COMUNICATO SEZ. ISPRA

LETTERA IN RISPOSTA AL COMUNICATO DEL PRESIDENTE SMURAGLIA

Ci sembra doveroso esprimerci riguardo il comunicato Anpi Nazionale del presidente Smuraglia.

Secondo noi infatti la discrepanza tra la sensibilità della base militante dell’A.N.P.I. e il vertice è in quest’ occasione significativa.

L’Anpi non è un partito politico, ma un’associazione di liberi individui che si riconoscono nei valori della Resistenza. La Resistenza, come raccontano i partigiani che l’hanno vissuta e che da anni intervistiamo per la collana di libri “Il fiore meraviglioso”,  non va considerata solo alla stregua di un evento compiuto e finito nell’aprile del 1945, ma anche un modo di sentire umano, sociale,
politico e culturale che riguarda ogni individuo nello svolgimento della sua vita associata.

Come dice don Gallo: “il partigiano è colui che sceglie da che parte stare.”

Mai come oggi, secondo noi, con la crisi che viviamo l’A.N.P.I. deve sostenere la popolazione  ogni qual volta si batta contro gli abusi dei poteri forti. La Tav e la protesta che ha generato da oltre vent’anni, è forse l’unica situazione visibile a livello nazionale in cui una popolazione oppone resitenza a oltranza ad una devastazione ambientale inutile quanto dannosa, che impone un modello di vita e di sviluppo nel quale evidentemente non si riconosce. Il movimento Notav si compone di fasce sociali molto diverse, persone della valle e non, che oppongono solo con i propri corpi e la propria vita una resistenza tenace, rischiando anche limitazioni alla propria libertà personale. La nostra sensazione è che chi si beve i racconti ufficiali dei quotidiani sui cosiddetti “violenti”, con ogni probabilità, in Valsusa a portare solidarietà attiva, non c’è mai andato.

Infatti, quella dello Stato che attacca con la forza e anche con gas lacrimogeni tossici e proibiti da trattati internazionali (CS) la popolazione e i presidi sui terreni legittimamente acquistati  dal movimento notav.Violenza è anche quella di un governo che da oltre vent’anni ignora le motivazioni del movimento, non considerando opportuno nemmeno il “dialogo” con questa parte. Ricordiamoci che l’unico atto di violenza di cui l’informazione scandalistica ha potuto nutrirsi
per alcuni giorni è quello di Luca, che con nobile spirito si sacrificio si è arrampicato sul traliccio dell’alta tensione. Un gesto che non ci sembra certo tradire derive violente, ma simboleggiare come pochi altri il sentimento di una persona che ha deciso di mettersi in gioco per il bene della comunità, senza avere nulla da ricavarne per sé, proprio come la maggior parte dei partigiani. Come individui e come appartenenti all’A.N.P.I. ci sentiamo di appogiare questa forma di resistenza e di condividere i valori di giustizia, di libertà e di autodeterminazione cui si ispira.

“Ora e sempre Resistenza” a nostro avviso non può essere pura demagogia, ma deve avere un significato che si manifesti nell’agire quotidiano; nel resistere allo sfruttamento, nel battersi per i diritti dei migranti e dei più deboli, nella difesa ambientale, nel rivoltarsi alla crisi che ci è stata imposta e che è un diritto non voler pagare, nell’attivismo culturale, nell’antifascismo.

Siamo quindi sempre contenti di trovare in val di Susa bandiere dell’Anpi, e di vedere che tante sezioni, e specialmente come ovvio quelle piemontesi, esprimono questo sentire.

Sezione Anpi di Ispra.

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI AL POPOLO SIRIANO

La solidarietà dell’Anpi con il popolo siriano

La Segreteria Nazionale dell’ANPI, considerato che la tragedia del popolo siriano, sceso in piazza da tempo per rivendicare libertà e democrazia e perseguitato e colpito per questo, con l’uso spregiudicato della detenzione e delle armi, sembra non avere fine, né avere prospettive, in spregio dei diritti umani che tutti, a parole, richiamano come intangibili e inviolabili;

considerato altresì che i tentativi di porre fine a questa drammatica situazione, sono stati finora vanificati, non essendo servite né le sanzioni economiche, né le ulteriori e più efficaci misure proposte dalla stessa Lega Araba, ma bloccate per il veto di due Paesi (la Russia e la Cina); che peraltro non è più tollerabile una simile spirale di violenza e autoritarismo, contro un popolo inerme, che rivendica solo diritti fondamentali; 

esprime la più ferma protesta e indignazione per quanto sta accadendo in quel Paese e la più forte solidarietà nei confronti del popolo siriano;

auspica che, nell’ambito dell’Onu si trovino le convergenze necessarie per adottare d’intesa con la Lega Araba tutte le misure necessarie ed efficaci, per porre fine ad una situazione veramente drammatica, evitando peraltro il ricorso alle armi;

chiede che il Governo italiano si adoperi per favorire un’intesa fra tutti i popoli civili per contrapporre alla violenza e all’autoritarismo, lo spirito di fratellanza e di solidarietà che dovrebbe unire tutti i popoli nel sostegno e nella difesa dei diritti umani;
esprime solidarietà ed appoggio a tutte le manifestazioni e le iniziative che verranno adottate nel nostro Paese a difesa dei diritti del popolo siriano.

MILANO, 4 MARZO

Milano, il 4 marzo presidio antifascista alla Loggia dei mercanti

Domenica 4 marzo si svolgerà a Milano una iniziativa nazionale della organizzazione neofascista Fiamma tricolore, alla quale sono state invitate tutte le sigle del variegato schieramento dell’estrema destra, allo scopo di promuovere un appuntamento per tutto il neofascismo milanese e lombardo.  

Negli ultimi mesi a Milano – si legge in un comunicato del Comitato permanente antifascista – dobbiamo purtroppo registrare il reiterarsi di manifestazioni e iniziative di tipo dichiaratamente fascista, con l’apertura di nuovi punti di incontro e di riferimento oltre a  preoccupanti fenomeni di vandalismo politico contro sedi democratiche presenti nei quartieri della nostra città e della Provincia. 

Risale poi al 10 febbraio 2012, nel Giorno del Ricordo, la gravissima provocazione  messa in atto da elementi di Forza Nuova che, dopo aver fatto irruzione nella Sala Polifunzionale del Comune di Milano in Zona 6, hanno  imbrattato i pannelli della mostra su “Fascismo, foibe ed esodo” allestita con il patrocinio del Consiglio di Zona. 

La situazione che si è venuta a determinare nella nostra città suscita fondate preoccupazioni e necessita di una attenta analisi e di un costante monitoraggio, soprattutto da parte delle Istituzioni e delle Forze preposte alla Difesa dell’Ordine Pubblico. 

Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza- si sottolinea – non può accettare tali provocazioni che si svolgono in aperto contrasto con lo spirito e i principi della nostra Carta Costituzionale. 

La Questura di Milano ha disposto il divieto del corteo nazionale della Fiamma Tricolore “contro il governo Monti e la giunta Pisapia”, concedendo all’organizzazione neofascista solo un “presidio fisso” in piazza San Carlo.  

Il Comitato Permanente antifascista invita tutta la cittadinanza alla massima vigilanza e a partecipare domenica 4 marzo, a partire dalle ore 10,00 al presidio antifascista organizzato alla Loggia dei Mercanti, luogo simbolo di Milano,  sotto la quale sorge il sacrario dedicato ai Caduti per la libertà e ai deportati milanesi scomparsi nei lager nazisti.

ARTICOLO 18 L’ANPI AL FIANCO DELLA FIOM

Lo sciopero del 9 marzo, l’ANPI è al fianco della Fiom

“L’ANPI è a fianco della Fiom in occasione dello sciopero proclamato per il 9 marzo 2012, condividendone le motivazioni e soprattutto quelle che vanno al di là del contingente sindacale (che è sempre doveroso lasciare alla competenza del Sindacato), ed investono questioni di principio, di fondo dello stesso sistema democratico”.

Inizia così una dichiarazione di Carlo Smuraglia presidente nazionale dell’Anpi che aggiunge: “In particolare, l’ANPI è fermamente convinta che  l’art. 18 dello Statuto rappresenta tuttora una garanzia di libertà, non risultando, peraltro, che la sua abolizione potrebbe in alcun modo giovare a risolvere il problema della crescita, dello sviluppo e della occupazione, che dipende da ben altri fattori e che deve essere risolto con provvedimenti organici, diretti unicamente e coerentemente a questi fini”. 

“E’ altresì nostra convinzione – aggiunge – che il problema della rappresentanza sindacale in azienda si risolva in un vero e proprio presidio di libertà, corrispondendo non solo alla necessità di una forte e positiva dialettica sindacale, ma anche e soprattutto all’esigenza di attuazione di uno dei princìpi fondamentali consacrati nell’art. 39 della Costituzione: le lavoratrici ed  i lavoratori hanno diritto ad essere rappresentati e tutelati, anche all’interno delle aziende, sempre e comunque, e in ogni caso indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto aziendale”.

