MONSELICE: UNA PIAZZA DEDICATA A MUSSOLINI

Monselice:

l’assessore vuole una piazza intitolata a Mussolini

 

È lunare la proposta di un assessore comunale di Monselice: intitolare a Benito Mussolini una nuova Piazza cittadina in frazione di San Bortolo.

In che mondo abbia vissuto, su quali libri abbia studiato la storia il sig. Andrea Tasinato, non è chiaro.

Forse non sa che l’apologia del fascismo è un reato o forse lo sa ma la voglia di far parlare di sé è stata più forte di ogni altra più ragionevole e lecita considerazione.

Ovviamente è insorta l’Anpi che oltre a mobilitarsi per denunciare la vergogna della proposta ha chiesto al sindaco di dissociarsi dal suo assessore in camicia nera.

Ecco la presa di posizione diffusa dalla presidente provinciale ANPI di Padova Floriana Rizzetto.

L’ANPI di Padova e provincia invita tutte le associazioni, le forze politiche e sociali, i comitati e i movimenti che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, nonché tutti i cittadini che hanno a cuore la Costituzione Repubblicana nata dalla Lotta di Liberazione a partecipare alla manifestazione-presidio che si terrà SABATO 8 NOVEMBRE dalle 10 alle 13 in Piazza Mazzini a Monselice.

Con questa presenza pacifica e, ci auguriamo, numerosa, l’ANPI vuole ribadire la sua ferma opposizione alla irricevibile proposta avanzata, nei giorni scorsi, dall’Assessore Comunale di Monselice Andrea Tasinato, che vorrebbe intitolare a Benito Mussolini la piazza della frazione di San Bortolo.

L’ANPI è già intervenuta, sulla stampa locale ed in un apposito incontro con il Sindaco di Monselice, ribadendo la condanna, non suscettibile di revisione storica, sull’operato di Benito Mussolini: egli tolse con la violenza a tutti gli Italiani le libertà democratiche, promulgò nel 1938 vergognose leggi razziste, scatenò guerre imperialiste e coloniali, trascinò, infine, il nostro Paese nella guerra di aggressione più tragica, che segnò la rovina d’Italia.

L’ANPI chiede dunque al Sindaco di Monselice di assumere un atteggiamento fermo ed esplicito di dissociazione e di condanna rispetto all’operato dell’Assessore Tasinato; questo Assessore ha infatti negato, nei fatti, la sostanza dei valori della Costituzione, su cui il Sindaco di Monselice ha giurato.

Né si dimentichi che l’apologia di fascismo è un reato, perseguito dalle leggi vigenti, e che ad un rappresentante delle istituzioni si richiede il rigoroso rispetto delle leggi. L’ANPI ricorda infine che la proposta di Tasinato di riabilitare il fascismo e il suo capo si inserisce all’interno di fenomeni, italiani ed europei, di reviviscenza del neofascismo, del neonazismo, del razzismo, della xenofobia, dell’omofobia che suscitano in tutti i democratici preoccupazione e che esigono vigilanza e mobilitazione democratica.

PROFANAZIONE DEL SACRARIO DI SAN MARTINO

 

COMUNICATO DELL’ANPI PROVINCIALE DI MILANO

L’ ESECRAZIONE DELL’ ANPI  DI MILANO PER LA PROFANAZIONE DEL SACRARIO DEL SAN MARTINO

L’ANPI Provinciale di Milano esprime la sua profonda esecrazione per la profanazione del Sacrario del San Martino, avvenuta sabato 1 novembre 2014.

I militanti neofascisti che si sono persino fatti fotografare hanno piantato nel terreno duecento rune in legno e, al posizionamento delle rune, hanno aggiunto la svastica e il fascio littorio.

Questa oltraggiosa e ignobile azione che si pone in aperto contrasto con i principi su cui si fonda la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza, offende i combattenti e i caduti della battaglia del Monte San Martino, tra cui il colonnello Carlo Croce, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria. La battaglia del San Martino, del novembre del 1943, alla quale parteciparono numerosi combattenti milanesi, costituisce uno dei primi e significativi esempi di opposizione all’occupazione nazifascista e viene  ricordata come l’episodio che diede inizio alla lotta partigiana nel Nord Italia.

