ARTICOLO 18 L’ANPI AL FIANCO DELLA FIOM

Lo sciopero del 9 marzo, l’ANPI è al fianco della Fiom

“L’ANPI è a fianco della Fiom in occasione dello sciopero proclamato per il 9 marzo 2012, condividendone le motivazioni e soprattutto quelle che vanno al di là del contingente sindacale (che è sempre doveroso lasciare alla competenza del Sindacato), ed investono questioni di principio, di fondo dello stesso sistema democratico”.

Inizia così una dichiarazione di Carlo Smuraglia presidente nazionale dell’Anpi che aggiunge: “In particolare, l’ANPI è fermamente convinta che  l’art. 18 dello Statuto rappresenta tuttora una garanzia di libertà, non risultando, peraltro, che la sua abolizione potrebbe in alcun modo giovare a risolvere il problema della crescita, dello sviluppo e della occupazione, che dipende da ben altri fattori e che deve essere risolto con provvedimenti organici, diretti unicamente e coerentemente a questi fini”. 

“E’ altresì nostra convinzione – aggiunge – che il problema della rappresentanza sindacale in azienda si risolva in un vero e proprio presidio di libertà, corrispondendo non solo alla necessità di una forte e positiva dialettica sindacale, ma anche e soprattutto all’esigenza di attuazione di uno dei princìpi fondamentali consacrati nell’art. 39 della Costituzione: le lavoratrici ed  i lavoratori hanno diritto ad essere rappresentati e tutelati, anche all’interno delle aziende, sempre e comunque, e in ogni caso indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto aziendale”.

“Quando si tratta di princìpi fondamentali, che attengono ai diritti civili, politici e sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, la linea di difesa apprestata dal Sindacato ci riguarda tutti, come cittadini e come persone, perché il lavoro e la dignità nel lavoro appartengono ai fondamenti della convivenza civile. Per questo solidarizziamo con l’iniziativa della Fiom, nella convinzione fermissima che, nella sostanza, i problemi sollevati riguardano l’intera collettività”

ATTACCO NEOFASCISTA A MILANO

Comunicato stampa

Sabato, 10 febbraio 2012 “Giorno del Ricordo” ore 17.00 presso la
Sala Polifunzionale del Comune di Milano “SEICENTRO” in Via
Savona 99 a Milano (Zona sei) alle ore 17.00 circa, una quindicina
di persone con viso coperto da maschere e passamontagna hanno
fatto irruzione nella sala Teseo dove è in esposizione, a cura della
Fondazione Memoria della Deportazione con il Patrocinio del
Consiglio di zona sei la Mostra: FASCISMO FOIBE ESODO “La
tragedia del confine orientale”
Imbrattare i cartelloni, lanciare volantini firmati FORZA NUOVA,
urlare contro la commessa e i cittadini in sala, ecco l’azione vile dei
“visitatori”. Al contrasto deciso dei presenti, i quindici lasciavano la
sala senza potere continuare l’opera di danneggiamento dei
cartelloni.
Sdegno e piena condanna dalle forze Democratiche della zona,
l’ANPI di Zona e Il Comitato Antifascista per la difesa della
Democrazia zona sei Milano INVITANO tutti i cittadini a visitare la
mostra domani… proprio per capire che la verità dà sempre fastidio
ai “fascisti” e proprio la verità particolare del Giorno del Ricordo
ancor più infastidisce chi da sempre confonde, infanga, inquina,
revisiona, fatti e azioni che sono la nostra STORIA.
Milano città medaglia d’Oro della Resistenza, non può accettare
questa forma di violenza fisica e di pensiero, ancora una volta la
nostra risposta democratica, civile e di presidio antifascista si
muoverà sul territorio raccontando verità portando cultura e
chiedendo alle Istituzioni e cittadini tutti, vigilanza e negazione di
qualsiasi spazio al fascismo, al razzismo.

Coordinamento ANPI Milano zona sei.

Comitato antifascista per la difesa della Democrazia zona sei Milano

NO TAV E COSTITUZIONE

VISTO
l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;
l’art 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
l’art.21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”;
l’art. 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”;
l’art. 42 della Costituzione: “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale”;

l’art. 2 lettera m) dello Statuto Nazionale dell’ANPI, che afferma che “l’ANPI ha lo scopo di: dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione”;

il documento politico approvato all’unanimità dal 15° Congresso Provinciale ANPI di Torino del 16 gennaio 2011 nel quale si afferma: “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’Articolo 41 della Costituzione”;
il comunicato della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
i documenti e i comunicati delle Sezioni ANPI di Nizza Lingotto, Chivasso, Martinetto, e del coordinamento delle dieci sezioni della Valle Susa e Val Sangone scritti tra l’11 dicembre 2010 e il 1° luglio 2011;
il documento scritto da Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università degli Studi di Torino, intitolato “NO TAV e Costituzione”;
l’appello unitario di centinaia di associazioni democratiche per il ripristino della legalità e della democrazia in Valle Susa del 7 giugno 2011;
gli appelli “Fermiamoli” del 26 giugno 2011 e “NO TAV Bene Comune” del 6 luglio 2011 firmati da numerosi intellettuali e amministratori antifascisti di livello nazionale e internazionale per la smilitarizzazione del territorio e per il ritorno al confronto politico e democratico;
l’approvazione del documento a sostegno dell’opera votato all’unanimità da tutte le forze politiche rappresentate alla Camera dei Deputati:

TENUTO CONTO
che in Val di Susa è in corso un’emergenza democratica;
che l’ANPI si è espressa e si esprime sull’emergenza democratica, sui diritti e su quanto previsto dalla Costituzione e non sull’opportunità ne sulla fattibilità dell’opera;
che il dissenso è tutelato dalla Costituzione ed è legittimato nei limiti della legalità;
CONSIDERATO
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 10 giugno 2011;
quanto emerso dal confronto, sia diretto e sia telematico, tra i militanti della sezione nel periodo giugno-luglio 2011;
quanto emerso dal confronto tra il comitato di sezione e gli iscritti durante la riunione apposita del 6 Luglio 2011;
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 15 luglio 2011;
la Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco – (e l’ANPI Barona di Milano)
CONDIVIDE E SOTTOSCRIVE
il documento della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
RICONOSCE

al Movimento NO TAV piena legittimità di dissenso e di resistenza civile, in quanto nella sua storia ultraventennale ha dimostrato la propria natura antifascista, democratica e non violenta, tipica dei movimenti popolari radicati sul territorio;

ai Comitati NO TAV la funzione costituzionale di presidio della democrazia, vissuto con metodo assembleare e comunitario, praticato come luogo sociale attivo e dinamico volto all’educazione e alla formazione di cittadini liberi, informati e consapevoli, in sintonia con i valori ed i principi della Costituzione nata dalla Resistenza;

alle centinaia di gruppi, associazioni e soggetti che partecipano al Movimento NO TAV il ruolo di promotori della cultura dei diritti umani e dei beni comuni, per una transizione a stili di vita sostenibili, il progresso civile, la tutela dell’equilibrio tra azione antropica e territorio montano;

a tutti i lavoratori il diritto inviolabile di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza;

all’ANPI, a qualsiasi livello, di esprimersi legittimamente su questioni che riguardano la democrazia, i diritti e la Costituzione;

ESPRIME

la propria solidarietà a quanti, cittadini, lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, famiglie della Valle Susa, vivono con preoccupazione e apprensione la trasformazione di un un’opera pubblica civile in una questione di ordine pubblico;

la propria preoccupazione in seguito alla degenerazione dei tavoli politici e tecnici in militarizzazione del territorio;

la differenza, in modo chiaro e inequivocabile, tra la Resistenza al nazifascismo, che fu lotta armata organizzata contro l’invasore nazista e la dittatura fascista, e la resistenza civile e non violenta del Movimento NO TAV;

CONDANNA CON FERMEZZA

la militarizzazione del territorio;

l’uso della violenza sotto qualsiasi forma e da qualsiasi parte provenga;

l’infiltrazione di individui violenti all’interno del Movimento NO TAV;

la propaganda dei mezzi di comunicazione che, salvo poche eccezioni, non stanno rappresentando la realtà dei fatti, in particolare sui costi dell’opera e sulle motivazioni tecniche di opposizione all’opera;

AUSPICA

l’immediata smilitarizzazione del territorio;

il ripristino della legalità democratica;

la riapertura in tempi rapidi del confronto politico, democratico e tecnico;

la divulgazione da parte dei mezzi di comunicazione delle ragioni democratiche e delle motivazioni tecniche di opposizione all’opera documentate dal Movimento NO TAV in oltre vent’anni di raccolta dati e di partecipazione dei cittadini; 

la restituzione alla cittadinanza del Museo Archeologico di Chiomonte, situato in località Maddalena e di tutti i siti ad esso collegati, per la fruizione locale, naturalistica, culturale, scientifica, accademica e turistica in generale;
l’avvio all’interno dell’ANPI a tutti i livelli e in tempi ragionevoli di un confronto sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
RICHIEDE
al Comitato Provinciale, all’Esecutivo Provinciale e alla Presidenza Provinciale ANPI di Torino di avviare in tempi ragionevoli e tenendo conto della massima disponibilità delle Sezioni, un confronto apposito interno all’ANPI, in particolare con il supporto delle Sezioni del territorio maggiormente interessate dall’opera, per la condivisione di informazioni e riflessioni sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
INVITA
le altre sezioni ANPI del territorio provinciale di Torino (e Milano) a prendere visione dei documenti citati e a discutere la questione;

il Comitato Provinciale, l’Esecutivo Provinciale, la Presidenza ANPI di Torino (e Milano) e i responsabili delle commissioni di lavoro provinciali ad avviare all’interno dell’ANPI, da settembre in poi e a tutti i livelli oltre che con l’ausilio di studiosi ed esperti, un confronto e un’analisi sui beni comuni, sulla relazione tra democrazia e territorio, distribuzione delle risorse, limiti dello sviluppo e transizione a stili di vita più sostenibili, in continuità con le decisioni del recente Congresso ANPI Nazionale, in continuità con il pensiero di Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torturato nella famigerata caserma di via Asti a Torino nel 1944, in continuità con la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 su acqua, energia e giustizia, e coerentemente con il prosieguo della ”nuova stagione dell’ANPI”, affinché questa si traduca concretamente in cammino collettivo per la costruzione di modalità e pratiche unitarie, nella pluralità e nella diversità, per l’antifascismo del XXI secolo.

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE DI BOLOGNA

Subject: FW: [BSF] Comunicato ANPI Provinciale su Forza Nuova

ANPI, Comitato Provinciale di Bologna
 
Bologna, 9 febbraio 2012
 
Riguardo alle manifestazioni di Forza Nuova a Bologna e Modena, l’ANPI Provinciale di Bologna esprime il proprio parere anche in risposta ad alcuni cittadini che, seppur in buona fede, affermano che la manifestazione sarebbe legittima se non crea danni e disordini in città.

A noi preme sottolineare e ricordare con fermezza che questo movimento di estrema destra persevera dichiaratamente con l’apologia del fascismo e specificatamente non ha mai rinnegato il fascismo di Mussolini né le ideologie xenofobe. Costoro si ispirano evidentemente, non solo nelle parole, ma anche nella gestualità, al vecchio fascismo. Quello stesso fascismo che trascinò l’Italia nella distruzione e nella catastrofe assolute, lo stesso che la storia ha inesorabilmente condannato e che l’Italia dovrebbe sempre tenere a memoria per le sue gravi nefandezze.

In conclusione, l’ANPI ritiene fuori dalla legalità coloro che aderiscono a questo movimento, e reputa inoltre grave la eventuale
responsabilità che le istituzioni hanno nel concedere loro spazi e
possibilità di manifestare.
 
Chiediamo alle istituzioni democratiche italiane il richiamo alla
memoria e al rispetto per le migliaia e migliaia di caduti che il nostro Paese pianse a causa del fascismo.

A.N.P.I. Provinciale di Bologna.


Per la Segreteria,
Ermenegildo Bugni

LE DICHIARAZIONI DI CARLO SMURAGLIA

Per le stragi naziste in Italia Berlino vince il ricorso alla Corte dell’Aja

Smuraglia: “Sui diritti umani non ci sono trattati che tengano”

Per le stragi naziste in Italia, Berlino vince il ricorso e vengono così bloccate le indennità alle vittime italiane.
La Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha infatti accolto le richieste della Germania. La Cassazione che l’aveva ritenuta mandante dell’eccidio di Civitella del 1944. Secondo i giudici dell’Onu, “un tribunale penale non può condannare uno stato sovrano”.

Il commento del presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia.

“Sono molto sorpreso e colpito da questa sentenza, di cui aspetto di leggere la motivazione per esteso, ma che mi sembra già contrastare con un principio recepito anche dalla nostra Corte Suprema di Cassazione, che cioè quando si tratta dei diritti umani, non ci sono trattati che tengano. In ogni caso ritengo che la sentenza, così come viene presentato il dispositivo, possa riguardare solo la materia risarcitoria nei confronti della Germania; e su questo avremmo modo di discutere.

La cosa più importante è che non cessi, in ogni caso, l’affermazione dei diritti e soprattutto non venga meno la ricerca della verità e della responsabilità e quindi si vada avanti nei processi in corso e in quelli che potranno ancora venire. Questa materia delle stragi nazifasciste del periodo dal ’43 – ’45, nella quale l’ANPI si sta impegnando a fondo, è di estrema importanza e delicatezza sul piano storico e su quello umano. E dunque la ricerca che da anni faticosamente si sta conducendo sulle responsabilità e sulla verità storica deve continuare senza soste.

Ne hanno diritto coloro, superstiti e familiari delle vittime che hanno subito direttamente le stragi ed ai quali un risarcimento dovrà pur essere assicurato, anche sul piano morale; ma ne ha diritto anche il complesso dei cittadini, consapevoli che senza rispetto dei diritti umani e senza il raggiungimento della verità non solo giudiziaria, nessuno può sentirsi al sicuro, perché  una parte dei diritti di ciascuno sarebbe seriamente compromessa.

L’ANPI, si batterà, dunque, perché si continui nel lavoro che da anni si sta compiendo, nei tribunali militari e nella società e perché lo Stato italiano faccia la sua parte sotto ogni profilo, nell’interesse del Paese e dei cittadini nel loro complesso, tenendo conto di quanto ha detto in modo esplicito la Corte di Cassazione e del diritto di ogni cittadino, proclamato dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, a rivolgersi ai Giudici ed ottenere giustizia”.

ACQUA BENE COMUNE

APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

(25207 firmatari)

Logo_ForumIl 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Primi firmatari:
Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Luca Nivarra, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Vecchioni, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Riccardo Petrella, Maurizio Pallante, Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Padre Alex Zanotelli, Luciano Gallino

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI AI LAVORATORI

Milano, solidarietà ANPI ai lavoratori dei treni di notte

L’ANPI di Milano esprime la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori dei treni di notte licenziati e in lotta da oltre un mese per la difesa del posto di lavoro.
“Stiamo attraversando una gravissima crisi economica e sociale – rileva Roberto Cenati, presidente anpi Milano – caratterizzata dal sempre più preoccupante fenomeno della disoccupazione, soprattutto giovanile e dall’aggravamento delle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione. E’ sotto gli occhi di tutti lo svilimento in atto del lavoro, come diritto di ogni cittadino, sempre più carente e privato di tutele e diritti, oltre che di centralità e dignità. Tutto ciò costituisce una grave violazione di quanto previsto dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza che nei suoi Principi fondamentali, al primo comma dell’articolo 1, definisce l’Italia come “una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e all’articolo 4, sancisce il riconoscimento a tutti i cittadini, da parte della Repubblica, del diritto al lavoro e “promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”.
Ma i licenziamenti decisi da Trenitalia – si sottolinea – sono particolarmente ingiustificati e provocatori perché effettuati proprio nel periodo in cui si è celebrato il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

