LA BALLATA DEL 3%

dal sito Libertà e Giustizia

La ballata del 3%

di Elisabetta Rubini

La vicenda della “clausola di non punibilità” scivolata dentro nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri la vigilia di Natale presenta sfaccettature divertenti. Come abbiamo letto, una apposita commissione, presieduta da un autorevolissimo fiscalista ed ex presidente della Corte Costituzionale, lavorava da mesi al testo della legge delega in materia fiscale, in coordinamento con il Ministero dell’Economia. Il testo licenziato dalla commissione non conteneva alcuna disposizione mirante a depenalizzare le condotte di evasione e frode fiscale la cui rilevanza si attestasse al di sotto del fatidico 3% del reddito del pertinente periodo di imposta. Una simile norma, come denunciato tra l’altro da Maria Cecilia Guerra, viceministro del lavoro, non troverebbe giustificazione, specie per le condotte di frode, privilegiando tra l’altro gli evasori ricchi rispetto a quelli poveri. Infatti, una evasione di 10.000 euro condurrebbe in galera un soggetto con un reddito inferiore a 300.000 euro, mentre sarebbe penalmente irrilevante per chi ha redditi superiori. Se davvero si voleva depenalizzare le violazioni meno gravi, non era più semplice e meno iniquo stabilire una soglia aritmetica al di sotto della quale escludere la sanzione penale?


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