 

L’ANPI Provinciale di Milano manifesta la sua preoccupazione per il rifiorire di movimenti neonazisti e neofascisti nel cuore dell’Europa e nel nostro Paese che si contrappongono ai valori della libertà, della solidarietà, della pace, della tolleranza, su cui è fondata la nostra civiltà.

Mentre ritiene indispensabile sviluppare, per contrastare i rigurgiti neofascisti e neonazisti, una vasta controffensiva sul piano ideale, culturale e storico, chiede l’intervento delle istituzioni e delle autorità competenti e l’applicazione della legislazione vigente perché episodi vergognosi come quelli della profanazione del Sacrario del San Martino non si debbano più ripetere.

 

Milano, 3 Novembre 2014

 

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano   

RESTITUIRE L’ONORE AI SOLDATI GIUSTIZIATI NEL ’15-’18

COMUNICATO ANPI SEPRIO

4 NOVEMBRE 2014, GIORNATA DELLE FORZE ARMATE

 

Restituire l’onore ai soldati giustiziati durante la guerra 1915-18.

 

Si celebra oggi la Festa dell‘Unità Nazionale – Giornata delle Forze Armate e del Combattente a perenne ricordo di tutti coloro che presero parte alla prima guerra mondiale ed agli altri conflitti bellici.

Ma questa celebrazione è ancora incompleta, non riflette lo spirito dell’Unità nazionale compiutamente. Non è ancora un giorno in cui tutti gli italiani si possono riconoscere fino a quando non verranno restituiti dignità e onore ai soldati giustiziati durante la grande guerra 1915-1918 accusati di insubordinazione.

Molti soldati infatti furono obbligati a combattere in una guerra in cui non credevano, costretti dalle loro povertà, dal ricatto e dalle rappresaglie.

 

E molti si rifiutarono di imbracciare il fucile contro un altro popolo con il quale avevano fraternizzato fino a poco tempo prima, perché toccavano con mano l’inutilità della guerra.

Per questo loro convincimento essi furono fucilati, nel corso della grande guerra, vittime di singole esecuzioni o di decimazioni sommarie effettuate “sul posto senza processo” e del rigore spietato della Giustizia militare italiana.

Più di mille sono stati i militari vittime di tali esecuzioni i quali  sono spesso stati uccisi semplicemente per mantenere l’ordine tra le truppe stremate dalla fatica o ancor più banalmente per dare l’esempio ai commilitoni oppure perché non condividevano gli ordini sbagliati e privi di buon senso dei loro superiori.

Nelle lettere di soldati al fronte, ce ne sono alcune dove si legge: “Ma perché combattiamo per conquistare il Carso? È una terra brulla e non coltivabile”. Altre invece che imprecavano contro il re,reo di averli mandati al massacro.

 

Ancora oggi tutti questi soldati non figurano nell’elenco ufficiale dei caduti, sono rimossi dalla coscienza collettiva e dimenticati.Spesso coperti da vergogna ed ignominia.

 

Vogliamo ricordare che molti paesi come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna già da tempo hanno avviato iniziative pubbliche e legislative per “restituire l’onore” ai soldati fucilati “per dare l’esempio”,perchè non divenisse endemica tra le truppe l’opposizione alla guerra.

 

 

Per quanto riguarda l’Italia è arrivato il momento di pubblicare tutti i loro nomi,  raccogliere e sistematizzare la loro storia, di iscriverli negli elenchi ufficiali dei caduti, di fare conoscere tutte le loro lettere di condanna della guerra inviate al re ed ai loro comandanti, di denuncia della corruzione dei comandi militari, di fare luce, insomma, su vicende oscure della storia della Grande Guerra.

Non c’è proprio più nessun motivo perché questo materiale, che è stato utilizzato da famosi registi per documentare la spietatezza della guerra come  nei fims “La grande guerra” di Mario Monicelli, ”Uomini contro” di Francesco Rosi, ”Non uccidere” di Claude Autant-Lara, quest’ultimo film proiettato a Firenze nel 1961 da Giorgio La Pira, nonostante il divieto, con un coraggioso gesto di disobbedienza civile, continui ad essere occultato, non divulgato, se non quello della retorica bellica e nazionalistica.

