PROPOSTA DI LEGGE PER RICOSTITUIRE IL PARTITO FASCISTA

PRESENTATA IN PARLAMENTO UNA POPOSTA DI LEGGE PER ABOLIRE DALLA COSTITUZIONE LA NORMA CHE VIETALA RICOSTITUZIONE SOTTO QUALSIASI FORMA DEL PARTITO FASCISTA.

Sei senatori della repubblica, diventati presto cinque, hanno presentato un disegno di legge costituzionale – atto senato n° 2651 – per abrogare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta la riorganizzazione «sotto qualsiasi forma» del disciolto partito fascista. Il primo firmatario della proposta, il senatore del Pdl Cristiano De Eccher, è stato condannato dalla corte di appello di Roma nel 1981 a due anni di reclusione proprio per propaganda in favore della ricostituzione del partito fascista, cioè per violazione della legge Scelba.
La proposta di legge è stata presentata a fine marzo, il manifesto ne aveva dato notizia sabato scorso, ieri se n’è accorto anche il presidente del senato Renato Schifani che si è detto «esterrefatto» e ha informalmente invitato i presentatori a fare retromarcia. L’unico che lo ha ascoltato è anche l’unico senatore non del Pdl, Egidio Digilio, un finiano di Matera con gli stessi trascorsi missini degli altri, rimasti invece con Berlusconi. Tra i quali spicca De Eccher per i suoi trascorsi nell’eversione nera: è stato il responsabile per il Trivenento di Avanguardia nazionale. Per questo è stato anche indagato nell’inchiesta sulla bomba di piazza Fontana, prima da Gerardo D’Ambrosio – oggi suo collega al senato, dove ha commentato così: «Non mi stupisco, è quello che è sempre stato» – poi da Guido Salvini secondo il quale De Eccher è stato il custode del timer della bomba della strage del 12 dicembre 1969.
Interessanti anche gli altri senatori firmatari del disegno di legge: Fabrizio Di Stefano, indagato per corruzione in un’inchiesta sui rifiuti della procura di Pescara. Francesco Bevilacqua, senatore calabrese con un fratello arrestato per usura. Il ligure Giorgio Bornacin, noto per aver preso a pugni un contestatore del ministro La Russa. E infine Achille Totaro, cioè colui che durante un consiglio comunale di Firenze definì il partigiano medaglia d’oro Bruno Fanciullacci «un assassino vigliacco». Da questo gruppo è stato convinto a uscire il «futurista» Digilio, dopo un colloquio che dev’essere stato animato con Italo Bocchino. Anche Fini ha definito la proposta di abolire la XII disposizione «una follia». Lo stesso Fini che ne presentò una identica nel 1994, quando An era nella maggioranza del primo governo Berlusconi.

Andrea Fabozzi – Il Manifesto  06/04/2011


Scopri di più da ANPI - Comitato Provinciale di Como ETS

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento