CARTELLO DI MENAGGIO

Cari amici e compagni, l’Amministrazione Comunale di Menaggio ha provveduto alla pulizia del cartello imbrattato nei giorni scorsi dai fascisti, a breve verra ricollocato nella sua originale posizione. L’Anpi provinciale ringrazia la Giunta di Menaggio guidata dal Sindaco Adolfo Valsecchi per la celerità e l’impegno.
Per la Segreteria Provinciale
Antonio Proietto

ISRAELE: OCCUPAZIONE E NON PACE

LA SCELTA DI ISRAELE: OCCUPAZIONE E NON PACE

Dal sito di anpiseprio.com

 

Marwan Barghouthi: “È nella natura dell’uomo anelare alla libertà,

lottare per la libertà, sacrificarsi per la libertà. E la libertà del popolo

palestinese è in grave ritardo”.

A cura di Assopace Palestina, Traduzione di Donato Cioli

The Guardian, 11 ottobre 2015

L’ escalation [di violenze] non è cominciata con l’uccisione di due coloni israeliani, è cominciata molto tempo fa ed è andata avanti per anni. Ogni giorno ci sono Palestinesi uccisi, feriti, arrestati. Ogni giorno che passa, il colonialismo avanza, l’assedio del nostro popolo a Gaza continua, oppressioni e umiliazioni si susseguono. Mentre molti oggi ci vogliono schiacciati dalle possibili conseguenze di una nuova spirale di violenza, io continuerò, come ho fatto nel 2002[1], a chiedere di occuparsi delle cause che stanno alla radice della violenza: il rifiuto della libertà ai Palestinesi

Alcuni hanno detto che il motivo per cui non si è raggiunto un accordo di pace è stata la mancata volontà del defunto Presidente Yasser Arafat o l’incapacità del Presidente Mahmoud Abbas, mentre sia l’uno che l’altro erano disposti e capaci di firmare un accordo di pace. Il vero problema è che Israele ha scelto l’occupazione al posto della pace ed ha usato i negoziati come una cortina di fumo per portare avanti il suo progetto coloniale. Tutti i governi del mondo conoscono questa semplice verità, eppure molti di loro fanno finta che un ritorno alle ricette fallite del passato ci potrebbe permettere di raggiungere libertà e pace. Follia è continuare a fare sempre la stessa cosa e aspettarsi che il risultato cambi. Non ci può essere negoziato senza un chiaro impegno di Israele a ritirarsi completamente dal territorio palestinese che ha occupato nel 1967 (tra cui Gerusalemme), una completa cessazione di tutte le pratiche coloniali, il riconoscimento dei diritti inalienabili dei Palestinesi, compreso il loro diritto all’autodeterminazione e al ritorno, la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi. Non possiamo convivere con l’occupazione, e non ci arrenderemo all’occupazione.

Ci si esorta ad essere pazienti e lo siamo stati, offrendo occasioni e occasioni per raggiungere un accordo di pace, dal 2005 ad oggi. Forse val la pena ricordare al mondo che, per noi, espropriazione, esilio forzato, trasferimento e oppressione durano ormai da quasi 70 anni e che noi siamo l’unico problema bloccato nell’agenda dell’ONU dalla sua fondazione. Ci è stato detto che se ci affidavamo a metodi pacifici e alla strada della diplomazia e della politica, ci saremmo guadagnati l’appoggio della comunità internazionale per porre fine all’occupazione. Eppure, come già era avvenuto nel 1999 alla fine del periodo di interim, la comunità internazionale non ha intrapreso alcuna azione significativa, come ad esempio costituire una struttura internazionale per

applicare la legge internazionale e le risoluzioni dell’ONU, varare misure per garantire la responsabilizzazione [delle parti], anche attraverso boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni, come era stato fatto per liberare il mondo dal regime dell’apartheid.

E allora, in mancanza di un intervento internazionale per porre fine all’occupazione, in mancanza di una seria azione dei vari governi per interrompere l’impunità di Israele, in mancanza di qualunque prospettiva di protezione internazionale per il popolo palestinese sotto occupazione, e mentre il colonialismo e le sue manifestazioni violente hanno un’impennata (compresi gli atti di violenza dei coloni israeliani), cosa dovremmo fare? Stare inerti ad aspettare che un’altra famiglia palestinese sia bruciata, che un altro giovane palestinese sia ucciso, che un altro insediamento sia costruito, che un’altra casa palestinese sia distrutta, che un altro bambino palestinese sia arrestato, che i coloni facciano un altro attacco, che ci sia un’altra aggressione contro il nostro popolo a Gaza? Tutto il mondo sa che Gerusalemme è la fiamma che può ispirare la pace e che può accendere la guerra. E allora perché il mondo rimane immobile mentre gli attacchi israeliani contro i Palestinesi della città e contro i luoghi santi musulmani e cristiani – specialmente Al-Haram Al-Sharif – continuano senza sosta? Le azioni e i crimini di Israele non distruggono soltanto la soluzione dei due stati secondo i confini del 1967 e non violano soltanto la legge internazionale, ma minacciano di trasformare un conflitto politico risolvibile in una guerra religiosa senza fine che indebolirà ulteriormente la stabilità in una regione che è già preda di un disordine senza precedenti.

