NUOVA SEZIONE ANPI

Il 17 novembre, alle ore 21, presso la sala della Biblioteca di Uggiate Trevano

è stata costituita la sezione ANPI di Uggiate Trevano

Presidente  Ermanno Ruggeri

Vice-presidente  Nicole Sartori

Segretario  Ivan Iotti

 

Ai nuovi eletti le più vive congratulazioni

alla nuova sezione i nostri più sinceri auguri

Direttivo Anpi Provinciale

SOLIDARIETA’ ALLA LOTTA DEI MIGRANTI

L’ANPI della provincia di Como

esprime vicinanza e solidarietà e si associa alla lotta dei lavoratori stranieri che, a Brescia e a Milano, protestano da giorni contro la mancata regolarizzazione di coloro che si trovavano in Italia al momento in cui il “Pacchetto Sicurezza” ha trasformato lo stato di irregolare in reato di clandestinità.

L’ANPI denuncia altresì le modalità restrittive alla sanatoria per i lavoratori stranieri applicate alla Circolare Manganelli, adottate dopo la presentazione delle domande di regolarizzazione, che hanno di fatto trasformato le domande in auto-denuncia di irregolarità e beffato gli stranieri che avevano pagato la quota richiesta dal Governo per la presentazione delle domande ( quota a cui spesso si aggiungevano ulteriori esborsi pretesi dagli speculatori).

 

LETTERA APERTA AL SIG. PREFETTO

Como, 2 settembre 2010

Sig. Prefetto,

ho letto con attenzione le dichiarazioni da lei rilasciate al giornale “ La Provincia” del 1 settembre u.s., sempre che corrispondano al suo pensiero, in merito alla conferenza che il sen. Dell’Utri avrebbe dovuto tenere a Parolario il 30 agosto u.s. per presentare i diari, veri o falsi, di Mussolini.

Concordo con lei che “non è stata una bella pagina per Como”, soprattutto perché è stata originata da un invito inopportuno del comitato organizzatore ad una persona discussa per il suo passato, non solo giudiziario ma soprattutto politico.

E’ indubbio che le sentenze definitive sono quelle emesse dalla Corte di Cassazione, però sul piano politico due condanne per comportamento a favore della mafia non possono essere ignorate. Né possono essere ignorate, sempre sul piano politico, le dichiarazioni del sen. Dell’Utri che ritiene il mafioso Mangano un eroe, quando la stessa mafia, attraverso suoi esponenti, ha assassinato i giudici Falcone, Borsellino, Chinnici, Mattarella e un suo collega, l’eroico prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Tutti fatti su cui si è già pronunciata anche la suprema Corte.

Le associazioni delle quali sono dirigente, l’ANPI ed il Comitato per la Difesa della Costituzione, di cui è presidente, a livello nazionale, l’On. Sen. Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica, hanno manifestato il loro dissenso con comunicati e con la diffusione di volantini in cui si richiama il rispetto della legalità e della Costituzione.

Mi auguro che non si riferisca a noi il monito severo da lei espresso per chi vuole richiamarsi alla Costituzione e poi non la rispetta. La nostra fedeltà alla Costituzione è ben nota e soprattutto i partigiani e gli antifascisti l’hanno testimoniata. rischiando la vita per la libertà e la democrazia.

Se uno spontaneo moto popolare ha impedito a Dell’Utri di parlare, non può essere questa la più grave violazione alla Costituzione.

Dell’Utri è stato protetto dalle forze dell’ordine, che si sono comportate egregiamente e ha fatto ritorno alla sua agiata vita normale.

Che diciamo di chi è stato cacciato dal posto di lavoro e ha dovuto appellarsi al Capo dello Stato? Quante volte lo Stato, attraverso i suoi organi ed uffici, non è intervenuto per difendere il diritto costituzionale al lavoro, a cure sanitarie adeguate, a una scuola dell’obbligo veramente gratuita, a una assistenza efficace ai portatori di handicap, al diritto per gli stranieri di vivere dignitosamente in Italia?

Ha provato anche lei, sig. Prefetto, a non poter dare risposta a chi chiedeva non il lusso, ma il diritto a vivere e a mantenere la propria famiglia.