“Il servizio costituito dai treni di notte – si rileva – è sempre stato indirizzato a garantire, anche fisicamente, l’unità del nostro Paese, consentendo a migliaia di viaggiatori di raggiungere le località più lontane, comodamente e senza sottoporsi a pesanti disagi.
Con la soppressione di questo servizio Trenitalia ha reso di fatto estremamente difficili i collegamenti tra Nord e Sud della Penisola, contrapponendosi quindi con il licenziamento di oltre 800 lavoratori, allo sforzo di rendere sempre più solidale e unito non solo geograficamente il nostro Paese.
“Ecco perché – si conclude – la lotta dei lavoratori dei treni di notte è così importante. Non riguarda soltanto la legittima difesa del posto di lavoro, ma acquista un significato più ampio perché riguarda tutti noi e la società nel suo complesso. Ai lavoratori dei treni di notte e a tutte le loro famiglie così dolorosamente colpite va dunque l’affetto e la solidarietà dei partigiani e degli antifascisti milanesi”.

CASA POUND HA GETTATO LA MASCHERA

Casa Pound ha gettato la maschera”

Documento del Comitato nazionale Anpi

“Se ce ne fosse ancora bisogno, CasaPound getta definitivamente la maschera”. Inizia  così una nota del Comitato nazionale Anpi a commento delle gravi dichiarazioni da parte di rappresentanti del gruppo neofascista.

“Dopo essersi ammantata di “cultura” e di “socialità”, in varie occasioni, sia pure senza successo, visto che nessuno ormai è disposto a cadere nella trappola, adesso l’esultanza per la morte del magistrato Saviotti e l’esplicitazione della speranza che a questa morte ed a quella di Bocca ne seguano altre, hanno un significato inequivocabile che va addirittura al di là dei richiami al fascismo ed al peggior populismo, avvicinandosi molto all’istigazione alla violenza”.

“Vedrà la magistratura -si rileva – se esistono estremi di reato. Per noi, conta l’esecrabile fatto politico, che denunciamo come un episodio di inaudita ed inaccettabile gravità. Adesso, chi ha tollerato CasaPound, chi le ha concesso locali e sedi e ne ha favorito l’ascesa e lo sviluppo, ha solo la scelta fra una dissociazione aperta e definitiva oppure l’accettazione che diventi esplicita e pacifica la connivenza con un gruppo di questo tipo, davvero incompatibile col nostro sistema costituzionale e civile”.

“Quanto a coloro – si sottolinea – che hanno creduto, in buona fede, nella favoletta dell’innocenza, delle inclinazioni culturali e sociali di CasaPound, è davvero tempo che aprano gli occhi, si ricredano e prendano atto di una realtà che ora è divenuta addirittura agghiacciante. Per il resto, chiediamo con fermezza che la Costituzione venga fatta rispettare dalle autorità pubbliche e vengano finalmente applicate le leggi che vietano ogni forma di incitamento all’odio e alla violenza, così come ogni tipo di apologia del fascismo e di ciò che esso ha tristemente rappresentato”.

“Raccomandiamo – conclude infine la nota – alle nostre organizzazioni di vigilare, rifiutando – peraltro – qualsiasi tipo di provocazione”.

GLI OMICIDI DI FIRENZE

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA – REGIONE TOSCANA esprime sgomento e sconcerto per quanto è avvenuto ieri a Firenze a danno della comunità senegalese, alla quale rivolge i sentimenti di solidarietà di tutti gli iscritti. Gli episodi che hanno insanguinato le vie cittadine e sconvolto la normale convivenza civile, si iscrivono in un fenomeno che, al di là della follia di un singolo, testimonia che l’ideologia di cui questo individuo era portatore, è essa stessa caratterizzata dalla follia, dall’odio e dal razzismo.

