UNIONI CIVILI: UN PASSO AVANTI SUI DIRITTI

Unioni civili: un passo avanti sui diritti

1 Marzo 2016

SE LO STATO NON VEDE CASA POUND

CasaPound, le Istituzioni e la realtà

9 Febbraio 2016

ANPI A FAVORE DEL REFERENDUM POPOLARE

L’ANPI per il referendum popolare: “no” alla riforma del Senato ed alla legge elettorale

22 Gennaio 2016

LA MORTE DI ARMANDO COSSUTTA: ANPI NAZIONALE IN LUTTO

La morte di Cossutta. Anpi in lutto

È morto ieri, 14 dicembre, a Roma, Armando Cossutta, storico dirigente del Pci. Aveva 89 anni, .Dopo la trasformazione del Pci, aveva fondato Rifondazione comunista e poi il Pdci.

Il cordoglio dell’Anpi

La Presidenza e la Segreteria nazionale dell’ANPI hanno appreso con immenso dolore della scomparsa dell’amico, partigiano e generosissimo dirigente dell’Associazione, Armando Cossutta.

Figlio di un operaio di origine triestina che lavorava alla Marelli di Sesto San Giovanni, Cossutta, nel 1943, si è iscritto al Partito Comunista Italiano. Subito dopo l’armistizio è entrato nelle Brigate Garibaldi. Catturato e condannato alla fucilazione, si salvò soltanto perché i militi del plotone d’esecuzione (come racconta nel libro autobiografico “Una storia comunista”, edito nel 2004, dalla Rizzoli), spararono in aria.

Dalla Liberazione ha dedicato tutta la sua vita alla politica senza mai distrarsi un momento dal battersi per dare corpo nel Paese a quegli ideali che avevano mosso ogni sua scelta: l’antifascismo e la Resistenza. Ha sempre avuto l’ANPI nel cuore, essendo presente nei tanti momenti che hanno marcato il cammino dell’Associazione, fino a diventarne prezioso braccio operativo e quotidiano dal 2008, anno in cui prestò un’opera decisiva per la riuscita della Prima Festa nazionale che si tenne a Casa Cervi e che vide un’affluenza di migliaia di giovani e una grandiosa attenzione mediatica. Nel 2009, divenuto Vice Presidente, si impegnò a fondo nell’avvio e nella concretizzazione della “nuova stagione dell’ANPI”, che portò l’Associazione ad essere presente con i suoi Comitati in tutte le province d’Italia. Indimenticabile anche il suo strenuo impegno per impedire che venisse approvato, sempre nel 2009, il famigerato progetto di legge 1360 che mirava a parificare i partigiani con i repubblichini di Salò. Confermato Vicepresidente a seguito del Congresso dell’aprile 2011, lo è rimasto fino alla morte, anche se nell’ultimo periodo non aveva più potuto dedicarsi pienamente all’amata Associazione.

Perdiamo con Armando una radice, uno sguardo lungo di civiltà e passione democratica, un punto fermo di responsabilità e amore per il Paese e la sua gente. Non lo dimenticheremo mai e mai smetteremo di additare il suo esempio alle giovani generazioni. Una commemorazione più ampia sarà effettuata dal Presidente Smuraglia nel Comitato Nazionale previsto per gennaio. Mandiamo, commossi, un fraterno e amichevole abbraccio a tutti i suoi famigliari, al cui dolore tutta l’ANPI partecipa col cuore e con l’affetto di sempre.

ANPI NAZIONALE IN LUTTO

Lutto per l’Anpi: Tino Casali ci ha lasciato

29 Ottobre 2015

Lutto per l’Anpi. Tino Casali ci ha lasciato.

“Abbiamo appreso, con profondo dolore e commozione, della scomparsa di Tino Casali, partigiano, figura centrale nella vita dell’ANPI e dell’antifascismo italiano”.

Inizia così il testo di cordoglio della Presidenza e della segreteria nazionale dell’Anpi.

“Nato a Milano il 25 aprile 1920, dopo l’8 settembre 1943, col nome August Colombanì, si batte con il maquis – il movimento di Resistenza e liberazione nazionale francese – nel Vaar-Collebrieres. Rientrato in Italia all’inizio del 1944,”Tino” (che sarà il suo nome di battaglia per tutta la Guerra di Liberazione), partecipa all’organizzazione dei GAP nel capoluogo lombardo. Nella primavera del 1944 si sposta nell’Oltrepò pavese. Prima comandante del Battaglione “Cosenz”, poi commissario della Brigata “Casotti”, “Tino” alla vigilia dell’insurrezione è il commissario della Divisione d’assalto “Antonio Gramsci”. Questa formazione di montagna sarà una delle protagoniste della Liberazione di Milano. Tino Casali è tra i fondatori, con Arrigo Boldrini e altri, dell’ANPI. Ne presiederà prima il Comitato Provinciale, per oltre mezzo secolo, e poi il Comitato nazionale dal 2006 al 2009. Figura di spicco della Milano democratica, ha rappresentato un saldo timone degli ideali e dei principi della Resistenza promuovendoli e presidiandoli in ogni sede, con la generosità, la forza di volontà e l’intelligenza politica che lo hanno sempre contraddistinto. Perdiamo con Tino, l’ennesimo e prezioso testimone di una decisiva stagione di libertà e fecondo amor di patria. Terremo alto il suo esempio e la sua lezione di vita e futuro: coerenza, responsabilità, passione civile. L’ANPI nazionale è vicina alla moglie Isa e agli amici e ai compagni che per tanti anni hanno condiviso con lui idee e battaglie”.

Programma
Venerdì 30 ottobre, dalle ore 14,30 a Milano, nella Casa della Memoria in via Federico Confalonieri 14, verrà allestita la Camera Ardente.
Seguiranno, le orazioni commemorative.

Anpi Milano invita le organizzazioni di base a partecipare con le bandiere dell’Associazione listate a lutto.

A MILANO SIA VIETATA LA PARATA NAZIFASCISTA

Appello Anpi a Milano: sia vietata la parata nazifascista

23 marzo 2015

 

Appello dell’Anpi milanese: sia vietata la parata nazifascista.

E’ stato sottoscritto da numerose associazioni democratiche e da diversi partiti ed è rivolto al prefetto, Francesco Paolo Tronca, al questore, Luigi Savina e al Sindaco Giuliano Pisapia.

“Non è più tollerabile – si legge nel documento – che Milano debba assistere ogni 29 aprile alla parata nazifascista che da anni deturpa la nostra città strumentalizzando il ricordo dei tragici episodi da noi duramente condannati, avvenuti quaranta anni fa, con l’uccisione del giovane Sergio Ramelli. Il 29 aprile prossimo ricorrerà il quarantesimo anniversario della morte di Sergio Ramelli.
L’esperienza degli anni passati lascia certamente presagire che tale pur legittima manifestazione di ricordo sarà il pretesto, come avvenuto in occasione delle manifestazioni precedenti, per frange di neofascisti di tutta Italia per inscenare l’ennesima parata militare con l’utilizzo e la magnificazione di simboli neonazisti e neofascisti”.

“Naturalmente – si sottolinea –  non si vuole mettere in discussione il fondamentale principio di libertà di manifestazione del proprio pensiero sancito dall’art. 21 della nostra Carta Costituzionale. È altresì vero, tuttavia, che tale principio incontra limiti ben precisi e anch’essi sanciti per Legge laddove si risolva nella apologia del fascismo”.

“Tutti noi rivolgiamo un forte appello al Sindaco di Milano e invitiamo il Prefetto e il Questore perchè quest’anno, a soli quattro giorni dal settantesimo della Liberazione, a due giorni dalla Festa del Primo Maggio e dall’inaugurazione di EXPO 2015, con la presenza di un nutrito numero di rappresentanze internazionali, non si ripeta questa grave offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza e venga impedita l’ennesima manifestazione di aperta apologia del fascismo che si porrebbe in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana e con le leggi Scelba e Mancino. Chiediamo pertanto, alla luce di quanto esposto, che la manifestazione e il corteo vengano vietati dalle Autorità competenti”.

