LA MORTE DI ARMANDO COSSUTTA: ANPI NAZIONALE IN LUTTO

La morte di Cossutta. Anpi in lutto

È morto ieri, 14 dicembre, a Roma, Armando Cossutta, storico dirigente del Pci. Aveva 89 anni, .Dopo la trasformazione del Pci, aveva fondato Rifondazione comunista e poi il Pdci.

Il cordoglio dell’Anpi

La Presidenza e la Segreteria nazionale dell’ANPI hanno appreso con immenso dolore della scomparsa dell’amico, partigiano e generosissimo dirigente dell’Associazione, Armando Cossutta.

Figlio di un operaio di origine triestina che lavorava alla Marelli di Sesto San Giovanni, Cossutta, nel 1943, si è iscritto al Partito Comunista Italiano. Subito dopo l’armistizio è entrato nelle Brigate Garibaldi. Catturato e condannato alla fucilazione, si salvò soltanto perché i militi del plotone d’esecuzione (come racconta nel libro autobiografico “Una storia comunista”, edito nel 2004, dalla Rizzoli), spararono in aria.

Dalla Liberazione ha dedicato tutta la sua vita alla politica senza mai distrarsi un momento dal battersi per dare corpo nel Paese a quegli ideali che avevano mosso ogni sua scelta: l’antifascismo e la Resistenza. Ha sempre avuto l’ANPI nel cuore, essendo presente nei tanti momenti che hanno marcato il cammino dell’Associazione, fino a diventarne prezioso braccio operativo e quotidiano dal 2008, anno in cui prestò un’opera decisiva per la riuscita della Prima Festa nazionale che si tenne a Casa Cervi e che vide un’affluenza di migliaia di giovani e una grandiosa attenzione mediatica. Nel 2009, divenuto Vice Presidente, si impegnò a fondo nell’avvio e nella concretizzazione della “nuova stagione dell’ANPI”, che portò l’Associazione ad essere presente con i suoi Comitati in tutte le province d’Italia. Indimenticabile anche il suo strenuo impegno per impedire che venisse approvato, sempre nel 2009, il famigerato progetto di legge 1360 che mirava a parificare i partigiani con i repubblichini di Salò. Confermato Vicepresidente a seguito del Congresso dell’aprile 2011, lo è rimasto fino alla morte, anche se nell’ultimo periodo non aveva più potuto dedicarsi pienamente all’amata Associazione.

Perdiamo con Armando una radice, uno sguardo lungo di civiltà e passione democratica, un punto fermo di responsabilità e amore per il Paese e la sua gente. Non lo dimenticheremo mai e mai smetteremo di additare il suo esempio alle giovani generazioni. Una commemorazione più ampia sarà effettuata dal Presidente Smuraglia nel Comitato Nazionale previsto per gennaio. Mandiamo, commossi, un fraterno e amichevole abbraccio a tutti i suoi famigliari, al cui dolore tutta l’ANPI partecipa col cuore e con l’affetto di sempre.

ARCI, COMO: IMPORTANTE APPUNTAMENTO

 

Arci Xanadù Awen Film e Anpi sez. Como organizzano:

MARTEDI’ 8 DICEMBRE ore 21 –

Como, Spazio Gloria, via Varesina 72

proiezione del film

IF ONLY I WARE THAT WARRIOR

parteciperanno alla serata
il regista Valerio Ciriaci,
il produttore Isaak Liptzin,
lo storico comasco MATTEO DOMINIONI

Ingresso libero

 

Dopo la recente costruzione di un monumento dedicato al generale fascista Rodolfo Graziani, il film affronta i crimini di guerra impuniti del generale e gli altri commessi in nome delle ambizioni imperiali di Mussolini. Il regista segue le storie di tre personaggi percorrendo Etiopia, Italia e Stati Uniti. Un viaggio attraverso i ricordi di vita ed i resti tangibili dell’occupazione italiana dell’Etiopia, che attraversa le generazioni e continenti di oggi dove questa eredità, spesso trascurata, lega ancora il destino di due nazioni e i loro popoli.
Il film-ducomentario sarà presentato in anteprima mondiale al 56esimo Festival dei Popoli di Firenze il 28 novembre p.v.

www.ifonlyiwerethatwarrior.com

BLIZT DI NEOFASCISTI CONTRO LA CARITAS

«Masse di stranieri ci stanno invadendo»: lo scrive il Veneto fronte skinheads sul proprio sito rivendicando blitz nella notte del 24 novembre a diverse sedi della Caritas e del Pd nel Nord Italia. Azioni – con manifesti funebri e sagome di cadaveri con i colori della bandiera italiana – fatte per «denunciare chi continua a condurre un chiaro disegno politico finalizzato all’annientamento dell’identità italiana» con leggi di «distruzione di massa» come quella sullo ius soli e il «favoreggiamento di un’invasione pianificata di orde di immigrati extraeuropei». Caritas è diventata un obiettivo perché «in nome di un ipocrita umanitarismo di facciata ed un falso filantropismo, trova motivo di speculazione ed interesse, proponendo un pericolosissimo modello di integrazione volto solo ed esclusivamente a ridurre i popoli in una poltiglia indifferenziata».

Sono 10 le Diocesi in cui alla Caritas sono arrivate queste «minacce e provocazioni xenofobe»: Como, Brescia, Crema, Lodi, Reggio Emilia-Guastalla, Piacenza-Bobbio, Trento, Mestre, Vicenza e Treviso. Non si tratta della prima volta che Veneto Skinheads compie azioni di questo tipo: lo aveva fatto, ad esempio, il 28 ottobre a Mantova e Suzzara davanti alle sedi della Caritas e del Pd. A Como , oltre al  blitz verso la Caritas cittadina, è stata colpita anche una sede del Pd.

L’ Anpi Provinciale esprime solidarietà e vicinanza alla Caritas e al Pd cittadino.

RISPOSTA AL CONSIGLIERE BASILIO RIZZO

COMUNICATO STAMPA: Risposta dell’ANPI ed ANED al Prof. Basilio Rizzo sull’iscrizione al Famedio di Franco Servello

 

Di seguito ed in allegato si trasmette la risposta dell’ANPI e dell’ANED al Prof. Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, in merito al suo intervento pronunciato durante la cerimonia di iscrizione  al Famedio del fascista Franco Servello.

 

 

Al Presidente del Consiglio Comunale
Prof. Basilio Rizzo

 

 Al Sindaco di Milano
Avv. Giuliano Pisapia

 

 Abbiamo letto con attenzione l’intervento di Basilio Rizzo nel corso della cerimonia di iscrizione al Famedio dei cittadini che hanno dato lustro a Milano.
Nel suo intervento il Presidente del Consiglio Comunale ha sostenuto che “nessun revisionismo è possibile, nessuna equiparazione tra chi è stato dalla parte giusta e chi è stato dalla parte sbagliata, quella della dittatura nazifascista. E’ la storia che non lo consente, una storia chiusa in modo definitivo settant’anni fa, il 25 aprile.

 

Dopo questa premessa il Presidente del Consiglio Comunale ha concluso affermando  che “Milano ha le radici ben piantate in quella storia”…“in una logica sempre di inclusione”.

 

La risposta non ci soddisfa perché elude il nodo del nostro dissenso: il fatto che Franco Servello non ha mai disconosciuto il fascismo. Pur con tutto il rispetto per chi non c’è più, non vediamo coerenza fra il richiamo alla storia e l’iscrizione al Famedio: la “equiparazione” è purtroppo ormai un dato di fatto.
Infatti, cinicamente, c’é chi afferma che le parole passano ma l’iscrizione di Servello al Famedio resta. La spiegazione del perché e in virtù di quali meriti sia stato iscritto il nome di Franco Servello tra i cittadini che hanno dato lustro a Milano è mancata. Risulta più la conseguenza di una negoziazione consociativa che diventa devastante quando si abbandonano i principi fondativi della nostra democrazia, sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza. 
Principi disattesi anche in occasione della manifestazione neofascista del 12        aprile 1973, promossa tra gli altri da Franco Servello e vietata dalla Questura di Milano che provocò l’uccisione della guardia di pubblica sicurezza Antonio Marino.

 

 

Ribadiamo quindi la nostra contrarietà a questo atto offensivo nei confronti di Milano, Città Medaglia d’Oro della Resistenza, e in contraddizione con la dichiarata sensibilità espressa dall’Amministrazione Comunale che ha posto, tra le priorità inserite nel suo programma,  il valore dell’antifascismo.

