RITORNANO SEMPRE!!!

PARTIGIANI COME REPUBBLICHINI – LA DESTRA CI RIPROVA

Una sospetta proposta di legge.

Era appena iniziata la legislatura che un gruppo di deputati guidati dal presidente la commissione Difesa della Camera, Edmondo Cirielli, ritenne che era venuto il tempo di dare la pensione ai reduci della triste e famigerata Repubblica di Salò. Con una proposta di legge il manipolo, è il caso di dirlo, proponeva di istituire l’ordine del Tricolore con l’esplicito intento di “attribuireire a coloro che hanno partecipato alla seconda guerra mondiale un riconoscimento pari a quello attribuito ai combattenti della guerra 1914-1918. Un meritorio intento, se non fosse stato seguito dalla ambigua affermazione secondo la quale tale ordine sarebbe stato ” un atto dovuto verso tutto coloro che, oltre sessanta anni fa impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della “bontà” della loro lotta per la rinascita della Patria. Una scelta che portò alcuni a schierarsi con la parte  – definita dai proponenti – “avversa” e concedono “liberatrice” ( messa da loro tra virgolette), – altri cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, ritennero onorevole la scelta a difesa del Regime….” Pari e patta.

Tanto da prevedere all’art.1 di equiparare ai fini del riconoscimento dell’onoreficenza coloro che hanno prestato servizio militare durante la guerra e coloro che hanno combattuto nelle formazioni partigianea quelli che combatterono sotto le insegne della Repubblica di Salò. La proposta prevedeva che al riconoscimento onorifico fosse legato un assegno vitalizio di duecento euro. fortunatamente ci fu chi dentro e fuori il Parlamento denunciò il carattere inaccettabile della proposta, in primo luogo l’Anpi che mediante iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica costrinsero il Presidente del Consiglio a chiedere il ritiro della proposta.

Oggi alcuni firmatari della proposta ne hanno presentata una dal titolo del tutto innocuo: ” Disposizioni concerneti le associazioni di interesse delle forze armate”  Apparentemente innocuo anche il testo che prevede una serie di norme per il riconoscimento delle associazioni in questione distinte d’arma, di categoria e combattentistiche. Queste ultime costituite fra ” ex combattenti, reduci di guerra o di prigionia, e da coloro che, condividendone il patrimonio ideale, i valori e le finalità, intendendo contribuire alla ralizzazione degli scopi associativi.” In questa generica formulazione, sta il trucco! Non distinguono infatti tra forze legittimamente belligeranti e no. In altre parole tra coloro che in quel terribile 1943 decisero per la libertà e quelli che scelsero di sostenere gli invasori nazisti.

Le implicazioni derivanti direttamente dalla legge sono di scarso rilievo, ma si scorge un obiettivo politico che il tentativo precedente aveva indicato in modo esplicito: riconoscere un valore patriottico ai cosidetti repubblichini. La legge è calendarizzata presso la Commissione Difesa della Camera dal suo solerte presidente, ed ha incontrato i primi ostacoli nel contenuto delle audizioni avviate. Non solo l’ Anpi, ma anche altre associazioni d’arma hanno espresso perplessità riguardo ad essa. Il Ministro della Difesa potrebbe aiutare, se lo volesse, a fare chiarezza. Su questa ambiguità, credo che sia nostro dovere promuovere una mobilitazione analoga a quella prodotta contro il DL Cirielli. Lo dobbiamo a chi ha ridato dignità alla parola patria fondando la democrazia, lo dobbiamo alla verità, ma soprattutto lo dobbiamo a noi stessi, democratici di questa malandata Repubblica minata dal populismo e dalla antipolitica, che fa leva proprio su ricostruzioni truffaldine del nostro passato per legittimre l’aggressione quotidiana alla nostra Carta Fondamentale.

Da l’Unità, Andrea Orlando, deputato PD

 

Milano: la Moratti festeggia il 150° con la X Mas

 

Il Sindaco di Milano Letizia Moratti e il ministro della Difesa Ignazio La Russa hanno presenziato sabato 19 marzo 2011 a una manifestazione-convegno nel centro di Milano per il 150° dell’Unità d’Italia, alla quale era stata invitata anche una rappresentanza degli ex combattenti della X Mas. Il tutto in piazza della Scala, a pochi metri dalla lapide che ricorda la Medaglia d’Oro per il contributo della città alla Resistenza. Riprendiamo la cronaca dal sito della Repubblica.

Le insegne della Decima Mas in piazza Scala durante l’Inno

Le insegne della brigata fascista presenti al convegno organizzato per i 150 anni dell’Unità d’Italia cui hanno partecipato il sindaco Moratti e il ministro della Difesa Ignazio La Russa

Svetta il labaro della Flottiglia Decima Mas in piazza della Scala durante l’esecuzione dell’inno di Mameli. I rappresentanti dell’unità speciale hanno partecipato con la loro insegna al convegno organizzato oggi a Palazzo Marino dal consigliere comunale del Pdl, Stefano Di Martino, sul tema “150esimo dell’Unità d’Italia dal Risorgimento alle Missioni di pace”.

All’incontro, a cui hanno preso parte anche tutte le altre associazioni di combattenti, sono intervenuti il sindaco, Letizia Moratti, e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Al primo cittadino è stato consegnato lo storico tricolore rinvenuto nel 1942 durante la campagna di Russia e riportato da un combattente in Italia l’anno successivo, oltre a una targa dell’associazione degli artiglieri.

Sottolineando la necessità di una pacificazione nazionale, il ministro La Russa nel corso del convegno ha citato una massima di Giorgio Almirante, lo storico segretario dell’ Msi: “Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria”, citazione che è stata accolta da un grande applauso della platea.

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LE SEZIONI ANPI DI ZONA OTTO E IL COMITATO ANTIFASCISTA DI ZONA OTTO, RINGRAZIANO LE ANPI, LE ASSOCIAZIONI E I CITTADINI CHE HANNO ESPRESSO IL LORO SOSTEGNO E LA LORO SOLIDARIETA’
QUANTO PRIMA VI COMUNICHEREMO  LE FORME DI RESISTENZA  CHE VORREMMO ATTUARE.
Anpi di zona otto -Comitato Antifascista zona otto.    (p.s. a proposito qualcuno riesce a trovale l’email della Morattik ?)i
 Lettera aperta al Sindaco di Milano”
in allegato il COMUNICATO STAMPA dell’ANPI PROVINCIALE MILANESE.

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Mentre in Italia si commemora il 150° dell’unità, il consiglio di zona 8 Milano – mercoledì 16 marzo 2011, in seconda convocazione (per non avere problemi con il numero legale), è stato convocato per discutere la proposta di intitolazione di una targa in memoria di Luisa Ferida, attrice aderente alla repubblica di Salò e partecipe, con Osvaldo Valenti, alle attività di tortura della famigerata banda Koch all’interno di villa Triste a Milano.
Questo è il testo approvato dalla maggioranza di destra del consiglio di zona, con 13 voti contro 11 dell’opposizione:
In questo luogo, il 30/4/ 1945 venne assassinata, benchè incinta, LUISA FERIDA, famosa attrice di teatro e di cinema. A lei e a tutte le vittime dell’odio e della violenza causate da ideologie totalitarie e antidemocratiche è dedicata questa targa, affinchè mai più nella storia si ripetano simili nefandezze”.
La targa e le motivazioni sono sconcertanti, un insulto alla storia e alla memoria per l’Italia e Milano, un atto gravissimo e di inaudita arroganza e ignoranza, e fascismo,una provocazione che offende tutte le vittime torturate e ammazzate dalla banda Koch, una delle più orrende squadracce del fascismo in Italia.
Milano democratica e antifascista reagisca a questa destra, non si può rimanere indifferenti.
ANPI  SEZIONI  ZONA  OTTO 
COMITATO ANTIFASCISTA ZONA OTTO
Coordinamento Sezioni ANPI Milano zona 6.
Comitato ANTIFASCISTA per la difesa della Democrazia zona 6 Milano.

 

CONGRESSO NAZIONALE ANPI

CONGRESSO NAZIONALE ANPI

A TORINO DAL 24 AL 27 MARZO 2011

Dal 24 al 27 marzo, a Torino, presso il Teatro Carignano, in piazza Carignano 6, e presso il Centro Convegni ” Torino Incontra”, in via Francesco da Paoloa 24, si terrà il XV Congresso Nazionale Anpi.

Il Congresso di Torino costituirà una grande occasione per lanciare un messaggio forte e preciso: dal 25 aprile non si torna indietro. Non si torna indietro da quella straordinaria primavera di liberazione grazie alla quale il Paese ha potuto conquistare la democrazia.

Non si torna indietro dall’Unità d’Italia, spezzata dal nazifascismo e ricostituitasi grazie alla Resistenza.

Non si torna indietro dal recente vento di freschezza democratica inaugurato dalle donne, dagli studenti, da tutti quegli italiani di Costituzione che con generosità, passione, entusiasmo stanno ponendo un muro deciso ai detrattori dei diritti e del vivere civile.

L’ANPI è e sarà sempre con loro.

Il Congresso sarà tutto questo, dirà tutto questo.

Una semina di futuro.

Per l’Italia.

ANPI Nazionale

I lavori potranno essere seguiti via web sul sito www.anpi.it

 

LIBIA: DICHIARAZIONE RAIMONDO RICCI

Libia: un intervento nei limiti Onu

Dichiarazione di Raimondo Ricci, presidente nazionale dell’Anpi

 

“L’ANPI, in relazione agli eventi tragici che in questo momento stanno colpendo la Libia e alle iniziative militari in corso, rifiuta il ricorso alla guerra in ogni forma, quale modalità di soluzione delle controversie internazionali”.
La posizione dell’Associazione partigiani è stata ribadita dal presidente nazionale Raimondo Ricci in una dichiarazione in cui si sottolinea tuttavia che “in considerazione della risoluzione adottata dall’ONU che ha giustificato l’intervento militare limitato esclusivamente alla difesa delle popolazioni  in rivolta contro un potere assoluto e dittatoriale che le sta massacrando,  sia da condividere il suddetto intervento nei limiti e con le finalità espressamente e specificamente approvate dal Consiglio di sicurezza dell’ONU”.
“L’ANPI – ha inoltre aggiunto Raimondo Ricci – invita i governi dei Paesi che hanno posto a disposizione le proprie forze militari, ad attuare gli interventi nel più rigoroso rispetto della risoluzione ONU e con la precipua e fondamentale attenzione alla tutela della vita e della integrità delle popolazioni nella speranza che le ragioni del buon senso e dell’equilibrio consentano al più presto di convenire tutte le parti al tavolo delle trattative”.

12 MARZO PER LA SCUOLA E LA COSTITUZIONE

Il 12 marzo sarà una giornata di mobilitazione nazionale. Aumentano ogni giorno gli appuntamenti in tutta Italia per difendere la costituzione italiana e la scuola pubblica. L’Associazione Articolo 21 sta promuovendo una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale a favore della dignità e dei diritti dell’Italia. L’iniziativa nasce con lo scopo di “difendere i princìpi fondanti della Carta Costituzionale” e l’istruzione pubblica. Come ha dichiarato Giuseppe Giulietti, capo del Comitato promotore della manifestazione, sul sito A difesa della Costituzione: “La scuola pubblica si difende difendendo la Costituzione. Il 12 marzo con la Costituzione difendiamo anche la scuola pubblica. L’assalto di Berlusconi alla scuola pubblica è un altro colpo alla Costituzione e al principio di uguaglianza. Dario Franceschini ha proposto una grande giornata unitaria senza bandiere di partito e non vi è dubbio che la giornata unitaria del 12 marzo “A difesa della Costituzione” potrà e dovrà mettere al centro dell’attenzione la difesa della scuola pubblica che è parte essenziale della Carta“.

 

Spot 12 marzo su Youtube

http://www.youtube.com/watch?v=QFXYUoCHqhU

 

 

LA SCUOLA PUBBLICA

Assoluto rispetto della scuola pubblica

 

Assoluto rispetto della scuola pubblica. Lo chiede la segreteria nazionale dell’Anpi aderendo allo stesso tempo all’appello lanciato dal giornale l’Unità. Questo il testo della nota: “Signor Presidente del Consiglio, i partigiani, gli antifascisti, i democratici dell’ANPI le chiedono assoluto rispetto della scuola pubblica”.

“E’ suo dovere – si sottolinea – costituzionale valorizzarla e sostenerla, non insultarla. E’ inammissibile il trattamento riservato a quanti, ogni giorno, con impareggiabile senso di responsabilità, dedicano la propria vita, accettando misere condizioni economiche, all’educazione dei nostri ragazzi, al loro futuro civile e professionale”.

“Gli insegnanti – si aggiunge – meritano parole ben diverse da un capo del governo. L’Italia è stanca di essere maltrattata, di vedere maltrattata e minacciata la garante suprema dei suoi diritti, della sua convivenza civile, quella Costituzione
nata dal sangue, dal sacrificio di donne e uomini che non hanno esitato un istante a battersi per la libertà del proprio Paese.
Rispetto, Presidente. Rispetto”.

 

MEDITERRANEO DEI GELSOMINI

MEDITERRANEO DEI GELSOMINI

L’ ANPI aderisce all’appello del Mediterraneo dei Gelsomini.

La strage che si sta consumando in Libia deve interrogare le coscienze di tutti i sinceri antifascisti e democratici ” non possiamo restare in silenzio” recita l’appello e noi lo sottoscriviamo con forza e profondo senso di responsabilità.

L’ANPI invita tutti i suoi iscritti a partecipare a tutte quelle iniziative volte a sollecitare i governi di tutto il mondo a porre fine ad un massacro che uccide la democrazia, la sacrosanta richiesta di democrazia che non può non essere inascoltata.

SEGRETERIA ANPI NAZIONALE

LA DIGNITA’ DI UNA NAZIONE

Non abbiamo nessun ruolo per fornire suggerimenti utili a uscire da una situazione che fa vergognare molti italiani.
È nostro diritto però chiedere a tutti i democratici e a tutti coloro che hanno a cuore il destino di un Paese nato con il contributo di amore e anche di sangue  di tanti giovani che sognavano semplicemente la libertà, di unirsi e di fare quanto possono, senza egoismi, retropensieri, calcoli interessati e di parte, per restituire all’Italia e agli italiani pulizia morale e senso dello Stato

 Comitato ANPI Nazionale

L’ANPI A FAVORE DEI GIUDICI

“Siamo profondamente indignati per i continui, violenti, volgari attacchi alla Magistratura ed alla Corte Costituzionale. Evidentemente, c’e’ chi vuole disconoscere princi’pi e valori fondamentali della Costituzione, come la divisione dei poteri, l’autonomia e indipendenza della Magistratura, la funzione di garanzia della Corte Costituzionale, il rispetto dovuto alle istituzioni. E’ una campagna vergognosa, condotta in prima persona da esponenti del Governo, per denigrare e delegittimare organi fondamentali di garanzia come la Magistratura e la Corte Costituzionale”.

Lo afferma carlo Smuraglia, presidente della sezione milanese dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, commentando le affermazione del premier Silvio Berlusconi sui magistrati.

Comunicato delle donne Anpi

Le donne dell’Anpi: ridiamo dignità all’Italia

Il coordinamento femminile nazionale dell’Associazione sottoscrive l’appello lanciato dall’Unità

 

 “Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia”. Un appello che spontaneamente e contemporaneamente è stato lanciato in diverse città d’Italia e sottoscritto rapidamente da migliaia di uomini e donne.
Un appello che è stato pure rilanciato dalle colonne dell’Unità, dal direttore Concita De Gregorio. Una mobilitazione che ha il completo appoggio dell’Anpi.
E in particolare delle donne iscritte all’Associazione. Che attraverso il coordinamento femminile nazionale hanno diffuso una secca presa di pozione. .
“Come partigiane e come antifasciste siamo con tutte coloro che hanno risposto all’appello doveroso e appassionato de l’Unità. Questo anche a nome delle donne che nella Resistenza, per la propria dignità e per quella del proprio Paese, hanno pagato con la vita e sacrificato la propria giovinezza. Nel loro nome affermiamo con forza che il Presidente del Consiglio: offende ed umilia la loro memoria e le tante che nella democrazia si sono conquistate un nuovo posto nella società e nuovi diritti grazie al proprio impegno, alle proprie capacità, alla propria passione civile. Calpesta la Costituzione ed i valori su cui si basano l’autorevolezza, la credibilità, la dignità delle istituzioni”.
“ Con il suo stile di vita, e la sua idea delle donne, degna del peggiore machismo fascista – conclude il documento del coordinamento femminile nazionale dell’Anpi –  lancia ai giovani e alle ragazze di oggi un messaggio devastante. Tutto ciò non è più tollerabile. Se ne deve andare. Ciò che accade interroga ciascuna di noi, la nostra coscienza, la nostra dignità, la nostra responsabilità. Diamo voce e visibilità alla nostra indignazione, diamo voce alle donne “vere”, che non vogliono svendere il proprio bene più prezioso: il rispetto per se stesse e l’amore per il proprio Paese

GIORNATA STATI VEGETATIVI

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