REFERENDUM: L’ IMPORTANZA DELLA VERITA’

Referendum: l’importanza della verità

Si va diffondendo, per fortuna, il convincimento che la campagna referendaria

debba svolgersi con civiltà, senza ricatti e senza pressioni “politicamente

scorrette”. Non va dimenticato, però, che un requisito importante, anzi

fondamentale, di una campagna civile è la verità. Le opinioni possono essere

diverse, ma sui presupposti di fatto non dovrebbero esserci dubbi. La verità,

prima di tutto. Mi capita, peraltro, di leggere su un grande quotidiano l’articolo

di un autorevole esponente del “SI” (Il confronto sul referendum e le ragioni

per votare “SI”) che mi sembrava muoversi sulla linea civile di cui ho detto. Ma

poi dopo aver sostenuto che una delle grandi difficoltà delle democrazia

occidentali è costituita dalle estraneità dei cittadini alla politica, si afferma che

vada particolarmente sottolineata “quella parte della riforma (del Senato) che

riconosce il diritto dei cittadini al referendum propositivo e a veder prese in

esame entro un determinato termine le proposte di legge di iniziativa popolare

che oggi finiscono in un cestino”. Due proposte, dice l’autore, che

rappresentano una novità che, insieme con una buona legge elettorale,

potrebbe riattivare il circuito virtuoso” tra società e politica”. Bene. Guardiamo,

però le norme in questione e ci accorgiamo facilmente che quel circuito virtuoso è molto di là da venire, perché il legislatore della riforma, che avrebbe ben

potuto dettare disposizioni precise, in tutti e due i casi, invece non l’ha fatto

rinviando l’attuazione dei principi enunciati sostanzialmente alle calende greche.

Leggiamoli: all’art. 71 attuale si aggiunge un comma in cui si parla del

referendum costituzionale propositivo, ma se ne rinviano “condizioni ed effetti”

ad una legge costituzionale. Questa è la prima delle due future novità.

Passando alla seconda, che riguarda l’iniziativa legislativa popolare, anche in

questo caso c’è un comma aggiuntivo all’art. 71, ma da un lato si scrive che “la

discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge di iniziativa

popolare sono garantite, nei tempi, nelle forme, e nei limiti stabiliti dai

regolamenti parlamentari (dunque ancora un rinvio alle calende greche, per

l’attuazione effettiva del principio); e dall’altro si moltiplica addirittura per tre il

numero delle firme richieste, appunto, per la presentazione di leggi di iniziativa

popolare. E in questo caso la trasformazione del numero di firme da 50.000 a

150.000 non è rinviata ma diventa di immediata applicazione. Davvero un

singolare modo per favorire la partecipazione a meno che non si intenda che

essa si risolva in una promessa, anzi in due promesse e in una norma

peggiorativa. Dunque siamo d’accordo di discutere sul merito, ma a condizione

che si dica la verità, tutta la verità sulle cosiddette “novità” che dovrebbero

risolvere il problema del circuito viziosoè molto di là da venire, perché il legislatore della riforma, che avrebbe ben

potuto dettare disposizioni precise, in tutti e due i casi, invece non l’ha fatto

rinviando l’attuazione dei principi enunciati sostanzialmente alle calende greche.

Leggiamoli: all’art. 71 attuale si aggiunge un comma in cui si parla del

referendum costituzionale propositivo, ma se ne rinviano “condizioni ed effetti”

ad una legge costituzionale. Questa è la prima delle due future novità.

Passando alla seconda, che riguarda l’iniziativa legislativa popolare, anche in

questo caso c’è un comma aggiuntivo all’art. 71, ma da un lato si scrive che “la

discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge di iniziativa

popolare sono garantite, nei tempi, nelle forme, e nei limiti stabiliti dai

regolamenti parlamentari (dunque ancora un rinvio alle calende greche, per

l’attuazione effettiva del principio); e dall’altro si moltiplica addirittura per tre il

numero delle firme richieste, appunto, per la presentazione di leggi di iniziativa

popolare. E in questo caso la trasformazione del numero di firme da 50.000 a

150.000 non è rinviata ma diventa di immediata applicazione. Davvero un

singolare modo per favorire la partecipazione a meno che non si intenda che

essa si risolva in una promessa, anzi in due promesse e in una norma

peggiorativa. Dunque siamo d’accordo di discutere sul merito, ma a condizione

che si dica la verità, tutta la verità sulle cosiddette “novità” che dovrebbero

risolvere il problema del circuito vizioso attualmente in atto tra cittadini e

istituzioni; circuito vizioso palesemente destinato a protrarsi ancora a lungo,

nonostante le affermazioni di principio che finiscono per essere, unite

all’aumento del numero di firme, meno ancora di un atto di intenzione e di

buona volontà.

Carlo Smuraglia, presidente ANPI Nazionale

EMERGENZA UMANITARIA A COMO

Care/i amiche/i e compagne/i,
nelle ultime settimane stiamo assistendo alla Stazione ferroviaria di Como-San Giovanni ad una situazione veramente drammatica: decine di migranti, anche bambini, vivono in condizioni estremamente difficili a causa dei respingimenti subiti alla frontiera con la Svizzera. L’obiettivo infatti dei migranti provenienti dall’Africa che da giorni vivono accampati nei giardini fuori dalla stazione non è restare a Como, ma dirigersi nei paesi del nord Europa.
Associazioni e volontari stanno cercando di far fronte a questa emergenza umanitaria. Siamo convinti che Como sappia e debba dare il meglio di sé attraverso la solidarietà umana nei confronti dei migranti che fuggono da guerre, fame e disperazione.  Per questo motivo accogliamo e diffondiamo l’appello della rete Como Senza Frontiere che qui di seguito vi riportiamo:

Nella serata del 19 luglio alcuni rappresentanti della rete Como Senza Frontiere hanno partecipato alla riunione della Rete dei servizi per la grave marginalità per organizzare concretamente come fronteggiare la situazione di “emergenza” legata all’arrivo a Como di migranti interessati ad attraversare il confine con la Svizzera. Como senza frontiere ha partecipato all’incontro vista la costante presenza serale alla stazione San Giovanni.
Si è deciso che, insieme a persone competenti che si occupano di queste cose da tempo, che a partire dalle 18.45 i volontari del coordinamento aiuteranno ad indirizzare i migranti dalla stazione verso la mensa in via Tommaso Grossi e alla parrocchia di Rebbio; qui potranno cenare una cinquantina di persone tra donne, famiglie, minori non accompagnati, scortati dai mezzi della CRI.
Per questo servizio servono tre/quattro volontari al giorno, fino a quando non si troverà una situazione più stabile.
I volontari dovranno trovarsi alle 18.45 alla stazione San Giovanni. Laura Castegnaro della cooperativa Lotta contro l’emarginazione darà loro istruzioni.Oltre a ciò, dalle 21.30 Como senza frontiere continuerà con la distribuzione delle coperte e bisettimanalmente (mercoledì e venerdì) dei vestiti.

Chi volesse partecipare e/o contribuire può comunicarlo scrivendo a comosenzafrontiere@gmail.com oppure a info@anpisezionecomo.net, indicando i giorni in cui ci si rende disponibili.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

ANPI ALLA MARCIA PERUGIA – ASSISI

L’adesione dell’ANPI alla Marcia Perugia-Assisi: “Non cedere alle tentazioni della vendetta: la pace è un dovere”

15 Luglio 2016

L’ANPI aderisce alla Marcia della pace Perugia-Assisi che si svolgerà il prossimo 9 ottobre. Ogni tragedia, ormai quasi quotidiana, l’ultima gravissima a Nizza, impone di essere uniti e pienamente responsabili. Terrorismo e razzismo imperversano in Europa e la tentazione più naturale è quella della vendetta. Di fare altro sangue, con l’unico risultato di gettare la convivenza civile nel fosso dell’annientamento dell’umanità. La pace è un dovere. Una missione permanente da perseguire con intelligenza, cuore, passione e senso del futuro. Nessuno si senta in diritto di rimanere fuori. La pace ci riguarda tutti. E allora, in marcia, per un mondo più giusto e libero da guerre e barbarie.

 

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Roma, 15 luglio 2016

PER UNO STATO PIENAMENTE ANTIFASCISTA

15 Giugno 2016

 

Lunedì 13 giugno il Presidente Nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia, e la Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani, hanno consegnato al presidente del Senato, Pietro Grasso, il documento contenente le proposte operative emerse dal Convegno del 9 gennaio scorso “Per uno Stato pienamente antifascista (come rafforzare il ruolo delle istituzioni per il contrasto ai movimenti e alle iniziative neofasciste)”. Lo stesso documento è stato consegnato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 22 marzo.

Di seguito, il comunicato della Presidenza del Senato:

 

Il Presidente Grasso ha ricevuto il Presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, e la Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani

13 Giugno 2016

Lo Stato dovrebbe assumere “nel suo complesso ed in tutti i comportamenti dei suoi esponenti, un atteggiamento più nettamente e dichiaratamente ‘antifascista’, nel presupposto che a contraddistinguere il nostro sistema come ‘antifascista’ non è soltanto la XII disposizione transitoria, ma tutta la Costituzione, per il netto contrasto tra i princìpi e valori che essa esprime ed ogni tipo di fascismo, di autoritarismo, di razzismo, di populismo”. È quanto si legge nel documento che il Presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, e la Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani, hanno consegnato oggi al Presidente del Senato, Pietro Grasso, a Palazzo Madama.

Il testo riporta un elenco dettagliato di “richieste e proposte”, scaturite, come si legge, “da un dibattito franco e aperto e da confronti ed approfondimenti dei due organismi promotori (l’Anpi e l’Istituto Alcide Cervi)”, e che ora sono sottoposte “all’attenzione delle massime autorità politiche dello Stato”.

Il Presidente Grasso ha assicurato la propria attenzione sui temi sollevati dal documento.

2 GIUGNO – MEDAGLIE ALLA RESISTENZA

Cari amici e compagni, la cerimonia di consegna delle medaglie alle Partigiane e Partigiani,
avrà luogo alle ore 10,00 di giovedì 2 giugno 2016, nell’Aula Magna del Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Como in Via Castelnuovo n. 7,  anziché come previsto nella Piazza Cavour di Como.
Rinnoviamo l’invito a partecipare ai nostri iscritti e dirigenti.

 

NOTAZIONI SUL CONGRESSO DI RIMINI E SUGLI ATTACCHI ALL’ ANPI

Questa campagna referendaria non poteva cominciare peggio. Ne abbiamo sentite di tutti i colori: offese, insulti, alle persone e all’ANPI. Ci hanno detto che siamo finiti, che non rappresentiamo più nulla, perché non ci sono più partigiani; che comunque ci sono partigiani “veri” che la pensano diversamente da noi. Sono stati scomodati personaggi del passato per fargli “anticipare”giudizi, naturalmente negativi nei nostri confronti.

Abbiamo deciso di non rispondere alle provocazioni, perfino quando ci hanno paragonato a CasaPound, perché alle sciocchezze ed alle balordaggini non si può rispondere.

A tutti coloro che hanno parlato e scritto in questi modi, in questo periodo, abbiamo solo da dire:

– che l’ANPI è viva e vegeta e in essa convivono dal 2006 partigiani e antifascisti, portatori entrambi di valori comuni, quelli della Resistenza e della Costituzione; la nostra parola d’ordine è, da sempre, rispetto e continuità;

– che l’ANPI è stata considerata legittimata non solo ad agire ma anche ad intervenire in procedimenti penali, per difendere diritti e principi fondamentali, da ben 4 sentenze di Tribunali Militari e altrettante di giudici penali di Roma, Milano, Tivoli ed altre importanti sedi giudiziarie;

– che nessuna sentenza, per quanto ci risulti, ha legittimato parlamentari e ministri ad emettere “decisioni” e giudizi sull’ANPI e tantomeno ad operare pretestuose distinzioni fra partigiani “veri” e partigiani ipotetici;

– che non siamo un’associazione reducistica, ma una associazione di memoria e di valori, legata con un filo indissolubile ad una Costituzione che non sarà “la più bella del mondo” ma è certamente tra le più avanzate e frutto di un felice, prodigioso incontro di idee, culture, provenienze diverse, ma capaci di levarsi, e di molto, “al di sopra della mischia”, cosa purtroppo ignota e irraggiungibile per molti corifei del nulla dei nostri tempi;

– che l’ANPI è un’associazione pluralista, dove possono convivere opinioni diverse, componendosi in un contesto di valori condivisi e di fraternità (anch’essa, purtroppo, sconosciuta a molti dei discettatori di oggi);

– che l’ANPI non ha dato e non dà giudizi negativi su chi la pensa diversamente su temi specifici, ma si limita a contestare le opinioni che non condivide, ma nel merito, e considerando chi ne è portatore al più come un avversario e mai come un “nemico”; la Resistenza – diceva “Bulow” l’abbiamo fatta “anche per loro”;

– che l’ANPI assume le sue decisioni secondo le regole della democrazia e pretende che anche chi non le condivide le rispetti, assicurandogli nel contempo rispetto;

– che l’ANPI, pure essendo un soggetto “politico” (nel senso aristotelico del termine), non è e non sarà mai un partito o qualcosa che assomigli ad un partito. Non lo fu e non lo divenne nel 1953, quando si schierò contro la “legge truffa”; non lo fu e non lo divenne nel 1960, quando scese nelle piazze per contrastare un governo fondato su un’alleanza con i fascisti.

Quando si tratta di stravolgimenti della Costituzione, quando si tratta di diritti fondamentali e quando si tratta di antifascismo, l’ANPI è tenuta ad intervenire e schierarsi, senza alterare la sua identità ed anzi esprimendo in pieno i valori cui si ispira;

– che infine è ora di lasciar perdere gli insulti, gli attacchi, le sciocchezze fondate sul nulla per entrare nel merito, informare i cittadini e metterli in condizione di poter decidere liberamente, sui temi del referendum, come si deve fare in democrazia. Ciò premesso, non possiamo che chiedere a tutti di uniformarsi a queste regole fondamentali: basta polemiche e confronti sul merito.

L’ANPI, intanto, con i partigiani e gli antifascisti, andrà avanti per la sua strada, battendosi per una difesa non conservatrice della Costituzione, che si può sempre modificare, nei modi previsti dalla stessa Costituzione quando sussistono esigenze reali e rispettando lo spirito che animò i legislatori costituenti. ln questo contesto, si è svolta la prima riunione del nuovo Comitato Nazionale, alla quale avevo personalmente invitato a partecipare due dei cosiddetti dissidenti, a cui ritenevo giusto dare la parola in questa occasione.

C’è stato un ampio dibattito, un sereno confronto, un franco chiarimento anche tra idee diverse, nello spirito che deve caratterizzare un’associazione come la nostra con uno sforzo di reciproca comprensione, tanto che il Presidente alla fine ha ricevuto un invito per una riunione a Bolzano.

Infine, dopo la partenza degli invitati (che per regolamento non votano) il Comitato Nazionale ha votato un documento approvato all’unanimità; il che per un’associazione che alcuni pretenderebbero ‘“lacerata e divisa”, non è niente male.

Viene pubblicato qui di seguito il documento che a me sembra chiarissimo e non ha bisogno di commenti perché parla da solo:

 

Il Comitato nazionale dell’ANPI,

vista la campagna condotta da alcuni organi di stampa sulla cosiddetta spaccatura all’interno dell’ANPI per svalutare l’intera Associazione;

visti i tentativi, da varie parti, di provocare o intimidire l’ANPI con dichiarazioni quanto meno improvvide mettendo perfino in dubbio la rilevante eredità morale di cui è portatrice e il dovere statutario di difendere la Costituzione da ogni stravolgimento;

ribadisce:

che la decisione di aderire alla Campagna referendaria per il NO è stata adottata dal Comitato Nazionale del 21 gennaio u.s., con una netta e precisa maggioranza (venti voti a favore e tre astensioni), che tale decisione è stata ribadita praticamente in tutti i Congressi provinciali e sezionali dell’ANPI, con rarissime eccezioni;

che la conferma definitiva è venuta dall’inequivocabile voto conclusivo (con solo tre astensioni) del Congresso sui documenti congressuali, compresa la relazione generale del Presidente, analoga – nella sostanza – alle decisioni precedenti;

che è assolutamente lecito e normale che vi siano, all’ANPI, anche opinioni dissenzienti, ma che il dissenso deve essere mantenuto nei limiti della circolaredel 5 marzo 2016, là dove afferma:

«Abbiamo sempre affermato che la nostra è un’Associazione pluralista, per cui è normale anche avere opinioni diverse. Altra cosa, però, sono i comportamenti.

Ovviamente, non sarà “punito” nessuno per aver disobbedito, ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’ANPI e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione».

decide:

di intensificare la Campagna per il NO alla riforma del Senato e per il SÌ alla correzione di parti alla Legge elettorale “Italicum” in tutti i luoghi in cui l’ANPI ha una sede, d’intesa con l’ARCI e con le altre Associazioni che hanno aderito ai Comitati per il NO alla Riforma del Senato e per la “correzione” della Legge elettorale, adottando tutte le misure necessarie perché la raccolta delle firme si concluda tempestivamente e con esito positivo, invitando tutti gli iscritti a dedicare ogni impegno affinché si realizzi un’ampia e completa informazione di tutti i cittadini, sulle ragioni del NO e sui contenuti della riforma in discussione;

di non accettare provocazioni e dunque di non intervenire in dibattiti e polemiche che non riguardino i contenuti dei referendum;

deplorando la inaccettabile campagna introdotta contro l’ANPI, perfino tentando discriminazioni fra i partigiani e respingendo altrettanto vergognosi avvicinamenti ad organizzazioni di stampo fascista; di invitare tutti, Governo, Partiti, Associazioni, cittadini, a mantenere la campagna referendaria nei confini della democrazia e della correttezza, dando assoluto ed esclusivo primato ai contenuti;

invita la stampa a dar conto di tutte le posizioni, senza preferenze né distinzioni ed, in particolare, radio e televisione ad aprire spazi adeguati anche ai sostenitori del NO, come finora non è avvenuto;

richiama l’attenzione del Garante delle Comunicazioni a fare il possibile per garantire che l’informazione – nella campagna referendaria – sia ampia ed equilibrata, si abbassino i toni, si privilegino le discussioni, pacate, e le riflessioni informative.

Il referendum è un diritto dei cittadini e delle cittadine ed è uno strumento di democrazia: è necessario che tutti lo rispettino e si adeguino alla necessità di consentire una piena conoscenza dei reali problemi in discussione, senza prevaricazioni e senza l’uso di dichiarazioni provocatorie ed offensive.

L’ANPI tutta è impegnata a garantire che questo importante esercizio di democrazia si svolga con estrema correttezza e parità di condizioni, in modo che davvero la parola conclusiva spetti al popolo”.

Roma, 24 maggio 2016 – Il Comitato nazionale Anpi

PERCHE’ L’ ANPI VOTA NO

Perché l’Anpi ha ragione a votare no

21 Maggio 2016

MEDAGLIA DELLA RESISTENZA

Cari amici e compagni, il 2 giugno prossimo verranno consegnate le medaglie della Resistenza a tutte le Partigiane e i Partigiani ancora fra noi alla data del 25 Aprile 2015. L’occasione era il 70° della Liberazione. Il Ministero della Difesa, dopo un lungo iter per la coniazione, ha inviato alle prefetture le medaglie, che verranno consegnate il 2 giugno, nella ricorrenza della Festa della Repubblica, alle ore 10.00 in Piazza Cavour a Como. Tutti i partigiani da noi segnalati riceveranno il riconoscimento. Purtroppo per Rosalinda Zariati, Gaetano Lillia e Luigi Cambiaghi verrà assegnato alla memoria. Porto alla vostra conoscenza i nomi delle Partigiane e Partigiani segnalati e chiediamo ai nostri iscritti e ai dirigenti delle sezioni di essere presenti e far sentire ai nostri combattenti per la Libertà il ringraziamento per quanto hanno fatto.

Partigiani premiati:

BRIZ ERNESTO – DONGO          
DELL’ ERA FRANCO – DONGO        
LILLIA GAETANO – DONGO

MANCINI SANDRO – DONGO         
VIANINI CASIMIRO – GERMASINO           
VILMA CONTI – DONGO
RUSCONI ANTONIA – SAN PIETRO SOVERA               
CAMBIAGHI LUIGI ( ZACCARIA) – MOLTRASIO             
ZARIATI ROSALINDA – COMO
MASCHIO SERGIO – COMO              
PAGANI FRANCESCO – COMO                
COLOMBO OTTAVIO – COMO
MARZORATI ELIO – ALBATE                 
LISSI ERMINIO – REBBIO                
FASOLA UGO – LIPOMO
CARCANO ANGELO – ALBAVILLA              
MALTECCA ERNESTO – OLGIATE C.SCO                  
PAGANI ROCCO – LOCATE VARESINO
NICOLINI LUIGI – CASAL PUSTERLENGO                  
CRETI PASQUALE – CAMPIONE D’ ITALIA                 
GANDOLA LUIGI  – BELLAGIO
SPOLAOR LUIGI – LOMAZZO

E’ MORTO PINO BINDA

Pino Binda, partigiano di Nesso, ex-presidente dell’ Anpi Provinciale di Como e Giusto fra le Nazioni, ci ha lasciati la notte del 13 maggio, nella sua abitazione di Milano.