Roberto Cenati 
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

 

Leonardo Visco Gilardi
Presidente ANED Milano

ANPI NAZIONALE IN LUTTO

Lutto per l’Anpi: Tino Casali ci ha lasciato

29 Ottobre 2015

Lutto per l’Anpi. Tino Casali ci ha lasciato.

“Abbiamo appreso, con profondo dolore e commozione, della scomparsa di Tino Casali, partigiano, figura centrale nella vita dell’ANPI e dell’antifascismo italiano”.

Inizia così il testo di cordoglio della Presidenza e della segreteria nazionale dell’Anpi.

“Nato a Milano il 25 aprile 1920, dopo l’8 settembre 1943, col nome August Colombanì, si batte con il maquis – il movimento di Resistenza e liberazione nazionale francese – nel Vaar-Collebrieres. Rientrato in Italia all’inizio del 1944,”Tino” (che sarà il suo nome di battaglia per tutta la Guerra di Liberazione), partecipa all’organizzazione dei GAP nel capoluogo lombardo. Nella primavera del 1944 si sposta nell’Oltrepò pavese. Prima comandante del Battaglione “Cosenz”, poi commissario della Brigata “Casotti”, “Tino” alla vigilia dell’insurrezione è il commissario della Divisione d’assalto “Antonio Gramsci”. Questa formazione di montagna sarà una delle protagoniste della Liberazione di Milano. Tino Casali è tra i fondatori, con Arrigo Boldrini e altri, dell’ANPI. Ne presiederà prima il Comitato Provinciale, per oltre mezzo secolo, e poi il Comitato nazionale dal 2006 al 2009. Figura di spicco della Milano democratica, ha rappresentato un saldo timone degli ideali e dei principi della Resistenza promuovendoli e presidiandoli in ogni sede, con la generosità, la forza di volontà e l’intelligenza politica che lo hanno sempre contraddistinto. Perdiamo con Tino, l’ennesimo e prezioso testimone di una decisiva stagione di libertà e fecondo amor di patria. Terremo alto il suo esempio e la sua lezione di vita e futuro: coerenza, responsabilità, passione civile. L’ANPI nazionale è vicina alla moglie Isa e agli amici e ai compagni che per tanti anni hanno condiviso con lui idee e battaglie”.

Programma
Venerdì 30 ottobre, dalle ore 14,30 a Milano, nella Casa della Memoria in via Federico Confalonieri 14, verrà allestita la Camera Ardente.
Seguiranno, le orazioni commemorative.

Anpi Milano invita le organizzazioni di base a partecipare con le bandiere dell’Associazione listate a lutto.

L’ ANPI E L’ ANED NON ANDRANNO AL FAMEDIO

COMUNICATO STAMPA

L’ANPI e l’ANED non parteciperanno alla cerimonia del 2 Novembre 2015 al Famedio

L’ANPI e l’ANED di Milano non intendono partecipare alla Cerimonia di “scoprimento delle lapidi dedicate ai cittadini illustri di Milano”, organizzata dal Comune di Milano, al Cimitero Monumentale per lunedì 2 Novembre 2015. 

Con questo atto l’ANPI e l’ANED confermano la loro netta opposizione e contrarietà all’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale, decisa purtroppo all’unanimità dalla Commissione Consiliare per le onoranze al Famedio.

Franco Servello, senatore del Movimento Sociale Italiano, non ha mai rinnegato le sue nostalgie fasciste e fu tra gli organizzatori, con altri esponenti del Movimento Sociale Italiano, della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973, vietata dalla Questura di Milano, nel corso della quale e a causa degli incidenti provocati dai neofascisti, venne ucciso Antonio Marino, giovane guardia di pubblica sicurezza, insignito della medaglia d’ oro al Valor Civle dal Presidente della Repubblica, il 5 maggio 2009.

Poco importa se i promotori della manifestazione furono assolti dalla Magistratura, la responsabilità degli incidenti ricede tutta sugli organizzatori.

ANPI e ANED ritengono che le iscrizioni al Famedio siano riservate ai cittadini che hanno dato lustro a Milano, città Medaglia d’ Oro della Resistenza. Non è questo il caso di franco servello, che si è sempre richiamato alle nostalgie fasciste.

Consideriamo questo atto gravemente contraddittorio con la dichiarata sensibilità espressa dall’Amministrazione Comunale che, tra le priorità inserite nel suo programma di governo, ha posto il valore dell’antifascismo.


Questa dolorosa ferita a Milano, capitale della Resistenza, tanto più grave in un momento in cui assistiamo al rifiorire di movimenti neofascisti e neonazisti, é inaccettabile e va assolutamente sanata.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

Leonardo Visco Gilardi
Presidente ANED Milano

 

RICHIESTA DI ESPULSIONE DEL COMUNE DI CANTU’

RICHIESTA DI ESPULSIONE DEL COMUNE DI CANTU’
DAL COORDINAMENTO COMASCO PER LA PACE
 
Cari amici e compagni, martedì 21 ottobre, sul quotidiano La Provincia, a pagina 47, è stata pubblicata una richiesta formale di Luca Marchiò al Coordinamento Comasco per la Pace di espellere dal sodalizio il Comune di Cantù. La motivazione è che l’Amministrazione civica di Cantù ha violato lo statuto concedendo Campo Solare per tre anni consecutivi ai neofascisti di Forza Nuova, notoriamente xenofobi e razzisti oltrechè, negazionisti. Riportiamo di seguito l’art. dello statuto a cui fa riferimento Marchiò
 Art. 2) – Il Coordinamento funge da punto di riferimento per gli Enti che ne fanno parte, e più in generale per il territorio della Provincia di Como, allo scopo di sostenere, promuovere, progettare e coordinare attività culturali e materiali, di ricerca e studio, di formazione, informazione ed educazione, di cooperazione e scambio fra i diversi popoli e le differenti culture, per la promozione della Pace, della Democrazia, dello Sviluppo e dei Diritti Umani. 
 
Facciamo nostra questa richiesta e invitiamo tutte le forze democratiche a fare altrettanto.
Cari saluti
Direttivo Provinciale ANPI
 
Alleghiamo qui di seguito l’ articolo di Luca Marchiò.

NO AL FASCISTA SERVELLO AL FAMEDIO

COMUNICATO STAMPA: Iscrizione al Famedio di Franco Servello

 

Abbiamo appreso con profondo stupore la notizia dell’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale. Pur manifestando il nostro sentimento di rispetto per i defunti, ci preme evidenziare che al Famedio vengono iscritte le personalità più significative ed importanti che hanno dato lustro a Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza.
Vogliamo sottolineare che Franco Servello, senatore del Movimento Sociale Italiano, che mai ha rinnegato le sue nostalgie fasciste, partecipò e fu tra gli organizzatori, con altri esponenti del Movimento Sociale Italiano, della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973, vietata dalla questura di Milano.
Nel corso della manifestazione e degli incidenti provocati dai neofascisti venne ucciso Antonio Marino, guardia di pubblica sicurezza, insignito il 5 maggio del 2009 dalla Presidenza della Repubblica  della Medaglia d’Oro al merito civile.

 

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

 

 

 

ISTANZA DI REVOCA AL SINDACO DI SARONNO

Qui sotto riportiamo l’ istanza di revoca, inviata al sindaco di Saronno, della concessione degli spazi per la manifestazione fascista che si dovrebbe tenere il 15 novembre p.v.

 

Egr. Sig. Fagioli Alessandro, Sindaco del Comune di Saronno

Istanza di revoca, ai sensi dell’art. 9,comma 3, del Regolamento comunale per la concessione di patrocini e spazi a enti e associazioni, di spazio e patrocinio alla associazione sportiva “ Wolf of the ring” con sede a Milano, via Govone 35.

Egregio sig. Sindaco ,

noi, sottoscritti:

– Claudio Castiglioni, nato a Saronno il 21 Giugno 1962, ivi residente in via delle Grigne,24; Presidente del Circolo ANPI di Saronno

– Giuseppe De Luca, nato a Bivongi (RC) il 4 Novembre 1939, residente a Lurago Marinone, via della Pace 19; Presidente del Circolo ANPI Seprio (sede Mozzate)

-Massimiliano Caselli, nato a Bollate il 18 Gennaio 1965, residente a Caronno Pertusella, via Kennedy 389; Presidente del circolo ANPI di Caronno Pertusella

esponiamo quanto segue.

Risulta depositata in data 22/9/2015 una richiesta di patrocinio da parte della associazione “Wolf of the ring”. L’istanza è a nome del Presidente Rigamonti Erminio ma è sottoscritta da tale Luca Gigliotti indicato nella istanza come mero referente della manifestazione. Dalla istanza non è dato sapere neppure se il referente faccia parte della associazione e, in caso positivo, con quale incarico.

Già questo mero dato formale rende nulla la richiesta, sottoscritta da soggetto diverso dal richiedente e con qualifica imprecisata all’interno della associazione.

Nonostante questa evidente nullità, nella seduta di Giunta comunale dello stesso 22/9/2015 veniva concesso il patrocinio richiesto.

Una successiva richiesta datata 7/10/2015 riproduceva tutti i contenuti della precedente ma correggeva l’errore della sottoscrizione, questa volta apposta dal Rigamonti ; ad oggi non risulta agli scriventi intervenuta alcuna decisione su questa istanza ( la precedente concessione adottata ,come detto, il 22/9, è stata protocollata e comunicata il 2/10).

Allo stato, pertanto, vi è una decisone su una richiesta nulla e non vi sono decisioni sulla richiesta successiva formalmente regolare.

Nella richiesta compare una immagine di quella che dovrebbe essere la locandina di pubblicità della iniziativa; in questa immagine e nella richiesta si indica il Paladozio di via Biffi 5 come luogo della iniziativa. Non risultano presentate autonome richieste di concessione di spazio e da informazioni assunte sembra che queste debbano essere considerate implicite nella richiesta di patrocinio.

A prescindere dalla irritualità della richiesta e dell’iter per i motivi detti, l’aspetto sostanziale per il quale si chiede che non venga concesso lo spazio comunale e venga revocato il patrocinio è dato dal fatto che l’associazione sportiva richiedente appare essere una mera copertura di una organizzazione di estrema destra.

Se si esamina il sito ufficiale di “Wolf of the ring / Lealtà-azione” si vede che alla voce “Pensiero e valori” compaiono come riferimenti culturali e politici figure come Ezra Pound e Leon Degrelle, dichiaratamente legate alla storia e all’ideologia fascista.

Significativamente, inoltre, nella istanza è indicata come partner l’associazione Bran.Co, Branca comunitaria onlus, e un rapido excursus nei siti di Wolf of the ring e di Bran.Co rivela l’orientamento politico di entrambe le associazioni, orientamento che si colloca nettamente al di fuori dei pur ampi spazi concessi dal nostro ordinamento democratico perché rientra nelle ipotesi previste dalla normativa che punisce l’apologia del fascismo e l’esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi del partito fascista.

A monte di tutto vi è la comunità degli Hammerskin, diffusa nei diversi Continenti, che si richiama, nei simboli e nell’ideologia, al nazismo e presenta una forte caratterizzazione razzista ( negli USA è esplicito il richiamo al Ku Klux Klan).

Da alcuni anni anche nella nostra zona ed in particolare alla Skinhouse di Bollate è nato e portato avanti un progetto di apertura alla società a fini di proselitismo (si veda il sito di “Lealtà-azione”). Per aggirare l’ostacolo della ostilità non solo degli antifascisti ma anche della società civile e antirazzista, costoro dissimulano la loro attività dietro iniziative di carattere sociale, non immediatamente rivelatrici dell’orientamento politico sotteso. Così, a mero titolo esemplificativo:

– “Wolf of the ring” organizza incontri ed allenamenti di discipline di combattimento

-“Bran.Co”, come affermato nella istanza, si occupa di varie tematiche di carattere sociale

-“I lupi danno la zampa” si occupa di diritti degli animali e di aiuto ai canili

-“Cooxazione” si occupa di aiuto alle famiglie in difficoltà economica ( ovviamente solo italiane, bianche e cristiane)

Queste ed altre associazioni ( Lupi delle vette, Un calcio alla pedofilia, Una voce nel silenzio…….) scivolano, però, sulla buccia di banana della necessità di coordinamento tra le varie realtà, pena altrimenti la frammentazione dell’iniziativa e la conseguente perdita di efficacia rispetto al fine reale, e cioè la propaganda fascista.

Tutti i vari siti delle organizzazioni citate richiamano esplicitamente ( come pagine che “piacciono”) gli altri siti e, tra questi, quello di “Memento”, che è costretto, viste le sue finalità, ad uscire allo scoperto.