E allora violano la Costituzione certamente coloro i quali impediscono a un mafioso di parlare in una manifestazione pagata dagli enti pubblici, ma la violano soprattutto quei funzionari e amministratori che prima pensano ai loro interessi e alla propria carriera, poi ai bisogni della povera gente che trova protezione solo nella carità della Chiesa.

Sarebbe opportuno aprire il dibattito su questi temi affinché non ci affezioniamo alla lettera della legge e ne dimentichiamo la sostanza e lo spirito!

Mi scuso per questo sfogo e con la più viva stima, porgo distinti saluti.

On. Luciano Forni

CONSIDERAZIONI

Uno dei massimi pensatori democratici, J. S. Mill, nella prefazione del suo libro “Libertà” ha scritto: “Il solo fine per cui l’umanità ha diritto, sia individualmente che collettivamente, di intervenire nella libera azione di ciascuno dei suoi membri è la protezione di sé stessa”.
E’ sentimento diffuso che Marcello Dell’Utri sia socialmente pericoloso, ma la lunghezza del percorso giudiziario per accertare le sue responsabilità non consente di esercitare quelle “punizioni legali” che impedirebbero, di fatto, di separarlo dal contesto civile.
E’ a questo punto che “la coercizione morale della pubblica opinione” è intervenuta per sottolineare quanto sia inopportuno un intervento pubblico, in un contesto qualificato, di un personaggio con quei sospetti sulle spalle.
Impedire a qualcuno di parlare non è di per sé una cosa positiva, e di principio andrebbe rifiutato, ma ci sono un paio di argomenti che rafforzano i motivi per cui la contestazione al senatore Dell’Utri non va considerata negativamente.
La concessione di uno spazio pubblico per presentare una operazione ambigua, a cavallo tra il commerciale e l’ideologico, è stata sollecitata dal senatore stesso. Gli organizzatori, a loro detto,  “ci hanno pensato tre giorni” prima di acconsentire, e hanno fatto male a dire sì. E su questo punto gli intervenuti erano pronti a controbattere nel merito.
Altro argomento è il fatto che questo personaggio, quando gli si chiede di chiarire le sue responsabilità in un contesto giudiziario pubblico, si avvale della facoltà di tacere; non si capisce quindi perchè gli si devono concedere spazi pubblici per fare la propria propaganda, magari qualificandola come culturale.
Sappiamo per certo che la contestazione è stata spontanea e molto condivisa, c’erano sì gruppi autoorganizzati, ma sicuramente mancava una regia unica.
Lo sdegno popolare per lo spazio concesso è stato ampio e trasversale, il personaggio non raccoglie consensi nemmeno tra i suoi.
Ci sarà comunque un evento “riparatorio”, speriamo al chiuso e lontano dal clamore mediatico.

Sandro Giana

IL SEN. DELL’UTRI A PAROLARIO

Il comitato direttivo dell’Anpi di Como valuta che offende ed addolora la decisione degli organizzatori di Parolario, rassegna culturale legata alla tradizionale Fiera del Libro, di ospitare quest’anno il sen. Marcello Dell’Utri, già condannato in appello per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, e noto per le sue dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini, che lunedì 30 agosto alle ore 18 presenterà i diari, presunti o veri, di Mussolini. 

Indigna e addolora che ad una manifestazione culturale gli organizzatori, fra i tanti esponenti della cultura italiana e straniera, non abbiano saputo  trovare di meglio di un personaggio  sostenitore e propugnatore di una cultura fascista e mafiosa che costituisce una umiliazione per i valori di libertà e giustizia rappresentati dalla Lotta di Liberazione contro il fascismo e il nazismo e per la città che ha la custodia del Monumento alla Liberazione Europea, inaugurato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, medaglia d’oro della Resistenza.

Al sen. Dell’Utri, che recentemente ha dichiarato che il suo eroe è lo stalliere Vittorio Mangano (il quale, processato per mafia, non ha parlato, rifiutando di fare i nomi dei suoi mandanti), vogliamo rispondere che noi, partigiani e antifascisti comaschi, abbiamo diversi eroi, da Enrico Caronti a Pier Amato Perretta, che, sebbene sottoposti ad orribili torture, non hanno fatto i nomi dei loro compagni, sacrificando le loro vite per i principi di libertà e democrazia ispiratori della nostra Costituzione.

7 LUGLIO – MANIFESTAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEI DISABILI

L’A.N.P.I. di Como aderisce alla mainifestazione nazionale che di terrà a Roma mercoledì 7 luglio, dalle ore 10, davanti a Montecitorio, promossa dalle associazioni dei disabili F.A.N.D. (Federazione  Associazioni Nazionali Disabili) e F.I.S.H. ( Federazione Italiana per il superamento dell’handicap) contro le norme discriminanti e inaccettabili previste dalla manovra economica, e dall’emendamento del relatore, in tema di invalidità.

Nel testo, nonostante le dichiarazioni di questi ultimi giorni, persiste l’inalzamento della percentuale d’invalidità necessaria per la concessione dell’assegno mensile di assistenza agli invalidi civili parziali ( 256 euro al mese).

Inoltre, l’emendamento introduce una correzione alla modalità applicativa, che conserva il precedente limite del 74% nei casi di patologia unica e lo innalza all’85% per le persone affette da più patologie, le quali, singolarmente valutate, hanno percentuali d’invalidità inferiori al 74%. 

In aggiunta, nelle nuove norme in materia di disabilità, si ridefiniscono i requisiti medico legali per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, restringendo il numero dei possibili titolari solamente ai casi gravissimi.

L’A.N.P.I. di Como si oppone fermamente alle nuove norme della manovra finanziaria, ricordando uno dei pricipi fondanti la nostra costituzione:

Art. 3

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese

 

LETTERA APERTA AL SINDACO DI COMO

  ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI d’ITALIA
 

                                                                                                                           Al sig. Sindaco Dott. Stefano Bruni
e p.c.
all’Assessore allo Sport Stefano Molinari
all’Assessore alle Politiche Giovanili Maurizio Faverio
Municipio di Como

 

Como, 14 giugno 2010

Questa Presidenza, a conoscenza dell’iniziativa dell’Associazione culturale Militia, notoriamente legata ad ambienti di estrema destra, che intende discutere il 18 giugno p.v. alle 20,45 presso la Biblioteca Civica sul tema ” La Tessera del Tifoso” d’accordo con i tifosi del Calcio Como, esprime la propria protesta
1) Perchè ad un gruppo pseudo culturale filo fascista come Militia, che ha visto esponenti nazionali arrestati a Roma per associazione sovversiva e incitazione all’odio razziale e alla violenza, è stato concesso l’utilizzo della sala della Biblioteca Civica per una manifestazione che esalta il tifo sportivo senza regole.

2) Perchè inopinatamente la manifestazione ha avuto il patrocinio dei due assessori in indirizzo, uno dei quali, il signor Molinari, ha assicurato la propria presenza come relatore.
Pur non volendo fare processi alle intenzioni, appare strano che per un tema sportivo legato alla società calcistica Como si sia voluto utilizzare il veicolo pericoloso e non coerente di un’associazione certamente non democratica.

Questa Presidenza invita la S.V. a voler revocare alla manifestazione il patrocinio del Comune di Como per un elementare rispetto alla grande maggioranza democratica e antifascista dei cittadini Comaschi.

Mentre si attende una risposta in merito, si porgono distinti saluti.

L’Ufficio di Presidenza del Comitato Provinciale A.N.P.I. di Como
Guglielmo Invernizzi
Luciano on. Forni
Renzo on. Pigni

 

 

 

Comitato Provinciale di Como – Via Brambilla, 39 – tel. e fax 031 30.80.66

FESTA DELLA LIBERAZIONE A CIMA DI PORLEZZA

Festa della Liberazione anticipata a cima di Porlezza.

Sabato 24 aprile, alla presenza del sindaco di Porlezza e di rappresentanti del sindacato, della Croce Rossa, del corpo degli Alpini, Finanzieri e Carabinieri e dell’Anpi, un centinaio di persone hanno partecipato alle manifestazioni organizzate dall’associazione Cittadini Insieme.

Al termine, deposizione di una corona di fiori davanti alla lapide dei sei partigiani fucilati, noti come ” Martiti di Cima”.