“Quando si tratta di princìpi fondamentali, che attengono ai diritti civili, politici e sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, la linea di difesa apprestata dal Sindacato ci riguarda tutti, come cittadini e come persone, perché il lavoro e la dignità nel lavoro appartengono ai fondamenti della convivenza civile. Per questo solidarizziamo con l’iniziativa della Fiom, nella convinzione fermissima che, nella sostanza, i problemi sollevati riguardano l’intera collettività”

ATTACCO NEOFASCISTA A MILANO

Comunicato stampa

Sabato, 10 febbraio 2012 “Giorno del Ricordo” ore 17.00 presso la
Sala Polifunzionale del Comune di Milano “SEICENTRO” in Via
Savona 99 a Milano (Zona sei) alle ore 17.00 circa, una quindicina
di persone con viso coperto da maschere e passamontagna hanno
fatto irruzione nella sala Teseo dove è in esposizione, a cura della
Fondazione Memoria della Deportazione con il Patrocinio del
Consiglio di zona sei la Mostra: FASCISMO FOIBE ESODO “La
tragedia del confine orientale”
Imbrattare i cartelloni, lanciare volantini firmati FORZA NUOVA,
urlare contro la commessa e i cittadini in sala, ecco l’azione vile dei
“visitatori”. Al contrasto deciso dei presenti, i quindici lasciavano la
sala senza potere continuare l’opera di danneggiamento dei
cartelloni.
Sdegno e piena condanna dalle forze Democratiche della zona,
l’ANPI di Zona e Il Comitato Antifascista per la difesa della
Democrazia zona sei Milano INVITANO tutti i cittadini a visitare la
mostra domani… proprio per capire che la verità dà sempre fastidio
ai “fascisti” e proprio la verità particolare del Giorno del Ricordo
ancor più infastidisce chi da sempre confonde, infanga, inquina,
revisiona, fatti e azioni che sono la nostra STORIA.
Milano città medaglia d’Oro della Resistenza, non può accettare
questa forma di violenza fisica e di pensiero, ancora una volta la
nostra risposta democratica, civile e di presidio antifascista si
muoverà sul territorio raccontando verità portando cultura e
chiedendo alle Istituzioni e cittadini tutti, vigilanza e negazione di
qualsiasi spazio al fascismo, al razzismo.

Coordinamento ANPI Milano zona sei.

Comitato antifascista per la difesa della Democrazia zona sei Milano

NO TAV E COSTITUZIONE

VISTO
l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;
l’art 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
l’art.21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”;
l’art. 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”;
l’art. 42 della Costituzione: “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale”;

l’art. 2 lettera m) dello Statuto Nazionale dell’ANPI, che afferma che “l’ANPI ha lo scopo di: dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione”;

il documento politico approvato all’unanimità dal 15° Congresso Provinciale ANPI di Torino del 16 gennaio 2011 nel quale si afferma: “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’Articolo 41 della Costituzione”;
il comunicato della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
i documenti e i comunicati delle Sezioni ANPI di Nizza Lingotto, Chivasso, Martinetto, e del coordinamento delle dieci sezioni della Valle Susa e Val Sangone scritti tra l’11 dicembre 2010 e il 1° luglio 2011;
il documento scritto da Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università degli Studi di Torino, intitolato “NO TAV e Costituzione”;
l’appello unitario di centinaia di associazioni democratiche per il ripristino della legalità e della democrazia in Valle Susa del 7 giugno 2011;
gli appelli “Fermiamoli” del 26 giugno 2011 e “NO TAV Bene Comune” del 6 luglio 2011 firmati da numerosi intellettuali e amministratori antifascisti di livello nazionale e internazionale per la smilitarizzazione del territorio e per il ritorno al confronto politico e democratico;
l’approvazione del documento a sostegno dell’opera votato all’unanimità da tutte le forze politiche rappresentate alla Camera dei Deputati:

