PERCHE’ L’ ANPI VOTA NO

Perché l’Anpi ha ragione a votare no

21 Maggio 2016

MEDAGLIA DELLA RESISTENZA

Cari amici e compagni, il 2 giugno prossimo verranno consegnate le medaglie della Resistenza a tutte le Partigiane e i Partigiani ancora fra noi alla data del 25 Aprile 2015. L’occasione era il 70° della Liberazione. Il Ministero della Difesa, dopo un lungo iter per la coniazione, ha inviato alle prefetture le medaglie, che verranno consegnate il 2 giugno, nella ricorrenza della Festa della Repubblica, alle ore 10.00 in Piazza Cavour a Como. Tutti i partigiani da noi segnalati riceveranno il riconoscimento. Purtroppo per Rosalinda Zariati, Gaetano Lillia e Luigi Cambiaghi verrà assegnato alla memoria. Porto alla vostra conoscenza i nomi delle Partigiane e Partigiani segnalati e chiediamo ai nostri iscritti e ai dirigenti delle sezioni di essere presenti e far sentire ai nostri combattenti per la Libertà il ringraziamento per quanto hanno fatto.

Partigiani premiati:

BRIZ ERNESTO – DONGO          
DELL’ ERA FRANCO – DONGO        
LILLIA GAETANO – DONGO

MANCINI SANDRO – DONGO         
VIANINI CASIMIRO – GERMASINO           
VILMA CONTI – DONGO
RUSCONI ANTONIA – SAN PIETRO SOVERA               
CAMBIAGHI LUIGI ( ZACCARIA) – MOLTRASIO             
ZARIATI ROSALINDA – COMO
MASCHIO SERGIO – COMO              
PAGANI FRANCESCO – COMO                
COLOMBO OTTAVIO – COMO
MARZORATI ELIO – ALBATE                 
LISSI ERMINIO – REBBIO                
FASOLA UGO – LIPOMO
CARCANO ANGELO – ALBAVILLA              
MALTECCA ERNESTO – OLGIATE C.SCO                  
PAGANI ROCCO – LOCATE VARESINO
NICOLINI LUIGI – CASAL PUSTERLENGO                  
CRETI PASQUALE – CAMPIONE D’ ITALIA                 
GANDOLA LUIGI  – BELLAGIO
SPOLAOR LUIGI – LOMAZZO

E’ MORTO PINO BINDA

Pino Binda, partigiano di Nesso, ex-presidente dell’ Anpi Provinciale di Como e Giusto fra le Nazioni, ci ha lasciati la notte del 13 maggio, nella sua abitazione di Milano.

La notizia della sua scomparsa ci lascia molto addolorati.

Ai familiari di Binda vanno le condoglianze di tutta l’ Anpi provinciale, in particolare del Direttivo, che lo ricorda con grande affetto.

SALUTEREMO PINO BINDA AL CIMITERO DI NESSO SABATO 21 MAGGIO, ALLE ORE 11,30

16° CONGRESSO NAZIONALE ANPI

Si è concluso molto positivamente ieri il 16° Congresso Nazionale dell’ Anpi. Tre giorni di dibattiti, circa 80 interventi, mozioni d’ ordine, progetti, idee, suggerimenti e riflessioni hanno testimoniato che la nostra associazione è più che mai viva e vitale, attenta a ciò che accade in Italia e nel mondo, compatta attorno al suo presidente Carlo Smuraglia e in buona salute con i suoi 124.000 iscritti e più di 900 con tessera di amici dell’ Anpi.

Una vera standing ovation da parte di tutti i 347 delegati presenti ( su 374 eletti) al Congresso ha confermato

la presidenza di Carlo Smuraglia. Riconfermato anche il Consiglio Nazionale uscente, ma con l’ introduzione di qualche nuovo elemento, con particolare attenzione alle donne e ai giovani.

Grande onore e grande gioia per l’ Anpi provinciale di Como, che vede una sua iscritta, la dott. Francesca Lillia ( nipote del partigiano di Dongo Gaetano Lillia, recentemente scomparso) eletta nella commissione nazionale dei sindaci revisori dei conti, in qualità di presidente. Facciamo a Francesca le nostre più sentite congratulazioni e i nostri migliori auguri per il nuovo incarico.