Alla Signora Cav. Simona Saladini Sindaco di Cernobbio

ASSOCIAZIONE  NAZIONALE PARTIGIANI d’ITALIA

Como 20 Aprile 2010

Alla Signora Cav. Simona Saladini
Sindaco di Cernobbio
Cernobbio (CO)

E p.c. a tutte le autorità in indirizzo
del comunicato del Comune di Cernobbio

ogg: Celebrazione del 25 Aprile

Questa Presidenza vuol far conoscere a Lei e a tutti i destinatari in Indirizzo il proprio dissenso per il contenuto della lettera-invito del 13.04.2010, prot. 58041/13 SS.rg., per la celebrazione del 25 Aprile a Cernobbio, Maslianico e sul Monte Bisbino. Considerare la Resistenza (si badi bene) non la Lotta di Liberazione, “una guerra nella guerra e il conflitto di tutti contro tutti”, mettendo insieme indistintamente tutte le vittime senza individuare le specifiche responsabilità, non solo è un grossolano errore storico, ma è indice di non cultura che mette sullo stesso piano carnefici e vittime appellandosi ad una generica volontà di pacificazione. Così come generico e fuorviante è il cenno a intimidazioni, violenze ed eccidi seguiti al 25 aprile 1945. Per responsabilità di chi? In quali circostanze? Con quali conseguenze? Anche l’invito al ricordo del sacrificio dei combattenti e dei morti, finisce per essere insincero e quasi offensivo. Non deve questa Presidenza svolgere una lezione di storia, ma non può esimersi dal richiamare l’attenzione sul senso vero della Festa della Liberazione (festa e non commemorazione) più volte sottolineato anche dal Capo dello Stato. La fine del fascismo, regime corrotto e aggressivo, la  conquista della Libertà e della Democrazia sancite dalla Costituzione sono il frutto di quella lotta.
Le suddette osservazioni vogliono essere un contributo sincero e collaborativo.
Distinti saluti

L’Ufficio di Presidenza del Comitato Provinciale A.N.P.I. di Como

Guglielmo Invernizzi
Luciano on. Forni
Renzo on. Pigni

disdicevole e provocatoria manifestazione indetta dai reduci della Repubblica Sociale Italiana

ASSOCIAZIONE  NAZIONALE PARTIGIANI d’ITALIA

Como 20 aprile 2010

COMUNICATO STAMPA

Il giorno 20 Aprile 2010 una delegazione dell’A.N.P.I. di Como (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) composta dai vice presidenti On. Luciano Forni e On. Renzo Pigni, nonché dal sig. Walter Nenci membro del Direttivo Provinciale si è recata dal dott. Michele Tortora, Prefetto di Como,  al quale ha portato la protesta dell’Associazione e dei democratici per la disdicevole e provocatoria manifestazione indetta dai reduci della Repubblica Sociale Italiana in ricordo di Mussolini giustiziato a Mezzegra, per ordine del CLNAI il 28 ottobre 1945.
Tale raduno che rappresenta un’apologia del regime fascista, quest’anno viene fatto coincidere con la celebrazione del 25 Aprile, giornata della Liberazione e Festa Nazionale voluta dalla Repubblica Italiana, creando uno stridente contrasto fra i nostalgici di un’esperienza nefasta come il fascismo e i sentimenti del popolo italiano fedele alla Libertà e alla democrazia sancite dalla Costituzione.
Al sig. Prefetto è stata sottolineata la gravità dell’iniziativa che rischia di creare contrasti e turbativa dell’ordine pubblico.
Per questo la delegazione dell’A.N.P.I. ha chiesto che il Prefetto intervenga presso il Questore perché il raduno dei neofascisti sia vietato, anche per rispettare le norme vigenti della legge Mancino, che vietano l’apologia del fascismo.
Il Prefetto che ha preso nota della vibrata protesta si è riservato di parlare con il questore e di far conoscere la decisione delle Autorità di P.S.
L’A.N.P.I. prende l’occasione per invitare le autorità locali e le popolazioni a voler celebrare degnamente il 25 Aprile  riconfermando fiducia nei valori della Costituzione Repubblicana  e rinnovando un riconoscente ricordo per i morti e i combattenti della Lotta di Liberazione.

Comitato Provinciale di Como – Via Brambilla, 39 – tel. e  fax  031 30.80.66