TENUTO CONTO
che in Val di Susa è in corso un’emergenza democratica;
che l’ANPI si è espressa e si esprime sull’emergenza democratica, sui diritti e su quanto previsto dalla Costituzione e non sull’opportunità ne sulla fattibilità dell’opera;
che il dissenso è tutelato dalla Costituzione ed è legittimato nei limiti della legalità;
CONSIDERATO
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 10 giugno 2011;
quanto emerso dal confronto, sia diretto e sia telematico, tra i militanti della sezione nel periodo giugno-luglio 2011;
quanto emerso dal confronto tra il comitato di sezione e gli iscritti durante la riunione apposita del 6 Luglio 2011;
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 15 luglio 2011;
la Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco – (e l’ANPI Barona di Milano)
CONDIVIDE E SOTTOSCRIVE
il documento della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
RICONOSCE

al Movimento NO TAV piena legittimità di dissenso e di resistenza civile, in quanto nella sua storia ultraventennale ha dimostrato la propria natura antifascista, democratica e non violenta, tipica dei movimenti popolari radicati sul territorio;

ai Comitati NO TAV la funzione costituzionale di presidio della democrazia, vissuto con metodo assembleare e comunitario, praticato come luogo sociale attivo e dinamico volto all’educazione e alla formazione di cittadini liberi, informati e consapevoli, in sintonia con i valori ed i principi della Costituzione nata dalla Resistenza;

alle centinaia di gruppi, associazioni e soggetti che partecipano al Movimento NO TAV il ruolo di promotori della cultura dei diritti umani e dei beni comuni, per una transizione a stili di vita sostenibili, il progresso civile, la tutela dell’equilibrio tra azione antropica e territorio montano;

a tutti i lavoratori il diritto inviolabile di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza;

all’ANPI, a qualsiasi livello, di esprimersi legittimamente su questioni che riguardano la democrazia, i diritti e la Costituzione;

ESPRIME

la propria solidarietà a quanti, cittadini, lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, famiglie della Valle Susa, vivono con preoccupazione e apprensione la trasformazione di un un’opera pubblica civile in una questione di ordine pubblico;

la propria preoccupazione in seguito alla degenerazione dei tavoli politici e tecnici in militarizzazione del territorio;

la differenza, in modo chiaro e inequivocabile, tra la Resistenza al nazifascismo, che fu lotta armata organizzata contro l’invasore nazista e la dittatura fascista, e la resistenza civile e non violenta del Movimento NO TAV;

CONDANNA CON FERMEZZA

la militarizzazione del territorio;

l’uso della violenza sotto qualsiasi forma e da qualsiasi parte provenga;

l’infiltrazione di individui violenti all’interno del Movimento NO TAV;

la propaganda dei mezzi di comunicazione che, salvo poche eccezioni, non stanno rappresentando la realtà dei fatti, in particolare sui costi dell’opera e sulle motivazioni tecniche di opposizione all’opera;

AUSPICA

l’immediata smilitarizzazione del territorio;

il ripristino della legalità democratica;

la riapertura in tempi rapidi del confronto politico, democratico e tecnico;

la divulgazione da parte dei mezzi di comunicazione delle ragioni democratiche e delle motivazioni tecniche di opposizione all’opera documentate dal Movimento NO TAV in oltre vent’anni di raccolta dati e di partecipazione dei cittadini; 

la restituzione alla cittadinanza del Museo Archeologico di Chiomonte, situato in località Maddalena e di tutti i siti ad esso collegati, per la fruizione locale, naturalistica, culturale, scientifica, accademica e turistica in generale;
l’avvio all’interno dell’ANPI a tutti i livelli e in tempi ragionevoli di un confronto sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
RICHIEDE
al Comitato Provinciale, all’Esecutivo Provinciale e alla Presidenza Provinciale ANPI di Torino di avviare in tempi ragionevoli e tenendo conto della massima disponibilità delle Sezioni, un confronto apposito interno all’ANPI, in particolare con il supporto delle Sezioni del territorio maggiormente interessate dall’opera, per la condivisione di informazioni e riflessioni sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
INVITA
le altre sezioni ANPI del territorio provinciale di Torino (e Milano) a prendere visione dei documenti citati e a discutere la questione;

il Comitato Provinciale, l’Esecutivo Provinciale, la Presidenza ANPI di Torino (e Milano) e i responsabili delle commissioni di lavoro provinciali ad avviare all’interno dell’ANPI, da settembre in poi e a tutti i livelli oltre che con l’ausilio di studiosi ed esperti, un confronto e un’analisi sui beni comuni, sulla relazione tra democrazia e territorio, distribuzione delle risorse, limiti dello sviluppo e transizione a stili di vita più sostenibili, in continuità con le decisioni del recente Congresso ANPI Nazionale, in continuità con il pensiero di Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torturato nella famigerata caserma di via Asti a Torino nel 1944, in continuità con la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 su acqua, energia e giustizia, e coerentemente con il prosieguo della ”nuova stagione dell’ANPI”, affinché questa si traduca concretamente in cammino collettivo per la costruzione di modalità e pratiche unitarie, nella pluralità e nella diversità, per l’antifascismo del XXI secolo.

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE DI BOLOGNA

Subject: FW: [BSF] Comunicato ANPI Provinciale su Forza Nuova

ANPI, Comitato Provinciale di Bologna
 
Bologna, 9 febbraio 2012
 
Riguardo alle manifestazioni di Forza Nuova a Bologna e Modena, l’ANPI Provinciale di Bologna esprime il proprio parere anche in risposta ad alcuni cittadini che, seppur in buona fede, affermano che la manifestazione sarebbe legittima se non crea danni e disordini in città.

A noi preme sottolineare e ricordare con fermezza che questo movimento di estrema destra persevera dichiaratamente con l’apologia del fascismo e specificatamente non ha mai rinnegato il fascismo di Mussolini né le ideologie xenofobe. Costoro si ispirano evidentemente, non solo nelle parole, ma anche nella gestualità, al vecchio fascismo. Quello stesso fascismo che trascinò l’Italia nella distruzione e nella catastrofe assolute, lo stesso che la storia ha inesorabilmente condannato e che l’Italia dovrebbe sempre tenere a memoria per le sue gravi nefandezze.

In conclusione, l’ANPI ritiene fuori dalla legalità coloro che aderiscono a questo movimento, e reputa inoltre grave la eventuale
responsabilità che le istituzioni hanno nel concedere loro spazi e
possibilità di manifestare.
 
Chiediamo alle istituzioni democratiche italiane il richiamo alla
memoria e al rispetto per le migliaia e migliaia di caduti che il nostro Paese pianse a causa del fascismo.

A.N.P.I. Provinciale di Bologna.


Per la Segreteria,
Ermenegildo Bugni

LE DICHIARAZIONI DI CARLO SMURAGLIA

Per le stragi naziste in Italia Berlino vince il ricorso alla Corte dell’Aja

Smuraglia: “Sui diritti umani non ci sono trattati che tengano”

Per le stragi naziste in Italia, Berlino vince il ricorso e vengono così bloccate le indennità alle vittime italiane.
La Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha infatti accolto le richieste della Germania. La Cassazione che l’aveva ritenuta mandante dell’eccidio di Civitella del 1944. Secondo i giudici dell’Onu, “un tribunale penale non può condannare uno stato sovrano”.

Il commento del presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia.

“Sono molto sorpreso e colpito da questa sentenza, di cui aspetto di leggere la motivazione per esteso, ma che mi sembra già contrastare con un principio recepito anche dalla nostra Corte Suprema di Cassazione, che cioè quando si tratta dei diritti umani, non ci sono trattati che tengano. In ogni caso ritengo che la sentenza, così come viene presentato il dispositivo, possa riguardare solo la materia risarcitoria nei confronti della Germania; e su questo avremmo modo di discutere.

La cosa più importante è che non cessi, in ogni caso, l’affermazione dei diritti e soprattutto non venga meno la ricerca della verità e della responsabilità e quindi si vada avanti nei processi in corso e in quelli che potranno ancora venire. Questa materia delle stragi nazifasciste del periodo dal ’43 – ’45, nella quale l’ANPI si sta impegnando a fondo, è di estrema importanza e delicatezza sul piano storico e su quello umano. E dunque la ricerca che da anni faticosamente si sta conducendo sulle responsabilità e sulla verità storica deve continuare senza soste.

Ne hanno diritto coloro, superstiti e familiari delle vittime che hanno subito direttamente le stragi ed ai quali un risarcimento dovrà pur essere assicurato, anche sul piano morale; ma ne ha diritto anche il complesso dei cittadini, consapevoli che senza rispetto dei diritti umani e senza il raggiungimento della verità non solo giudiziaria, nessuno può sentirsi al sicuro, perché  una parte dei diritti di ciascuno sarebbe seriamente compromessa.

L’ANPI, si batterà, dunque, perché si continui nel lavoro che da anni si sta compiendo, nei tribunali militari e nella società e perché lo Stato italiano faccia la sua parte sotto ogni profilo, nell’interesse del Paese e dei cittadini nel loro complesso, tenendo conto di quanto ha detto in modo esplicito la Corte di Cassazione e del diritto di ogni cittadino, proclamato dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, a rivolgersi ai Giudici ed ottenere giustizia”.

ACQUA BENE COMUNE

APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

(25207 firmatari)

Logo_ForumIl 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Primi firmatari:
Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Luca Nivarra, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Vecchioni, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Riccardo Petrella, Maurizio Pallante, Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Padre Alex Zanotelli, Luciano Gallino