FRANCESCO PEITI – UN EROE SCONOSCIUTO

UN CERTIFICATO DEGLI ALLEATI RENDE ONORE A FRANCESCO PEITI

In vita non cercò clamore nè riconoscimenti o medaglie, eppure rischiò la propria pelle pur di mettere in salvo ebrei, partigiani, sbandati in fuga dal nazifascismo.

E’ la storia di Francesco Peiti, olgiatese nato nel 1914 a Sierra City ( California) e morto nel 1975 ad Olgiate. Durante la seconda guerra mondiale si distinse per gesti nobili, che meritano di essere raccontati e ricordati. Lo sostiene Ernesto Maltecca, presidente dell’Associazione provinciale Combattenti e Reduci, pure alla guida del sodalizio olgiatese. Maltecca e il segretario Michele Boninsegna , infatti, sono entrati in possesso di un certificato scritto, in inglese e in italiano, rilasciato a Francesco Peiti quale attestato di ” gratitudine e riconoscimento per l’aiuto dato ai membri delle Forze Armate degli Alleati che li ha messi in grado di evadere o di evitare di essere catturati dal nemico”. Certificato firmato dal maresciallo britannico Alexander, comandante supremo delle Forze alleate del Mediterraneo.

“il documento è stato trovato dai figli fra le carte del padre – spiega Maltecca – Fa onore alla famiglia ed è testimonianza di come Peiti fu importante per la Liberazione. Io che conobbi  Francesco detto Checo, in quei momenti rischiosi, lo trovai eccezionale sia sul lato umano che per la riservatezza e la stima che aveva anche tra le persone Oltreconfine. Solo alcuni del Comitato di Liberazione Nazionale sapevano della sua attività importante e pericolosa: a casa sua ospitava ebrei, partigiani e sbandati in attesa dell’ora del passaggio in Svizzera. Per loro, nella casa di Peiti al Bontocco, vitto e alloggio”. Maltecca ricorda che Checo fu arrestato per aver macellato una bestia, cosa allora proibita se fatta senza autorizzazione. Fu arrestato, per mettergli un po’ di paura, ma poi rilasciato. E’ sempre stato una persona schiva, non ha mai cercato pubblicità, riconoscimenti o medaglie. E il documento di cui siamo venuti a conoscenza, purtroppo solo ora, testimonia quello che abbiamo sempre detto di patrioti e partigiani italiani: hanno dato agli alleati un grande contributo per la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Ringrazio la famiglia Peiti di aver dato, non tanto a noi ma all’intera comunità locale e italiana, questa testimonianza”.

Da: il Giornale di Olgiate, 25/02/2012


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