Approvato a larga maggioranza ( pochi gli astenuti) il Documento congressuale dell’ Anpi. Sarà stralciato dal testo, ha detto ridendo Carlo Smuraglia, il riferimento ” alle cattive compagnie” che ha fatto arrabbiare un po’ tutti gli iscritti, anche le nostre sezioni comasche, quindi tranquilli compagni, nel nuovo testo non si leggerà più. Poche le altre modifiche, ma tutte di rilievo: saranno introdotte nel testo la richiesta che l’ Italia approvi in tempo brevi le leggi:

contro il reato di tortura ( senza la reiterazione, si specifica),

la richiesta di una legge che dia la cittadinanza italiana ai figli degli stranieri che nascono in Italia.

la richiesta che venga fatta, senza reticenze, un’ indagine sulle respondabilità delle stragi commesse dall’ esercito italiano nei territori da lui occupati durante la seconda guerra mondiale.

che venga presa in esame la modifica alla legge che mette nella Costituzione l’ obbligo del pareggio in bilancio 

l’ introduzione di una legge chiara contro l’ omofobia per i diritti civili e contro tutte le altre discriminazioni nei confronti degli omosessuali.

Nessuno degli emendamenti presentati è stato dichiarato irrcevibile, tutti sono stati accolti e sono attualmente al vaglio. Anche i nostri della provincia di Como, che non sono stati introdotti nel testo del Documento programmatico, sono comunque stati accolti. Si tratta, ha detto Smuraglia, di emendamenti correttivi non per sottrazione, ma per aggiunta, e tutti testimoniano la ricchezza delle idee e dei valori presenti nella nostra associazione.

Per quanto riguarda la decisione presa il 21 gennaio di far parte del fronte che si batte contro l’ Italicum e le riforme costituzionalii, è stata condivisa con entusiasmo dalla quasi totalità dei delegati presenti. Smuraglia ribadisce che non siamo contrari a modificare la Costituzione, là dove si rende necessario, ma quelle che si vorrebbero fare non sono modifiche, ma un vero e proprio stravolgimento. La campagna referendaria è dunque necessaria e non sarà facile, occorre pertanto che tutti si mettano subito al lavoro, con la passione che ci contraddistingue.

Le note di Bella Ciao hanno chiuso i lavori del 16° Congresso.

 

 

 

 

 

ACCORDO ANPI – ARCI

Accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del senato e per emendare la legge elettorale

9 Maggio 2016

Qui di seguito la lettera congiunta del presidente nazionale ANPI, Carlo Smuraglia e la presidente nazionale ARCI Francesca Chiavacci che sancisce l’accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del Senato e per emendare la legge elettorale.

Carissime e carissimi,
stiamo entrando nel vivo della campagna referendaria, per ottenere un NO alla riforma del Senato, voluta dal Governo e per ottenere due SI agli emendamenti che proponiamo alla legge elettorale.
È una battaglia che stiamo conducendo anche con altre forze, ma nella quale noi – ANPI ed ARCI – uniti da un protocollo di intesa, non formale, vogliamo impegnarci a fondo, con la nostra autonomia, la nostra indipendenza di pensiero, il nostro modo, comune, di voler realizzare appieno la democrazia.
Ora bisogna raccogliere le firme; c’è poco tempo (meno di tre mesi), per raccoglierne quante sono necessarie, cioè 500.000 (e anche più) per ogni referendum. Non sarà facile, ma si può, si deve riuscire; utilizzando la raccolta delle firme anche per fare una grande campagna di informazione a fronte di un’enorme quantità di cittadine e cittadini che poco sanno delle questioni di merito e che bisogna sottrarre alla suggestione del plebiscito che vorrebbe il Governo.

Noi abbiamo alcuni punti fermi, che intendiamo ribadire:

  1. questi referendum non riguardano la tenuta o meno del Governo, ma solo la difesa della Costituzione, del diritto dei cittadini alla rappresentanza, del libero esercizio della sovranità popolare;
  2. affrontiamo una battaglia “politica”, nel senso più puro del termine, senza trasformarci in partiti e senza svolgere un lavoro che non appartiene alla nostra identità;
  3. affrontiamo questa battaglia non da soli, ma con tutti i cittadini, che dobbiamo informare e coinvolgere, affinché consapevolmente possano partecipare ed esprimere le proprie scelte;
  4. non ci faremo chiudere nel recinto della politica-partitica e neppure in quella della “sinistra” (posto che ce ne sia una sola); vogliamo e dobbiamo raggiungere milioni di cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza e dalle loro idee, dalle loro collocazioni professionali e politiche. Per farlo, abbiamo bisogno di aprire a tutti coloro che credono nella democrazia, restando noi stessi;
  5. è possibile che in qualche caso possiamo unire le nostre forze con quelle di chi svolge altre consultazioni, in una forma o nell’altra; ma non siamo per creare un insieme eterogeneo di richieste, rivendicazioni, proposte diverse, perché questo – più che aiutare – ostacolerebbe e renderebbe più complesso il nostro lavoro;
  6. tutto il lavoro e tutte la responsabilità, dovranno confluire nei due Comitati nazionali (quello per il NO alla Riforma del Senato e quello per il SI alle modifiche alla legge elettorale). Non accettiamo altre sovrapposizioni o rapporti di dipendenza;
  7. è stata concordemente costituita, di recente, una “Cabina di regia” che, in sostanza collegherà il lavoro dei due Comitati nazionali, divenendo il punto di riferimento, assolutamente neutrale ed impersonale, per lo scioglimento di controversie, quesiti, problemi, che possano insorgere a livello locale;
  8. bisogna costituire, ovunque, su tutto il territorio nazionale, a livello di Comune e di quartiere, Comitati referendari, che riuniscano in sé, eventualmente, le due tematiche, raccolgano le firme per entrambe e forniscano informazioni ai cittadini, creino iniziative di informazione e discussione; questi Comitati saranno tanto più autorevoli, quanto più si raccoglieranno attorno a personalità note per il loro equilibrio, la loro saggezza, il loro chiaro orientamento democratico;
  9. questi Comitati, dovrebbero comunque essere espressione di una volontà comune;
  10. occorre ricordare che non basta raccogliere firme; queste debbono essere certificate- autenticate; ci vogliono i certificatori e bisogna, spesso, retribuirli.
    Anche a questo fine, il rapporto è con i due Comitati nazionali e, per ogni problema e questione, con la “Cabina di regia”. In attesa della definizione di un preciso recapito, anche mail o telefonico della cabina di regia, potete rivolgervi a noi, che provvederemo a mettervi in relazione con essa, oppure a contattare direttamente il Comitato interessato;
  11. della costituzione di ogni Comitato è opportuno dare notizia:
    a) all’ANPI e all’ARCI nazionale (segreterianazionale@anpi.ittestini@arci.it)
    b) al Comitato per il SI e a quello per il NO

Si invierà quanto prima un “manuale operativo per la raccolta delle firme”.

Roma, 3 maggio 2016
Il Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia – La Presidente Nazionale ARCI Francesca ChiavaccI

SALVARE LA COSTITUZIONE

► Come festeggiare il numero 200 della Newsletter dell’ANPI?
Impegnandoci ancora di più per i referendum e per la difesa della Costituzione


Ho appena il tempo, alla vigilia, ormai, del Congresso nazionale, di ricordare a tutti che le nostre attività congressuali non devono distrarci dall’impegno che ci siamo solennemente assunti: cancellare la Riforma del Senato, così come ci è stata proposta e modificare in modo sostanziale la legge elettorale.


Ormai, come si diceva una volta, “Annibale è alle porte”; questo significa che
non c’è più tempo e non ci sono più fasi d’attesa. Siamo nel bel mezzo della
campagna referendaria; (sui due temi cui ho accennato) e i nodi della nostra
azione sono solo due: 1) documentarsi e informare i cittadini sui reali contenuti di questi referendum; 2) raccogliere le firme. I tempi sono stretti ed ovunque bisogna organizzarsi per raccoglierle, nelle forme previste dalla legge e possibilmente in un unico contesto di raccolta.

Il referendum è “domani” e dunque tutti al lavoro, perché – come ho più volte detto e ripetuto – possiamo vincere e dobbiamo vincere, non per sciogliere questo o quel nodo politico, governativo e partitico, ma per salvare la Costituzione da uno stravolgimento e per restituire ai cittadini la completezza del diritto di voto e di rappresentanza.

Carlo Smuraglia, presidente Anpi Nazionale.

LE ESTERNAZIONI DI EMANUELE FILIBERTO

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E LE SUE ESTERNAZIONI SULLE ASSOCIAZIONI PARTIGIANE: CHE VERGOGNA!

Io non so come sia venuta fuori questa frase singolare di Emanuele Filiberto di Savoia (“I parassiti partigiani, con le loro 179 associazioni, costano al contribuente tre milioni di euro”), che ieri ha percorso tutta la rete suscitando molta indignazione.

