UN VOTO PER USCIRE DALLA DRAMMATICA EMERGENZA DEL PAESE.

L’appello al voto approvato dal Comitato nazionale ANPI nella riunione del 17 settembre 2022

UN VOTO PER USCIRE DALLA DRAMMATICA EMERGENZA DEL PAESE

L’ANPI, che non sostiene alcun partito perché è autonoma, ma al contempo non è indifferente, invita ad un voto a difesa della Costituzione e a sostegno dell’antifascismo.

In questa drammatica fase della vita del nostro Paese, l’ANPI si rivolge alle cittadine e ai cittadini perché si rechino alle urne. Certo, c’è malessere e disincanto. Ma senza voto non c’è nessuna soluzione ai problemi delle famiglie, nessuna democrazia rappresentativa, nessuna partecipazione. Non votare vuol dire rinunciare a un diritto costruito in passato con storiche lotte, e costituito nel dopoguerra con le elezioni del 1946 e con la Carta costituzionale. Non è la soluzione, è una resa. Occorre rilanciare lo spirito costituzionale come comune sentire, come cemento che ci fa popolo italiano, popolo europeo, popolo del mondo, come possibilità di dare una risposta seria al dramma sociale in corso.

La Costituzione, che incarnava i valori di democrazia, libertà, uguaglianza, lavoro, solidarietà, pace per cui si era battuto l’antifascismo e il movimento della Resistenza, è stata la base per la ricostruzione dell’Italia dopo il fascismo e la guerra.

Oggi, nella drammatica situazione del Paese, bisogna riscoprire quei valori e attuarli pienamente per uscire dall’emergenza, rasserenare il presente, disegnare il futuro. Per questo occorre attuare la Costituzione e riaffermare gli ideali dell’antifascismo.

1. Grazie alla natura parlamentare della Repubblica e alla divisione dei poteri, si è garantito per più di mezzo secolo benessere, progresso, libertà, unità del Paese. Da tempo però l’Italia attraversa una crisi democratica dovuta alla scarsa rappresentatività del Parlamento ed al suo ruolo marginale, alla messa all’angolo della partecipazione popolare. Occorrono grandi cambiamenti per una vera democrazia costituzionale: un sistema dei partiti più democratico, una legge elettorale che rappresenti il Paese reale, una ritrovata centralità del Parlamento. Invece le proposte di presidenzialismo e di autonomia differenziata scardinerebbero alla radice ogni equilibrio mettendo in discussione il funzionamento della democrazia, allargando a dismisura le differenze fra nord e sud dell’Italia, colpendo la sanità e la scuola pubblica.

2. Dal dopoguerra ad oggi, dopo la tragica esperienza del ventennio, la natura profondamente antifascista della Repubblica e della Costituzione ha salvaguardato il Paese da qualsiasi tentazione autoritaria o illiberale. Va contrastato qualsiasi tentativo più o meno dichiarato, di rifarsi alle idee, o ai simboli, o all’esperienza storica del fascismo.

3. Occorrono risposte strutturali per fermare il generale impoverimento degli italiani contrastando la dilagante diseguaglianza; una vera politica economica per il rilancio sostenibile delle attività produttive, provvedimenti urgenti per difendere il lavoro, salvaguardare i pensionati. L’Italia è colpita al cuore dal rapidissimo aumento del costo della vita. Abolire il sostegno pubblico ai disoccupati, imporre una tassa uguale per tutti, criminalizzare i migranti, contrastare le conquiste sociali, attaccare i diritti delle donne, incrementare le disparità di genere ed opporsi all’estensione dei diritti civili vanno nella direzione opposta perché si aumentano ulteriormente le diseguaglianze e non si dà alcuna risposta ai milioni di famiglie in difficoltà.

4. L’invasione russa dell’Ucraina e il conseguente conflitto hanno determinato una situazione internazionale che sta precipitando, che ha già determinato un impatto sconvolgente sull’economia ed in particolare su quella italiana e che potrebbe degenerare in una guerra di civiltà con il rischio dell’uso dell’arma atomica. Ribadiamo che occorre un ruolo attivo delle istituzioni perché l’UE si faccia finalmente promotrice di un negoziato a partire da un immediato cessate il fuoco.

5. Il riscaldamento globale è oggi un dato di fatto, come confermato dalla recente siccità e delle ricorrenti intemperie, come la tragica alluvione nelle Marche. Occorrono interventi urgenti di tutela ambientale. Il rifornimento energetico non può andare a scapito della lotta al riscaldamento globale e della sicurezza. Invece si riaprono le centrali a carbone e si propone di riaprire le centrali nucleari: gli eventi in merito alla centrale di Zaporižžja in Ucraina confermano che non esiste centrale nucleare sicura, e il nucleare di quarta generazione è ancora una possibilità sulla carta.

6. La pandemia ha disseminato di lutti il nostro Paese. Nonostante difficoltà ed anche errori, questo flagello è stato contrastato in modo positivo. Ma la battaglia non è vinta del tutto. La pandemia continua a richiedere un’azione di prevenzione e di contrasto. Sbaglia chi sottovaluta il problema e ammicca al mondo dei no vax.

7. Mai come oggi c’è bisogno dei finanziamenti del PNRR e di un’Unione Europea democratica, partecipata, pacifica. Oggi c’è il rischio di allontanarsi da questa strada maestra, rompendo con la tradizione europeista, a partire dal Manifesto di Ventotene, di cui l’Italia è portatrice.

L’Italia può rinascere, deve rinascere, sui fondamenti costituzionali del lavoro, della libertà, della giustizia sociale, della pace. Dipende da tutti noi.

Roma, 17 settembre 2022

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

PAGLIARULO: MAI DIMENTICARE I DELITTI DELL’ IMPERIALISMO FASCISTA

12 Settembre 2022

Il testo dell’intervento del Presidente nazionale ANPI alla commemorazione del 79° anniversario della liberazione del campo di concentramento fascista di Rab (Arbe)

È per me un onore e una grande responsabilità partecipare a questa commemorazione perché non dimentico che l’Italia fascista fu il Paese aggressore e la Jugoslavia fu il Paese aggredito. È perciò con emozione e commozione che ricordo con voi le vittime del campo di Rab, giustamente definito da tanti campo di sterminio. L’Italia fascista portava avanti in modo violentissimo una politica di snazionalizzazione, come gli squadristi peraltro avevano iniziato a fare nella zona di confine fin dagli Anni 20. Parlo di commozione ed emozione perché nel mio Paese ancora oggi i crimini del fascismo nell’isola di Rab, come in tante altre località dei Paesi della ex Jugoslavia, sono sconosciuti alla grandissima maggioranza della popolazione. C’è stata e c’è ancora nel discorso pubblico italiano una vera e propria rimozione, nonostante il fatto che la ricerca storica abbia definitivamente chiarito le responsabilità dell’occupazione italiana. La mia presenza rappresenta, perciò, un doveroso gesto di riparazione e di riconoscimento dei delitti dell’imperialismo fascista. A maggior ragione oggi questo riconoscimento mi sembra importante quando nel mio Paese e in tanti altri Paesi europei si minimizzano le responsabilità dei nazifascisti, si rimuovono i crimini dell’imperialismo fascista e dell’imperialismo nazista, si mettono sullo stesso piano aggrediti ed aggressori. Ma da tale riconoscimento, dalla verità sui tanti delitti compiuti nel corso dell’occupazione italiana della Jugoslavia, deve sorgere un nuovo sentimento di amicizia tra i popoli e le nazioni, fra gli Sloveni, i Croati e gli Italiani. Proprio perché oggi tornano in Europa parole come guerra, morte, distruzione, c’è bisogno di uno scatto di dignità, di una prova di solidarietà, di un nuovo impegno comune, di altre parole, come pace, umanità, fraternità. L’altro ieri l’isola di Rab e questo campo sono stati visitati da una delegazione di italiani guidata dallo storico Eric Gobetti e giunta su questa terra proprio per riconoscere e condannare i crimini dei fascisti. È grave che mai nessuno dei criminali di guerra italiani sia stato punito per le sue responsabilità. Qui, nell’isola di Rab, non ci fu bisogno di fucilare nessuno. Per annientare almeno 1.500 persone bastava la fame, i maltrattamenti, le malattie perché la condizione degli internati era consapevolmente al di sotto della soglia di sopravvivenza: una deportazione disumana. L’anno prossimo è l’80° anniversario della liberazione dell’isola. Non ci può essere oblio per la memoria. Formulo l’augurio che le più alte autorità italiane si rechino il 10 settembre 2023 in pellegrinaggio nell’isola di Rab, non solo per deporre un fiore sulla tomba di tanti morti innocenti ma anche per contrastare ogni forma di nazionalismo, di razzismo, di imperialismo e perché si apra finalmente una stagione nuova nei rapporti fra gli Stati: solo dalla collaborazione, dalle reciproche aperture, da ogni tipo di scambio può nascere un nuovo umanesimo. Viva l’amicizia fra i popoli sloveno, croato, italiano!

Gianfranco Pagliarulo

Rab – 10 settembre 2022

PRESIDENZIALISMO E AUTONOMIA DIFFERENZIATA: COME SCARDINARE LA COSTITUZIONE

7 Settembre 2022

Il 16 settembre, presso la sede della FNSI a Roma, conferenza promossa dall’ANPI. Interverranno Betty Leone, Gaetano Azzariti, Rosy Bindi, Pier Virgilio Dastoli. Concluderà Gianfranco Pagliarulo. Porterà un saluto per la FNSI Giancarlo Tartaglia. L’ingresso sarà rigorosamente su invito. I giornalisti possono accreditarsi scrivendo a ufficiostampa@anpi.it

PAGLIARULO:IL 10 SETTEMBRE SARO’ ALL’ ISOLA DI ARBE (CROAZIA) PER RICORDARE LE VITTIME DEI CRIMINI FASCISTI.

8 Settembre 2022

Alle 16 di sabato 10 settembre presso il Memoriale delle vittime del fascismo dell’isola di Rab (Arbe), in Croazia, si svolgerà la commemorazione del 79° anniversario della liberazione del campo di concentramento. Quest’anno durante la commemorazione parleranno, tra gli altri, il Ministro della Difesa della repubblica di Slovenia Marjan Šarec e il Presidente nazionale ANPI

Alle 16 di sabato 10 settembre presso il Memoriale delle vittime del fascismo dell’isola di Rab (Arbe), in Croazia, si svolgerà la commemorazione del 79° anniversario della liberazione del campo di concentramento. Durante l’occupazione italiana, nel campo situato sulla piana di Kampor nell’isola di Rab furono deportati migliaia di civili slavi, prevalentemente sloveni, ma anche croati ed ebrei, che furono decimati dalla fame, dalle malattie, dalle privazioni, dai maltrattamenti. I deceduti “ufficiali” furono 1.435, ma la cifra fu con tutta probabilità molto superiore. Nessuno ha mai pagato per questi crimini. Non solo. Domina la Grande Rimozione, come per tanti altri crimini commessi dai fascisti. Sul Memoriale presente sull’isola sono ricordate le vittime del “campo di internamento per civili più grande e con il maggiore numero di vittime della seconda guerra mondiale”.

Quest’anno durante la commemorazione parlerà il Ministro della Difesa della repubblica di Slovenia Marjan Šarec. Dopo di lui interverranno il presidente nazionale dell’associazione partigiana slovena ZZB NOB Marijan Krizman, il presidente nazionale dell’associazione partigiana croata Franjo Habulin, e, per la prima volta, il Presidente nazionale dell’ANPI Gianfranco Pagliarulo. “Vado ad Arbe – dichiara Pagliarulo – per un doveroso gesto di riparazione e di riconoscimento dei crimini dei fascisti italiani. Arbe fu un vero e proprio campo di sterminio, uno dei delitti più gravi dell’occupazione italiana, ma non certo l’unico. La mia presenza mi sembra un atto necessario a maggior ragione oggi, quando in Italia si tende a sottacere o a minimizzare le responsabilità del ventennio, o a mettere in un unico calderone fascisti e antifascisti, o ancora dimenticare i crimini dell’imperialismo italiano del tempo. Ma vado anche per rafforzare l’amicizia fra i popoli sloveno e croato e il nostro Paese, un’amicizia che passa necessariamente dal riconoscimento delle nefandezze dell’occupazione italiana della Jugoslavia. Mai come oggi occorrono parole di pace, di umanità e di fraternità. Mi auguro che il prossimo anno, in occasione dell’80° della liberazione del campo, sia presente anche una delegazione delle Istituzioni della Repubblica italiana“.

L’UFFICIO STAMPA ANPI

8 settembre 2022

PAGLIARULO: RICORDO ALL’ ON. MELONI CHE L’ UNICO PERIODO STORICO IN CUI ERA NECESSARIO AVERE UNA TESSERA PER FARE CARRIERA FU IL VENTENNIO.

