MUSEO DELLA RESISTENZA DI DONGO

Comunicato stampa

L’Associazione Museo della Resistenza comasca, dopo aver cercato di chiarire all’Amministrazione comunale di Dongo le ragioni affinché rispettasse la storica denominazione del Museo della Resistenza comasca, inaugurato a Dongo nel 1995 dal Presidente del Senato Carlo Luigi Scognamiglio, nome che risulta in tutte le delibere degli Enti competenti (Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Dongo, Fondazione Cariplo) all’interno del progetto “La Fine della Guerra”, ma in primo luogo per respingere i giudizi, pubblicamente dichiarati dal Sindaco di Dongo Mauro Robba, che il nome della Resistenza non è attuale né attrattivo “in quanto troppo diffuso e inflazionato”, dichiara che i sacrifici, gli ideali e i valori non possono essere vanificati né liquidati in nome di una presunta esigenza di marketing.

Invita le Cittadine e i Cittadini, gli Enti pubblici, le Associazioni, le Organizzazioni democratiche a sostenere la richiesta di mantenere il nome Museo della Resistenza comasca.

L’Associazione si impegna a collaborare al fine di far conoscere, valorizzare e far vivere il Museo della Resistenza comasca.

Associazione Museo della Resistenza comasca.


Dongo, 20 febbraio 2014

RADUNO NEONAZISTA A ERBA

COMUNICATO

L’ANPI e le associazioni antifasciste comasche esprimono tutta la preoccupazione per l’aumento di attività da parte di organizzazioni neofasciste e neonaziste presenti sul territorio.

Esprimono inoltre la propria preoccupazione per l’assenza di interventi da parte delle autorità anche di fronte a episodi di delinquenza come quello di Cantù, dove i neofascisti di Forza Nuova hanno imbrattato con scritte razziste i negozi gestiti da immigrati cinesi, o come quello del 25 aprile a Como quando sono stati coperti i manifesti del Comune affissi per la celebrazione della festa nazionale; in questi episodi si sommano gli aspetti dell’apologia del fascismo e del razzismo con veri e propri danneggiamenti, tutti reati contemplati dalle leggi, che restano impuniti.

Senza mettere in dubbio l’attività di costante monitoraggio svolto dalle autorità di Polizia nei confronti di queste forze sovversive, chiediamo però con forza che dal semplice controllo si passi ad una fase più concreta. Tali e tanti sono i fatti di questi ultimi mesi riconducibili agli ambienti neofascisti che diventa semplicemente difficile citarli tutti, ci limiteremo ai più eclatanti: Militia di Como è da sempre in stretti rapporti con alcune vecchie figure dell’eversione nera degli anni Settanta. Solo un paio d’anni fa, il 14 gennaio 2011, presso la sala della circoscrizione n. 4 a Camnago Volta, invitò a una pubblica conferenza Stefano DelleChiaie, ex capo di Avanguardia nazionale, e Giancarlo Rognoni, il leader milanese di Ordine nuovo, condannato per la tentata strage del 7 aprile 1973 sul treno Torino-Roma. Il 12 maggio scorso Militia ha presentato a Lecco (sempre in una sala di un consiglio di zona) il libro “Atmosfere in nero” di Mario Merlino, noto provocatore di Avanguardia nazionale ala fine degli anni Sessanta (passò alla storia per le sue infiltrazioni a sinistra). Dal canto suo, sempre a Como, il 27 gennaio 2012, Forza nuova organizzò nella sua sede in via Napoleona, 1 la proiezione di “Wissen macht frei”(“La conoscenza rende liberi”), il primo documentario negazionista dell’Olocausto edito in Italia, nell’occasione definito “pesce d’aprile ebraico”. La Digos ne sequestrò una copia. A organizzare l’evento fu Mirko Viola, arrestato nel novembre 2012, e successivamente condannato a due anni e otto mesi, “per associazione per delinquere facente capo alla Sezione italiana del sito Stormfront”, dedito, secondo il mandato di cattura, “alla diffusione di ideologie razziste”,  ma anche (secondo la sentenza) alla costituzione “di un gruppo operante con una struttura più ampia avente le caratteristiche tipiche di movimenti che ricordano lo spontaneismo armato di alcune formazioni di estrema destra operanti in Italia a cavallo degli anni ’80”. Nelle motivazioni della stessa sentenza, oltre alle minacce a giornalisti e a rappresentanti della comunità ebraica romana, è stato evidenziato anche il passo in cui Viola si dice pronto “a portare una bella testa di maiale grondante sangue da lanciare contro i mussulmani”. Evidentemente a questo tipo di atteggiamento si richiama la locandina approntata per la prossima “grigliata nostalgica” in territorio comasco, dove troneggia un maiale sorridente. Un palese omaggio in chiave razzista proprio a Mirko Viola, per altro nuovamente in carcere (a San Vittore) da pochi giorni per aver violato gli obblighi degli arresti domiciliari. Mentre arrivano le adesioni del veneto Fronte skinheads di Piero Puschiavo, dell’associazione Raido di Roma (un gruppo di fanatici di Evola e di Godreanu, il fondatore della Guardia di ferro rumena), di Maurizio Morelli dello spazio Ritter di Milano, dell’associazione Zenit (tra i promotori della manifestazione del 15 giugno scorso a Roma di tutta l’estrema destra in difesa del dittatore siriano Assad), del Gud di Trieste (Gruppo unione difesa), il rischio evidente è il possibile ripetersi in Lombardia di appuntamenti a carattere nazionale, con il convergere da più parti di militanti neonazisti, come già accaduto il 20 aprile a Varese (per il compleanno di Hitler) e a Milano, presso Rogoredo (organizzato dagli Hammer) il 15 giugno appena passato. Che non si tratti di una semplice grigliata fra amici, con contorno di danze nazirock (sul palco sono attesi i Malnatt e i Gesta Bellica), è più che evidente.

Sarebbe tempo di vietare appuntamenti di questa natura, luogo privato o meno, il cui scopo, in definitiva, è solo quello di propagandare l’odio razziale.

A tale scopo le associazioni e i partiti firmatari si impegnano ad attivare le forze politiche e i parlamentari della nostra circoscrizione al fine di avere un incontro con le autorità locali e a valutare altre iniziative a livello nazionale.

Aderiscono: ANPI, ARCI, Ass. ITALIA-CUBA, CGIL COORDINAMENTO COMASCO per la PACE, ISTITUTO di STORIA CONTEMPORANEA P.A. PERRETTA, PD, PdCI, PRC, SEL.

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE

A Como i fascisti hanno imbrattato i muri con manifesti inneggianti ai camerati. A Como, da parte delle autorità di polizia è stato concesso ai fascisti di promuovere un corteo per ricordare un loro “caduto” .

A Como, Città con l’unico Monumento alla Resistenza Europea, l’ANPI è l’unica organizzazione antifascista che sente il bisogno di reagire in mezzo ad un’assordante silenzio. Sarebbe opportuno, da parte delle autorità, meno monitoraggio e più decisione nel perseguire azioni palesemente fasciste.

L’esempio  ci viene dalla Procura di Tivoli che ha indagato il Sindaco e due assessori di Affile con l’ipotesi di di apologia di fascismo, pensiamo che sarebbe opportuno seguire questa strada anche nella nostra città.

L’abbiamo già fatto presente di persona ieri mattina alla celebrazione del 25 Aprile. Rinnoviamo i nostri ringraziamenti all’assessore Iantorno per aver fatto togliere alcuni manifesti, certo che con un piccolo sforzo si poteva fare di più.

Come ANPI stiamo valutando l’opportunità di presentare nei prossimi giorni un esposto denuncia alla Procura della Repubblica per i manifesti di ieri e la sfilata di oggi.

Lavoriamo perché il futuro non ci trovi impreparati!


 Il Comitato Provinciale di Como

dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

RESISTENZA CONTINUA

CINISMO INSOPPORTABILE


Il giorno della Memoria, il leader del centro-destra, ha dato del periodo fascista e del suo duce, Benito Mussolini, una definizione sconcertante, dimenticando che, se ha attuato provvedimenti sociali improcrastinabili, condotti con intenti propagandistici, ha però tolto ogni libertà di espressione ai cittadini italiani, producendo una dittatura dura e insopportabile.

Andrebbero ricordate le leggi “fascistissime” e il clima di violenza e intolleranza verso chi osteggiava o solo era tiepido nei confronti del regime.

Il colmo della spietatezza fu raggiunto nel 1938 con le leggi razziali, avallate purtroppo dalla pavida e connivente monarchia sabauda.

Per non parlare della guerra, condotta con cinismo e crudeltà a fianco della Germania di Hitler,

contro cui lottò la Resistenza.

Ora, perché un simile comportamento da parte del leader del centro-destra?

Egli non ha resistito alla tentazione, in campagna elettorale, di ingraziarsi i voti dell’estrema destra fascista, pur presente con proprie liste: Fiamma Tricolore, Forza Nuova e Casa Pound.

E’ stata una mossa cinica e pericolosa per la democrazia, perché indirettamente ha sostenuto formazioni fasciste in contrasto con le leggi dello Stato e con la Costituzione Italiana.

Vuoi vedere che quando parla di riforma della Costituzione non intenda anche abrogare la norma transitoria che vieta ogni ricostituzione del partito fascista?

C’è stata, sulla stampa e da parte delle forze democratiche, una reazione negativa, accanto a posizioni giustificative parziali da parte del PDL e di Fratelli d’Italia, che hanno strizzato l’occhio ai fascisti.

Però le proteste sono sparite dall’attenzione dei cittadini, parecchi dei quali sono imbambolati di fronte alle promesse roboanti del suddetto leader. Pochi, anche a sinistra, si sono posti il problema dell’indifferenza della gente di fronte ai grandi temi dell’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza, che al di là di riforme possibili, sulla riduzione del numero dei parlamentari, o sulla riforma dell’articolo 5°, merita più attenzione per quanto riguarda i temi del lavoro, dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, del godimento pieno, da parte di tutti, dei diritti civili inalienabili, dell’obbligo della partecipazione diretta alla formulazione degli organi direttivi della Repubblica.

Risulta pertanto incostituzionale e assurda l’attuale legge elettorale, che limita la scelta degli elettori e l’accondiscendenza dei magistrati a non concludere tempestivamente i processi di cui è imputato il leader di centro-destra.

Non è forse giusto sapere, prima delle elezioni, se andremo a votare un corruttore, un evasore fiscale o un malversatore? Perché anche la sinistra tace sui suoi reati, per non sollevare il velo di scorrettezze dei propri affiliati?

Prima che di politica elettorale, dobbiamo ragionare su un riscatto morale improcrastinabile e di una difesa ad oltranza dei valori della persona umana, per cui lottarono e morirono resistenti e partigiani.

L’ANPI si fa carico di questi problemi e sa vedere, al di là delle tattiche pre elettorali, le vere questioni per una saldezza della democrazia e per l’attuazione della giustizia e della solidarietà.

La Resistenza continua, perché la libertà non è mai conquistata per sempre.

Sen. Luciano Forni.

25 MAGGIO, FIACCOLATA A FINO MORNASCO

FINO MORNASCO, PIAZZA DELLA TESSITURA

25 MAGGIO

ORE 20,00

FIACCOLATA DI SOLIDARIETA’ AL SINDACO GIUSEPPE NAPOLI

l’ A.N.P.I. Provinciale di Como, nell’esprimere sdegno per ogni tipo di intimidazione mafiosa, si dichiara solidale con il sindaco di Fino Mornasco Giuseppe Napoli, fatto bersaglio in questi giorni da vili minacce, e rende noto che sarà presente alla fiaccolata del 25 maggio.

Siete tutti invitati ad intervenire.

LETTERA DELL’ANPI AL SINDACO DI MEZZEGRA



COMITATO PROVINCIALE di COMO

 

 

Alla cortese attenzione della Sig.ra                                   Como 27 marzo 2012

avv. Claudia Lingeri

Sindaco di Mezzegra

 

Ogg.: storia e verità

 

Egr. sig. sindaco,

                           si è molto parlato nelle scorse settimane – non solo sulla stampa locale – della nuova targa recante immagini di Mussolini e della Petacci che i reduci della repubblica di Salò Le hanno chiesto il permesso d’affiggere  sul muretto di Villa Belmonte, ottenendo il Suo assenso.

 

Mezzegra non solo fu teatro degli avvenimenti conclusivi della Resistenza al nazi-fascismo, ma ha pure dato un doloroso contributo di sangue alla Lotta di Liberazione, con la vita di tre giovani concittadini caduti nella Battaglia di Lenno. Vogliamo perciò pensare che Sindaco e Giunta Comunale abbiano concesso il permesso non già come un atto d’omaggio alla memoria di un dittatore guerrafondaio, artefice di vergognose leggi razziali e causa di tanti lutti per il nostro Paese, né per ingraziarsi i suoi tristi e patetici epigoni, ma solo per un’operazione di verità storica.

 

Anche noi siamo sempre e comunque per la verità storica. Ed è sicuramente un contributo alla verità storica ricordare – grazie alla foto della Petacci – che il Duce del Fascismo, dopo aver trascinato l’Italia nell’orrore della guerra, in quei giorni dell’aprile 1945 stava vergognosamente cercando di fuggire all’estero, abbandonando il Paese al suo destino (ma trafugando oro e denaro), e abbandonando pure la sua famiglia (ma portando con sé la giovane amante). Le due foto illuminano più di molte parole la statura morale dell’uomo-Mussolini.

 

Le chiediamo di portare davvero a compimento il recupero della verità storica, rimuovendo la targhetta attualmente presente in località Giulino, di fianco al muretto della villa, recante la scritta “Fatto storico del 28 aprile 1945” – una targhetta sostanzialmente inutile, perché niente spiega – sostituendola con un’altra che racconti senza ipocrisie e rivendichi con orgoglio, per Mezzegra e per l’Italia, ciò che veramente avvenne in quel luogo storico: “Qui, il 28 aprile 1945, la Resistenza italiana pose fine al regime fascista, eseguendo la condanna a morte del dittatore Benito Mussolini”.

 

Riteniamo anche che sarebbe utile che nella piazza principale del paese, la piazza 28 Aprile 1945, venisse apposto un cartello di tipo turistico (giallo) che spieghi in sintesi i fatti accaduti: fermo della colonna nazista in ritirata, arresto e fucilazione di Mussolini quale ultimo atto della resa del fascismo. Così, daremo alle nuove generazioni e ai turisti una seria informazione sui fatti che, con l’epilogo di Dongo e Mezzegra, diedero inizio a un lungo periodo di democrazia nel nostro Paese.

 

Ma di questo possiamo occuparci in seguito. Nell’immediato, Le chiediamo di considerare  la proposta di sostituzione della targhetta a Giulino, da effettuarsi in contemporanea con l’apposizione della targa con le due foto, rendendoci eventualmente disponibili a provvedere noi stessi alla predisposizione del nuovo cartello.

 

Certi che vorrà prendere in considerazione la nostra proposta, in attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, la salutiamo cordialmente.

 

Per il Comitato Provinciale di Como

Il Presidente

Guglielmo Invernizzi

LUTTO

LA SCOMPARSA DI MARIO SECCHI

La Sezione ANPI di Mariano Comense ricorda l’iscritto Mario Secchi, di cui oggi si sono celebrati i funerali presso la Chiesa di S.Stefano.

Mario, classe 1924, pur non avendo partecipato attivamente nella Resistenza, aveva contribuito a quella rinascita civile del nostro Paese, figlia del movimento di Liberazione. Era conosciuto in particolare per aver preso parte alla prima Festa dell’Unità in Italia, quella che si svolse il 2 settembre 1945 nei boschi di Mariano, occasione in cui Mario si era occupato di distribuire il vino ai partecipanti. Negli ultimi anni i giornali, locali e nazionali, lo avevano cercato come ultimo testimone di quell’evento che portò nella nostra città 200mila persone da tutta Italia all’indomani della fine della guerra.

Mario Secchi era malato da tempo, nell’ultimo anno era entrato e uscito più volte dagli ospedali per problemi renali. Eppure perfino pochi giorni fa, sebbene non potesse più uscire di casa, lo spirito era sempre quello di chi ancora si interessa alla vita civile marianese.

Con la scomparsa di Mario Secchi non ci lascia solamente un uomo sempre modesto e disponibile, ma la città di Mariano perde un po’ della sua storia. Sta a tutti noi non dimenticarlo.

COMUNICATO COMITATO ANTIFASCISTA

Con il comunicato che riportiamo integralmente il Coordinamento comasco antifascista e antirazzista prende posizione sull’iniziativa di Militia a Como: «Sabato 11 febbraio 2012, Militia, organizzazione dichiaratamente neofascista, realizzerà in piazza Duomo a Como una mostra sulla questione delle Foibe.  Ancora una volta la città sede del Monumento alla Resistenza europea subirà l’affronto da parte di chi si proclama apertamente fascista. E ancora una volta questo accadrà con il silenzio complice delle Istituzioni  repubblicane che, ricordiamo, sono nate grazie alla lotta di migliaia di partigiani».

Da anni stiamo assistendo ad un’opera di riscrittura della storia della Resistenza e in particolare delle dolorose e complicate vicende relative al confine orientale italiano. Queste terre erano e sono infatti un intreccio di questioni etniche, religiose, politiche, territoriali e statali che non si possono banalizzare e semplificare con slogan nazionalisti.

Dal punto di vista storico è  scorretto guardare alla questione delle Foibe e commemorarle nella Giornata del ricordo, astraendo questi tragici fatti dal contesto storico in cui essi avvennero, senza quindi indagare ciò che accadde prima del 1943: vent’anni di soprusi e violenze perpetrate dal regime fascista contro le popolazioni istriane in nome di una politica di “italianizzazione” forzata. Per non parlare delle persecuzioni, degli  eccidi e brutalità che subirono le genti sospettate di fiancheggiare i partigiani jugoslavi.

Per questi motivi, condanniamo con forza chi, come Militia, brandisce una tesi precostituita e strumentalizza fatti storici in nome di una “memoria italiana”, che tuttavia è solo di parte, in quanto le genti slave accusano proprio l’occupazione italiana degli stessi comportamenti di cui vengono accusate. 
Questo revisionismo, dal basso spessore culturale e dalla nulla attendibilità storiografica, tenta inoltre di equiparare, in nome della legittimità di tutte le forze in campo e della comune pietà umana verso i morti, i vinti e i vincitori, confondendo in una indistinta melassa buonista e patriottarda, responsabilità e valori, partigiani e repubblichini, fascisti e antifascisti.

Il Coordinamento metterà in campo nelle prossime settimane una serie di iniziative pubbliche a Como per sensibilizzare i cittadini e per ribadire che Como è una città antifascista e antirazzista». [Coordinamento comasco antifascista e antirazzista]

COMUNICATO ANPI MARIANO

Oggetto: Iniziative dell’Unitre in occasione del Giorno Del Ricordo

E’ con vivo stupore che apprendiamo che l’Università della Terza Età di Mariano – associazione che gode della nostra stima e del nostro apprezzamento per il ruolo che svolge nella comunità marianese – si avvarrà,per la celebrazione del Giorno del Ricordo, del prossimo 10 febbraio, della collaborazione del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia.

Come ANPI guardiamo con favore ed interesse ad iniziative che tengano viva la memoria sui fatti della nostra storia, compresa la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata celebrata nella Giornata del Ricordo, vittime tra le quali si contano anche molti partigiani italiani.

Riteniamo però estremamente negativa la presenza di un movimento, quello Nazionale Istria Fiume Dalmazia, che accanto agli interessi degli esuli italiani dai territori passati alla ex-Jugoslavia esprime posizioni politiche vicine all’ultranazionalismo nostalgico: sono infatti note la partecipazione dei suoi dirigenti alle commemorazioni neofasciste del Regime mussoliniano, la proposta al Governo di raffigurare il Duce sulle monete italiane e le proteste contro quelli che vengono definiti “assurdi privilegi” della minoranza slovena in Italia e che invece sono diritti sanciti dalla Costituzione e da accordi internazionali (si vedano ad esempio http://www.exilio.it/blog/geoBlog/documentazione.php?id=128 o http://www.atuttadestra.net/?p=41044).

Dal momento che conosciamo la sensibilità dell’Unitre su questi argomenti, ci stupiamo di questa scelta che ci sembra del tutto inopportuna. Confidando in una vostra risposta, ci riserviamo ulteriori prese di posizione alla luce dello svolgimento dell’evento.

Cordiali Saluti

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.)

Sezione di Mariano Comense – Cantù