Sottoscrivono l’appello:
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI Provinciale di Milano;
Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti – ANPPIA Milano;
Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna – AICVAS;
Associazione Nazionale Ex Deportati – ANED di Milano;
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC;
Federazioni Italiane Associazioni Partigiane – FIAP Lombardia ;
Camera del lavoro Metropolitana di Milano – CGIL;
CISL Milano Metropoli;
UIL Milano e Provincia;
Partito Democratico Area Metropolitana di Milano;
Partito Comunista d’Italia – Milano;
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Milano;
Sinistra Ecologia Libertà Milano – SEL;
ACLI Milano; ARCI; Centro Puecher.

Milano, 23 marzo 2015

70° DELLA LIBERAZIONE E REGIONE LOMBARDIA

Cosa sta facendo la Regione Lombardia per il 70° della Liberazione?

4 marzo 2015

 

Al Consiglio regionale della Lombardia, la presidenza del gruppo “Con Ambrosoli Presidente – Patto civico” ha presentato una interrogazione al presidente della Giunta regionale, Roberto Maroni, e all’assessore alle culture, identità ed autonomie, Cristina Cappellini, per conoscere “quale programma stia predisponendo la Regione Lombardia per ripercorrere, celebrare e studiare gli eventi della Resistenza”, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Naturalmente – spiega Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, in una nota – siamo in ansiosa e curiosa attesa della risposta”.

“Se in tanti Comuni e Regioni – aggiunge – si facesse una iniziativa del genere, forse faremmo un passo avanti per richiamare l’attenzione di tutti, cittadine, cittadini e istituzioni, sul fatto che quest’anno ricordiamo una delle pagine più gloriose della storia del nostro Paese, da cui è scaturita non solo la liberazione dalle truppe naziste e dalla dittatura fascista, ma anche una Costituzione moderna e democratica”.

SCONCERTANTE VOTAZIONE ALL’ ONU

Sulla condanna del nazismo non ci possono essere dubbi”

 

Si è appreso, nei giorni scorsi, che in una Commissione dell’ONU è stato posto in votazione un documento di condanna del nazismo. Gli Stati si sono divisi; il documento è stato approvato, ma con significativi voti contrari e/o di astensione.
Ci ha colpito – spiega il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia – in particolare, vedere i Paesi europei, a partire dall’Italia, schierati sulla linea dell’astensione, così come il vedere, tra i voti contrari, anche quello degli Stati Uniti.

Le spiegazioni sono assolutamente insufficienti. Sulla condanna del nazismo, soprattutto in una fase in cui ci sono tanti rigurgiti di neo-nazismo, non ci possono essere dubbi, esitazioni o contrarietà, perché si è trattato di quello che alcuni hanno definito come “ il male assoluto” e tutti dovrebbero essere impegnati a non dimenticarlo.

In particolare – sottolinea il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia –  ci sembra grave che non si sia pronunciata a favore l’Europa (e, per quanto ci riguarda più da vicino, l’Italia), che ha vissuto praticamente in tutti gli Stati, l’orrore, la brutalità, la violazione dei diritti umani, da parte del nazismo. Non ci possono essere ragioni di opportunità, e tanto meno ragioni collegate alle presunte finalità di chi ha promosso l’iniziativa, che possano valere, in questo caso.

Quand’anche si dubitasse delle ragioni che hanno indotto a formulare quella proposta e quand’anche si ritenesse che anche lo Stato proponente meriterebbe un giudizio severo, per quanto riguarda i diritti umani, questo non toglierebbe che si trattava di esprimere una condanna severa del fenomeno nazista. Contro il nazismo e il fascismo, dopo le terribili esperienze vissute in Italia e in Europa, non si può fare a meno di schierarsi sempre in qualunque occasione; altrimenti perfino questa doverosa condanna rischierebbe di finire in un limbo di ambiguità, francamente non ammissibile e non accettabile quando si tratta di fenomeni devastanti come il nazismo.

MILANO, SABATO 29 NOVEMBRE

 

COMUNICATO ANPI

Sabato 29 Novembre 2014:  mobilitazione antifascista dell’ANPI di Milano nella giornata del tesseramento

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.
Il raduno neonazista, per i suoi contenuti antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.
L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perché intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo. L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica.