PREMIATA LA PARTIGIANA WILMA CONTI

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Alla presenza di un folto pubblico ( fra cui un commosso gruppetto di iscritti all’Anpi), il 19 giugno u.s. ad Erba la partigiana Wilma Conti è stata premiata “Donna Lariana ad honorem”.

Qui sotto un articolo della nostra Gigliola Foglia.

LE MANI DI WILMA

Nella Bibbia è scritto: “Come sono belli sui monti / i piedi del
messaggero di lieti annunci,/ che annuncia la pace”.
Io vorrei raccontare come sono belle le tue mani.
Erano ancora mani di bambina quando, su un carrettone
di macchina per scrivere che adesso è in un museo, scrivevi una pagina
di storia della nostra libertà .
Mani che, ormai adulte, hanno portato nel mondo centinaia di nuove
vite; mani con cui hai aiutato tuo marito nel lavoro e hai accompagnato
sulle strade della vita le tue figlie e i nipoti.
Queste mani ancora oggi tengono alta una bandiera che dice “Non
dimenticare”.
Grazie Wilma
18-19 giugno 2013

E’ stato consegnato durante un’animata serata a Erba il Premio Donna
Lariana 2013, promosso dal Comitato per la Promozione
dell’IMprenditoria Femminile di cui è presidente Ornella Gambarotto.
Della Giuria facevano parte l’on.le Chiara Braga, l’Assessore del
Comune di Como Giulia Pusterla, Daniela Maroni Consigliera  Regionale,
Giulia Parini giornalista, la Comandante dei Vigili del Fuoco Marisa
Cesareo, l’arch. Anna Proserpio, l’ing. Annarita Polacchini di ASF, 
Serena Zanfrini e Tiziana Martinelli imprenditrici.
Si è voluto dare un segnale forte scegliendo persone attive su fronti
‘caldi’ quali la lotta alla violenza sulle donne, alla disoccupazione
giovanile, e al disagio portato dalla disabilià .

Giustamente i media hanno dato spazio alle quattro premiate, scelte
(con difficoltà , hanno ammesso i giurati) tra una rosa di 20
segnalazioni: Maria Antonietta Russo, direttrice della Casa di
Orientamento Femminile C.O.F. di Montano Lucino, Marina Nelli
coordinatrice del corso Fashion & Textile Design dell’Accademia di
Belle Arti : Galli’ di Como nonchè fodnatrice del corso di laurea di
Fashion Design dell’Istituto Europeo del Design, e terze ex aequo
Luigia Giudici, presidente della Coop. Il Ciliegio di Vertemate con
Minoprio, e Wanda Bertacchi, presidente dell’Ass. Il Melograno di Erba,
che si occupano di persone diversamente abili e della loro
integrazione.
Ma non è da dimenticare la signora Wilma Conti di Dongo, insignita
della Menzione d’Onore: bellissima ottantatreenne, nata a Dongo il 10
febbraio 1929, figlia di un partigiano combattente, diventà staffetta
partigiana a soli 14 anni, tra l’altro dattiloscrivendo messaggi per
Enrico Caronti (che lei chiamava zio, e che sarà  torturato e ucciso a
Menaggio); assiste dalla finestra di casa allo smascheramento di
Mussolini sulla piazza di Dongo. Ostetrica di condotta dal 1953 al 1988
circa, sulla condotta comprendente Gravedona, Consiglio Rumo, Peglio,
Livo, Dosso del Liro, e chiamata anche alla supplenza della condotta di
Dongo, in un’epoca in cui le levatrici erano magari guardate come
‘donne perdute’ perchè erano tra le prime a indossare i pantaloni… in
realtà  una scelta di decenza, al posto delle sottane svolazzanti,
quando si trattava di spostarsi in bicicletta. Nel 1955 sposa Romano
Salice, figlio di Vitaliano fondatore nel 1919 della Salice Occhiali
(una delle attuali eccellenze italiane nel mondo) e ne ha due figlie;
di esse Anna è attualmente la ‘terza generazione’ per l’azienda ormai
famosa in tutto il mondo per l’occhiale sportivo e da lavoro.
Wilma non ricoprì incarichi in questa ditta, ma aiutò il marito in
un’altra attività  produttiva di materie plastiche, la IPL, dal 1955 al
1975. Resta vedova nel 1978.
Iscritta da sempre all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, è
stata per un ventennio presidente dell’ANPI di Dongo e consigliere
provinciale. E’ inoltre membro della neonata associazione per il Museo
della Resistenza di Dongo, nonchè dell’Istituto di Storia Contemporanea
“P.A. Perretta” di Como.
Lo scorso anno ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica
dalle mani del Prefetto Michele Tortora.
Risiede a Gravedona.

Ha accolto con gioiosa sorpresa il riconoscimento, tenutole nascosto
fino all’ultimo istante, e ha così ringraziato giurati e organizzatori:
“Ho sentito con piacere che nelle edizioni precedenti avete premiato
un’ostetrica, anch’io lo sono stata per quasi quarant’anni, in un
periodo in cui ci si muoveva su per i monti a piedi o in bicicletta,
perchè gli ospedali non c’erano… Vi ringrazio di questo premio che
accetto a nome di tutte le donne che sono state arrestate, torturate
per la libertà , e faccio un appello a impegnarci perchè simili cose non
accadano più”.
Gigliola Foglia

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