 

Non è questo quindi un giorno di gloria, ma un giorno di riflessione sulle atrocità della guerra, sui lutti che essa provoca, sulle sofferenze della popolazione, sulla sua inadeguatezza e inutilità per risolvere i conflitti tra le nazioni.

 

Come appunto recita l’articolo 11 della nostra Costituzione nata dalla resistenza e dalla lotta di liberazione che afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

 

È questo un giorno per ricordare fatti ed avvenimenti tremendi, come quelli della disfatta di Caporetto e delle responsabilità dei comandi militari, che sono state fatte ricadere sui poveri soldati che venivano fucilati sul posto perché cercavano di salvarsi la vita difronte ad un fuggi fuggi generale; è un giorno per non perdere la memoria di che cosa è stata la prima guerra mondiale, dei suoi lutti e delle sue tragedie che colpirono tutto il nostro paese.

Come ANPI Seprio auspichiamo che l’attuale governo chiuda definitivamene il doloroso capitolo storico dei militari italiani che si sono rifiutati di combattere contro i loro nemici nella guerra 1915-18, e che sono stati trucidati per insubordinazione, reintegrandoli nella loro dignità umana e civile, restituendo finalmente loro l’onore e compiendo un’operazione di verità e di trasparenza, come hanno fatto gli altri paesi europei belligeranti.

Solo così possiamo chiudere definitivamente queste drammatiche vicende su cui non si è mai voluto fare luce e assegnare alla Festa dell’Unità Nazionale, il giusto ruolo nella costruzione del nostro Stato Repubblicano.

 

Anpi Seprio 2014

 

UNA VITTORIA DELL’ ANPI

CONCERTO NEONAZISTA DI GAGGIANO ANNULLATO

In seguito alle pressioni dell’Anpi, il concerto neonazista di Gaggiano, prima programmato allo stadio del paese, poi in un luogo privato riservato alle feste, è stato annullato.

E’ stato lo stesso sindaco di Gaggiano ad annunciarlo: ” Mi rifaccio ai valori antifascisti, non tollero simboli neo nazisti nel mio paese”.

 

I NAZISTI CHE CI PIACCIONO

BERGAMO, PROTESTA CONTRO L’ OMOFOBIA

Da ” Il Fatto Quotidiano del 6 ottobre 2014

“Sono andato a contromanifestare pacificamente contro le “sentinelle in piedi”. Non pensavo che succedesse questo. Io credevo di andare lì e di fare la mia ‘trollata’ per poi andarmene“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “Adelante”, su Radio Popolare, da Giampietro Belotti, il trentenne di Bergamo balzato agli onori delle cronache per essersi presentato al presidio anti-gay delle “sentinelle in piedi” con l’uniforme di “nazista dell’Illinois”, divisa resa celebre dalla commedia musicale “The Blues Brothers”. Con questo discusso abbigliamento, su cui campeggiava una spilla arcobaleno del gruppo anti-omofobia ‘Rompiamo il silenzio’, Giampietro ha manifestato silenziosamente il suo dissenso nei confronti degli attivisti contrari ai matrimoni tra omosessuali e alle adozioni gay. Il giovane racconta con dovizia di dettagli l’accaduto: “Quando sono arrivato in piazza Sant’Anna, non c’erano 150 persone, come ha titolato “L’Eco di Bergamo”. Se loro erano 150, io ero una dozzina abbondante. Le sentinelle hanno fatto l’errore di lasciare un buco nella loro disposizione geometrica e io mi sono infilato dentro”. E aggiunge: “Sono arrivato con una giacca che copriva l’uniforme e sul libro Mein Kampf c’era una copertina. Ho tolto la giacca, ho tirato fuori un cartello con la scritta “I nazisti dell’Illinois stanno con le sentinelle” e ho cominciato a leggere in silenzio il libro per meno di 10 minuti. I poliziotti della Digos sapevano benissimo il riferimento sia al film “Blues Brothers”, sia a “Il Grande dittatore” di Chaplin per via della toppa che c’era sulla fascia del braccio. Due poliziotti poi” – racconta – “mi hanno portato via in auto per evitare problemi di ordine pubblico. Coi due agenti in auto poi è partita una discussione sull’anno in cui era stato girato “The Blues Brothers”“.

