ANCORA SUICIDI IN CARCERE

 ANCORA SUICIDI IN CARCERE

E’ ancora fresca la notizia della morte del giovane detenuto nel carcere Buoncammino di Cagliari, ancora tanto lo sgomento per l’ennesimo suicidio dietro le sbarre,ma non basta ad evitarci di apprendere l’ennesima tragica notizia. Sono stati registrati altri due morti nelle carceri italiane. Il numero dei decessi nei penitenziari italiani sale cosi’ a 179. Per cause ancora da accertare un detenuto nel carcere di Taranto e’ stato trovato morto sulla sua branda. Si tratta di Vincenzo Angelillo, di 40 anni. Il medicolo legale parla di “Morte naturale” sul referto, tuttavia i dubbi sorgono spontanei.
Dopo Vincenzo, a poche ore di distanza, sono morti un detenuto di nazionalità greca che si è impiccato nell’infermeria delle carceri di Civitavecchia, Roma, e un altro giovane detenuto straniero, un marocchino di soli 26 anni, nel carcere di Busto Arsizio: il giovane è morto dopo aver sniffato il gas della bomboletta usata per cucinare in cella. La cosa più drammatica è sapere che non ha retto pur sapendo che tra un mese sarebbe stato libero di uscire dal penitenziario. Non possiamo sapere cosa abbia spinto il ragazzo così giovane ad un gesto così estremo, proprio quando era arrivato a fine pena, forse la solitudine, forse le disumane condizioni di vita dentro le sbarre.

Il carcere dovrebbe servire ad aiutare i detenuti a pagare il proprio debito con la giustizia ma anche a rendere chi è stato condannato una persona migliore. Il carcere dovrebbe fornire una via per la riabilitazione, stare dietro le sbarre dovrebbe poter dare qualcosa anche di positivo a chi vive un’esperienza così forte. Purtroppo però spesso non è così.

Il ministro della giustizia Paola Severino a Bruxelles ha così “commentato” le recenti tristi vicende:  “Ho visitato il carcere; so quanto dolore ci sia nell’espiazione e quanto sia difficile affrontare tutto questo”.



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