“Memento” organizza, infatti, manifestazioni apologetiche del fascismo, della Repubblica di Salò e della XMas; la più nota è quella del 26 Aprile in commemorazione dei caduti di Salò al Cimitero Maggiore di Milano, quando gli aderenti sfilano a mò di parata militare con tutto il repertorio del rituale fascista ( saluto romano, “a noi”, “presente” etc.).

Il sito di Lealtà-azione coordina tutti gli altri, a dimostrazione dell’unicità del disegno, e, per tornare alla vicenda che ci occupa, vi compare già da ora la pubblicità all’iniziativa di “Wolf of the Ring” a Saronno il 15 Novembre.

Se questo è il contesto in cui si inserisce la prevista manifestazione del 15 Novembre ( e lo è sicuramente) appare evidente che il Comune di Saronno non può prestarsi al gioco di questi soggetti, pena il rischio di ritrovarsi colluso in attività apologetica del fascismo. Perfino un atto amministrativo come il Regolamento comunale per la concessione di spazi e patrocini richiama espressamente all’art.1 comma 4 i principi e i valori della Costituzione a cui il Comune deve ispirare la propria attività amministrativa. IlRegolamento, all’art. 9, vieta il patrocinio per iniziative di propaganda politica o confessionale e prevede la revoca di un patrocinio già concesso per una iniziativa “quando gli strumenti comunicativi della stessa o le modalità di svolgimento dell’evento possano risultare incidenti in modo negativo sull’immagine dell’Amministrazione”.

 

E’ indubbio che la presenza del logo del Comune su un manifesto che viene pubblicizzato su siti come Memento a fianco di squadre di persone che marciano compatte inneggiando al fascismo non depone a favore del Comune stesso.

 

Infine è opportuno ricordare quella che è la legislazione tuttora in vigore sul tema del fascismo, nazismo e discriminazione razziale.

 

Alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione è stata data attuazione con la legge n.645 del 1952, c.d. legge Scelba, poi modificata dalla legge n. 152 del 1975. L’art. 1 chiarisce che cosa si intende per “riorganizzazione del partito fascista” e recita, tra l’altro: “…..quando una associazione….rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito e compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”. L’art. 4 della legge punisce l’apologia del fascismo e l’art.5 punisce manifestazioni usuali del disciolto partito fascista.

 

In tema di discriminazione razziale, etnica e religiosa si applicano la legge n. 654 del 1975 che ha ratificato la Convenzione internazionale di New York del 7/3/1966 e la legge n. 205 del 1993, cosiddetta legge “Mancino”.

 

I sottoscritti sanno del tentativo in atto di ottenere l’abrogazione delle leggi Scelba e Mancino da parte di organizzazioni e partiti politici italiani ma ad oggi le leggi sono in vigore e vanno rispettate.

 

Non a caso, ancora recentemente, la Suprema Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire che integrano il reato di apologia del fascismo il saluto romano e il grido “presente !” (1° sezione, sentenza n.37577 del 12/9/2014).

 

Chiarito il quadro in cui si inserisce l’iniziativa saronnese, non appare superfluo ricordare che il nome di Luca Gigliotti, firmatario della prima richiesta al Comune e referente della iniziativa, compare nel processo per i fatti gravissimi accaduti a Milano il 7 Agosto 2004 quando non meno di 25 “teste rasate” con magliette nere inneggianti al White Power, inquadrate in piccoli gruppi, armate di coltelli, taglierini, spranghe di ferro e cinture borchiate, si materializzarono all’improvviso tra via Ascanio Sforza e via Conchetta a poche decine di metri dal centro sociale Cox 18, ferendo gravemente un ragazzo di 31 anni e altri cinque all’addome, alle braccia e alla schiena ( così testualmente dalla richiesta di misura cautelare del PM di Milano, dr.sa Zanetti). Gigliotti fu condannato e tra i coimputati figurano Giacomo Pedrazzoli e Stefano Del Miglio, tra i più noti esponenti di Hammerskin Milano.

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Per gli esposti motivi i sottoscritti chiedono che l’Amministrazione comunale di Saronno voglia revocare la concessione di spazio e patrocinio alla Associazione “ Wolf of the Ring”.

 

Saronno, 14/10/2015

Claudio Castiglioni

Giuseppe De Luca

Massimiliano Caselli