So peraltro che l’autore non l’ha né smentita né rinnegata. E’ un fatto vergognoso, non nuovo perché delle panzane simili sono state dette più volte da fascisti e reazionari.

Ma oltre all’offesa gratuita ai partigiani (“parassiti”) c’è un falso colossale. Non esistono 179 associazioni partigiane e le poche esistenti, se dovessero vivere con i modesti contributi dello Stato si sarebbero estinte da tempo. Sopravvivono, dunque, non a carico del contribuente, ma in virtù del volontariato e del tesseramento.

Ma la vergogna è doppia, perché tutti si riempiono la bocca della necessità della memoria e poi, alla prima occasione, c’è chi cerca di demonizzare le associazion che la conservano. Una delle tante contraddizioni di questo Paese, in cui perfino un Savoia si permette di pontificare ed offendere i partigiani e le loro associazioni.

Carlo Smuraglia

COMUNICATO

Cari amici e compagni, dopo l’intervento dal palco, per la celebrazione del 25 Aprile a Como, abbiamo avuto delle rimostranze da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico, per quanto detto dal nostro relatore avv. Giuseppe Gallo. Nell’esprimere la nostra solidarietà e la condivisione per quanto affermato dall’avv. Gallo, ribadiamo con forza la posizione dell’ANPI Nazionale e locale sulle Riforme Costituzionali e “Italicum”. Siamo convinti che la Costituzione Repubblicana ha bisogno di qualche modifica, in particolare sul bicameralismo perfetto, ma da questo ad eliminare il Senato della Repubblica, organo di controllo delle leggi ci sembra fuori posto. Le motivazioni che vengono fornite per questa scelta è, risparmiare sulla politica, noi diciamo che per risparmiare veramente era meglio dimezzare i Deputati e i Senatori che oggi sono 945, con i necessari compiti di controllo per il Senato su leggi costituzionali, di bilancio e di rapporti internazionali. Dopo le modifiche alla Costituzione e con il sistema elettorale già approvato “L’Italicum”, che assicura al partito che prende il 40% dei voti la maggioranza assoluta con 340 seggi su 615 deputati e senza il controllo del Senato, la Democrazia, con la D maiuscola va a farsi benedire. Per maggior chiarezza facciamo un paio di esempi: I° la Camera dei Deputati da sola elegge cinque  Giudici alla Corte Costituzionale, organo di controllo della costituzionalità delle leggi emanate dalla stessa Camera, II° il prossimo Presidente della Repubblica alla quinta votazione sarà eletto da un quinto dei parlamentari. Basta fare due conti, sempre riferiti ai 340 parlamentari della maggioranza, per capire cosa potrà succedere, il Presidente della Repubblica sarà eletto con i soli voti della maggioranza, sarà quindi una sua espressione ed eleggerà altri cinque membri della Corte, e siamo a dieci su quindici dei “controllori”, gli altri cinque saranno espressione delle “Supreme magistrature”, cioè dalla Corte di Cassazione, dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti. Ci sembra onestamente che qualcuno voglia mettere il cappello sulla Corte. Siamo consapevoli che le nostre posizioni sono in contrasto con questo Governo e con i militanti del Partito Democratico, lo eravamo già qualche anno fà quando il Governo Berlusconi voleva cambiare l’art. 138 della Costituzione e il PD già allora era d’accordo per questa modifica berlusconiana. Ma noi siamo gli eredi, non solo dei Partigiani combattenti, ma di tutti gli italiani che hanno lottato in vario modo, per avere garantita la democrazia attraverso una Costituzione Democratica, pluralista e solidale e per questo motivo non possiamo far finta di nulla rispetto alle modifiche apportate alla Carta Costituzionale. Non siamo un partito politico e non vogliamo esserlo, però siamo orgogliosi di essere un movimento politico e facciamo politica e invitiamo tutti i nostri militanti, ad attivarsi per la raccolta di firme per respingere la legge elettorale “Italicum” e lavorare perché prevalga il NO al referendum sulle modifiche Costituzionali. Il referendum di ottobre sulle riforme Costituzionali come previsto dalla nostra Carta, NON HA QUORUM da raggiungere, perciò è importante che tutta l’ANPI si mobiliti per il NO! 
Cari saluti
 
Antonio Proietto
Segreteria ANPI Provinciale