Ponte Lambro, assente l’opposizione, manifesta la Pace

Mentre il sindaco di Inverigo fa togleire la bandiera della Pace dalla scuola altri comuni del Comasco manifestano per la Costituzione e contro il genocidio.

Il 14 ottobre il Consiglio comunale di Ponte Lambro ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal gruppo consiliare di maggioranza Insieme per Ponte Lambro sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Come al solito l’opposizione ha brillato per la sua assenza non essendo presente nessun consigliere. Dopo l’approvazione della mozione sono state esposte in aula consiliare le bandiere della Pace e della Palestina che al termine del consiglio comunale sono state poste alla finestra sopra l’entrata principale del palazzo comunale. Ponte Lambro così come altre amministrazioni comunali della provincia di Como prende una posizione chiara sul genocidio del popolo palestinese ad opera del governo israeliano e auspica che il processo di pace in corso comporti finalmente la conclusione del conflitto. [Manuel Guzzon, Anpi Provinciale di Como]

Di seguito la mozione approvata:

Il consiglio comunale di Ponte Lambro.
Premesso che:
I popoli israeliano e palestinese hanno diritto alla pace e alla sicurezza e ciò può essere garantito solo attraverso una forte azione da parte della comunità internazionale che porti ad una pace giusta e duratura basata sul rispetto del diritto internazionale e la piena applicazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;
Nella Striscia di Gaza i bombardamenti, le distruzioni di scuole, di centri sanitari, di abitazioni civili sono all’ordine del giorno, l’invasione e l’occupazione messa in atto dal governo israeliano comporta uno sterminio e come riconosciuto dall’Onu il genocidio della popolazione palestinese.
Impegna il sindaco e la giunta:
A promuovere nelle opportune sedi e canali istituzionali presso il Governo e presso l’Anci ogni possibile azione utile:
A riconoscere a tutti gli effetti lo Stato di Palestina come entità sovrana, nei confini precedenti all’occupazione del 1967 e con Gerusalemme capitale condivisa;
di agire in sede ONU per un immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, per permettere alla Palestina e a Israele di negoziare direttamente in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità; di impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di diritto internazionale per fermare la colonizzazione e l’annessione dei territori occupati palestinesi.
Esprime altresì:
Solidarietà nei confronti di Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati. Oggetto di attacchi vergognosi e insensati e di sanzioni del Dipartimento di stato americano per aver denunciato in un rapporto alle Nazioni Unite lo stato di occupazione e di genocidio nella striscia di Gaza e il coinvolgimento e la complicità di migliaia di aziende nella politica di sterminio perpetrata dal governo israeliano.


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