EMERGENZA UMANITARIA A COMO

Care/i amiche/i e compagne/i,
nelle ultime settimane stiamo assistendo alla Stazione ferroviaria di Como-San Giovanni ad una situazione veramente drammatica: decine di migranti, anche bambini, vivono in condizioni estremamente difficili a causa dei respingimenti subiti alla frontiera con la Svizzera. L’obiettivo infatti dei migranti provenienti dall’Africa che da giorni vivono accampati nei giardini fuori dalla stazione non è restare a Como, ma dirigersi nei paesi del nord Europa.
Associazioni e volontari stanno cercando di far fronte a questa emergenza umanitaria. Siamo convinti che Como sappia e debba dare il meglio di sé attraverso la solidarietà umana nei confronti dei migranti che fuggono da guerre, fame e disperazione.  Per questo motivo accogliamo e diffondiamo l’appello della rete Como Senza Frontiere che qui di seguito vi riportiamo:

Nella serata del 19 luglio alcuni rappresentanti della rete Como Senza Frontiere hanno partecipato alla riunione della Rete dei servizi per la grave marginalità per organizzare concretamente come fronteggiare la situazione di “emergenza” legata all’arrivo a Como di migranti interessati ad attraversare il confine con la Svizzera. Como senza frontiere ha partecipato all’incontro vista la costante presenza serale alla stazione San Giovanni.
Si è deciso che, insieme a persone competenti che si occupano di queste cose da tempo, che a partire dalle 18.45 i volontari del coordinamento aiuteranno ad indirizzare i migranti dalla stazione verso la mensa in via Tommaso Grossi e alla parrocchia di Rebbio; qui potranno cenare una cinquantina di persone tra donne, famiglie, minori non accompagnati, scortati dai mezzi della CRI.
Per questo servizio servono tre/quattro volontari al giorno, fino a quando non si troverà una situazione più stabile.
I volontari dovranno trovarsi alle 18.45 alla stazione San Giovanni. Laura Castegnaro della cooperativa Lotta contro l’emarginazione darà loro istruzioni.Oltre a ciò, dalle 21.30 Como senza frontiere continuerà con la distribuzione delle coperte e bisettimanalmente (mercoledì e venerdì) dei vestiti.

Chi volesse partecipare e/o contribuire può comunicarlo scrivendo a comosenzafrontiere@gmail.com oppure a info@anpisezionecomo.net, indicando i giorni in cui ci si rende disponibili.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

2 GIUGNO – MEDAGLIE ALLA RESISTENZA

Cari amici e compagni, la cerimonia di consegna delle medaglie alle Partigiane e Partigiani,
avrà luogo alle ore 10,00 di giovedì 2 giugno 2016, nell’Aula Magna del Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Como in Via Castelnuovo n. 7,  anziché come previsto nella Piazza Cavour di Como.
Rinnoviamo l’invito a partecipare ai nostri iscritti e dirigenti.

 

MEDAGLIA DELLA RESISTENZA

Cari amici e compagni, il 2 giugno prossimo verranno consegnate le medaglie della Resistenza a tutte le Partigiane e i Partigiani ancora fra noi alla data del 25 Aprile 2015. L’occasione era il 70° della Liberazione. Il Ministero della Difesa, dopo un lungo iter per la coniazione, ha inviato alle prefetture le medaglie, che verranno consegnate il 2 giugno, nella ricorrenza della Festa della Repubblica, alle ore 10.00 in Piazza Cavour a Como. Tutti i partigiani da noi segnalati riceveranno il riconoscimento. Purtroppo per Rosalinda Zariati, Gaetano Lillia e Luigi Cambiaghi verrà assegnato alla memoria. Porto alla vostra conoscenza i nomi delle Partigiane e Partigiani segnalati e chiediamo ai nostri iscritti e ai dirigenti delle sezioni di essere presenti e far sentire ai nostri combattenti per la Libertà il ringraziamento per quanto hanno fatto.

Partigiani premiati:

BRIZ ERNESTO – DONGO          
DELL’ ERA FRANCO – DONGO        
LILLIA GAETANO – DONGO

MANCINI SANDRO – DONGO         
VIANINI CASIMIRO – GERMASINO           
VILMA CONTI – DONGO
RUSCONI ANTONIA – SAN PIETRO SOVERA               
CAMBIAGHI LUIGI ( ZACCARIA) – MOLTRASIO             
ZARIATI ROSALINDA – COMO
MASCHIO SERGIO – COMO              
PAGANI FRANCESCO – COMO                
COLOMBO OTTAVIO – COMO
MARZORATI ELIO – ALBATE                 
LISSI ERMINIO – REBBIO                
FASOLA UGO – LIPOMO
CARCANO ANGELO – ALBAVILLA              
MALTECCA ERNESTO – OLGIATE C.SCO                  
PAGANI ROCCO – LOCATE VARESINO
NICOLINI LUIGI – CASAL PUSTERLENGO                  
CRETI PASQUALE – CAMPIONE D’ ITALIA                 
GANDOLA LUIGI  – BELLAGIO
SPOLAOR LUIGI – LOMAZZO

E’ MORTO PINO BINDA

Pino Binda, partigiano di Nesso, ex-presidente dell’ Anpi Provinciale di Como e Giusto fra le Nazioni, ci ha lasciati la notte del 13 maggio, nella sua abitazione di Milano.

La notizia della sua scomparsa ci lascia molto addolorati.

Ai familiari di Binda vanno le condoglianze di tutta l’ Anpi provinciale, in particolare del Direttivo, che lo ricorda con grande affetto.

SALUTEREMO PINO BINDA AL CIMITERO DI NESSO SABATO 21 MAGGIO, ALLE ORE 11,30

COMUNICATO

Cari amici e compagni, dopo l’intervento dal palco, per la celebrazione del 25 Aprile a Como, abbiamo avuto delle rimostranze da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico, per quanto detto dal nostro relatore avv. Giuseppe Gallo. Nell’esprimere la nostra solidarietà e la condivisione per quanto affermato dall’avv. Gallo, ribadiamo con forza la posizione dell’ANPI Nazionale e locale sulle Riforme Costituzionali e “Italicum”. Siamo convinti che la Costituzione Repubblicana ha bisogno di qualche modifica, in particolare sul bicameralismo perfetto, ma da questo ad eliminare il Senato della Repubblica, organo di controllo delle leggi ci sembra fuori posto. Le motivazioni che vengono fornite per questa scelta è, risparmiare sulla politica, noi diciamo che per risparmiare veramente era meglio dimezzare i Deputati e i Senatori che oggi sono 945, con i necessari compiti di controllo per il Senato su leggi costituzionali, di bilancio e di rapporti internazionali. Dopo le modifiche alla Costituzione e con il sistema elettorale già approvato “L’Italicum”, che assicura al partito che prende il 40% dei voti la maggioranza assoluta con 340 seggi su 615 deputati e senza il controllo del Senato, la Democrazia, con la D maiuscola va a farsi benedire. Per maggior chiarezza facciamo un paio di esempi: I° la Camera dei Deputati da sola elegge cinque  Giudici alla Corte Costituzionale, organo di controllo della costituzionalità delle leggi emanate dalla stessa Camera, II° il prossimo Presidente della Repubblica alla quinta votazione sarà eletto da un quinto dei parlamentari. Basta fare due conti, sempre riferiti ai 340 parlamentari della maggioranza, per capire cosa potrà succedere, il Presidente della Repubblica sarà eletto con i soli voti della maggioranza, sarà quindi una sua espressione ed eleggerà altri cinque membri della Corte, e siamo a dieci su quindici dei “controllori”, gli altri cinque saranno espressione delle “Supreme magistrature”, cioè dalla Corte di Cassazione, dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti. Ci sembra onestamente che qualcuno voglia mettere il cappello sulla Corte. Siamo consapevoli che le nostre posizioni sono in contrasto con questo Governo e con i militanti del Partito Democratico, lo eravamo già qualche anno fà quando il Governo Berlusconi voleva cambiare l’art. 138 della Costituzione e il PD già allora era d’accordo per questa modifica berlusconiana. Ma noi siamo gli eredi, non solo dei Partigiani combattenti, ma di tutti gli italiani che hanno lottato in vario modo, per avere garantita la democrazia attraverso una Costituzione Democratica, pluralista e solidale e per questo motivo non possiamo far finta di nulla rispetto alle modifiche apportate alla Carta Costituzionale. Non siamo un partito politico e non vogliamo esserlo, però siamo orgogliosi di essere un movimento politico e facciamo politica e invitiamo tutti i nostri militanti, ad attivarsi per la raccolta di firme per respingere la legge elettorale “Italicum” e lavorare perché prevalga il NO al referendum sulle modifiche Costituzionali. Il referendum di ottobre sulle riforme Costituzionali come previsto dalla nostra Carta, NON HA QUORUM da raggiungere, perciò è importante che tutta l’ANPI si mobiliti per il NO! 
Cari saluti
 
Antonio Proietto
Segreteria ANPI Provinciale

INTERVENTO DI UGO GIANNANGELI

Riportiamo l’intervento di Ugo Giannangeli effettuato sabato 19 marzo a Como nell’ambito del Congresso Provinciale ANPI, approvato nel congresso di ANPI Seprio.

 

Riassumo nei pochi minuti a disposizione quanto ho meglio articolato in un contributo scritto che spero possa essere allegato.

Il documento congressuale risponde alle critiche secondo cui l’ANPI non è presente o è poco attiva in alcuni ambiti di lotta dicendo: “ L’ANPI non può partecipare attivamente a tutte le lotte”.

L’equivoco di fondo è proprio questo: nessuno pretende una sua partecipazione attiva, troppi essendo oggi i fronti aperti, ma l’ANPI non può non esprimersi ed assumere una posizione chiara su determinati temi.

Lo ha fatto, ad esempio, sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale. In molti casi è sufficiente, ma necessaria, una solidarietà politica e morale, senza bisogno di ulteriore impegno attivo.

Segnalo così la necessità, a mio modesto avviso, di una netta presa di posizione a favore della lotta del popolo palestinese, espropriato della propria terra e di tutti i diritti, e a favore della lotta della popolazione della Valsusa, minacciata da un’opera inutile e dannosa per l’ambiente e la salute.

Sulla Palestina c’è nel documento solo un vago accenno nel più ampio contesto dei problemi del Medio Oriente. Eppure sarebbe sufficiente il richiamo al rispetto del diritto internazionale. Molte sono le cause per cui oggi il diritto internazionale è obsoleto e l’ONU non svolge più alcun ruolo politico, relegato com’è a un compito meramente assistenziale.

L’impunità di Israele dal 1948 ad oggi, nonostante siano decine e decine le risoluzioni ONU inottemperate da questo Stato, è una delle cause.

Anpiseprio nel suo congresso ha approvato un emendamento che chiede all’ANPI di pronunciarsi esplicitamente a favore della lotta di liberazione dei Palestinesi, chiedendo in primis lo stop immediato della colonizzazione in corso.

Così facendo l’ANPI raccoglierebbe l’appello di ebrei come Nurit Peled, Gideon Levi, Ilan Pappe, Ury Avnery, della Rete ECO (Ebrei contro l’occupazione), degli ebrei sottoscrittori dell’appello “ Not in my name”, degli ebrei che chiedono al governo di cancellare dallo Yad Vashem il nome dei loro congiunti uccisi nella Shoah perché la politica violenta e razzista dello Stato di Israele offende la loro memoria.

Raccoglierebbe anche l’invito ad indignarsi di Stephane Hessel, ebreo coredattore della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e soprattutto di Marek Edelman, vice comandante della resistenza del ghetto di Varsavia, che nel 2002 riconobbe la legittimità della Resistenza del popolo palestinese.

L’appoggio alla politica israeliana è in contrasto con l’art.2 dello Statuto dell’ANPI che prevede l’obbligo di sostenere coloro che si battono per la libertà e la democrazia.

Passando dalla legalità internazionale a quella nazionale c’è anche da chiedersi: che ne è dell’art.11 della Costituzione e della legge 185/90 che vieta il commercio di armi con Paesi in conflitto?

Finmeccanica vende i caccia M346 costruiti a due passi da qui, a Venegono, dalla Aermacchi, ad Israele; la RWM Italia di Brescia vende all’Arabia Saudita le bombe che sono sganciate sullo Yemen.

L’Italia spende 80 milioni di euro al giorno in armamenti, Obama ci ha chiesto di aumentare questo impegno; il tutto a scapito di scuola, sanità, pensioni, strutture.

Che cosa ci fanno le testate nucleari a Ghedi ed Aviano se la Corte internazionale di giustizia già nel 1996 ha condannato la detenzione di armi atomiche?

Che cosa ci fa l’Italia ancora nella NATO quando questa Organizzazione ha completamente stravolto la propria funzione originaria ed è sempre più solo strumento di aggressione e di conquista come dimostrano le esperienze dalla ex Jugoslavia alla Libia? Possibile che dobbiamo ridurci a dare ragione ad Andreotti che subito dopo il Consiglio di Washington del 1999 che ha introdotto il nuovo concetto strategico ha espresso dubbi sulla legittimità costituzionale della nostra permanenza nella NATO?

La nostra Costituzione nasce negli stessi anni dello Statuto delle Nazioni Unite, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, delle Convenzioni di Ginevra, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Tutte normative oggi non più rispettate: si tollerano gli omicidi mirati, le renditions, le vittime innocenti definite “danni collaterali”, la tortura, di cui Regeni non è che l’ultimo caso emerso.

La difesa della legalità interna ed internazionale deve essere al primo posto nell’agenda ANPI.

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Restiamo in tema con la Valsusa perché molte sezioni di questa valle e del Piemonte hanno denunciato una vera e propria sospensione della democrazia e dei diritti sanciti nella Costituzione. Richiamo l’appello del 2012 per la Festa nazionale a Marzabotto in cui tra l’altro si legge: “ Riconosciamo al movimento No Tav piena legittimità di dissenso e di resistenza civile, in quanto nella sua storia ultraventennale ha dimostrato la propria natura antifascista, democratica e non violenta, tipica dei movimenti popolari radicati nel territorio”.

A sancire la legittimità della resistenza ( uso volutamente questo termine a noi caro) dei Valsusini è intervenuta nel Novembre 2015 la sentenza del Tribunale permanente dei popoli, fondato da Lelio Basso.

Ancora una volta sono qui a chiedere una cosa minimale: il rispetto della legalità e della volontà popolare, democraticamente espressa.

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Infine un ultimo argomento che conduce anche al discorso sui giovani : l’antifascismo praticato. Ci sono stati sicuramente momenti positivi come le manifestazioni rapidamente indette a Como e a Cantù, e largamente partecipate, in occasione dei raduni nazifascisti agevolati dal sindaco di Cantù; ci sono stati, però, anche momenti di inerzia e difficoltà nella chiamata alla mobilitazione degli iscritti, ad esempio a Milano in occasione dei raduni a Rogoredo o dell’Hammerfest, in cui la reazione è stata lasciata a giovani e studenti che, peraltro, hanno risposto a migliaia.

Su questo fronte, che rappresenta il DNA fondativo dell’ANPI, occorre un maggiore impegno, alla luce dei venti terribili che da tempo soffiano in Europa: Ungheria, Polonia, Grecia, Ucraina e, da ultimo, le recenti amministrative tedesche.

Sono questi venti che portano alla demolizione del Memoriale italiano ad Auschwitz e al monumento a Graziani ad Affile.

C’è un vasto movimento giovanile già attivo di suo su questo fronte. L’ANPI fa bene a rivendicare la propria storia e la propria autonomia ma sbaglia quando nutre diffidenza e sospetto nei confronti di queste realtà. Ci sono state esperienze positive che vanno coltivate e ripetute, ad esempio a Saronno lo scorso anno.

Il 25 Aprile si avvicina: facciamo in modo che quest’anno sia particolarmente partecipato, attivo e combattivo a dimostrazione di una rinnovata vitalità.

 

CONGRESSO PROVINCIALE ANPI

Sabato 19 marzo si è tenuto, presso il nuovo spazio dell’ Associazione Lissi, in via Ennodio 10 ( ex Parco Lissi) a Rebbio, il congresso Provinciale ANPI di Como.

Sono stati votati, e quindi faranno parte del nuovo Direttivo Provinciale:

Giorgio Dalla Mura
Jlenia Luraschi
Renzo Pigni
Nicola Tirapelle
Marco Biraghi
Marco Rigamonti
Francesca Baserga
Giuseppe Figini
Antonio Proietto
Ermanno Ruggeri
Emanuela Masserani
Wilma Conti
Silvio Cola
Stephen Ferrario
Paolo Fossati
Angelo Ippolito
Sandro Romagnoli
Chiara Sibilia
Carmelo Cattaneo
Guglielmo Invernizzi
Eliana Gatti
Fiorella Villa
Luca Michelini
 
A lato sono riportati gli interventi al congresso di Luca Michelini ( Economia e Costituzione)  e di Ugo Giannangeli.
 
 

COMMEMORAZIONE DI TERESIO OLIVELLI

Commemorazione del partigiano Teresio Olivelli ( Bellagio, 7 gennaio 1916 – Hersbruck 17 gennaio 1945)

 

“RIBELLE PER AMORE”

 

Giornata in memoria del partigiano Teresio Olivelli

(Medaglia d’Oro)

nel 100° anniversario della nascita e 71° della morte

 

Domenica 10 gennaio 2016

 

h. 10.45 ritrovo a Tremezzo sul sagrato antistante la chiesa

  h. 11,00 celebrazione Messa nella chiesa di San Lorenzo e     aggiornamento della causa di beatificazione di Teresio Olivelli

  h. 11,40 cerimonia di commemorazione civile e posa di corone davanti al monumento a Teresio Olivelli

 

Per coloro che non intendono presenziare alla Messa, il ritrovo è alle 11,15 al bar davanti alla chiesa per la consueta bicchierata di inizio anno nuovo.

 

NUOVO LUTTO ALL’ ANPI

E’ mancata ieri, 5 gennaio, la partigiana Rosalinda Zariati.

Figura di spicco della Resistenza comasca, fu staffetta partigiana e, dopo la Liberazione, prima segretaria dell’ Anpi. Attivissima in politica, socialista iscritta al partito già durante il regime fascista, nel dopoguerra fu sindacalista all’ interno della fabbrica in cui lavorava, e militante nell’ UDI, Unione Donne Italiane impegnate per l’ emancipazione femminile nel nostro Paese. Fu volontaria e preziosa collaboratrice di Giusto Perretta, nell’ Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta.

La sua vita fu sempre caratterizzata da un forte impegno politico e da un’indole indomabile che non si piegava mai davanti a nessun ostacolo.

L’ Anpi Provinciale di Como esprime alla famiglia di Rosalinda tutto il suo cordoglio e la sua commozione.

La bara verrà chiusa alle ore 13,30 PRESSO la camera mortuaria della Cà d’ Industria di Rebbio. Il funerale sarà alle 14,30 presso la chiesa di San Giuseppe in via Viganò a Como.