SOSPESA LA MANIFESTAZIONE A MACERATA DEL 10 FEBBRAIO

Sospesa la manifestazione nazionale del 10 febbraio a Macerata

7 Febbraio 201

APPELLO ANPI: MAI PIU’ FASCISMI

9 DICEMBRE – MANIFESTAZIONE A COMO

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI sulla manifestazione del 9 dicembre a Como

2 Dicembre 2017

COMUNICATO DI CARLA NESPOLO SUI FATTI DI COMO E VERONA

E’ intollerabile che un gruppo di chiara ispirazione neofascista interrompa una pacifica riunione per declamare uno sproloquio razzista. Questo ennesimo e vergognoso episodio, come anche la vicenda del corso di formazione per avvocati a Verona presentato dal presidente di un’associazione che si richiama al nazismo, impone una reazione politico-istituzionale immediata e strutturale. Chiederemo come ANPI un incontro urgente al Ministro dell’Interno.

 

Carla Nespolo

Presidente nazionale ANPI

GRANDE DISCORSO DI COMMIATO DI CARLO SMURAGLIA

Chianciano, 4 novembre

CONSIGLIO NAZIONALE ANPI, 4 NOVEMBRE 2017

“Mi sia consentito, peraltro, di lasciarvi un messaggio per il futuro, dettato dall’esperienza che ho fatto con voi e anche, in qualche modo dagli insegnamenti di una lunga vita di impegno e di passioni.
Cercate di essere l’ANPI di sempre, con i suoi valori, le sue tradizioni, la sua complessa e meravigliosa realtà. Cercate di resistere alle lusinghe ed alle tentazioni e conservate, rigorosamente e pervicacemente, l’autonomia che è – insieme all’identità – il bene più prezioso di cui disponiamo. Cercate di mescolare le generazioni e i generi, perché l’ANPI deve essere un tutto unico anche se fatto di persone di esperienze diverse, in ogni caso, restando al di fuori da ogni disuguaglianza di genere. Assicurate la continuità, prima di ogni altra cosa: il futuro ci presenta prospettive e problemi diversi e spesso nuovi; ma per affrontarli bisogna saper restare ancorati al nostro grande passato, alle nostre esperienze del dopo guerra, ai maestri di vita, come Arrigo Boldrini, che questa associazione ha presieduto per tanti anni dopo il periodo della Resistenza. Se i tempi sono difficili e se i problemi aumentano o diventano più complessi, ricordatevi sempre che all’origine della nostra storia c’è stato il coraggio delle scelte e la forza di volontà di chi è sicuro di avere la ragione dalla sua parte. In un’epoca in cui sembrano scomparsi, oltre alle ideologie, anche gli ideali, pensate sempre che, senza ciò che è scritto nei primi articoli del nostro Statuto, insomma, senza il richiamo ai valori della Resistenza e della Costituzione, non ci sarebbe davanti a noi alcuna seria prospettiva. Ai tempi duri ed ai problemi nuovi e più complessi reagite con la volontà, la ragione e gli ideali che ci contraddistinguono e sono il nostro fondamento. E dove non arriva la ragione, scatenate la fantasia; dove la prospettiva sembra chiusa dentro confini ristretti, scavalcatela con un pizzico di utopia, che è poi quella che ci ha aiutato a combattere nella Resistenza, a resistere alle deportazioni e alla violenza. Non arrendetevi mai, di fronte a nessun ostacolo; non lo hanno fatto coloro a cui ci richiamiamo sempre con affetto, e non dovete farlo neanche voi, perché la rassegnazione, la passività, lo scoramento non appartengono, per definizione all’ANPI.
Coltivate i giovani, non con l’alterigia di chi sa già tutto e non ha nulla da imparare ma con la modestia di chi pensa che ognuno merita rispetto ed attenzione, perché da ognuno – quale che sia l’età o il genere – c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e da scoprire.
Aiutate i giovani a formarsi ed a crescere, non con la bacchetta del maestro ma con la mano ferma, dolce del padre o del fratello.
E’ con questo spirito che dovete affrontare un futuro denso di nuvole, senza scoraggiarvi mai, senza rinunciare a nulla della nostra tradizione e dei nostri valori, ma adeguandoli in modo che ci mettano in grado di superare ogni ostacolo. Qualunque cosa accada, siate orgogliosi di essere membri dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, eredi di chi ha sofferto e combattuto per la libertà; e ricordatevi sempre che di questa gloriosa eredità bisogna essere degni, non solo e non tanto per il bene della nostra Associazione, ma per il bene e il futuro del nostro Paese. In un suo bel libro, intitolato, non a caso, “Non è il Paese che sognavo”, il Presidente Ciampi (che era stato partigiano), faceva considerazioni molto sconfortate (ma davvero ancora oggi assai attuali), su un Paese “confuso e smarrito”, “imbarbarito nella vita pubblica e nel vivere civile”, “proteso troppo spesso verso l’interesse personale anziché verso l’interesse comune”. Pur di fronte ad un quadro simile, Ciampi non si arrendeva e preferiva richiamarsi ad una famosa frase dei fratelli Rosselli “non mollare”, spiegando “sta in voi volgere in positivo le difficoltà di questi tempi”. Un insegnamento prezioso, arricchito col richiamo ad una bellissima frase di un poeta antico (Ovidio) che diceva così: “il creatore ha creato gli animali con la faccia prona, ma agli uomini comandò di guardare eretti il cielo e di volgere lo sguardo verso le stelle”.
Ne traggo spunto per dirvi: schiena diritta, sguardo verso le stelle, con dignità e speranza, e conquisterete, come tanti anni fa, i nostri combattenti per la libertà, un futuro democratico e antifascista.”

Carlo Smuraglia

Presidente Nazionale Carla Nespolo

CARLA NESPOLO È LA NUOVA PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ANPI

3 Novembre 2017

Eletta all’unanimità dal Comitato Nazionale dell’Associazione riunitosi oggi, è il primo Presidente nazionale ANPI donna e non partigiano. Carlo Smuraglia nominato Presidente emerito

Il Comitato Nazionale ANPI, riunitosi oggi, a seguito delle previste dimissioni di Carlo Smuraglia che nel Congresso di Rimini del 2016 accettò il rinnovo dell’incarico seppure a termine, ha proceduto alla elezione del nuovo Presidente Nazionale dell’ANPI. È stata votata all’unanimità Carla Nespolo, prima Presidente dell’ANPI donna e non partigiana. Carlo Smuraglia è stato, sempre all’unanimità, nominato Presidente Emerito affinché continui una proficua collaborazione con particolare riferimento a specifici temi quali l’attuazione della Costituzione, l’impegno antifascista e la realizzazione del Protocollo ANPI-MIUR.

Chianciano Terme 3 novembre 2017

 

Biografia di Carla Nespolo:

Nata a Novara il 4-3 -1943 e residente ad Alessandria.
Laureata in Pedagogia. Insegnante.
È stata la prima parlamentare comunista piemontese. Di famiglia partigiana e antifascista. Lo zio (fratello di sua madre) Amino Pizzorno (nome di battaglia Attilio) è stato vice-comandante della VI (sesta) zona partigiana, operante tra Piemonte e la Liguria. 

Ha ricoperto, sin da giovane, incarichi istituzionali e politici.

Dal 1970 al 1975, consigliere provinciale di Alessandria.
Dal 1975 al 1976, assessore all’istruzione della Provincia di Alessandria.
Dal 1976 al 1983, Deputato della Repubblica Italiana, per due legislature.
Dal 1983 al 1992, Senatore della Repubblica, per due legislature.

Dal 1976 al 1979 è stata segretaria della commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, presieduta da Nilde IOTTI .
Nelle due legislature successive, sia alla Camera che al Senato, vice-presidente della Commissione Istruzione. 
Dall’87 al ’92, al Senato, vice-presidente della commissione ambiente.

È stata relatrice della legge per la riforma della scuola secondaria superiore, membro della Commissione di Vigilanza Rai e relatrice di numerose proposte di legge sui diritti delle donne. Ha fatto parte della commissione speciale per la legge di parità uomo-donna nel lavoro. 

Ha presentato numerose proposte di legge, molte delle quali sono diventate legge dello stato, come la legge per elevare sino a 35 anni, l’età per partecipare a concorsi, nel pubblico impiego; la legge quadro per la formazione professionale e la legge per il decentramento universitario piemontese.
Ha partecipato, tra gli altri, ai lavori parlamentari per le legge contro la violenza sessuale e per l’informazione sessuale nelle scuole. È stata protagonista di importanti battaglie ambientali, come quella contro l’ACNA di Cengio e per la tutela degli animali e firmataria della legge per la tutela degli animali.

Dal 2004 è Presidente dell’Istituto per la storia della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Alessandria e dal 2011 è uno dei Vice Presidenti Nazionali dell’Anpi.

Comitato Regionale Lombardia

L’ANPI CONDANNA SENZA ESITAZIONI LE VIOLENZE COMMESSE DOPO LA LIBERAZIONE

L’Anpi condanna senza esitazioni tutto ciò che di violento e odioso sia accaduto dopo la Liberazione”

20 Settembre 2017

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE

Comunicato della Segreteria nazionale dell’ANPI sull’annunciata manifestazione del 28 ottobre a Roma di Forza Nuova

La Segreteria nazionale dell’ANPI, vista la gravissima provocazione che i movimenti neofascisti intendono porre in essere per il 28 ottobre, data carica di ricordi negativi e profondamente significativa per tutte le nefaste conseguenze che ne sono derivate, ritiene di non potersi limitare ad una protesta, pur doverosa e ferma, ma assume l’impegno con tutta l’ANPI di contrastare con forza una simile iniziativa, qualora essa non venga impedita dalle autorità pubbliche, non solo con la presenza nelle piazze di Roma il 28 ottobre, ma in tutte le piazze d’Italia, in cui le nostre organizzazioni ricorderanno e spiegheranno ai cittadini che cosa è stato il 28 ottobre e quanti lutti, dolore e sangue ne sono derivati per i cittadini e il Paese nel suo complesso durante il tragico ventennio fascista.
Rivolge un appello alle Istituzioni pubbliche competenti affinché assumano i provvedimenti necessari a proibire la preannunciata manifestazione, rilevando che è loro compito e dovere primario quello di pretendere e assicurare il rispetto della Costituzione nei suoi contenuti profondamente democratici e antifascisti. Peraltro non occorre la ricerca di chiare e particolari motivazioni, essendo manifesto che il riferimento al 28 ottobre è – di per sé – una evidente manifestazione di apologia del fascismo, repressa dalle leggi vigenti e respinta dall’intero contenuto della Costituzione.
Rivolge altresì un caldo appello a tutte le forze democratiche, partiti, associazioni e a tutti i cittadini affinché prendano posizione apertamente contro l’escalation di tipo neofascista e razzista che si sta verificando nel Paese.
In particolare è dovere degli intellettuali che amano la democrazia, non solo farsi sentire, ma usare gli strumenti della cultura e della informazione per far vivere la memoria, rivolgendosi particolarmente ai giovani che non hanno vissuto la tremenda esperienza del fascismo. Spetta a chi comprende e ricorda rendere evidente che siamo di fronte ad un vero, autentico e grave pericolo per la democrazia.
Si riserva di sottoporre al Comitato Nazionale, convocato per la prossima settimana, ulteriori proposte, perché la voce dell’ANPI si levi sempre più alta e forte in tutte le sedi d’Italia, non solo contro l’aberrante iniziativa che ci si propone di realizzare oggi, ma contro ogni tentativo di inquinamento della nostra democrazia, col rischio effettivo di un grave peggioramento delle condizioni complessive della convivenza civile. Abbiamo assistito a troppe manifestazioni neofasciste, abbiamo letto sul WEB cose addirittura raccapriccianti, per il loro contenuto di fascismo e razzismo. Ora basta!

La Segreteria nazionale ANPI

Roma, 8 settembre 2017

PROPOSTA DI LEGGE N. 3343

Approda in aula, in questi giorni, la proposta di legge n. 3343, primo firmatario l’On. Fiano, per “l’introduzione dell’art. 293 bis del Codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazi-fascista”. Ne siamo contenti, anche perché questa proposta era stata presentata il 2 ottobre 2015 ed è arrivata in porto solo adesso, dopo un paio d’anni d’attesa. Ciò fa ben sperare anche per altre proposte di legge analoghe, tra cui una veramente importante perché riguarda le liste elettorali, di cui si è parlato molto in questo periodo, proprio per la presentazione di liste manifestamente fasciste. Forse sarebbe stato opportuno unificarle, queste proposte, per dar vita ad una trattazione congiunta, ampia ed approfondita, trattandosi di materia di estrema importanza, ma anche di particolare delicatezza. Personalmente, non credo che rilevi molto se una norma penale sia autonoma oppure inserita nel Codice penale.

Ciò che conta sono piuttosto due cose: che la legge sia in grado di superare gli ostacoli, che altre (per esempio la legge Scelba) hanno superato solo in parte; ed inoltre che non si crei il mito della legge come soluzione unica di problemi importanti e delicati. Quest’ultima richiesta l’abbiamo fatta anche a proposito di altre leggi, cui spesso si affidano speranze eccessive. La legge è efficace se tutto il sistema (di prevenzione e di repressione) funziona, se il “comando” che essa esprime è sentito in modo diffuso dai cittadini e percepito come impositivo, al di là della stessa previsione di sanzioni. Nel caso di specie, vedremo come andrà la discussione parlamentare, sperando che essa migliori la proposta, anziché ostacolarne gli effetti e soprattutto si trovi il modo di renderla conforme al sistema costituzionale, perché non accada (appunto) quello che è successo alla legge Scelba, di subire una sorta di “amputazione” ad opera della Corte Costituzionale. Certo, i diritti ci sono, anche quelli costituzionali; ma anche loro, hanno, a loro volta dei limiti; e in molti casi può accadere il fenomeno dell’abuso del diritto, inaccettabile, come di recente ha affermato, con chiare parole, la Corte di Strasburgo. Insomma, fare apologia a proposito di fascismo, in un Paese dotato di una Costituzione democratica e profondamente antifascista, dovrebbe essere impossibile perché vietato dalla legge e respinto dalla coscienza collettiva. Ho letto che qualcuno parla di leggi “liberticide”, proprio riferendosi a quelle che dovrebbero reprimere i comportamenti, le dichiarazioni, le esibizioni fasciste e razziste. Non credo che sia così: sono questi comportamenti ad essere lesivi dei princìpi e dei valori fondamentali previsti dalla Costituzione. Certo c’è una questione di proporzione e di rapporti tra diritti diversi; e di qui nasce la delicatezza del problema e la necessità che le leggi siano ben costruite per poter passare senza danno al vaglio della Corte costituzionale.
Ma l’occasione in cui si parla di una legge “di peso” è anche buona per ribadire che non ha consistenza il “mito” della legge, la quale, da sola, non può risolvere tutti i problemi. Nel nostro Paese c’è l’abitudine, di fronte a fatti clamorosamente negativi, di pensare subito a leggi nuove, a inasprimenti delle pene e così via. E’ un errore fatale, perché poi la realtà si incarica di dimostrare che la legge non basta se non è accompagnata da misure culturali e di formazione adeguate. Per questo, insisto da sempre sulla necessità della formazione di una coscienza collettiva antifascista che permei tutte le istituzioni, quelle centrali, quelle locali, induca i cittadini a schierarsi, a convincersi che il passato non può tornare e il male non deve prevalere. Questo va ricordato sempre, altrimenti si creano dei “miti”, poi difficili da sfatare. Sulla legge in discussione vorrei aggiungere ancora una considerazione positiva; c’è un giusto richiamo, nel capoverso della proposta ad un aggravamento di pena “se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici”. Era ora che questa materia entrasse anche nell’attenzione del legislatore; ed è positivo che ci sia riuscita, anche se in misura ancora limitata. Infatti, il problema della rete è tale da rendere necessaria una considerazione globale, sia sul piano della repressione che su quello della prevenzione e dei controlli. Di fatto, sulla rete c’è una libertà a dir poco pazzesca, di formulare enunciazioni fasciste e/o razziste, con enorme capacità di diffusione. Ma chi e come provvede a controllare, a contenere, a eliminare questo fenomeno, che sta raggiungendo proporzioni enormi? Qui davvero manca una legge, che non contenga solo divieti astratti, ma consenta anche di individuare e colpire le responsabilità. Se per la carta stampata, esiste la norma sul “direttore – responsabile”, per quanto riguarda il WEB, c’è ben poco. Ed allora, vengano avanti progetti e proposte dirette a regolare il fenomeno, rispettando i diritti lealmente esercitati e colpendo chi ne fa sistematicamente abuso. Una seria discussione parlamentare dovrebbe arrivare a cogliere i tanti aspetti di delicatezza anche di questa fattispecie e trovare le modalità di interventi efficaci e risolutivi, fornendo, inoltre, alla Polizia postale tutte le dotazioni materiali e personali di cui c’è bisogno, ma soprattutto dettando regole precise ed ineludibili. Sono pensieri che possono apparire addirittura inquietanti, a fronte delle carenze del nostro sistema. Ma ad ogni segnale positivo bisogna rispondere non tanto con formale ossequio, quanto con l’approfondimento “panoramico” di una situazione che oggi non è più tollerabile, e deve essere respinta dalle istituzioni nel loro complesso ma anche dell’intera collettività.


– Carlo Smuraglia ANPI News n° 253. –