31 Agosto 2022

A seguito delle sue dichiarazioni a Catania, il Presidente nazionale ANPI ricorda all’On. Giorgia Meloni l’obbligo di giuramento di fedeltà al fascismo per i Professori universitari

“Ricordo all’on. Meloni che l’unico periodo storico in cui era necessario avere una tessera per fare carriera fu il ventennio e che, in particolare, nel 1931, si impose ai professori universitari di prestare il seguente giuramento: “Giuro di essere fedele al Re, ai suoi Reali successori e al Regime Fascista, di osservare lealmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, di esercitare l’ufficio di insegnante e adempiere tutti i doveri accademici col proposito di formare cittadini operosi, probi e devoti alla Patria ed al Regime Fascista. Giuro che non appartengo né apparterrò ad associazioni o partiti, la cui attività non si concilii coi doveri del mio ufficio”.

Gianfranco Pagliarulo

31 agosto 2022

ADDIO A LORENZA CARLASSARE

Una donna libera e coraggiosa, il suo battagliare per la convivenza civile e pienamente democratica, per la moralità delle Istituzioni, per la loro radice antifascista. Una donna di carattere costituzionale. La sua scomparsa è una grave perdita per il nostro Paese. Terremo vive la sua intelligenza e la sua passione.

Gianfranco Pagliarulo, presidente Anpi.

CIAO VILMA

ANPI DONGO, 11 agosto 2022

Vilma Conti Salice, la staffetta patigiana, è andata oltre.

E’ stata una colonna portante dell’antifscismo comasco. Ha condiviso la sua memoria, vivace e ricca, con tante generazioni, nelle scuole dove incontrava con entusiasmo i giovani. La sua presenza, nei luoghi dove ricordiamo il sacrificio dei Partigiani, dava valore e significato alla Memoria. Senza retorica, con voce gentile e decisa, com’era la sua bella persona, trasmetteva pensieri maturati nella sua vita di staffetta partigiana. Lei era una ragazza cresciuta in una famiglia di convinti antifacisti, che aveva maturato la sua scelta e aveva deciso da che parte stare: quella della Libertà.

Giovanissima, saliva sui monti dell’alto lago per consegnare lettere e messaggi ai Partigiani. Di lei si fidavano, primo fra tutti Enrico Caronti, commissario politico della 52a Brigata Garibaldi. La forza di Vilma era quella di vincere la paura. Come quando da sola, in bicicletta, raggiunse a Como il padre detenuto nelle carceri fasciste. Questa forza la conservò anche nella sua professione a guerra finita. Quante donne aiutò a partorire la levatrice Vilma, raggiungendo in piena notte i paesi della valle!

Amante della vita, buona e giusta.

ANPI DONGO la saluta con immensa riconoscenza e gratitudine per gli ideali a cui ha creduto e per la sua testimonianza. Andremo avanti con un grande vuoto.

Bella ciao, Vilma.

E’ SCOMPARSA LA PARTIGIANA VILMA CONTI

Gravedona, 11 agosto 2022

Como 11 agosto 2022
In memoria di Vilma Conti Salice
E’ mancata oggi, all’età di 93 anni, la nostra cara Vilma, giovanissima staffetta della 52° Brigata Garibaldi
operante in alto lago. Presidente onoraria della sezione ANPI di Dongo di cui per tanti anni fu Presidente
effettiva, ruolo lasciato solo per limiti di età, membro del Direttivo Provinciale della nostra Associazione
da una vita. Noi vogliamo ricordarla come testimone infaticabile dei fatti storici avvenuti a Dongo nei
giorni della Liberazione, ma in particolar modo per il suo inossidabile antifascismo. Per il suo lavoro di
proselitismo nei confronti delle giovani generazioni, per i suoi interventi chiari e mai urlati anche di
fronte a fatti che la turbavano nel profondo come le manifestazioni filonaziste del 28 aprile e dintorni
nella sua Dongo.
Grazie Vilma, grazie del tuo impegno, per la tua lezione di vita e di Democrazia e per la tua lotta in difesa
della Costituzione Italiana, nate anche con il tuo contributo e quello di tutti caduti per la Libertà. Una sola
cosa ci sentiamo di prometterti, porteremo alto il tuo testimone e continueremo sulla strada che ci hai
indicato. Giungano ai figli Giancarlo, Anna e Lidia e alle rispettive famiglie le più sentite condoglianze
dell’ANPI tutta.
Per l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
il presidente Provinciale di Como Manuel Guzzon, a nome di tutti gli antifascisti comaschi