio al figlio Ivano Tajetti, Presidente della sezione Anpi Barona e Dirigente dell’ Anpi Provinciale di Milano.

 

PRESIDENZIALISMO

NOTAZIONI DI CARLO SMURAGLIA, PRESIDENTE ANPI NAZIONALE.

Puntuale come un cronometro, rispunta – di quando in quando – l’idea del presidenzialismo, da affrontare subito dopo la riforma del Senato. Non so più come fare a ripetere che di presidenzialismo, nell’ANPI, ben pochi vogliono sentir parlare. La stragrande maggioranza di noi è fermamente convinta che questa è una Repubblica ancora troppo fragile perché ci si possa permettere il lusso di insistere su istituti, come il “premierato”, il “presidenzialismo”, e così via, che parlano sempre il linguaggio della concentrazione del potere in poche mani.

Ma è ovvio che l’ostilità di sempre si rafforza nel momento in cui si parla, praticamente, di abolire” il Senato (cioè di togliere di mezzo un vero Senato elettivo e con poteri equilibrati rispetto alla Camera), si cerca di aumentare il potere del Governo di influire sull’agenda del Parlamento, ci si propone addirittura di aumentare le firme sia per l’iniziativa popolare, sia per il referendum ; non dimenticando che c’è sempre, a mezz’aria, una riforma della legge elettorale che di certo non restituisce poteri ai cittadini, anzi continua ad incidere negativamente sulla rappresentanza.

In queste condizioni è meglio per tutti dire subito che di “presidenzialismo” non se ne parla proprio, non è un tema attuale e non lo sarà neppure in prosieguo, in un Paese che non ha bisogno di dividersi ancora, ma semmai di ritrovarsi attorno ai temi del lavoro, della crescita, del rilancio delle attività produttive, e così via.

Stupisce il fatto che ai ballons d’essai, lanciati periodicamente da membri di Forza Italia, né il Governo e neppure i partiti che ne fanno parte riescano a dare una risposta netta e precisa, mostrando a tutti un’autentica chiusura verso una novità non gradita. Anzi, da parte di membri del Governo si continua a dire che adesso c’è da affrontare la riforma del Senato e poi si vedrà. Non è possibile compiere un piccolo, modesto sforzo, per dire di no e basta?

Oppure anche su questo esiste già qualche accordo più o meno segreto? Vorrei proprio sperare di no; ma raccomando a tutti, comunque, di stare in guardia, pronti a reagire.