8 MARZO – LA RESISTENZA TACIUTA

Le donne nella Resistenza sono ovunque. Ricoprono tutti i ruoli. Sono staffette, portaordini, infermiere, medichesse, vivandiere, sarte. Diffondono la stampa clandestina. Trasportano cartucce ed esplosivi nella borsa della spesa. Sono le animatrici degli scioperi nelle fabbriche. Hanno cura dei morti. Compongono i loro poveri corpi e li preparano alla sepoltura. Un certo numero di donne imbraccia le armi. […] Tuttavia le donne non hanno ottenuto quei riconoscimenti che meritavano.
Angelo del Boca, partigiano, scrittore e storico

Senza le donne non ci sarebbe stata la Resistenza.
Arrigo Boldrini (Bulow),
medaglia d’oro della Resistenza

Già è stata notata la riluttanza a far sfilare le partigiane nei cortei di liberazione: essa non è che il preludio del silenzio che da allora coprirà centinaia di storie vissute da queste donne; silenzio delle istituzioni, anzitutto, ma silenzio delle donne stesse che si sono volontariamente emarginate dalle cerimonie e dalle manifestazioni celebrative, non meno che dai riconoscimenti e dalle onorificenze, per naturale riserbo, riacquistato col ritorno alla normalità. […] La storiografia ha continuato perciò a considerare e valutare l’operato femminile in base al grado di avvicinamento ai valori, alle dinamiche delle azioni maschili. Individuare ciò che di nuovo emerge da questi nuovi soggetti storici che agiscono in condizioni loro proprie, del proprio sesso, e secondo propri criteri, significa allargare il raggio di visione della storia, vederne la complessità e la contraddizione e soprattutto non trascurarne mai il legame inscindibile con la vita di tutti.

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http://www.archiviocaltari.it/2010/04/25/partigiane-la-resistenza-taciuta/


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