NOTAZIONI DI CARLO SMURAGLIA, PRESIDENTE ANPI NAZIONALE.
Puntuale come un cronometro, rispunta – di quando in quando – l’idea del presidenzialismo, da affrontare subito dopo la riforma del Senato. Non so più come fare a ripetere che di presidenzialismo, nell’ANPI, ben pochi vogliono sentir parlare. La stragrande maggioranza di noi è fermamente convinta che questa è una Repubblica ancora troppo fragile perché ci si possa permettere il lusso di insistere su istituti, come il “premierato”, il “presidenzialismo”, e così via, che parlano sempre il linguaggio della concentrazione del potere in poche mani.
Ma è ovvio che l’ostilità di sempre si rafforza nel momento in cui si parla, praticamente, di “abolire” il Senato (cioè di togliere di mezzo un vero Senato elettivo e con poteri equilibrati rispetto alla Camera), si cerca di aumentare il potere del Governo di influire sull’agenda del Parlamento, ci si propone addirittura di aumentare le firme sia per l’iniziativa popolare, sia per il referendum ; non dimenticando che c’è sempre, a mezz’aria, una riforma della legge elettorale che di certo non restituisce poteri ai cittadini, anzi continua ad incidere negativamente sulla rappresentanza.
In queste condizioni è meglio per tutti dire subito che di “presidenzialismo” non se ne parla proprio, non è un tema attuale e non lo sarà neppure in prosieguo, in un Paese che non ha bisogno di dividersi ancora, ma semmai di ritrovarsi attorno ai temi del lavoro, della crescita, del rilancio delle attività produttive, e così via.
Stupisce il fatto che ai ballons d’essai, lanciati periodicamente da membri di Forza Italia, né il Governo e neppure i partiti che ne fanno parte riescano a dare una risposta netta e precisa, mostrando a tutti un’autentica chiusura verso una novità non gradita. Anzi, da parte di membri del Governo si continua a dire che adesso c’è da affrontare la riforma del Senato e poi si vedrà. Non è possibile compiere un piccolo, modesto sforzo, per dire di no e basta?
Oppure anche su questo esiste già qualche accordo più o meno segreto? Vorrei proprio sperare di no; ma raccomando a tutti, comunque, di stare in guardia, pronti a reagire.
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