Nessun popolo della terra accetterebbe di convivere con l’oppressione. È nella natura dell’uomo anelare alla libertà, lottare per la libertà, sacrificarsi per la libertà. E la libertà del popolo palestinese è in grave ritardo. Durante la prima Intifada il governo di Israele lanciò lo slogan “spezza le loro ossa per spezzare la loro volontà”, ma, una generazione dopo l’altra, il popolo palestinese ha dimostrato che la sua volontà è indistruttibile e non deve essere messa alla prova.

Questa nuova generazione palestinese non ha aspettato colloqui di riconciliazione per incarnare quell’unità nazionale che i partiti politici non hanno saputo raggiungere, ma si è posta al di sopra delle divisioni politiche e della frammentazione geografica. Non ha aspettato istruzioni per sostenere il suo diritto, e il suo dovere, di opporsi a questa occupazione. E lo fa disarmata, di fronte ad una delle maggiori potenze militari del mondo. Eppure continuiamo ad esser convinti che libertà e dignità trionferanno, e noi avremo la meglio. E che quella bandiera che abbiamo innalzato con orgoglio all’ONU sventolerà un giorno sulle mura della città vecchia di Gerusalemme, e non per un giorno ma per sempre.

Mi sono unito alla lotta per l’indipendenza palestinese 40 anni fa e sono stato imprigionato per la prima volta a 15 anni. Questo non mi ha impedito di adoperarmi per una pace basata sulla legge internazionale e sulle risoluzioni dell’ONU. Ma ho visto Israele, la potenza occupante, distruggere metodicamente questa prospettiva un anno dopo l’altro. Ho trascorso 20 anni della mia vita, tra cui gli ultimi 13, nelle prigioni di Israele e tutti questi anni mi hanno reso ancora più convinto di questa immutabile verità: l’ultimo giorno dell’occupazione sarà il primo giorno della pace. Coloro che cercano quest’ultima devono agire, e agire subito, perché si realizzi la prima condizione.

Marwan Barghouthi

Prigione di Hadarim

cella n°28

 

https://anpiseprio.wordpress.com/

COMO, STRISCIONE DI FORZA NUOVA

Como, striscione di Forza Nuova nella notte per gli auguri a Putin

Uno striscione di auguri affisso sulla recinzione del parcheggio Ippocastano di Como per dare il buon compleanno al presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. L’iniziativa – realizzata nel cuore della notte scorsa – è di Forza Nuova Lario che ha voluto rendere omaggio a modo suo al compimento dei 63 anni di Putin. “Forza Nuova – si legge nella rivendicazione del blitz – come tutti gli Europei di buon senso vede nel presidente russo e nella sua politica l’unico grande baluardo contro le forze del terrorismo e della sovversione, per la difesa della Cristianità, della famiglia dalle lobby gay, del lavoro, del proprio popolo da un’immigrazione selvaggia che nell’Europa occidentale è divenuta un business e un vero dramma, la difesa del Donbass (una delle ultime frontiere di un Europa sovrana) da Washington, e in ultimo, ma non per importanza, per la prodigiosa lotta al terrorismo voluto, diretto e armato dai vampiri dell’alta finanza mondiale, con l’intervento in Siria in appoggio del legittimo presidente Bashar al Assad. Tutte queste cose sono da monito per gli europei che ancora non tutto è perduto”.

http://www.quicomo.it/10/07/como-striscione-di-forza-nuova-nella-notte-per-gli-auguri-a-putin.html

AUGURI RENZO

Il nostro caro vice presidente Renzo Pigni compie oggi 90 anni!!

Nato a Fagnano Olona il 24 settembre 1925, partigiano, onorevole dal 1953, sindaco di Como nel 1992, si è sempre distinto per il suo impegno politico, per le sue grandissime doti di umanità e generosità, e per la sua inesauribile energia.