La notizia della sua scomparsa ci lascia molto addolorati.

Ai familiari di Binda vanno le condoglianze di tutta l’ Anpi provinciale, in particolare del Direttivo, che lo ricorda con grande affetto.

SALUTEREMO PINO BINDA AL CIMITERO DI NESSO SABATO 21 MAGGIO, ALLE ORE 11,30

16° CONGRESSO NAZIONALE ANPI

Si è concluso molto positivamente ieri il 16° Congresso Nazionale dell’ Anpi. Tre giorni di dibattiti, circa 80 interventi, mozioni d’ ordine, progetti, idee, suggerimenti e riflessioni hanno testimoniato che la nostra associazione è più che mai viva e vitale, attenta a ciò che accade in Italia e nel mondo, compatta attorno al suo presidente Carlo Smuraglia e in buona salute con i suoi 124.000 iscritti e più di 900 con tessera di amici dell’ Anpi.

Una vera standing ovation da parte di tutti i 347 delegati presenti ( su 374 eletti) al Congresso ha confermato

la presidenza di Carlo Smuraglia. Riconfermato anche il Consiglio Nazionale uscente, ma con l’ introduzione di qualche nuovo elemento, con particolare attenzione alle donne e ai giovani.

Grande onore e grande gioia per l’ Anpi provinciale di Como, che vede una sua iscritta, la dott. Francesca Lillia ( nipote del partigiano di Dongo Gaetano Lillia, recentemente scomparso) eletta nella commissione nazionale dei sindaci revisori dei conti, in qualità di presidente. Facciamo a Francesca le nostre più sentite congratulazioni e i nostri migliori auguri per il nuovo incarico.

Approvato a larga maggioranza ( pochi gli astenuti) il Documento congressuale dell’ Anpi. Sarà stralciato dal testo, ha detto ridendo Carlo Smuraglia, il riferimento ” alle cattive compagnie” che ha fatto arrabbiare un po’ tutti gli iscritti, anche le nostre sezioni comasche, quindi tranquilli compagni, nel nuovo testo non si leggerà più. Poche le altre modifiche, ma tutte di rilievo: saranno introdotte nel testo la richiesta che l’ Italia approvi in tempo brevi le leggi:

contro il reato di tortura ( senza la reiterazione, si specifica),

la richiesta di una legge che dia la cittadinanza italiana ai figli degli stranieri che nascono in Italia.

la richiesta che venga fatta, senza reticenze, un’ indagine sulle respondabilità delle stragi commesse dall’ esercito italiano nei territori da lui occupati durante la seconda guerra mondiale.

che venga presa in esame la modifica alla legge che mette nella Costituzione l’ obbligo del pareggio in bilancio 

l’ introduzione di una legge chiara contro l’ omofobia per i diritti civili e contro tutte le altre discriminazioni nei confronti degli omosessuali.

Nessuno degli emendamenti presentati è stato dichiarato irrcevibile, tutti sono stati accolti e sono attualmente al vaglio. Anche i nostri della provincia di Como, che non sono stati introdotti nel testo del Documento programmatico, sono comunque stati accolti. Si tratta, ha detto Smuraglia, di emendamenti correttivi non per sottrazione, ma per aggiunta, e tutti testimoniano la ricchezza delle idee e dei valori presenti nella nostra associazione.

Per quanto riguarda la decisione presa il 21 gennaio di far parte del fronte che si batte contro l’ Italicum e le riforme costituzionalii, è stata condivisa con entusiasmo dalla quasi totalità dei delegati presenti. Smuraglia ribadisce che non siamo contrari a modificare la Costituzione, là dove si rende necessario, ma quelle che si vorrebbero fare non sono modifiche, ma un vero e proprio stravolgimento. La campagna referendaria è dunque necessaria e non sarà facile, occorre pertanto che tutti si mettano subito al lavoro, con la passione che ci contraddistingue.

Le note di Bella Ciao hanno chiuso i lavori del 16° Congresso.