L’ANPI, per evitare qualsiasi pericoloso ritorno di un passato oscuro, si è sempre costantemente impegnata sul terreno della solidarietà, della cultura della pace e della eguaglianza fra i popoli.

L’ANPI ritiene che episodi di questo genere, al di là degli squilibri mentali di un singolo, sono il risultato di una cultura dell’intolleranza, dell’odio e del razzismo che non può avere cittadinanza in un sistema democratico. 

Ennio Saccenti – vice presidente vicario dell’ANPI Regionale Toscana
14 dicembre 2011

Il COMITATO PROVINCIALE ANPI di FIRENZE manifesta tutta la sua solidarietà alla Comunità Senegalese per il vile atto subito dai suoi componenti Samb Modou e Diop Mor, che hanno perso la vita e Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, gravemente feriti.

L’autore di questi ignobili ed infami crimini ha operato spinto dalla propria ideologia nazi-fascista e dall’odio razziale e xenofobo, la pubblicazione del periodico oltranzista Soglia e la partecipazione alle iniziative di Casa Pound lo confermano. 

Il Comitato Provinciale dell’ANPI ricorda di aver chiesto al Procuratore della Repubblica di Firenze di intervenire perché la Magistratura attui quanto disposto dalla Costituzione e dalle leggi Mancini e Scelba, quindi agire come previsto dal nostro ordinamento riguardo a tutte le associazioni che si richiamano a ideologie nazi-fasciste, portatrici anche di odio xenofobo e intolleranza.

Silvano Sarti – presidente Comitato Provinciale ANPI di Firenze
14 dicembre 2011


COMUNICATO ANPI BARONA

A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)

Sezione Barona

Ente morale”, D.L. n.224 del 5 aprile 1945”


Milano, 14 dicembre 2011

La sezione ANPI Barona di Milano, e il Comitato Antifascista per la difesa della

Democrazia Milano zona sei, invia le più sentite condoglianze ai famigliari, ai

fratelli”, a tutti i Senegalesi d’Italia colpiti dal tremendo lutto della strage di

Firenze.

Ancora una volta gridiamo “questa non è l’Italia che i Partigiani sognavano”…

Fascismo, razzismo, xenofobia… mali tremendi che gruppi “neo fascisti”

ripresentano ormai quotidianamente in questa Italia malata, ci vedono e ci

vedranno

maggiormente impegnati a proporre cultura, eguaglianza e giustizia.

Proponiamo ancora una volta che l’ANPI debba aprire le iscrizioni a tutti gli

ANTIFASCISTI senza cittadinanza, noi per primi dobbiamo essere per

l’inclusione e

non l’esclusione.

Terrore, violenza, paure, NO… non si tratta di follia, basta leggere i vari

comunicati

in rete, articoli di giornali e posizioni di sedicenti partiti e associazioni per capire

che

troppo è stato concesso dalla cosiddetta società civile, politica e istituzionale, alla

violenza al fascismo, al razzismo.

Occupiamo le periferie… non solo territoriali, spazzi abbandonati e indifesi, dove

l’ignoranza, la sotto cultura, la povertà, e la solitudine di spirito e d’ideali, la non

conoscenza della storia, crea di nuovo adesioni verso questi “pensieri” per cui i

Partigiani combatteranno e morirono, e per cui ora tutti noi siamo pronti a lottare.

Il fascismo è reato” lo dice la Costituzione, chiediamo l’applicazione della legge

Scelba (645). Chiediamo a tutta la parte sana del paese vigilanza e agire politico.

Ancora “Ora e sempre Resistenza”

Un fraterno abbraccio ai “migranti” ai fratelli Senegalesi.


Ivano Tajetti.

ANPI Barona Milano.


Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia Milano zona sei.

A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)

Sezione Barona – Via Modica 8 – 20143 Milano.