Al nostro ragazzone Renzo, un abbraccio affettuoso da parte di tutta l’ Anpi Proviciale!

REFERENDUM

Idee e proposte in circolazione circa possibili referendum

Ci sono diverse proposte e idee circa alcuni referendum promossi o da promuovere. Il più recente è quello promosso da “Possibile”, articolato intorno a ben 8 quesiti, sui quali – peraltro – la grande stampa tace. Ci sono anche notizie di altri referendum, che vorrebbe promuovere “Italia nostra”, su alcuni punti coincidenti con quelli di “Possibile”. Altri sono preannunciati per ciò che attiene alla riforma della scuola, ancora all’ambiente ed infine al Jobs Act.

A seconda di quello che avverrà nei prossimi giorni in Senato potrà prospettarsi la possibilità di un referendum abrogativo, mentre è possibile che – in caso di approvazione definitiva – sia lo stesso Governo a promuovere, invece, un referendum confermativo. Infine, c’è la legge elettorale, fortemente discussa da molti e sulla quale siamo informati del proposito di intraprendere iniziative giudiziarie per arrivare a sottoporre la questione di non costituzionalità della legge, alla Corte Costituzionale. Un progetto che comprende anche la proposizione di un referendum abrogativo su almeno due punti fondamentali.

Insomma, c’è un grande movimento, che – nel complesso – giudico positivo, perché è espressione della volontà di molti cittadini di far sentire la propria voce, esercitando quelle forme di democrazia diretta che la Costituzione riconosce come pienamente legittime, anche se con alcune limitazioni. A fronte dell’assenteismo, del silenzio e dell’indifferenza di tanti, c’è un’Italia che non vuole subire, che vuole esercitare i suoi diritti di cittadinanza attiva, che insomma vuole “partecipare”.

E questo, ripeto, è positivo.

Bisogna, però, fare attenzione ai tempi, ai modi ed ai rischi che si possono correre, se non si trova un coordinamento tra le varie iniziative e non si individuano modalità e obiettivi condivisi.

E’ noto a tutti il rischio che, promosso un referendum, non si raggiungano poi le firme necessarie; un rischio grave, perché il mancato raggiungimento dell’obiettivo, si riflette negativamente su tutte le altre iniziative e perfino sull’opinione pubblica.

E’ altrettanto evidente che molti referendum promossi contemporaneamente, possono appoggiarsi a vicenda, ma possono anche danneggiarsi perché i cittadini, solitamente poco informati (e tutto congiura per mantenerli in tale condizione), hanno bisogno di “capire” e per questo occorre molta informazione e molta chiarezza.

E’ anche ipotizzabile che convenga fare qualche scelta su quale siano quelli su cui conviene puntare, per la loro importanza anche sul piano della democrazia.

Noi stiamo attendendo (non passivamente, perché siamo intervenuti molte volte e in molti luoghi, per esprimere la nostra contrarietà sia a “questa” legge elettorale, sia al progetto di riforma, o abolizione che dir si voglia del Senato) di capire che cosa avverrà in Senato, perché consideriamo che sul piano della democrazia, i due temi – della legge elettorale e della riforma del Senato – siano quelli più suscettibili di incidere fortemente proprio sul nostro sistema democratico; dal quale, poi, scaturisce tutto il resto, i governi, le leggi e così via.

Dopo di che siamo pronti a confrontarci e riflettere con tutti quelli, per compiere le scelte opportune e necessarie, essendo consapevoli del fatto che si tratta di questioni gravi e importanti, sulle quali non si possono, non si devono, commettere errori.

Oltretutto, ben conosciamo le difficoltà a cui si andrà incontro, in ogni caso, per ragioni che non sto qui a ripetere, ma che riguardano anche il sistema informativo, non sempre propenso a dare il giusto rilievo alle proposte che vengono dai cittadini.

Questo significa che noi vogliamo mantenere il Jobs Act, anche negli aspetti più retrivi (il demansionamento, il controllo a distanza, l’abolizione sostanziale dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori), oppure che ci vanno bene i danni che si pensa di recare all’ambiente, o che potrebbero derivare dallo “Sblocca Italia”, o da altri provvedimenti analoghi? Nessuno ha il diritto neppure di pensarlo, tanto è evidente che non è così, tant’è che lasciamo piena libertà ai nostri iscritti, a titolo personale (e, per ora, evitando di usare i simboli dell’ANPI), di firmare tutto quello che vogliono, tra le varie proposte che vengono formulate.

Vogliamo tuttavia ribadire alcuni punti che ci sembrano essenziali: un buon coordinamento d’intenti e di azioni è sempre migliore e più efficace rispetto ad iniziative isolate e, magari, non adeguatamente ponderate per gli effetti che possono produrre; a mio avviso, le priorità riguardano prima di tutto la legge elettorale e la Riforma del Senato, per le ragioni che più volte abbiamo espresso con estrema chiarezza, perché si tratta di materie che incidono direttamente sul sistema democratico; credo, infine, che sarà opportuno e utile un confronto fra Associazioni ed organismi democratici circa le iniziative da assumere; ognuno poi avrà la libertà di decidere, in base alle proprie possibilità ed alle proprie condizioni di fondo; ma intanto una serena discussione su ciò che è più opportuno ed adatto per conseguire i risultati auspicati, non potrà che essere utile, in vista anche degli appuntamenti che ci aspettano per il futuro; In ogni caso, ho qui esposto idee personali, confrontate soltanto in Segreteria, ed è ovvio che al momento opportuno – per quanto ci riguarda, saranno i nostri organismi nazionali ad assumere ogni specifica decisione.

Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI

DOMENICA: MARCIA DELLA PACE FORLI’ – BERTINORO

 

Marcia della pace “Forlì-Bertinoro”

18 settembre 2015

 

Domenica 27 settembre 2015 si svolgerà la quarta edizione della marcia della pace “Forlì-Bertinoro”, intitolata “Alimentare la Pace – Rendiamo il mondo un posto accogliente per tutti” alla quale, come ogni anno, aderisce anche l’ANPI comitato provinciale Forlì-Cesena.

La marcia è organizzata dai Centri per la Pace di Forlì e di Cesena che collocano la Marcia per la pace della Romagna nella tradizione del Coordinamento Enti Locali per la Pace Perugia-Assisi. La marcia per la Pace del 27 Settembre prossimo diviene così un momento di proseguimento e di traino a livello locale della Marcia Perugia-Assisi.

Le Associazioni aderenti sono 57 e gli Enti Locali che sosterranno la marcia sono 37 ma l’elenco sarà aggiornato di giorno in giorno presso la pagina Facebook “MarciaDellaPaceRomagnalaForliBertinoro” dove si potranno trovare anche contenuti multimediali in preparazione alla stessa marcia.

L’Anpi invita tutti a partecipare per condividere e sostenere i valori di pace e libertà che sono fattori fondamentali e imprescindibili della democrazia.

Programma:

La partenza avverrà, in bicicletta, alle 9.30 da Piazza Saffi a Forlì e dall’Ingresso dell’Ippodromo a Cesena alla volta di Forlimpopoli. Poi da Piazza Fratti a Forlimpopoli, alle 10.30, si partirà a piedi fino a Bertinoro che è il Comune simbolo dell’ospitalità Romagnola. All’arrivo alla Rocca, insieme ad alcune testimonianze, verrà esposta una statua donata al Comune dallo Scultore Sandro Pagliuchi che rappresenta una giovane nell’atto di liberare tre colombe, simbolo di pace.

Il percorso pedonale da Forlimpopoli a Bertinoro è di circa 18 chilometri e l’arrivo è previsto intorno alle 13.30. Ad allietare i marciatori che arriveranno nel giardino della Rocca di Bertinoro ci sarà lo spettacolo della “Tam Tangram Band”. Sono attesi circa 3mila marciatori come lo scorso anno (se il tempo sarà buono) e saranno accolti dalla Protezione Civile con generi di conforto tra cui un piatto di pasta e saranno allestiti spazi per chi volesse fare un pic-nic sull’erba. Per chi volesse pranzare nei ristoranti di Bertinoro, invece, sarà disponibile un menù low cost preparato appositamente per la marcia.

Nel pomeriggio, alle 15,30 organizzato dal Museo Interreligioso di Bertinoro, al teatro Ceub si svolgerà la Tavola Rotonda dal titolo: “L’ospitalità di Abramo – Accoglienaza, integrazione e diritto alla libertà religiosa in Europa e nel Mediterraneo” con Padre Claudio Monge, Yassine Lafram, la prof.ssa Maura De Bernart e l’Assessore Regionale alla cultura Massimo Mezzetti. Al fine di agevolare le persone per il rientro saranno predisposte delle navette bus che partiranno da Piazza del Vignaiolo dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

LA SCOMPARSA DEL PARTIGIANO GAETANO LILLIA

Gaetano

 

Oggi, 18 settembre, è scomparso il partigiano comasco Gaetano Lillia. Gaetano, nome di battaglia Giorgio, ha fatto parte della 52a Brigata Garibaldi, che operava sui monti di Dongo, in Alto Lario.

Figura notissima anche per il suo personale carisma e la sua simpatia, è stato un esempio di impegno e coraggio nella difesa dei valori antifascisti, fondamenta della nostra Repubblica.

Il comitato Provinciale dell’ Anpi di Como esprime sentito cordoglio e vicinanza di tutto il direttivo a Danilo, Francesca e a tutta la famiglia Lllia.

APPELLO A MATTARELLA

 

Risultati immagini per firma costituzione italiana

Presidente Mattarella, ti chiedo di non consentie lo scempio della Costituzione a colpi di forzature e minacce al Parlamento. La Carta della libertà conquistata a caro prezzo è ciò che ci ha unito in tutti questi anni, oltre le divisioni e i contrasti ideologici, politici e sociali.

Siamo rimasti un popolo fiero delle sue radici e deciso a proteggere i contropoteri che impediscono a chicchessia di appropriarsi dei diritti previsti nella prima parte della Costituzione, che dopo il precedente di queste violazioni, non sarà più la stessa.

Sandra Bonsanti, presidente emerita di Libertà e Giustizia

SUCCESSO DELLA SERATA ANTIFASCISTA A CANTU’

Da Ecoinformazioni del 13 settembre 2015

Trecento persone, il salone dei convegni in piazza Marconi riempito (persone in piedi e anche all’esterno)  dalla Cantù antifascista. La serata del 12 settembre, aperta dalle introduzioni di Filippo Di Gregorio e di Fabrizio Baggi per il Comitato No al festival neonazista a Cantù, e dall’intervento di Guglielmo Invernizzi dell’Anpi provinciale comasca, non solo è servita per stigmatizzare  la scelta del sindaco Claudio Bizzozero di concedere per il terzo anno consecutivo spazi pubblici a formazioni neonaziste e criticare l’incapacità delle istituzioni nazionali di intervenire con risposte adeguate ai pericoli per la democrazia , ma con Saverio Ferrari ha fornito ai/ alle tanti, tante persone presenti un quadro storico e geografico dell’eversione nera in Europa. Presto on line sul canale di ecoinformazioni i video di tutti gli interventi .

COMUNICATO DELLA SEZIONE DI COMO

COMUNICATO ANPI SEZ. DI COMO

12 SETTEMBRE 2015: GIORNATA ANTIFASCISTA

ll sindaco di Cantù sceglie sciaguratamente per l’ennesima volta di accogliere nella sua città movimenti neofascisti che sfrutteranno l’occasione per diffondere messaggi omofobi, razzisti, xenofobi e autoritari apertamente contrastanti con i principi costituzionali.
Bizzozero coscientemente concretizza un’operazione di pieno stravolgimento dei concetti di democrazia e libertà di espressione deformandoli e svuotandoli dal loro significato e segno distintivo: l’antifascismo. 
Questo valore, conquistato grazie alla lotta di Resistenza dopo anni di sofferenze e violenze, sta alla base della Carta Costituzionale e della nostra società.

Denunciamo con forza l’assordante silenzio delle Istituzioni preposte che continuano a concedere spazi pubblici e agibilità politica a formazioni di estrema destra. Il dovere di tutelare la democrazia repubblicana, ponendo il valore costituzionale dell’antifascismo come limite preciso, deve essere un punto saldo per gli organi dello Stato: non si può solo monitorare il fenomeno, ma lo si deve contrastare applicando le leggi che altrimenti rimangono solo sulla carta (vedi le leggi “Scelba” e “Mancino”).
Se tutti i Sindaci facessero capire con chiarezza che nel territorio che amministrano, i fascisti e i nazisti, comunque si chiamino, non sono graditi, qualcosa comincerebbe a cambiare.
Siamo inoltre convinti che si debba assolutamente superare quel muro di indifferenza e disimpegno che caratterizza tanta parte degli italiani.

L’Anpi sezione di Como chiama le antifasciste e gli antifascisti, le cittadine e i cittadini, tutte le forze politiche e sociali che si richiamano ai valori e ai principi della Costituzione Repubblicana a partecipare ai due appuntamenti pubblici previsti per sabato 12 settembre: il convegno “Europa+Resistenza: memoria e progetto in 70 anni dalla Liberazione” (presso la Sala stemmi del Comune di Como, dalle ore 9.30 alle 17.30) e all’assemblea con il giornalista e storico dei movimenti neofascisti Saverio Ferrari organizzata dal Comitato No al festival neonazista a Cantù (presso il Salone dei convegni di Cantù in piazza Marconi, dalle ore 21.00).

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”