Riguardo all’incriminazione per apologia del fascismo, il ragazzo afferma: “Non so ancora nulla, il mio fascicolo da stamattina è sulla scrivania del magistrato che deve valutare se ci sono gli elementi per procedere con questa accusa”. E osserva: “Il problema è che con questo gesto ho fatto da cassa da risonanza alle sentinelle antigay, che di solito, nelle loro veglie, sono quattro gatti”.

di Gisella Ruccia

INCREDIBILE POLEMICA

Marzabotto: sconcertante attacco a Smuraglia

 

“Il Presidente nazionale dell’ANPI, prof. Carlo Smuraglia, non avrebbe il “necessario profilo istituzionale” per tenere l’orazione ufficiale al 70° anniversario dell’eccidio di Marzabotto“. Questo lo sconcertante giudizio espresso in un articolo apparso sul giornale bolognese “Il resto del Carlino”.

In un comunicato la Segreteria nazionale ANPI spiega: “L’autore dell’articolo non cita la fonte di questa incredibile affermazione, che però nel contesto potrebbe apparire attribuibile al Governo. Sembra non sia così a seguito delle dichiarazioni del ministro Galletti. Resta la gravità del fatto che condanniamo con fermezza: un giornale che pubblica considerazioni offensive e assolutamente gratuite – al punto che non varrebbe neppure la pena di confutarle – sul Presidente nazionale dell’ANPI, e quindi sull’ intera Associazione, erede dei partigiani e di tutti i combattenti per la libertà, dunque di quei valori e principi su cui fonda la Costituzione della Repubblica”.

Analoga la presa di posizione dell’ANPI provinciale di Bologna e di quello di Marzabotto. “Abbiamo letto con viva sorpresa nelle pagine di cronaca del quotidiano “Il Resto del Carlino” di Bologna di oggi una descrizione della manifestazione di domenica prossima 5 ottobre a Marzabotto, in occasione del 70° Anniversario della strage, non corrispondente alla realtà contenuta nel programma ufficiale. Il prof. Carlo Smuraglia, già docente di Diritto del lavoro presso l’Università di Milano, già Senatore della nostra Repubblica, nonché attuale Presidente nazionale dell’ANPI è l’oratore ufficiale della manifestazione. Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti porterà il saluto del Governo”.

GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA

Il 3 ottobre 2013, al largo delle coste di Lampedusa, avveniva uno dei più tragici naufragi della storia recente. L’Anpi Provinciale ricorda oggi quelle vittime innocenti e appoggia con forza e convinzione la proposta del Comitato 3 Ottobre, che si sta battendo perchè questa data venga riconosciuta simbolicamente dal nostro Parlamento e dall’ Europa come ” Giornata della Memoria e del Ricordo”.

Oggi, 3 ottobre, 70° anniversario della Battaglia di Lenno, vogliamo ricordare i partigiani che sacrificarono le loro vite per un’ideale di giustizia  di libertà e di eguaglianza, contro ogni forma di sopruso e di sfruttamento dei propri simili, senza distinzione di genere, di etnie, di religione e di classe sociale.

FORZA NUOVA: SCHEDEREMO GLI HOTEL CHE OSPITANO I MIGRANTI

Da “La Repubblica” del 2 ottobre 2014

BOLOGNA – “Renderemo pubblici i nomi ed i cognomi dei direttori degli hotel che metteranno a repentaglio la sicurezza della nostra gente”. Lo annuncia la segreteria provinciale di Bologna di Forza Nuova in un comunicato in cui definisce “inaccettabile” che ci siano albergatori che accettino di “ospitare gli immigrati smistati dalla prefettura nei loro hotel” nell’ambito della gestione dei profughi da accogliere.

Secondo il partito di Roberto Fiore, bisogna fermare un “business dell’accoglienza”: gli albergatori, in provincia di Bologna, riceveranno 30 euro per ogni immigrato ospitato, si legge nella nota di Forza Nuova, e ogni 30 profughi accolti, “gli hotel riceveranno 27mila euro mensili”. 

Ma così si mette a repentaglio “la salute e la sicurezza della popolazione”. Forza Nuova ritiene infatti che possano diffondere varie malattie. “Fermare l’immigrazione, e battersi per un rimpatrio totale di tutti gli immigrati sul territorio, non è più un diritto ma un dovere”, si legge infine nella nota del partito di estrema destra