I SEI MARTIRI DI CIMA

Sono i partigiani Giuseppe e Angelo Selva, di Cima di Porlezza, Livia Bianchi, partigiana combattente, Ennio Ferrari del Fronte della Gioventu’, di 17 anni, l’ operaio Gilberto Carminelli e Andrea Capra.

Dopo lunghi mesi di lotta sulle montagne, ormai stremati, spinti dalla fame e dal freddo intensissimo di quell’inverno del 1945 i sei scendono nella notte del 20 gennaio a Cima di Porlezza, per rifugiarsi temporaneamente nella baita di un antifascista parente dei Selva. In seguito a una delezione la baita viene circondata dai fascisti e, dopo un breve scontro a fuoco, ingannati dalla promessa di avere salva la vita, i sei partigiani si arrendono.

Invece vengono disarmati, percossi e avviati, in quella gelida alba del 21 gennaio 1945, lungo un sentiero ripido che porta al cimitero di Cima, sulla collina. Vano il tentativo del parroco del paese di salvare loro la vita. Giunti sul luogo della fucilazione a Livia Bianchi, in quanto donna, venne proposto di avere salva la vita, ma la giovane rifiutò fieramente, preferendo morire con i suoi compagni. Per questo gesto le verrà conferita la Medaglia d’Oro.

Livia Bianchi ” Bruna”

Ennio Ferrari ” Filippo”

Angelo Selva ” Puccio”

Giuseppe Selva

Andrea Capra ” Russo”


Scopri di più da ANPI - Comitato Provinciale di Como ETS

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.