LA CONDANNA DEGLI SKINHEADS

Commento dell’ Osservatorio democratico sulle Nuove Destre.

Sono stati tutti condannati in primo grado dal Tribunale di Como i tredici membri del Veneto fronte skinehads che la sera del 28 novembre 2017, con metodo squadrista, fecero irruzione in una riunione del movimento Como Senza Frontiere, all’interno del Chiostrino di Santa Eufemia, in centro città, obbligando con violenza e minacce i volontari ad ascoltare la lettura di un comunicato che stigmatizzava l’attività di assistenza ai migranti portata avanti dall’associazione. Undici di loro si sono visti comminare una pena di un anno e otto mesi, mentre per altri due la condanna è stata di un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione. L’accusa era di violenza privata, articolo 610 c.p. che punisce con la reclusione fino a 4 anni «chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa». L’azione dei naziskin era stata con tutta evidenza preordinata ed organizzata a livello centrale, facendo convergere su Como militanti provenienti da Brescia, Genova, Piacenza, Varese, Lodi e Mantova. Solo tre erano comaschi. Anche l’età degli imputati risultava significativa, con uno solo sotto i trent’anni, diversi ultraquarantenni e un 53enne. Tutti già noti per il loro attivismo. Tra questi anche chi in precedenza era stato condannato in via definitiva a 6 anni 2 mesi per tentato omicidio e lesioni gravi nei confronti di due ragazzi, uno dei quali, ferito al viso, è rimasto sfregiato per sempre. Fatto avvenuto nel 2009 nel Piacentino. Ma è stato dalle perquisizioni e, soprattutto, dalle memorie di computer e telefoni cellulari, che sono emersi gli elementi più inquietanti dell’intera inchiesta: manifesti di eventi in memoria di soldati nazisti, foto di Hitler e di Mussolini, di svastiche e di raduni di nostalgici impegnati nel saluto romano. Oltre alle parti lese anche l’Anpi e l’Arci erano state ammesse come parti civili. L’eventuale risarcimento potrà essere valutato in separata sede. La sigla del Veneto Fronte Skinheads ha accompagnato in Italia fin dalle origini il fenomeno naziskin. Attivo come gruppo dal 1985, da quando aggregandosi attorno ad alcune bande di nazi-rock di Vicenza si pose l’obiettivo della costruzione di un circuito musicale dai connotati esplicitamente razzisti. Dopo essersi formalmente costituito come associazione culturale nel gennaio 1991, progettò la nascita di un nuovo soggetto, denominato Base autonoma, non più solo confinato al Veneto. Strinse rapporti con associazioni analoghe presenti in altre città, tra le altre, Azione Skinhead a Milano, e avviò stretti legami con alcune frange del neofascismo a partire dal Movimento politico. Si allacciarono contatti anche a livello internazionale, tra gli altri, con il Ku Klux Klan e gli ustascia. L’intenzione era quella di suscitare in Italia un’ondata xenofoba. Il Vfs ha fin dall’inizio fatto esplicita professione di razzismo, riconoscendo come propri maestri Giovanni Preziosi, Alfred Rosenberg, Jiulius Evola, Corneliu Codreanu, Léon Degrelle e Ante Pavelic. L’ammirazione per il Terzo Reich hitleriano, i suoi leaders e i suoi simboli, continua ancor oggi, quando ormai a dirigere l’associazione si è fatta avanti una nuova leva, tra questi i militanti di Como.

OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE

2 febbraio 2022.


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